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brutto vortice a PR, arrestato comandante!
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> La Polizia e il Cittadino
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jaco78



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MessaggioInviato: Mar 27 Dic 2011 - 12:02 am    Oggetto: Rispondi citando

ippocampo2009 ha scritto:
MO221400 ha scritto:
vedo dei passi avanti
Shocked Rolling Eyes Rolling Eyes


Sfotti?...si vede che hai fatto festa oggi e sei allegro.... Laughing Laughing



Laughing manca davvero poco e sostituiremo i pochi semafori rimasti, volutamente spenti per noi, con cappotto guanti bianchi e l'immancabile casco metropolitano...
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Mar 27 Dic 2011 - 12:04 am    Oggetto: Rispondi citando

Beh, mettiti gli occhiali e di che si appannano, per cui non puoi fare il "semaforo umano"..... Laughing Laughing
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SUB LEGE LIBERTAS
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MO221400



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Residenza: RICORDA, potrebbe succedere a te....

MessaggioInviato: Mar 27 Dic 2011 - 12:12 am    Oggetto: Rispondi citando

ippocampo2009 ha scritto:
MO221400 ha scritto:
vedo dei passi avanti
Shocked Rolling Eyes Rolling Eyes


Sfotti?...si vede che hai fatto festa oggi e sei allegro.... Laughing Laughing


no, mi allineavo al pensiero del nuovo comandante.............. oltre a digerire la polenta...

e poi..... vuoi mettere una sana passeggiata dove hai due opzioni per recarti al servizio che ti hanno "comandato"
1- controllo di tutti gli esercizi commerciali del percorso (così non fai torto a nessuno) ed anche controllo dei veicoli che incroci....
2- tiri diritto SENZA vedere nulla finché non arrivi a destinazione e solo allora "cominci" a lavorare... però stai attento all'orologio per calcolare quando devi tornare per essere in tempo utile in Comando.....

in pratica con modalità "1" percorri si e no 300/400 mt al giorno e in modalità "2" ......

jaco78 ha scritto:
Laughing manca davvero poco e sostituiremo i pochi semafori rimasti, volutamente spenti per noi, con cappotto guanti bianchi e l'immancabile casco metropolitano...


così si risparmierà la corrente per farli funzionare..... Rolling Eyes
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chi è senza PEC scagli la prima...
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jaco78



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MessaggioInviato: Mar 27 Dic 2011 - 12:17 am    Oggetto: Rispondi citando

no, mi allineavo al pensiero del nuovo comandante.............. oltre a digerire la polenta...

e poi..... vuoi mettere una sana passeggiata dove hai due opzioni per recarti al servizio che ti hanno "comandato"
1- controllo di tutti gli esercizi commerciali del percorso (così non fai torto a nessuno) ed anche controllo dei veicoli che incroci....
2- tiri diritto SENZA vedere nulla finché non arrivi a destinazione e solo allora "cominci" a lavorare... però stai attento all'orologio per calcolare quando devi tornare per essere in tempo utile in Comando.....

in pratica con modalità "1" percorri si e no 300/400 mt al giorno e in modalità "2" ......

io opterei per la modalità 1, se adottata da tutti nel giro di una settimana ci comandano in servizio automontato a bordo di bmw 535 per farci stare boni Laughing Cool Laughing
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AMG



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MessaggioInviato: Mar 21 Feb 2012 - 7:19 am    Oggetto: Rispondi citando

http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_20/cazzullo-parma_69068cc0-5b8c-11e1-9554-12046180c4ab.shtml


una città, un paese
Parma tra scandali e musica

Cosa è rimasto dopo le inchieste
La città sotto indagine dove tutti rubavano tutto ora è appesa a musica e cibo (parmigiano fatto dai sikh)


PARMA - Rubavano tutti, di tutto, su tutto. Tutti, secondo l'accusa: dal capo dei vigili al capo dello staff del sindaco. Di tutto: le tangenti venivano pagate non solo in denaro - spesso sul conto di mogli e fidanzate -, ma con assunzioni e favori, lavori in giardino e nelle case al mare, e anche un iPad, un impianto a gas sull'auto dell'anziano genitore, una moto da trial per il figlio. Su tutto: i pasti dei bambini nelle mense scolastiche, le rose per le fioriere sul torrente - 180 mila euro di rose -, le luminarie di Natale, costate solo 15 mila euro; peccato che nessuno le abbia viste. Fino a quando non è arrivato il Di Pietro di Parma, Gerardo Laguardia, a scoperchiare il sistema, far dimettere il sindaco, indagare undici assessori su tredici; il dodicesimo, Giovanni Paolo Bernini, è stato direttamente arrestato; il tredicesimo, Roberto Ghiretti, ex giocatore di volley, è il prossimo candidato sindaco.
Gerardo Laguardia, il Di Pietro di ParmaGerardo Laguardia, il Di Pietro di Parma

Il parmigiano e il Parmigianino, il prosciutto di Parma e «La Certosa di Parma», «Sangue a Parma» di Ferrata e Vittorini e il profumo Acqua di Parma, «La Favorita del Duca di Parma» e «Gialloparma», il Parmacotto e il Ris di Parma; per tacere di Parmalat. Parma medievale, dove Benedetto Antelami scolpì la fatica dell'uomo mese per mese, luglio miete, settembre vendemmia, novembre ammazza il maiale. Parma francese, con il suo modo di arrotare la erre, un accento tutto suo diverso da quello emiliano; le vie del centro non si chiamano vie ma strade e borghi, al mare non si va a Rimini ma alle Cinque Terre. Parma capitale, del Granducato e della musica: nel giro di qualche chilometro sono nati Paganini, Verdi, Toscanini, Renata Tebaldi. Ognuno dei 180 mila parmigiani avrebbe il suo motivo per sentirsi orgoglioso di una piccola patria dalla forte personalità, così importante per definire l'identità italiana. Proprio per questo sono così arrabbiati nel vedere la città degradata a capitale degli scandali. Non era ancora sanata la grande truffa Parmalat, che è esploso lo scandalo del Comune.

