gara1
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Inviato: Dom 06 Mar 2011 - 7:05 pm Oggetto: privacy per i monitor dei luoghi pubblici |
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buonasera, volevo un consiglio su una mia raccomandata al garante che pero' non ha risposto alla mia richiesta di esprimere un giudizio sulla questione privacy per i monitor dei luoghi pubblici, biblioteche in particolar modo, come da lettere sotto. Secondo voi (secondo Fabio Trojani) devo inviare una seconda raccomandata con richiesta esplicita di prendere una posizione, si o no? Grazie
Spett.bile Garante per la Protezione dei Dati Personali, scrivo a proposito della violazione della privacy nelle biblioteche italiane per quanto riguarda le postazioni PC come da lettera sotto inviata ad un direttore di una di queste biblioteche (Vigentina, Milano), senza ricevere risposta, con richiesta al Garante di esprimere un giudizio sulla questione
(lettera al direttore, 05 ottobre 2010)
Spett.bile direzione biblioteca, scrivo questa lettera a seguito delle continue violazioni della privacy da parte dei vostri bibliotecari, che in tutte le maniere controllano lo schermo del mio portatile.
Non voglio in questo contesto discutere sulle ragioni del loro comportamento (vorranno controllare se visito siti porno immagino, visto che oltre allo schermo guardano anche qualcos'altro) quanto ricordare che anche se non c'e' una legislatura in materia lo schermo del PC di un utente e' da considerare proprieta' privata e quindi nessuno puo' accedere alle informazioni a schermo a parte il legittimo proprietario. Un po' come se fosse un portafoglio, una borsa, uno zaino: anche se qualcuno ipotizza che ci sia un reato (per esempio delle banconote false all'interno del portafoglio) non puo' chiedere al proprietario di mostrargli il contenuto (fosse anche la vigilanza di un supermercato, un bibliotecario, eccetera) ma deve rivolgersi alla polizia che e' l'unica autorizzata a vedere cosa c'è nel portafoglio.
Chiedo quindi in forma ufficiale adeguate misure tecniche affinche' solo io possa vedere lo schermo del mio PC quando lo uso nella vostra biblioteca (o al massimo un poliziotto, ma non un bibliotecario), con richiesta di risposta per iscritto per un eventuale ricorso alla giustizia ordinaria in caso di diniego
Milano, 3 novembre 2010 FRANCESCO BARNABA
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