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Denuncia per Furto al supermercato - che cosa rischio?
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nuvolina



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 10:31 am    Oggetto: Re: Denuncia per Furto al supermercato - che cosa rischio? Rispondi citando

illyxxx ha scritto:
ho rubato da un supermercato 15€ di prosciutto crudo (2 vaschette)


questo è il vero furto...ma quanto costa questo prosciutto??
faccio il conto della "massaia":
in una vaschetta in genere ce ne sono circa due etti-due etti e mezzo ...totale 4-5 etti di prosciutto crudo a 15 euro Shocked Shocked

Per una volta, visto che mi sta un po' strana tutta la vicenda, farò la provocatoria: una cosa che non capisco è perché ha battuto comunque lo scontrino: le vaschette sono già prezzate, bastava fare una banale somma a mano, con due addendi non è poi così difficile. Battuto lo scontrino come fa a dire che non è stata pagata la merce???e come fa a dire che non è colpa della cassiera che non ha battuto subito lo scontrino e lo ha fatto solo dopo(esistono due scontrini, uno con la spesa pagata e uno con le due vaschette)?
e ora ha battuto uno scontrino, in cassa dovrebbe avere i soldi e invece ha trattenuto la merce e la ha rimessa in vendita. Ergo...su quella merce, se non può dimostrare che non sia stata pagata, ci guadagna due volte?in realtà dovrebbe pure pagarci una tassa sui soldi "incassati", visto che ha battuto lo scontrino...non è che può dire che lo ha battuto ma non ha preso i soldi e comunque poi la ha rivenduta dopo...

mi placo e vado a prendermi un po' di caldo milanese Laughing
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Arma



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 10:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Tu quale articolo, sia come fatto-reato che come aggravante, contesteresti?

A mi modesto avviso : Furto ai sensi dell'Art. 624 con aggravante di cui all'art.625, c7.

Il 624-bis contempla la privata dimora e/o la violenza fisica e quindi, "Cassazionate" ( o cazzate, che dir si voglia ) a parte, normalmente non vedo perchè applicarlo a questa fattispecie ( Pubblico esercizio ) quando è evidente che la ratio legis naviga in senso opposto ( privata dimora ), tanto più che qui non abbiamo nemmeno quella violenza sulle cose che potrebbe rendere, forse, un pochino più "digeribile" il 624.bis.

Citazione:
Art. 625 cp .
Circostanze aggravanti.

La pena per il fatto previsto dall'articolo 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro 1.032:

(..)

7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;

(..)


Sembra fatto apposta....
_________________
"Adesso vi faccio vedere come muore un italiano"
(Ultime parole di Fabrizio Quattrocchi, rivolte al pezzo di sterco iracheno che lo ha vigliaccamente assassinato il 14 aprile del 2004 )
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delux



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 10:57 am    Oggetto: Rispondi citando

L' art 624 bis e' configurabile anche per gli esercizi commerciali e non contempla necessariamente la violenza sulle cose.
L'art 625 c 2 parla di 2 ipotesi: uso della violenza sulle cose o utilizzare mezzo fraudolento per compiere il reato.
Detto questo, l'aggravante di cui all' art 625 c7 si puo' comunque configurare.
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Arma



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 11:19 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
L' art 624 bis e' configurabile anche per gli esercizi commerciali e non contempla necessariamente la violenza sulle cose.

A mio modo di vedere, il 624-bis si può configurare anche per gli esercizi commerciali solo quando il furto avviene esercitando "violenza" ( rimozione dei dispsitivi antitaccheggio ) sulle cose, che in questo caso diventa "prevalente" rispetto alla realtà ( anche solo vagamente equiparabile ) della "location".

Negli altri casi vi è il 624(-standard) che, non a caso, si chiama "furto" ed in questo caso specifico è largamente preferibile al 624-bis, che per esteso si chiama "Furto in abitazione e furto con strappo", non fosse altro per il fatto che qui abbiamo sì un furto, ma in mancanza di importanti sforzi di fantasia non troveremo ne abitazione ne strappo....

