Articoli relativi a ‘fondazione ifel’

I comuni italiani: numeri e mappe. La rubrica di Ifel scheda n.33
03/04/2014

Le schede on line di Ifel, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (www.fondazioneifel.it), che saranno pubblicate nel sito Comuni.it ogni quindici giorni, cercano di descrivere, con numeri e mappe sulle principali variabili territoriali, socio-demografiche, economico-produttive ed istituzionali, il mondo eterogeneo degli 8.092 comuni italiani. Una rappresentazione grafica e numerica dell’istituzione più vicina al cittadino utile a quanti, semplici curiosi, studiosi della materia o amministratori, intendano avere una conoscenza più approfondita del territorio in cui vivono e lavorano.

Scheda n.33: GLI IMPIEGHI BANCARI NEI COMUNI ITALIANI

L’analisi dei dati relativi agli impieghi bancari nel periodo 2001-2013, evidenzia come, complessivamente, nei comuni italiani aumenti progressivamente la propensione all’indebitamento da parte dei cittadini che fanno un ricorso sempre maggiore a misure creditizie. Nel periodo di riferimento, infatti, si assiste ad una progressiva crescita degli impieghi bancari pro capite: si passa da un importo medio nazionale di 20.784 euro del 2001 a 36.514 euro nel 2013. Si tratta di un trend che riguarda i comuni di tutte le regioni italiane, ad eccezione delle realtà laziali che nel periodo 2007-2013 registrano una riduzione degli impieghi pro capite pari a -1.797 euro, passando da 38.241 euro a 36.444 euro.

A livello medio nazionale, nel periodo 2001-2007, complessivamente, si registra uno scarto medio maggiore (+8.990 euro) rispetto ai 6 anni successivi (+6.741 euro). Nel primo intervallo temporale, il dato rilevato nei comuni delle regioni meridionali risulta essere sempre più basso rispetto al valore medio, mentre appare piuttosto eterogenea la situazione delle realtà comunali centro-settentrionali: quelle piemontesi, valdostane, liguri, umbre e laziali hanno, in media, uno scarto inferiore, mentre le restanti realtà presentano valori superiori.

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I comuni italiani: numeri e mappe. La rubrica di Ifel scheda n.32
07/03/2014

Le schede on line di Ifel, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (www.fondazioneifel.it), che saranno pubblicate nel sito Comuni.it ogni quindici giorni, cercano di descrivere, con numeri e mappe sulle principali variabili territoriali, socio-demografiche, economico-produttive ed istituzionali, il mondo eterogeneo degli 8.092 comuni italiani. Una rappresentazione grafica e numerica dell’istituzione più vicina al cittadino utile a quanti, semplici curiosi, studiosi della materia o amministratori, intendano avere una conoscenza più approfondita del territorio in cui vivono e lavorano.

Scheda n.32: LA PARTECIPAZIONE FEMMINILE ALLA CARICA DI SINDACO

Solo l’11,7% dei comuni italiani è amministrato da una donna, ovvero 939 degli 8.018 (75 comuni commissariati a luglio 2013) sindaci del Paese. Tale percentuale, ancora piuttosto contenuta, rispecchia la più generale bassa incidenza femminile nel mondo delle istituzioni e nel mercato del lavoro italiano.

A livello regionale, quasi tutti i comuni del nord registrano una partecipazione femminile superiore alla media nazionale; infatti, sono i comuni dell’Emilia-Romagna a detenere la percentuale più elevata (il 18,8% dei sindaci è donna), seguono i comuni lombardi (15,0%) che, in valori assoluti, registrano il numero più elevato di sindaci donna (230). Con una percentuale superiore al 14%, si individuano i comuni valdostani, veneti e piemontesi.

Tra le amministrazioni comunali del nord, solo i comuni del Trentino-Alto Adige presentano una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale di donne elette alla carica di sindaco (l’11,4% vs 11,7%). Al centro Italia superano il valore medio nazionale i comuni di Umbria e Toscana (14,1% e 12,3%), mentre nei territori locali marchigiani e laziali si registrano percentuali inferiori (rispettivamente pari a 10,0% e 7,0%).

Al sud, invece, solo nei comuni della Sardegna la partecipazione femminile ha un valore superiore al dato medio nazionale: il 12,0% dei sindaci sardi è donna. Nei comuni delle altre regioni meridionali l’amministrazione femminile presenta valori molto contenuti. I comuni campani registrano l’indice inferiore, con appena il 4,7% di donne elette alla carica di sindaco.

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I comuni italiani: numeri e mappe. La rubrica di Ifel scheda n.31
21/02/2014

Le schede on line di Ifel, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (www.fondazioneifel.it), che saranno pubblicate nel sito Comuni.it ogni quindici giorni, cercano di descrivere, con numeri e mappe sulle principali variabili territoriali, socio-demografiche, economico-produttive ed istituzionali, il mondo eterogeneo degli 8.092 comuni italiani. Una rappresentazione grafica e numerica dell’istituzione più vicina al cittadino utile a quanti, semplici curiosi, studiosi della materia o amministratori, intendano avere una conoscenza più approfondita del territorio in cui vivono e lavorano.

Scheda n.31: IL LIVELLO DI ATTENZIONE PER RISCHIO FRANE NEI COMUNI ITALIANI

Le caratteristiche geologiche del territorio italiano, costituito per il 75% da zone montano-collinari, rendono le frane un fenomeno estremamente diffuso. Per numero di vittime e danni causati a centri abitati, infrastrutture, beni ambientali, storici e culturali, gli smottamenti del terreno sono secondi solo ai fenomeni sismici.

Nell’analisi dei diversi livelli di attenzione per rischio frane, i comuni italiani sono stati classificati secondo quattro livelli che vanno da “molto elevato”, quando le geometrie delle frane coinvolgono il tessuto urbano continuo e discontinuo, le aree industriali o commerciali, a “molto basso”, nel caso in cui si tratti di comuni che non hanno fatto registrare nessun fenomeno franoso.

Considerato l’intero territorio nazionale, i comuni che presentano un livello di attenzione compreso tra “medio” e “molto elevato” sono il 70,5% del totale delle realtà locali italiane. Le regioni maggiormente interessate sono quelle che presentano una notevole diffusione di aree montano-collinari, come la Valle d’Aosta, le Marche, il Molise e la Basilicata in cui tutti i comuni sono coinvolti in fenomeni franosi di diversa portata. La situazione opposta si registra nei territori delle amministrazioni pugliesi, venete e lombarde, dove in più della metà delle realtà locali non sono state censite frane: in particolare si tratta del 69,8% dei comuni pugliesi, del 58,5% di quelli veneti e del 56,3% delle amministrazioni lombarde.

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