Articoli relativi a ‘aliquote imu’

IMU, sospensione o maledizione? 20 milioni di problemi
07/05/2013

Imu, basta la parola. Anzi, nella fattispecie a parlare sono i numeri: 9.6 milioni di case, 45 milioni di italiani. Sono cifre che è necessario conoscere per capire quanto sia centrale la riforma dell’imposta municipale unica, che già ai tempi dell’Ici aveva la stessa rilevanza dal momento che l’82% degli italiani è proprietaria almeno di una casa e il 73% vive in una casa di proprietà. In considerazione di questi dati è facile capire quanto importante sia per Letta rassicurare la popolazione e perché il Pdl di Berlusconi abbia spinto tanto nella direzione di abolire e restituire l’Imu. Pdl, tra l’altro, che non si accontenta dell’abolizione e della restituzione, quest’ultima è bene ricordare che è praticamente irrealizzabile, ma mira anche alla sospensione sui terreni agricoli, che in ogni caso sono già stati esentati dai numerosi correttivi già intervenuti sull’Imu e secondo le regole vigenti pagano la tassa solamente se sono produttivi e collocati in pianura, e non in uno dei Comuni classificati come montani o collinari che occupano circa il 54% del territorio nazionale. Questi numeri sono inseriti nel rapporto 2012 dell’Agenzia del territorio, e rivelano che oltre ai 19.6 milioni di abilitazioni principali ci sono anche 12,5 milioni di “pertinenze”, ossia di garage, cantine, o tettoie collegate alla casa. Il discorso qui si fa più complesso ed è bene che chi si occuperà degli espedienti tecnici della proroga tenga conto anche di questo dato. Le regole dell’Imu, infatti, consentono di ritenere “pertinenza” e quindi di trattare alla stregua dell’abitazione  solo una unità immobiliare per categoria catastale, ciò vuol dire che il proprietario di una casa con due garage distinti dal punto di vista catastale ha dovuto scegliere quale stimare come pertinenza e quale no, pagando su di esso l’aliquota per gli altri immobili, 7.6 per mille più i possibili ritocchi fissati dai singoli comuni.

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IMU alle poste, come pagare via bollettino postale?
04/12/2012

Non può mancare, in ottica IMU, la guida alla compilazione del bollettino postale per il saldo che, giova ricordarlo, dista solamente due settimane. Dopo la mappa delle aliquote comunali e il software gratuito di calcolo per il pagamento della seconda rata dell’Imposta municipale unica, in primis c’è da rimarcare che dallo scorso 1° dicembre è disponibile oltre al modello F24 anche il modello di bollettino postale, come stabilito dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 23 novembre 2012 recante “Approvazione del modello di bollettino di conto corrente concernente il versamento dell’imposta municipale propria (IMU)“, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 289 del 30 novembre scorso. Il contribuente può effettuare il versamento della seconda rata dell’imposta recandosi in un ufficio postale o attraverso il servizio telematico gestito da Poste italiane.  Il modello di bollettino di conto corrente postale, approvato dal decreto ministeriale,  è valido per tutti i comuni del territorio nazionale, riporta obbligatoriamente il numero di conto corrente 1008857615 e l’intestazione “Pagamento Imu”.

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Imu prima casa: tre settimane per sapere tutto
28/11/2012

Continua, il conto alla rovescia al pagamento del saldo IMU: tra tre settimane (17 dicembre), infatti, per chi non ha ancora chiuso la partita sarà ora di farlo, e in quest’ottica è molto utile, dopo aver sottolineato tutte le possibili modalità di pagamento, fornire qualche indicazione utile sul pagamento della seconda rata (vai all’apposito software gratuito di calcolo per conoscere gli importi esatti). Ci occupiamo in particolare della prima casa sulla quale, secondo i dati del Rapporto “Immobili in Italia 2012″, presentato nei giorni scorsi, i contribuenti pagheranno in media 206 euro (leggi anche “IMU prima casa, l’importo medio è di 206 euro“). Sulla prima casa  il pagamento va fatto a conguaglio con l’acconto pagato a metà giugno, applicando l’aliquota stabilita dal Comune di residenza per tutto l’anno.  Ricordiamo che il pagamento non è dovuto se l’imposta nel suo complesso non supera i 12 euro l’anno o la soglia minima stabilita dal Comune di residenza. Si intende come “Prima casa” l’immobile nel quale il proprietario risiede anche anagraficamente, due condizioni che vanno obbligatoriamente rispettate.  Sull’abitazione principale sono previste alcune detrazioni: 200 euro in quanto prima casa, che va proporzionata al numero di mesi nel quale l’immobile è utilizzata come abitazione principale e in quote uguali se ci sono più proprietari, 50 euro per ogni figlio con meno di 26 anni purchè residente nello stesso immobile considerato “prima casa” e non necessariamente fiscalmente a carico.

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