Il viaggio a Parma comincia nella procura della Repubblica. Tra un interrogatorio e l'altro, il procuratore Laguardia racconta come tutto è cominciato. Ad accendere la scintilla del rogo fu un negoziante, che vide il vicino gettare nella spazzatura un vecchio computer, e i camion dell'Enia, la municipalizzata, portarlo via come se non fosse un rifiuto speciale, da smaltire a parte. Il procuratore cominciò a indagare. Era il 2009. Trovò un ex funzionario, «mi pare si chiamasse Ferrari, il ragionier Ferrari», disposto a parlare. Fece nascondere nella sede dell'Enia le telecamere, che filmarono il pagamento di una tangente. Ordinò i primi arresti. L'operazione fu chiamata Green Money: fatture gonfiate per lavori di manutenzione del verde pubblico, inutili o mai eseguiti. Poi l'operazione ha cambiato nome: Easy Money. I magistrati hanno prima pescato i pesci piccoli, funzionari comprati per pochi euro o qualche favore. Sono stati loro ad accusare i veri beneficiari, i padroni del Comune. Così sono finiti in carcere i principali collaboratori del sindaco Pietro Vignali, l'ex capo di gabinetto Carlo Iacovini e il responsabile del settore ambiente Manuele Moruzzi. La procura ha poi indagato l'intera giunta, per la delibera che doveva stravolgere l'antico ospedale del '400 con una serie di lavori, compresa l'apertura di un albergo. Alla seduta mancavano gli assessori Bernini e Ghiretti e il sindaco Vignali, non indagato ma ribattezzato «Vignavil» per l'ostinazione con cui è rimasto attaccato alla poltrona sino al settembre scorso, e anche «Svignali» per le fughe precipitose dal palazzo comunale assediato da centinaia di parmigiani inferociti.

Il procuratore Laguardia è un milanese arrivato a Parma a 15 anni. Fu lui, appena entrato in magistratura, a smascherare lo scandalo edilizio del '75, il primo dell'Italia consociativa. Anche allora - racconta - rubavano tutti: la giunta socialista e comunista, e l'opposizione democristiana. Però rubavano per il partito. A un certo punto Psi, Pci e Dc decisero di costruire il centro direzionale e di intestarselo: crearono così una società in cui ognuno aveva il suo prestanome. Adesso, spiega Laguardia, si ruba per sé e per i propri cari. Il capo dei vigili, per esempio: Giovanni Maria Jacobazzi, ex tenente dei carabinieri, chiamato in città dopo lo scandalo del 2008, quando un ragazzo africano di nome Bonsu, scambiato per uno spacciatore, fu picchiato e umiliato dai vigili. Per rimediare, il Comune contribuì a finanziare un film riparatore, «Baciato dalla fortuna», con Vincenzo Salemme nei panni di un vigile di Parma, ovviamente buono. E si affidò a Jacobazzi. Accusato ora di aver venduto informazioni riservate per 4 mila euro a un investigatore privato di Monza. C'è poi un'intercettazione in cui si scusa con il signor Parmacotto, Marco Rosi, per una multa da 150 euro - occupazione abusiva di suolo pubblico, colpa dei tavolini del suo locale -: «Signor Rosi, sono mortificatissimo e incazzatissimo, lavoro con un branco di imbecilli...». In carcere è finito anche un imprenditore, Alessandro Forni, con l'accusa di aver comprato l'appalto per un'area addestramento di cani poliziotto, mai realizzata. Il procuratore Laguardia ha chiesto conto a Jacobazzi
Il Teatro Regio (Ansa)Il Teatro Regio (Ansa)
dei giri in macchina a fianco di Forni, che guidava la sua Aston Martin con la patente scaduta: «Ma lei non lo sapeva?». «Certo che lo sapevo: sono il capo dei vigili». «E perché gli consentiva di guidare senza patente?». «Be', non ero mica in servizio...».

Piccole cose. Segni di uno stile, di un costume, come le «attrici» che comparivano alle prime del Regio accanto al sindaco, una sera Rossella Brescia, un'altra Sara Tommasi (quando però i giornali ipotizzarono che avesse portato lui Nadia Macrì ad Arcore, il sindaco ebbe un moto di ribellione: «Ma vi pare che Berlusconi abbia bisogno di me per conoscere belle donne?»). L'inchiesta ora punta sulle grandi opere, sui veri affari. Il ponte a Nord, opera faraonica per scavalcare un torrente, fortunatamente incompiuta (il progetto prevedeva una copertura con i negozi). Il cantiere infinito della stazione, degno di una metropoli. Lo Stu-Pasubio, un intero quartiere tipo Vele di Scampia da ridisegnare. Non si faranno invece la metropolitana, il Palasport, il centro anziani. Il procuratore sospetta che fossero pretesti per lucrare sul denaro pubblico. Il Comune è gravato dai debiti - l'opposizione dice 630 milioni -, e non poteva spendere. Così costituiva società miste, per potersi permettere consigli d'amministrazione ben retribuiti e consulenze da scambiare con altri favori. Le indagini sono talmente numerose che Laguardia non ha più uomini. E incombono i processi per l'altro grande scandalo: Parmalat. Tre sostituti se ne sono andati. Ne restano quattro. A maggio arriva un uditore. Ma il processo contro Deutsche Bank e Morgan Stanley dovrebbe cominciare il mese prossimo, e rischia di saltare.

