La sfida del Governo sull’open government: nomine, trasparenza, partecipazione03/05/2012
Il governo Monti in queste settimane si confronta con una sfida ulteriore, rispetto a quella strettamente economica: prodursi in un metodo che sia in discontinuità con le pratiche precedenti operate dal sistema dei partiti. Questo significa applicare processi trasparenti e che facilitino la partecipazione, in sostanza di open government. Ma le prime mosse non sembrano all’altezza delle aspettative e delle necessità. L’ultima prova in tal senso è venuta dal sondaggio del 22/4 di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera: solo il 2% di Italiani dichiara di avere fiducia nei partiti e solo il 10% nel parlamento. La fiducia in coloro che attualmente costituiscono la “classe politica” non è mai stata così bassa. Gli elementi che portano a questa valutazione negativa sono tanti, ma certamente tra questi, per più osservatori, sono la mancanza di trasparenza, l’autoreferenzialità e la scarsa propensione ad aprirsi a dibattiti e partecipazioni.
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