E per me, che non sono un avvocato e quindi ragiono con i codici (=Legge) e non con quello che occasionalmente si inventa la Cassazione (=Giurisprudenza, di cui mi frega poco e niente ), fa una certa differenza.

Se chi ha proceduto col 624-bis lo avesse fatto con il normale 624, oggi non solo non ci sarebbe la sentenza che hai postato tu ma non ci sarebbe stata proprio nessuna sentenza o bisogno di "interpretazione".

Citazione:
L'art 625 c 2 parla di 2 ipotesi: uso dela violenza sulle cose o utilizzare mezzo fraudolento per compiere il reato.

Infatti, è il riferimento alla "violenza" di cui parlavo sopra.

Citazione:
Detto questo, l'aggravante di cui all' art 625 c7 si puo' comunque configurare.

Bontà tua : sono 25 anni che in questi casi si applica sempre e solo quella...

Comunque sono contento che approvi.
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L'ultima modifica di Arma il Sab 09 Apr 2011 - 11:27 am, modificato 1 volta
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Arma ha scritto:
Citazione:
Tu quale articolo, sia come fatto-reato che come aggravante, contesteresti?

A mi modesto avviso : Furto ai sensi dell'Art. 624 con aggravante di cui all'art.625, c7.

Il 624-bis contempla la privata dimora e/o la violenza fisica e quindi, "Cassazionate" ( o cazzate, che dir si voglia ) a parte, normalmente non vedo perchè applicarlo a questa fattispecie ( Pubblico esercizio ) quando è evidente che la ratio legis naviga in senso opposto ( privata dimora ), tanto più che qui non abbiamo nemmeno quella violenza sulle cose che potrebbe rendere, forse, un pochino più "digeribile" il 624.bis.

Citazione:
Art. 625 cp .
Circostanze aggravanti.

La pena per il fatto previsto dall'articolo 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro 1.032:

(..)

7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;

(..)


Sembra fatto apposta....


Non sono d'accordo.
Innanzitutto ti faccio presente che dopo la modifica al c.p. dovuta alla L. 26-03-2001 n. 128, con l'introduzione dell'art. 624-bis e l'abrogazione del punto nr. 1) del comma primo dell'art. 625, TUTTE le sentenze della Cassazione sono concordi nel ritenere che nella nozione di "privata dimora" occorra ricomprendere qualsiasi luogo destinato, sia permanentemente che transitoriamente, all'esplicazione della vita privata o delle attività lavorative, culturali, professionali. E credo che difficilmente si potesse giungere ad una diversa conclusione. Infatti, mentre il testo del citato punto 1) dell'art. 625 faceva riferimento alla introduzione o trattenimento "in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione", l'attuale art 624-bis fa invece riferimento a edifici o altri luoghi "destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa". E' evidente quindi che debba esservi una certa differenza tra "abitazione" e "privata dimora". Se il legislatore avesse inteso ripetere lo stesso concetto perchè cambiare la formulazione? inoltre, se i due concetti fossero equivalenti, e stante il significato ben preciso di "abitazione", dal reato verrebbero esclusi molti luoghi (ad esempio le stanze d'albergo). Peraltro anche la dottrina mi sembra conforme in materia.
Per quanto riguarda l'esposizione alla pubblica fede, inoltre, è altrettanto evidente che non si possa ritenere la sussistenza di tale elemento qualora il negozio sia sotto il diretto controllo del titolare, o dei suoi addetti, in quanto munito di sistemi di sorveglianza e/o anti-taccheggio. In caso tali sistemi non fossero presenti, invece, l'aggravante, seppur non in modo uniforme, è tranquillamente applicata.
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 11:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Arma ha scritto:
Citazione:
L' art 624 bis e' configurabile anche per gli esercizi commerciali e non contempla necessariamente la violenza sulle cose.