Calisto Tanzi, almeno lui, ha pagato. Trentasette anni e 11 mesi di carcere. Dovesse farli tutti, uscirebbe a 111 anni (ne ha 73). Ora è ricoverato in ospedale, nel reparto detenuti, accanto a un pensionato che ha strangolato la moglie. Rifiuta il cibo, lo nutrono con una sonda. I suoi avvocati sostengono che sta morendo e chiedono i domiciliari; il tribunale deciderà il 6 marzo. Finora ha sempre detto no, anche a causa della collezione d'arte su cui Tanzi ha investito sino all'ultimo, lasciando l'azienda al proprio destino. Il genero Stefano Strini, marito di Laura Tanzi, la terzogenita, avrebbe confessato alla procura di aver nascosto lui i quadri, nel 2003; ora ha cambiato vita, fa il kebabbaro. La collezione Tanzi è stata anche recensita
Calisto Tanzi (Ansa)Calisto Tanzi (Ansa)
da Sgarbi: il «Ritratto di donna» di De Nittis vale 600 mila euro, il «Ritratto di contadina» del Favretto può arrivare a 800 mila; l'«Autoritratto» di Antonio Ligabue è tra i 500 e i 700 mila, la «Ballerina di Degas», matita su carta, non più di 200 mila. Poi ci sono i disegni di Severini e Modigliani, l'incisione di Grosz, l'acquerello di Cezanne, il pastello di Pizarro, la gouache di Utrillo. I pezzi forti sarebbero i due Van Gogh, il Manet, il Gauguin, il Picasso: roba da decine di milioni. Secondo Sgarbi, però, sono falsi. A Parma preferiscono pensarli autentici. Qualcuno racconta che le perle della collezione sarebbero tuttora nascoste nei sotterranei di una chiesa. Per il resto, i Tanzi sono stati disconosciuti da tempo: non sono neppure di Parma, ma di Collecchio. Parmalat nel frattempo è diventata francese, e la città non ha certo alzato barricate per difenderla. I veri signori qui sono i Barilla: 7 mila dipendenti in Italia, 2 mila sul posto. Dice Elvio Ubaldi, sindaco per nove anni dal '98 al 2007, che «i Barilla si fanno i fatti propri». In realtà anche loro sono dispiaciuti per quel che è successo alla città. Capita ad esempio di incontrare per strada Paolo Barilla, che racconta con un sorriso amaro della rotonda sotto casa, trasformata dalla giunta in un tripudio di aiuole tipo giardino dell'eden.

Ubaldi governò senza Lega, con i centristi e le liste civiche. Racconta che la città è sempre stata politicamente moderata, né reazionaria né rivoluzionaria, poco fascista e non troppo comunista. La sinistra cercava il compromesso con la borghesia e candidava ingegneri o notai. La destra ha candidato lui, un democristiano. Le grandi opere sono iniziate con la sua giunta, però. E Vignali è stato per nove anni suo assessore. «Non avevo capito chi fosse davvero» assicura Ubaldi. Si vota a maggio. Alle primarie qui il Pd ha vinto, con l'ex presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli. Il Pdl punta su Ghiretti. Ubaldi non ha ancora deciso se candidarsi: «È come se una vena di pazzia avesse colto gli amministratori. La protervia del potere, l'abisso della corruzione. Dobbiamo uscirne».

In passato è accaduto di peggio. Parma giunse ad accusare la sua sovrana, Maria Luigia, di zooerastia, l'amore innaturale per un animale, il cavallo Alexandre. Alberto Bevilacqua ha scritto un libro di 300 pagine su «Parma degli scandali», dal crac Salamini al giro di tangenti scoperto dal giovane Laguardia: uno degli accusati si chiamava Giuseppe Verdi, quando il suo nome rimbombava in tribunale erano tutti a disagio, anche il giudice. Poi venne il caso di Bubi Bormioli, industriale, amico dell'attrice Tamara Baroni, marito della marchesa Maria Stefania Balduino Serra. Sulla vetreria Bormioli scrissero: «Bubi, non tamareggiare». Dell'omicidio di un altro industriale, Carlo Mazza, fu accusata una ballerina dell'Est, Katharina Miroslava.

Racconta Bevilacqua che la città sa essere feroce. Quando nel 1734 vi entrò l'armata tedesca, subito fu ammazzato l'attendente del comandante, poi il principe di Wirtemberg al seguito delle truppe, infine il comandante in persona. Quando arrivarono i fascisti di Italo Balbo, Guido Picelli nascose i suoi uomini sui tetti dell'Oltretorrente, e mise in fuga le squadracce dopo una battaglia sanguinosa. Qui, nel quartiere popolare, si stabilirono Dickens, Leopold Mozart e Byron, che si calava zoppo al lume di una lanterna nella Camera del Correggio. Oltretorrente viveva Francesco Mazzola detto Parmigianino, prima di abbandonare la pittura per l'alchimia. Il professore di storia dell'arte di Bevilacqua era Attilio Bertolucci, il poeta, padre di Bernardo, il regista. Pure il negozio del genero di Tanzi - Pfk: pizza focaccia kebab - è nell'Oltretorrente, in borgo Coccone; ma anche lui deve passarsela male, le serrande sono sempre chiuse.

