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adozione e residenza
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Autore Messaggio
pabro
d938





MessaggioInviato: Ven 29 Ott 2004 - 6:52 am    Oggetto: adozione e residenza Rispondi citando

Buongiorno dott. Scolaro,
non ho trovato in "cerca" quanto segue:
ci sono norme o circolari che dispongono di indicare come comune di cambio residenza di un adottato "altro Comune italiano? oppure è corretto indicare il nome proprio del Comune? ciò premesso perchè ci vengono fornite disposizioni di questo genere dai Tribunali dei minorenni, al fine di segretezza della provenienza del minore.
E' corretto o no? e perchè? come comportarsi? da un sondaggio ci sono anagrafi che fanno in modo e altre che lo fanno in un altro....
Grazie[/url]
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onda_blu



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Messaggi: 569
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MessaggioInviato: Ven 29 Ott 2004 - 12:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti posso consigliare di leggerti la Circolare del Ministero dell’interno MI.A.C. n. 6 (87), prot. n. 15100.23/B-015/014 del 25 maggio 1987, tuttora in vigore, che parla proprio delle ingerenze da parte dei Tribunali per i minorenni in ambiti e questioni non di loro competenza (leggasi "anagrafe"). Indipendentemente dal sondaggio che hai svolto, si devono seguire le istruzioni degli organi competenti ad emanarle, in questo caso la circolare che ti ho indicato, che è molto chiara in proposito: in sintesi, non è necessario adottare una procedura diversa per le variazioni di residenza che riguardano un minore adottato.
Strano che ci siano ancora dei Tribunali per i minorenni che danno istruzioni del tipo indicato.
La segretezza si ha a seguito dell'art.73 della legge 184/83 e di numerose circolari emanate, ma opera nei confronti dell'esterno, ossia dei dati anagrafici da comunicare a soggetti estranei all'ufficio anagrafe.
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Ven 29 Ott 2004 - 3:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Purtroppo, sembra che la questione che, a suo tempo, aveva dato motivo all'emanazione della circolare citata da Onda Blu stiano ri-emergendo!

Gia' in altri argomenti del Forum e' stata segnalata la recente uscita di uno volume specifico, Le Adozioni, nazionali ed estere (da fumatore, storpio cosi' il 'nazionali ed internazionali' di copertina ...), in cui, tra l'altro, si affrontano anche questi aspetti.
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Sereno SCOLARO
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Lele3
d4d8





MessaggioInviato: Mer 01 Dic 2004 - 7:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Complimentandomi con gli autori di "Le adozioni nazionali ed internazionali", trovo la curiosità di proporre un mio dubbio. Dopo un riconoscimento di un adottato maggiorenne o minore in casi particolari, si può ottenere il cambio del cognome?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Gio 02 Dic 2004 - 9:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Il riconoscimento dell'adozione di maggiorenne o nei casi particolari ha luogo alla luce dell'art. 41, 1 L. 31/5/1995, n. 218.
Tuttavia, se nella seconda ipotesi (casi particolari) l'adottato acquisice la cittadinanza (art. 3 L. 5/2/1992, n. 91) e conseguentemente anche il suo cognome e' regolato dalla legeg italiana (cioe' dall'art. 299 CC), nella prima (adozione di maggiorenne) non vi e' acquisto della cittadinanza, ma solo la facolta' di chiedere la naturalizzazione, dopo 5 anni di residenza legale in Italia, computati dopo l'adozione (art. 9, 1, lett. b) L. 91/1992), con la conseguenza che, rimanendo straniero, il suo cognome continua ad essere regolato unicamente dalla propria legge nazionale (art. 24 L. 218/1995).
Nel caso di adozione nei casi particolari, l'adottato, in quanto cittadino, potra' avvalersi (divenuto maggiorenne o, in corso di monore età, attraverso chine ha la rappresentanza, i genitori adottivi) delle disposizioni del titolo X RSC, artt. 85 e ss.
Nel caso di adozione di maggiorenne, proprio in quanto straniero, non potra' avvalersene, dato che le disposizioni del predetto titolo X RSC si applicano solo ai cittadini italiani.
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Sereno SCOLARO
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barba
d985





MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 - 8:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Mi è pervenuta una sentenza di adozione (ex art. 25 l. 1984/83) riguardante 2 fratelli. Ho trascritto la sentenza ed annotato a margine dell'atto di nascita il fatto... questo riguardo lo stato civile.
Per quanto concerne l'anagrafe i due minori li ho cancellati , qualche tempo fa, per EMIGRAZIONE IN UN COMUNE DEL TERRITORIO NAZIONALE (....dopo varie litigate e telefonate al Tribunale ho ceduto e l'ho fatto !!!). I mie dubbi :
- Le schedine personali le devo "secretare" ?
- La scheda di famiglia la devo rifare senza la presenza dei minori adottati ?
- Se domani i genitori biologici dovessere chiedermi un certificato di Stato di famiglia storico per validi motivi , devo rilasciarlo con l'iscrizione dei figli sino alla data della loro emigrazione ?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 - 8:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Occorre premettere che la trascrizione spetta (ormai, spettava) unicamente al comune di residenza degli adottati .... cui spetta (spettava) la comunicazione ai fini delle annotazioni conseguenti.
La violazione di tali criteri di competenza potra' generare effetti distorsivi di non poco conto (sulla base di quali elementi il comune di attuale residenza avra' mai informazione che e' intervenuto il provvedimento adottivo?).
Tra l'altro certe 'fantasie', riemergenti (ahinoi), non tengono conto di tali possibili distorsioni.