A mio modo di vedere, il 624-bis si può configurare anche per gli esercizi commerciali solo quando il furto avviene esercitando "violenza" ( rimozione dei dispsitivi antitaccheggio ) sulle cose, che in questo caso diventa "prevalente" rispetto alla realtà ( anche solo vagamente equiparabile ) della "location".


Scusa, ma allora il perchè del comma 1 e del comma 3? peraltro la violenza sulle cose è indicata quale aggravante dal punto 2) dell'art. 625....
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Arma



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 11:39 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Innanzitutto ti faccio presente che dopo la modifica al c.p. dovuta alla L. 26-03-2001 n. 128, con l'introduzione dell'art. 624-bis e l'abrogazione del punto nr. 1) del comma primo dell'art. 625, TUTTE le sentenze della Cassazione sono concordi nel ritenere che nella nozione di "privata dimora" occorra ricomprendere qualsiasi luogo destinato, sia permanentemente che transitoriamente, all'esplicazione della vita privata o delle attività lavorative, culturali, professionali.

Ho capito !

Ma se abbiamo un furto puro e semplice che è previsto da uno specifico articolo che si chiama "FURTO", per quale motivo andare a cavillare per applicarne uno che si chiama "furto in abitazione" ?

Santodio, prima si è sempre usato quello e non c'è uno straccio di volta che sia stata chiamata in causa la cassazione, da quando c'è quest'altro, si pretende di usarlo anche quando non serve e poi i ricorsi fioccano...

Why ?

Pecchè ?

Citazione:
Scusa, ma allora il perchè del comma 1 e del comma 3? peraltro la violenza sulle cose è indicata quale aggravante dal punto 2) dell'art. 625....

Ho solo cercato di dare un senso a una interpretazione che di fatto non ne ha, ma in realtà non l'ho capito nemmeno io.

In quel caso infatti sarebbe art.624 + c2 e 7 art.625.

Ma è sempre stato così !

Non è che se adesso introducono un articolo che prevede il furto solo sui campi da tennis dobbiamo usare quello perchè secondo la cassazione " Se il Campo da Tennis è esposto a nord allora si può equiparare al primo piano della villetta di famiglia"....

Cos'è, oltre alla legge vogliono stravolgere anche la lingua italiana ?

Abitazione = ABITAZIONE, casa, dimora, luogo dove si abita, e NON esercizio commerciale, ufficio, chissàchilosà...

Ve bene il C.P. , ma anche lo Zingarelli, a volte...

Citazione:
Per quanto riguarda l'esposizione alla pubblica fede, inoltre, è altrettanto evidente che non si possa ritenere la sussistenza di tale elemento qualora il negozio sia sotto il diretto controllo del titolare, o dei suoi addetti, in quanto munito di sistemi di sorveglianza e/o anti-taccheggio.

L'esposizione alla pubblica fede esiste SEMPRE quando è il cliente a prendersi la merce da solo e a portarla alla cassa.
Non esiste SOLO dove la merce sta nella vetrinetta blindata ed è il commerciante a prenderla con le sue mani per consegnarla al cliente SOLO dopo il pagamento.
La presenza di commessi, telecamere o altri mezzi di dissuasione non influisce minimamente sul concetto di esposizione alla pubblica fede, perchè se così fosse allora non si potrebbe applicare praticamente mai, nemmeno nel suo luogo di elezione naurale, ovvero negli Ipermercati.
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L'ultima modifica di Arma il Sab 09 Apr 2011 - 12:02 pm, modificato 1 volta
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altakuota



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 11:49 am    Oggetto: Rispondi citando

624 e 625 c.7 Wink
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 12:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Arma ha scritto:
Ma se abbiamo un furto puro e semplice che è previsto da uno specifico articolo che si chiama "FURTO", per quale motivo andare a cavillare per applicarne uno che si chiama "furto in abitazione" ?


er lo stesso motivo per cui prima per lo scippo si applicava il reato di rapina mentre adesso si applica l'art. 624-bis. La fattispecie è questa. Peraltro, rispetto al semplice reato di furto, la pena è diversa, la procedibilità pure, senza la tenuità del danno l'arresto è obbligatorio etc etc.