Poi ci sono le cose che funzionano. L'Authority sull'alimentare. Il collegio europeo. Le cucine Scic, il gruppo chimico Chiesi. L'università si considera la più antica d'Europa (discende dallo studio fondato nel 960 dal vescovo Oddone), la Gazzetta di Parma è in edicola dal 1735. Ma la vera forza della città è la commistione tra spirito e carne, la cultura della musica - Parma Lirica, il Club dei Ventisette, il Circolo Falstaff - e quella del cibo. Il culatello di Zibello, il salame di Felino, la spalla cotta di San Secondo, la culatta di Fontanellato, e poi gola, pancetta, gambetto, gambettino, fiocco, fiocchetto, strolghino, coppa, prete, ciccioli, e ovviamente il prosciutto di Parma: 4.781 allevamenti, 9 milioni di prosciutti, un miliardo e mezzo di fatturato. Il vero miracolo, però, è il parmigiano. Un distretto che comprende anche Reggio, Modena, la provincia di Mantova a Sud del Po, quella di Bologna a Ovest del Reno. Foraggi e latte solo della zona, 383 caseifici, 3.500 stalle, 244 mila mucche, un consorzio che porta in tribunale chiunque si azzardi a chiamare un formaggio «parmesan», «parmeso», «parmetta». Il parmigiano quello vero ormai lo fanno i sikh, guidati dal casaro, che di solito è ancora italiano. Ma adesso c'è anche il primo casaro indiano, Singh Sarabjit, 42 anni. Non porta il turbante ma il cappellino con la scritta «consorzio parmigiano reggiano». Nato in Punjab, dove i contadini hanno dimestichezza con le mucche, qui ha imparato a rompere la cagliata, coagulare il latte con lo «spino», raccogliere con la pala la massa caseosa, lavorare le forme, farle invecchiare, marchiarle a fuoco, dar seguito alla fatica secolare dei parmigiani, che né le bizzarrie di Maria Luigia, né gli imbrogli di Tanzi, né i latrocini comunali potranno mai interrompere.
http://blog.aldocazzullo.it

Aldo Cazzullo
20 febbraio 2012 | 12:23© RIPRODUZIONE RISERVATA
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miky85



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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 6:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

22/02/2012 - ParmaStampa


Jacobazzi: "Migliaia le multe annullate, ma mezza Parma verrà con me in tribunale"

Georgia Azzali

Comandante, anche lei qua...». Il benvenuto, quel 24 giugno di otto mesi fa, quando varcò il portone di via Burla, glielo porse un albanese che lui aveva arrestato. Quaranta giorni di cella, un paio di mesi ai domiciliari, poi l'obbligo di dimora, e da metà novembre la libertà. Da guardia a ladro. Da una parte all'altra della barricata, Giovanni Maria Jacobazzi, anche se il capo della polizia municipale dell'era Vignali, indagato per corruzione, tentata concussione e peculato d'uso, precisa subito: «Tutte accuse infondate,
da allora vengo diffamato».

Torniamo indietro: perché il sindaco la nominò comandante dei vigili urbani?
«Sono stato contattato nella primavera- estate del 2008 da Vignali. Voleva riorganizzare il corpo della polizia municipale secondo
una logica diversa: non dimentichiamoci, infatti, la Carta di Parma, le frequenti visite in città dell'allora ministro Maroni. Il sindaco
mi conosceva e pensò a me».

Perché lei allora guidava il Nas di Parma o eravate amici da prima?
«Lo conobbi quando presi il comando del Nas. E quando mi propose l'incarico di capo dei vigili, accettai. Ma sorsero subito delle
polemiche, perché non partecipai ad alcuna selezione. Fui anche accusato di non avere i titoli, ma era falso, visto che la procura ha archiviato tutto». (...)

Prima di affrontare le accuse, parliamo del capitolo multe: quante ne ha cancellate?
«Chi fa il comandante dei vigili deve sapere che ha delle pressioni, altrimenti fa altro. Io non ho strappato nulla, ma è vero che ho annullato migliaia di multe. E sono sicuro che tutti vorranno accompagnarmi in tribunale, quando e se sarà: i politici, gli assessori, gli alti funzionari della pubblica amministrazione e i notabili locali che chiamavano decine di volte. Questa è l'Italia...».

(...) Tutte le dichiarazioni dell'ex comandante Jacobazzi in esclusiva nella lunga intervista sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/122900/Jacobazzi%3A_Migliaia_le_multe_annullate_ma_mezza_Parma_verr%C3%A0_con_me_in_tribunale.html
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aesse61



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MessaggioInviato: Gio 23 Feb 2012 - 11:35 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
«Chi fa il comandante dei vigili deve sapere che ha delle pressioni, altrimenti fa altro. Io non ho strappato nulla, ma è vero che ho annullato migliaia di multe. E sono sicuro che tutti vorranno accompagnarmi in tribunale, quando e se sarà: i politici, gli assessori, gli alti funzionari della pubblica amministrazione e i notabili locali che chiamavano decine di volte.


