Tra slogan e finti risparmi: il dilemma dei costi delle Province05/05/2012
Provocazioni pure: visto che il Governo ha indetto il concorso a premi “fai la tua spending review” con l’idea di chiedere ai cittadini dove loro taglierebbero gli sprechi, è giusto parteciparvi.Inutile, probabilmente, aspettarsi troppo dai suggerimenti dei cittadini. E’ chiaro che l’iniziativa produrrà, per quei pochi che risponderanno, per la maggior parte contumelie dovute al fastidio che gli italiani provano per la pubblica amministrazione, la politica e i dipendenti pubblici. Facile immaginare le richieste di licenziare la metà dei dipendenti o di ridurre lo stipendio. Del resto, per anni il Ministro della Funzione Pubblica non ha fatto altro che tacciarli di “fannulloni” e “panzoni”, dunque perché non potrebbero anche i cittadini? Dunque, l’“ideona intelligente” (un po’ come la famosa “canzone intelligente” di Cochi e Renato) per la spending review deve essere, non può che essere l’abolizione delle province. E’ il mantra ormai ossessivo, dal quale non potrà che liberarci l’effettivo compimento del disegno. Dunque, preghiamo il Presidente Monti di farlo e di farlo in fretta, così che la questione si chiude, si compie il beau geste e si chiude l’argomento. Ma, contestualmente si aprirebbe il tema che nessuno è in grado o vuole affrontare, ovvero scoprire quale sia il rapporto costi-benefici della soppressione delle province.
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