Citazione:
Citazione:
Scusa, ma allora il perchè del comma 1 e del comma 3? peraltro la violenza sulle cose è indicata quale aggravante dal punto 2) dell'art. 625....

Ho solo cercato di dare un senso a una interpretazione che di fatto non ne ha, ma in realtà non l'ho capito nemmeno io.

In quel caso infatti sarebbe art.624 + c2 e 7 art.625.


Guarda che tra la "violenza sulle cose" di cui all'art. 625 ed lo "strappo di mano o di dosso alla persona" di cui all'art. 624-bis la differenza è notevole. Come detto, in precedenza lo scippo si sanzionava con la rapina (furto+violenza sulla persona se questa sia faceva male) oppure con il furto aggravato (furto+violenza sulle cose se la borsa si rompeva, ad esempio) adesso c'è la fattispecie specifica. Ma, ripeto, il comma 3 vale solo per lo scippo, non per il furto nella privata dimora. In questo caso, infatti, si continua come prima salvo l'esclusione dell'aggravante di cui al soppresso punto nr. 1) dell'art. 625 che adesso è stata "inglobata" nell'art. 624-bis.


Citazione:
Cos'è, oltre alla legge vogliono stravolgere anche la lingua italiana ?

Abitazione = ABITAZIONE, casa, dimora, luogo dove si abita, e NON esercizio commerciale, ufficio, chissàchilosà...

Ve bene il C.P. , ma anche lo Zingarelli, a volte...


E' per questo che il concetto di "privata dimora" è stato inserito nella norma al posto di quello di "abitazione", così non si litiga con lo Zingarelli..... Laughing Laughing
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 12:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

altakuota ha scritto:
624 e 625 c.7 Wink


Si parlava di negozio soggetti a vigilanza....
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Arma



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 12:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Si parlava di negozio soggetti a vigilanza....

Vedi il mio post sopra.

Non esiste un solo singolo negozio con merce esposta alla pubblica fede che non abbia una qualche forma di vigilanza interna, e dove sta scritto in che misura la vigilanza esime l'aggravante ?

Un guardia sì e una telecamera no ?

Perchè se fosse la semplice presenza di una qualsiasi forma di controllo a fare la differenza, allora non si potrebbe applicare mai....


Citazione:
Per lo stesso motivo per cui prima per lo scippo si applicava il reato di rapina mentre adesso si applica l'art. 624-bis. La fattispecie è questa.

Ma va ?

Sarà forse perchè il 624-bis è stata fatto apposta per integrare il reato di scippo e proprio per ditinguerlo d quello di rapina ?

Ma non mi pare che si stato fatto apposta anche per integrare il reato di taccheggio, anche perchè sarebbe stato ben difficile distinguerlo da quello di furto.

E perchè ci sono decine di sentenze di Cassazione sull'applicazione del 624-bis mentre per il 624 sono praticamente inesistenti ?

Sarà forse perchè se accusi qualcuno che ha rubato in un negozio di furto, quello dice "OK", mentre se lo accusi di "furto in abitazione e/o con violenza", quello si incazza e ricorre ?

Citazione:
E' per questo che il concetto di "privata dimora" è stato inserito nella norma al posto di quello di "abitazione", così non si litiga con lo Zingarelli.....

Trovami un solo Zingarelli dove il concetto di "privata dimora" sia in qualche modo riconducibile o assimilabile a "pubblico esercizio".

Un po' difficile, visto che "privato" è l'esatto contrario di "pubblico" e che quindi, tecnicamente, ci troviamo di fronte a un ossimoro.
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 12:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

[
Citazione:
quote="Arma"]
Citazione:
Si parlava di negozio soggetti a vigilanza....

Vedi il mio post sopra.

Non esiste un solo singolo negozio con merce esposta alla pubblica fede che non abbia una qualche forma di vigilanza interna, e dove sta scritto in che misura la vigilanza esime l'aggravante ?