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Citazione:
Questa è l'Italia...».


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max67



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MessaggioInviato: Gio 23 Feb 2012 - 1:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

aesse61 ha scritto:
Citazione:
«Chi fa il comandante dei vigili deve sapere che ha delle pressioni, altrimenti fa altro. Io non ho strappato nulla, ma è vero che ho annullato migliaia di multe. E sono sicuro che tutti vorranno accompagnarmi in tribunale, quando e se sarà: i politici, gli assessori, gli alti funzionari della pubblica amministrazione e i notabili locali che chiamavano decine di volte.


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sento puzza di minaccia Question


Citazione:
Questa è l'Italia...».


la sua, non la mia.


è ovvio che si tratta di una minaccia, anzi forse di una promessa, perchè purtroppo siamo in Italia, il paese dei furbi, dove un pò tutti provano a chiedere il favore, poi se capita il casino, ti giudicano pure... per me fa benissimo a citare tutti coloro che hanno ricevuto il favore, ne vedremo delle belle.... Wink
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miky85



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MessaggioInviato: Ven 16 Mar 2012 - 11:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Pare, sembra, si dice......ma qual'è la notizia certa? Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil o è solo per gettare altra mer..a sulla P.M.? Rolling Eyes

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Guai al Comando dei vigili

Piano interrato "non a norma"Ancora problemi per la sede di via del Taglio. Pare che l'area sotterranea, che contiene uffici, sale per l'appello, strumentazione per il controllo velocità e altro sia "irregolare". Dai vertici non confermano ma gli agenti sono già pronti a fare gli scatoloni. Continuano le polemiche per la struttura inadeguata e resta ancora chiuso il parcheggio per le auto private. E intanto ritorna Emma Monguididi GIACOMO TALIGNANI


"E' un bel casino questo posto, proprio un bel casino". Lo dice senza mezzi termini una fonte interna al Comando della municipale mentre commenta "l'ultima" sulla sede di via del Taglio: "Sai che c'è adesso? C'è che dobbiamo smantellare gli uffici del seminterrato: sono abusivi".

Nato nel giugno del 2008, costato quasi 4 milioni di euro, il Comando della municipale inserito nel Centro unificato di via del Taglio continua a "puzzare". La puzza, proprio quella, fu il primo sintomo di una lunga serie di cose che non andavano: già dai primi giorni gli agenti lamentavano un forte odore avvertito d'estate, quello probabilmente legato alle interiora lavorate nel macello lì vicino. Poi ci furono le infiltrazioni d'acqua, le balaustre traballanti, le scale mal messe e infine una serie di spazi "abusivi".

Già, aree non a norma, che non erano state collaudate dopo la realizzazione. Vi ricordate la cella dove fu rinchiusa la prostituta nigeriana ritratta in una foto di Repubblica Parma? (LEGGI). Beh, quella cella, abusiva, oggi funge da archivio. Ecco, al fianco di quella gabbia sempre nel piano sotterraneo del comando ci sono diverse sale: gli uffici con la strumentazione per il controllo della velocità, la sala per l'appello che si svolge ogni mattina, una di attesa, una camera di sicurezza, un altro ufficio per le impronte digitali. Le sale risulterebbero tutte "non a norma". Il condizionale è d'obbligo perchè mentre alcuni vigili parlano di "scatoloni imminenti" per liberare l'area, dai vertici del Comando non cofermano che si tratti di zone "abusive". Eppure in questi giorni c'è un via vai di tecnici comunali per controllare quelle strutture. Sembra che non siano mai state collaudate. Il progetto fu firmato allora dal geometra del Comune Giuseppe Naddeo e l'appalto fu vinto da una ditta genovese che navigava in acque poco sicure a causa della crisi.

SCATOLONI Oggi, diversi agenti che lavoravano in quegli uffici sarebbero dunque pronti a fare gli scatoloni e a trasferirsi "nella maniera che ci indicheranno. Per ora ci hanno solo detto che ci sposteremo di sopra". Soltanto poco tempo fa il parcheggio rialzato destinato ai mezzi privati degli uomini del Comando era stato chiuso dal settore Edilizia perchè non a norma e "non è ancora stato riaperto". Del resto, un problema tira l'altro. C'è per esempio quello dei cancelli della vicina sede della Protezione Civile, dai quali si può accedere però anche al Comando. "Questo è un porto di mare: da quando è nevicato alcuni cancelli automatici si sono bloccati e non c'è modo di chiuderli...". E gli spogliatoi? "Anche quelli danno dei problemi. Sono davvero mal costruiti: non c'è una finestra nel gabinetto e nemmeno un sistema di ricircolo dell'aria...Che vergogna". E in più c'è il guaio dell'assenza di un comandante: va ricordato infatti che la municipale è senza guida - dopo l'arresto di Giovanni Maria Jacobazzi (ora libero) - da oltre 9 mesi. La nomina è imminente: il neo "capo" dovrebbe arrivare prima delle elezioni di maggio.