Le schede vanno 'segretate', giusta la circolare del Ministero dell'interno MIAC n. 6 (87), prot. n. 15100.23/B-015/014 del 25 maggio 1987. La circolare prevede non solo la 'segretazione' delle schede individuali (mod. AP/5), ma altresi' la riformulazione della scheda di famiglia (mod. AP/6), senza i soggetti interessati all'adozione, con la connessa conservazione altrettanto 'segretata' della 'vecchia' (o, precedente) scheda AP/6.

Sull'ultima questione, va tenuto conto anche dell'art. 28 L. 4/5/1983, n. 183 e succ. modif. che, in ogni caso, inibisce tali informazioni.
Per non dire che l'art. 35, 4 dPR 30/5/1989, n. 223 non parla di certificati 'storici' (termine usato pressoche' solo per prassi o semplificazione linguistica), bensì di situazioni pregresse (cioe', dovrebbe essere a data pre-definita); In ogni caso, l'art. 28 L. 184/1983 prevale.
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ignazia



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MessaggioInviato: Mar 25 Lug 2006 - 9:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Non riesco a trovare la circolare del Ministero dell'interno MIAC n. 6 (87), prot. n. 15100.23/B-015/014 del 25 maggio 1987. Qualcuno mi saprebbe dire dove cercarla? Grazie
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ignazia



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MessaggioInviato: Gio 27 Lug 2006 - 9:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Trovata la circolare!!
Per l'iscrizione in anagrafe di minori in affidamento tutto chiaro.
Dubbi invece sulle certificazioni anagrafiche. Si possono liberamente rilasciare? O trattandosi di un Comune diverso da quello di nascita del minore, il rilascio di notizie deve essere espressamente autorizzato dall'autorità giudiziaria?
Per evitare che si risalga al Comune di nascita, si può ovviare facendo ricorso a un' indicazione falsa del Comune, come d'altra parte sembra quasi suggerire la circolare 25 maggio 1987, n. 6?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Gio 27 Lug 2006 - 2:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'art. 28 L. 184/1983 si applica anche alle certificazioni anagrafiche, non solo a quelle di stato civile.
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MessaggioInviato: Mar 25 Mar 2008 - 12:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per uqanto riguarda i minori adottati, in anagrafe, specialmente nei programmi informatici di gestione, vanno indicati come parternità e maternità quella dei genitori adottivi o quella dei genitori naturali?
Grazie
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Mar 25 Mar 2008 - 1:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Di quale adozione si tratta ?
Se si tratta di adozione senza altri aggettivi (e, per chiarezza, quella che produce effetti legittimanti), non dice nulla l'art. 27 L. 4/5/1983, n. 184 ?
Acquistando lo stato di figlio legittimo degli adottanti, l'adottato e' ... figlio di questi (e cessano i rapporti con la famiglia di origine, salvo quanto indicato all'art. 27, 3 L. 184/1983).
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MessaggioInviato: Mar 25 Mar 2008 - 1:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dott. Scolaro
E' un' adozione riguardante un cittadino italiano nato nel 1966 e adottato con decreto del tribunale dei minori del 23/03/1970 poi trascritto nei registri di nascita del Comune di ......
Questo è ciò che siamo riusciti a sapere dalla visione dell'atto di nascita
E' una'adozione diciamo datata
Grazie ancora
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Mar 25 Mar 2008 - 3:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

A questo punto, dovrei chiedere se, per caso, non sia un'adozione ex L. 5/6/1967, n. 431 (adozione speciale), che aveva effetti legittimanti .... (anche se un po' meno di quella attuale, ma pur sempre determinava lo stato di figlio legittimo).
Se non lo sia, si tratterebbe di un'adozione (allora senza aggettivi, oggi corrispondente all'adozione di persone maggiori di eta'), nella quale i rapporti con la famiglia rimanevano intatti, ma a questi si sono aggiunti i rapporti di adozione.
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Nenna
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MessaggioInviato: Mer 12 Ago 2009 - 11:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Scusate se torno sull'argomento, ma è la prima volta che mi capita un'adozione tra le mani (ed è la prima volta in assoluto che capita in questo comune); mi sento un pochino spaesata.
Vorrei rifarmi al post di ignazia del 27 luglio 2006, perché anch'io alla lettura della circolare ho rilevato il suggerimento "indicazione fasulla del comune di nascita",
ovvero: bambino nato a Roma e adottato da residente a Milano = bambino nato a Milano.
A dire la verità mi sembra una cosa stranissima... posso davvero indicare come comune di nascita il mio, cioè comune di residenza dell'adottato? E che numero potrei scrivere come atto di nascita? Non sarebbe meglio tenere i dati giusti e chiedere l'autorizzazione del tribunale in caso di richiesta di certificati? Tra l'altro il comune di nascita ha già trascritto e annotato su richiesta del tribunale...

Francamente sono molto perplessa sulle procedure:
1. in anagrafe è più corretto effettuare una variazione delle generalità oppure cancellare il "vecchio" bambino per altri motivi e iscrivere il "nuovo" bambino, sempre per altri motivi?
2. l'iscrizione per altri motivi potrebbe palesare lo status di adottato (come ventilato dalla circolare 6/87)?
3. perché nascondere l'indicazione del comune di nascita, se l'art. 28 comma 2 della l. 184/83 permette il rilascio di "attestazioni" di stato civile, seppure con l'accortezza di non divulgare le annotazioni relative all'adozione?
4. come si può motivare il rifiuto al rilascio di un certificato senza esplicitare i riferimenti di legge che, conseguentemente, potrebbero far risalire all'adozione?
5. come mi devo comportare col genitore adottivo che viene a chiedere, ad es., uno stato di famiglia per uso assegni familiari?

Spero che qualche buon'anima mi dia una mano... io intanto (nonostante le ferie) mi leggo il libro 'le adozioni ecc..." in cerca di rispote.
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