Un guardia sì e una telecamera no ?

Perchè se fosse la semplice presenza di una qualsiasi forma di controllo a fare la differenza, allora non si potrebbe applicare mai....


E così è. La ratio dell'aggravante è rappresentata dall'esigenza di una tutela penale rafforzata per le cose mobili che, per necessità, consuetudine o per destinazione delle cose stesse, sono lasciate dal titolare prive di una diretta ed effettiva custodia, permanentemente o per un determinato periodo di tempo. L'esposizione alla pubblica fede, infatti, determina una condizione delle cose mobili per la quale le stesse, anziché essere custodite da chi ne è titolare, ricevono protezione essenzialmente dal "patto fiduciario" tra i consociati in ordine al rispetto della proprietà e del possesso altrui.
Se invece è in atto una custodia diretta ed effettiva da parte del titolare, perchè ritenere ii beni esposti alla pubblica fede?


Citazione:
Citazione:
Per lo stesso motivo per cui prima per lo scippo si applicava il reato di rapina mentre adesso si applica l'art. 624-bis. La fattispecie è questa.

Ma va ?

Sarà forse perchè il 624-bis è stata fatto apposta per integrare il reato di scippo e proprio per ditinguerlo d quello di rapina ?

Ma non mi pare che si stato fatto apposta anche per integrare il reato di taccheggio, anche perchè sarebbe stato ben difficile distinguerlo da quello di furto.


Si, ma lo "scippo" è previsto nel terzo comma, nel primo è indicata una fattispcecie di reato del tutto diversa. Solo il mancato voler considerare il negozio come privata dimora da parte tua fa si che tale reato non possa applicarsi ai furti nei negozi. Se tu considerassi invece il negozio come privata dimora vedersti che il reato è del tutto conforme alla fattispecie.


Citazione:
E perchè ci sono decine di sentenze di Cassazione sull'applicazione del 624-bis mentre per il 624 sono praticamente inesistenti ?

Sarà forse perchè se accusi qualcuno che ha rubato in un negozio di furto, quello dice "OK", mentre se lo accusi di "furto in abitazione e/o con violenza", quello si incazza e ricorre ?


Ma quando mai......ce ne sono diverse che respingono tale tesi avanzata dall'imputato.


Citazione:
Citazione:
E' per questo che il concetto di "privata dimora" è stato inserito nella norma al posto di quello di "abitazione", così non si litiga con lo Zingarelli.....


Trovami un solo Zingarelli dove il concetto di "privata dimora" sia in qualche modo riconducibile o assimilabile a "pubblico esercizio".

Un po' difficile, visto che "privato" è l'esatto contrario di "pubblico" e che quindi, tecnicamente, ci troviamo di fronte a un ossimoro.


Ma un negozio mica è un "pubblico esercizio".......
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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 1:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

illyxxx ha scritto:
ha fatto fare lo scontrino per portarlo in caserma
a essere bastardi, denunci il direttore del supermercato per calunnia, e gli imponi di restituirti il prosciutto che hai regolarmente pagato, come da scontrino depositato presso la locale stazione dei carabinieri...
e poi alla finanza per avere evaso l'iva su quel prosciutto che lui ha venduto due volte ma non ha versato l'iva la prima volta...

ih ih ih

lo scontrino certifica il pagamento avvenuto!
ora, a scontrino battuto, come può dimostrare che hai rubato?


(come mi disse una volta di pietro, quando era ancora magistrato: "gazzettiere, bisogna sempre negare, negare. siamo noi che dobbiamo provare la colpevolezza, non tu a dimostrare l'innocenza...")
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Arma



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 1:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ippo ha scritto:
Solo il mancato voler considerare il negozio come privata dimora da parte tua fa si che tale reato non possa applicarsi ai furti nei negozi

NON ho detto che "non si può", ho solo detto che è una inutile forzatura, visto che esiste un articolo più confacente che è usato da sempre ed è assolutamente incontestabile.