IL RITORNO DELLA MONGUIDI E poi c'è un ritorno, quello dell'ex Comandante della municipale Emma Monguidi. Allontanata dopo il caso Bonsu, fu trasferita pare in maniera "irregolare" ad uffici amministrativi. La Monguidi fece una causa al Comune per mobbing. Ora sembra che la vigilessa e l'Amministrazione abbiano trovato un primo accordo: l'agente rientrerà in servizio alla guida della sezione territoriale (i quartieri). Da parte sua, comunque, pare non sia finita la battaglia legale con l'ente dei portici del Grano.
(14 marzo 2012)

http://parma.repubblica.it/cronaca/2012/03/14/news/guai_al_comando_dei_vigili_piano_interrato_non_a_norma-31543521/
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AMG



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MessaggioInviato: Ven 16 Mar 2012 - 11:45 am    Oggetto: Rispondi citando

intanto su Parma continuano ad arrivare rogne.
visto che a denunciare il fatto sono i suoi colleghi.................

mi ricorda tanto quand'ero in aviazione e la fiat tipo del comandante aveva un consumo medio di 0,7km/l ...

http://www.parmaoggi.it/2012/03/15/benzina-facile-e-a-costo-zero-vigile-indagato-per-peculato/

Benzina facile e a costo zero:
vigile indagato per peculato

Faceva il pieno di benzina alla propria auto con i soldi della polizia municipale. Dovrà rispondere di peculato il vigile (A.D.M. le sue iniziali) responsabile dell’unità cinofila della municipale, che è stato denunciato dai propri colleghi alla Procura della Repubblica. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Parma che stanno ricostruendo tutti i movimenti del vigile indagato, il quale – secondo l’accusa – utilizzava una tessera prepagata, intestata al corpo della polizia municipale, per fare il pieno alla propria auto, invece che al mezzo adibito al trasporto di Ax e Paco, i due pastori tedeschi dell’unità cinofila.
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MessaggioInviato: Ven 16 Mar 2012 - 9:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ha reso i soldi del pieno"
Il legale difensore dell'agente accusato di aver fatto benzina con la tessera di servizio racconta la sua versione dei fatti: "Ha fatto un errore, ma era in buona fede: ha subito ripagato ed è stato trasparente. Non ha arrecato danno alle casse pubbliche. Chiederemo un rito alternativo"

Ottanta euro. Questo potrebbe essere il costo di una carriera. E' questo il valore di quel pieno di benzina che ha fatto avviare un procedimento per peculato nei confronti di A. D. M., cinquantenne agente della Municipale di Parma e istruttore dei cani antidroga Paco e Ax (LEGGI). Il legale difensore del vigile urbano, Alessandro Sivelli del foro di Modena, spiega che alla luce della richiesta di giudizio immediato, già fissato il 27 giugno, valuteranno certamente il ricorso a un rito alternativo, come abbreviato o patteggiamento.

"I fatti sono acclarati - spiega l'avvocato - ma bisogna valutare anche la sua buona fede e la massima trasparenza da lui tenuta fin dall'inizio". Ecco, racconta il legale, qual è la versione di A. T. M.: "Si è trovato in difficoltà con l'auto un sabato e ha fatto il pieno con la carta del distributore di carburante in uso alla Municipale. In questi casi, gli scontrini emessi dalla macchinetta debbono essere consegnati al Comune, per questioni di fatturazione. Lui ha fatto la stessa cosa anche con quello, questo dimostra che ha fatto un errore ma senza alcuna intenzione di arrecare danno, infatti il martedì successivo ha fatto un pieno dello stesso importo a una macchina della polizia pagando di tasca sua".

Come è emerso il caso, quindi? "Il lunedì un suo collega è andato a fare il benzina con la stessa carta e ha visto che solo due giorni prima erano stati erogati 80 euro, ma il serbatoio era vuoto. Si è insospettito e ha segnalato il caso. Così è partita la denuncia ai carabinieri. Il mio assistito ha lui stesso presentato una relazione al suo superiore per dichiarare che cosa aveva fatto, poi si è recato anche dai carabinieri. Ha sempre mantenuto un atteggiamento trasparente e non arrecato alcun danno alle casse pubbliche, ma ormai il procedimento penale era stato avviato".

Per il vigile, però, non è mai scattata nessuna sospensione dal servizio: il gip Alessandro Conti ha respinto la richiesta di misura interdittiva presentata dal pm in via cautelare, ritenendo i fatti esigui per un simile provvedimento.
"Ora cercheremo anche di chiedere una ridefinizione del capo d'imputazione - spiega il legale - potrebbe configurarsi un utilizzo indebito di carta di credito, che è un reato comune, invece del peculato che è un reato specifico dei pubblici ufficiali e avrebbe effetti devastanti sul piano professionale"
(maria chiara perri)
(16 marzo 2012)

http://parma.repubblica.it/cronaca/2012/03/16/news/peculato_il_legale_del_vigile_ha_reso_i_soldi_del_pieno-31671432/
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MessaggioInviato: Sab 17 Mar 2012 - 11:43 am    Oggetto: Rispondi citando

miky85 ha scritto:


http://parma.repubblica.it/cronaca/2012/03/16/news/peculato_il_legale_del_vigile_ha_reso_i_soldi_del_pieno-31671432/
riassumendo in tre righe

sabato ha fatto il pieno
lunedi l'hanno pizzicato e poi segnalato
martedi ha fatto il pieno pagando di tasca propria


mah, se io sono in difficolta e chiedessi un prestito temporaneo lo farei di 20 euro visto che poi il martedi gli 80 euro li avrei avuti.
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MessaggioInviato: Dom 06 Mag 2012 - 6:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

FINALMENTE!!!!!! Speriamo sia la persona giusta per fare uscire il Corpo da un periodo eufemisticamente buio Rolling Eyes

___________________________________________________________

Vigili urbani, Cimino vince il concorso da comandante

E' Alessandro Cimino, attuale vicecomandante della Polizia locale di Spinea, in provincia di Venezia, il vincitore del concorso per l'incarico di comandante della Polizia municipale di Parma. E' stato lui, infatti, a raggiungere il punteggio maggiore nelle prove del concorso indetto alcuni mesi fa dal commissario straordinario del Comune Mario Ciclosi per ricoprire la carica alla guida del corpo di via Del Taglio rimasta vacante dopo le dimissioni di Giovanni Maria Jacobazzi in seguito all'arresto dovuto all'indagine giudiziaria in cui era rimasto coinvolto. E di fatto il potenziale nuovo comandante dovrebbe prendere servizio quando anche il nuovo sindaco sarà già stato eletto dai cittadini, prendendo possesso della sua carica quasi contestualmente al nuovo primo cittadino.
Per il concorso si erano presentati 97 candidati e 89 erano stati gli ammessi da parte della commissione giudicante, composta dal segretario generale del Comune di Parma Guido De Magistris, dal viceprefetto Laura Cassio e dal comandante della Polizia locale di Milano Tullio Mastrangelo. Di questi, 45 sono i candidati che hanno sostenuto la prova scritta, ma poi soltanto 6 sono stati quelli ammessi alla prova orale dopo lo svolgimento anche di quella teorico-pratica. E proprio la prova orale è stata decisiva per la vittoria di Cimino, che ha ottenuto complessivamente 72/90 di punteggio, visto che dopo le prime due prove, quattro degli altri cinque candidati ammessi all'orale avevano punteggi più elevati rispetto al suo.

Una carriera tra i vigili
Alessandro Cimino ha 44 anni e lavora nel corpo di Polizia locale di Spinea, che conta su 15 componenti, da una decina d'anni, dove è vicecomandante con deleghe al contenzioso e ai contatti con la Polizia giudiziaria e supervisore dell'attività delle pattuglie su strada. A Spinea, cittadina di 27.400 abitanti dell'hinterland di Venezia, risiede fin da bambino, dove era arrivato con la famiglia in quanto il padre, di origini siciliane, era un dirigente pubblico. La madre, invece, proviene da una famiglia con origini parmigiane. Quando si insedierà, Alessandro Cimino, che verrà assunto con un contratto a tempo indeterminato, diventerà l'ottavo comandante «effettivo» (escludendo quindi i facenti funzione) della Polizia municipale di Parma dopo Emilio Bizzi, Pierluigi Bellaveglia, Gianfranco Bertolotti, Gianni Ferri, Ugo Terracciano, Emma Monguidi e Giovanni Maria Jacobazzi. g.l.z.

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/132868/Vigili_urbani_Cimino_vince_il_concorso_da_comandante.html
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MessaggioInviato: Mer 16 Mag 2012 - 9:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ha preso servizio Alessandro Cimino, nuovo comandante della polizia municipale

Ha preso servizio oggi il nuovo comandante della polizia municipale Alessandro Cimino. A dargli il benvenuto e auguragli buon lavoro è stato il commissario straordinario Mario Ciclosi, insieme al segretario generale Guido De Magistris e al vice comandante Sauro Fontanesi. Quest’ultimo ha svolto funzioni di coordinamento del Corpo negli ultimi mesi: il commissario Ciclosi, nell’occasione, lo ha ringraziato calorosamente per il servizio prestato.

CHI E' CIMINO. Nato a Venezia, classe 1974, laureato in Giurisprudenza all’Università di Parma, Alessandro Cimino proviene dal Comune di Spinea, in provincia di Venezia, dove è stato, dal 2001, commissario vice comandante.
In particolare, ha sempre seguito e coordinato il contenzioso giurisdizionale del Corpo, in qualità di funzionario incaricato di rappresentare e difendere l’Amministrazione comunale in giudizio.
Dal 2010 ha seguito nello specifico le attività del Servizio Polizia stradale - Controllo del Territorio, sovrintendendo alla formazione del personale e alle attività di infortunistica stradale e di Polizia giudiziaria. In precedenza, ha collaborato alle attività dell’Ufficio Comando. Ha svolto, inoltre, attività di docente in corsi ministeriali inerenti la sicurezza stradale.
Alessandro Cimino ha iniziato la carriera nel 2001, prestando servizio al comando della polizia municipale di Silea (Treviso). È stato Volontario del soccorso in Croce rossa.

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/134375/Ha_preso_servizio_Alessandro_Cimino_nuovo_comandante_della_polizia_municipale.html
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MessaggioInviato: Lun 02 Lug 2012 - 3:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Jacobazzi: "Sono tornato nei carabinieri"

L'ex comandante della Polizia municipale, Giovanni Maria Jacobazzi, ha inviato questo comuinicato agli organi di stampa:

Dalla fine del mese scorso sono tornato a vestire l'uniforme di ufficiale dell'Arma dei Carabinieri.

Con il mio attuale status non potrò più rilasciare interviste a nessun organo d'informazione, se non preventivamente autorizzato.

Tengo, però, a ringraziarVi per l'opportunità che mi avete dato di fornire, in questi mesi, anche la mia versione dei fatti (a partire dal tormentone dell'ulivo secolare nella casa di mia madre al mare che esiste solo nelle elucubrazioni di qualcuno) nella tragedia giudiziaria che mi ha travolto.