Citazione:
Se tu considerassi invece il negozio come privata dimora vedersti che il reato è del tutto conforme alla fattispecie.

Ma certo, e quando la Cassazione dirà che è equiparabile a una vacca poi gli potremo contestare anche l'abigeato.

Citazione:
E così è. La ratio dell'aggravante è rappresentata dall'esigenza di una tutela penale rafforzata per le cose mobili che, per necessità, consuetudine o per destinazione delle cose stesse, sono lasciate dal titolare prive di una diretta ed effettiva custodia, permanentemente o per un determinato periodo di tempo.

Quindi in un ipermercato la merce non si può considerare esposta alla pubblica fede ?

Citazione:
Ma quando mai......ce ne sono diverse che respingono tale tesi avanzata dall'imputato.

Sì, ma intanto ricorre...

Citazione:
Ma un negozio mica è un "pubblico esercizio".......

Ma no, lo sanno tutti che un negozio è una "privata dimora".

Gazzettiere ha scritto:
"gazzettiere, bisogna sempre negare, negare. siamo noi che dobbiamo provare la colpevolezza, non tu a dimostrare l'innocenza..."

Ah ah... questa è buona !

Forse chi te lo ha detto non ha considerato l'effetto Franzoni ( Condannata per il solo fatto di non essere riuscita a dimostrare la propria innocenza e senza una sola singola prova a carico ), oppure l'effetto Stasi ( Trascinato in giudizio non per le prove trovate ma per quelle che NON sono state trovate, tipo No DNA sui pedali, NO tono disperato nella voce, No sangue sotto le scarpe , etc tec... )...

Poi ci sarebbero anche l'effetto "non ho prove ma non poteva non sapere" e l'effetto "non ho prove ma siccome non ne ho neanche verso qualcun'altro allora è stato lui" e altre cosucce così....
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L'ultima modifica di Arma il Sab 09 Apr 2011 - 1:35 pm, modificato 1 volta
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2011 - 1:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Arma ha scritto:
Citazione:
Solo il mancato voler considerare il negozio come privata dimora da parte tua fa si che tale reato non possa applicarsi ai furti nei negozi

NON ho detto che "non si può", ho solo detto che è una inutile forzatura, visto che esiste un articolo più confacente che è usato da sempre ed è assolutamente incontestabile.


Guarda, a mio parere e visto che la Cassazione è l'organo ultimo che decide sulla "regolarità" del mio operato, ciò che supera il suo vaglio va bene. Ci pensi se mi metto a contestare il furto semplice e la Cassazione mi annulla il tutto per errata qualificazione?


Citazione:
Citazione:
Se tu considerassi invece il negozio come privata dimora vedersti che il reato è del tutto conforme alla fattispecie.

Ma certo, e quando la Cassazione dirà che è equiparabile a una vacca poi gli contestiamo anche l'abigeato.


Come sopra......


Citazione:
Citazione:
E così è. La ratio dell'aggravante è rappresentata dall'esigenza di una tutela penale rafforzata per le cose mobili che, per necessità, consuetudine o per destinazione delle cose stesse, sono lasciate dal titolare prive di una diretta ed effettiva custodia, permanentemente o per un determinato periodo di tempo.

Quindi in un ipermercato la merce non si può considerare esposta alla pubblica fede ?


Se ci sono gli "strumenti" per cui il titolare ha o può avere il diretto controllo della merce esposta, no....


Citazione:
Citazione:
Ma quando mai......ce ne sono diverse che respingono tale tesi avanzata dall'imputato.

Sì, ma intanto ricorre...


A prescindere che ricorre comunque, mi riporto a quanto detto al primo punto


Citazione:
Citazione:
Ma un negozio mica è un "pubblico esercizio".......

Ma no, lo sanno tutti che un negozio è una "privata dimora".


Non fare lo gnorri, lo sai benissimo che è un "esercizio commerciale" e non un "pubblico esercizio".....
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