In un Paese come il nostro, dove vige il processo mediatico, contano solo le indagini preliminari. Il processo (quello vero, in aula), nel contraddittorio delle parti, non interessa a nessuno. Quindi, se nella conferenza stampa svoltasi nella mattinata del 24 giugno 2011, dopo il mio arresto in diretta televisiva, gli Inquirenti affermano - condendo il tutto con pesanti giudizi morali - che sono responsabile di reati gravissimi per un pubblico ufficiale (concussione e corruzione), per la collettività quello è un dato acquisito. Nel circo mediatico, la conferenza stampa vale più di una sentenza a Sezioni unite della Cassazione!

Ho pure scoperto che, dalla motivazione con cui sono stati premiati i finanzieri che mi hanno arrestato, farei parte di un "pericoloso sodalizio dedito ad attività criminose": praticamente come per i Carabinieri del Ros che hanno catturato Totò Riina...

Ribadisco, fino allo sfinimento, che non ho concusso nè corrotto nessuno. E che, a dispetto di quanto si legge sui giornali, non sono fra i responsabili degli 850 milioni di euro (fonte commissario straodinario, dott. Ciclosi) del debito del Comune di Parma. Anche perchè, i soldi contestati nei vari filoni (green money 1 e 2, easy money, spot money e C.) - tutti da dimostrare - ammontano a meno di 500 mila euro (l'accusa - ribadisco totalmente infondata- nei mie confronti è per meno di 5.000 euro). Forse bisognerebbe chiedere conto (anche indagando) a chi ha amministrato la città negli ultimi lustri per sapere che fine hanno fatto gli altri 849.500.000 euro che mancano all'appello. Posizioni apicali - incredibile - neppure lontanamente sfiorate dalle indagini!

Ho deciso, per cercare di far capire le accuse che mi sono mosse, di mettere in rete gli atti dei procedimenti a mio carico pendenti presso la procura di Parma (che mi indaga senza soluzione di continuità dal 2008). Pur non essendo ancora stato celebrato nessun processo, secondo il dott. Ingroia, procuratore aggiunto presso la procura di Palermo, e il dott. Travaglio, vice direttore del quoditiano Il Fatto, trattandosi di atti depositati si possono pubblicare. Però, prima di farlo, attendo il parere di un processual penalista dell'università Statale di Milano. Non vorrei che con grande solerzia mi fosse aperto un altro procedimento penale per rivelazioni di segreto d'ufficio. Gli avvocati costano.

Così, in attesa di potermi difendere in un'aula di giustizia, davanti a Giudici realmente indipendenti e terzi, tutti potranno leggere che non ho concusso il vigile Bergamaschi (ho solo stigmatizzato una incapacità ad esercitare l'attività di comando), non ho mai preso mazzette per dare appalti (tutti affidati nel rispetto delle regole amministrative) o strappato multe a go go (sempre annullate nel rispetto dei principi dell'autotutela e senza che io intascassi un centesimo). E, quindi, non ho dato alcun contributo al baratro dei debiti del Comune di Parma.


Circa i vari gossip che si inseguono sulla mia privata, un vero accanimento morboso, non ritengo di dire nulla. Come non ho mai detto nulla in passato. E' noto che già prima che assumessi l'incarico in Comune si vociferava che ciò fosse dovuto al fatto che ero "l'amichetto" del sindaco Vignali: fango! Altrettanto noto che sono stato descritto, poi, come il centro di femminili schermaglie amorose! Ricorderò la mia esperienza parmigiana come una diffazione continua.

E non dico nulla su quanto più volte mi è stato domandato e che è stato riportato dagli organi di stampa secondo cui il marito di chi mi ha arrestato aspirava al mio posto; e, addirittura, partecipava alle selezioni mentre io ero in carcere, con la moglie che nel frattempo dava parere contrario alla mia scarcerazione pur essendomi dimesso immediatamente. Se ciò è normale in questo Paese - e mi risulta ci siano varie interrogazioni parlamentari sul punto (oltre ad un esposto presso il Procuratore generale della Corte di Cassazione) - non sono certo io a poterlo stabilire.

Chiedo solo, dopo tutto la massima gogna subita, un minimo di rispetto. Non credo sia difficile. Quando volete, anche in caso di arresti di persone note (avvocati, appartenenti a forze dell'ordine ecc.), sapete usare le "massime cautele": e così non pubblicate alcuna foto, mettete solo le iniziali del nome, ecc. Per me, invece, a distanza di un anno c'è ancora la foto sulla home page del quotidiano on line parma.repubblica dell'arresto sotto casa: e nell'operazione green money (basta che leggiate l'ordinanza che sicuramente avete) ci sono indagati con accuse monetariamente molto ma molto più pesanti di quelle che vengono mosse a me senza che vedano la loro foto in bella vista sul sito. E, anche avendo scritto al direttore Zucconi (sei mesi orsono), non c'è verso di toglierla!

Concludo con un auspicio: ricordate che quello che è successo a me, può succedere a chiunque. Non sappiamo cosa la vita ci prospetta. Quindi, prima di crocifiggere le persone, adoperate prudenza.

Un caro saluto a tutti voi e un augurio, visto che ci siamo, di buone vacanze!

Giovanni Maria Jacobazzi

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/140926/Jacobazzi%3A_Sono_tornato_nei_carabinieri.html
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