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MessaggioInviato: Sab 07 Lug 2012 - 5:29 pm    Oggetto: Re: GOVERNO.IT Rispondi citando

sabato, luglio 7th, 2012
Spending review, ecco il quadro dei tagli, ministero per ministero
Spending review, il decreto è in vigore da oggi, sabato 7 luglio ed è composto da 25 articoli. Dentro c’è tutto quello che s’è scritto in questi due giorni e soprattutto c’è il quadro dei tagli ministero per ministero. Ma ci saranno altri interventi con la legge di stabilità a ottobre. I tagli a spese per beni e servizi ammontano a circa 2,1 miliardi per i ministeri a partire dal 2013. È quanto prevedono le tabelle allegate al decreto sulla spending review che fissano le riduzioni di spesa già identificate (121 milioni nel 2012, 615 per il 2013 e gli anni seguenti) ma indicano anche altri interventi per oltre 1,5 miliardi ai fini del deficit da realizzare per ciascun anno dal 2013 in poi. Questi interventi dovranno essere definiti con la legge di Stabilità, la ‘nuova’ finanziaria che arriva a metà ottobre.
Di fatto gli interventi previsti, che si aggiungono alle diverse misure mirate contenute nel decreto, utilizzano lo stesso strumento dei tagli lineari del passato, anche se articolati in modo diverso tra i diversi dicasteri. La definizione viene però rinviata alla Legge di Stabilità, che dovrà indicarli in una tabella sulle risorse delle strutture ministeriali. I tagli che dovranno essere definiti ammontano a 1.574 milioni nel 2013 – ai fini del deficit (ma 1.777 a fini del saldo netto da finanziarie) – per poi salire a 1.574,5 milioni nel 2014 e nel 2015. In totale si tratta di una stretta di circa 4,5 miliardi da realizzare. Già dal prossimo anno, per citare i capitoli maggiori, si va dai 615 milioni del ministero dell’Economia (che fa però da ministero di spesa anche per i dicasteri senza portafoglio e per le altre articolazioni dello Stato centrale) ai 203 milioni della Difesa, dai 178 milioni per la parte Infrastrutture del ministero dello Sviluppo Economico ai 157 di quello dell’Istruzione. Più sottili i tagli agli altri ministeri che, del resto, hanno una minore quota di spesa pubblica e quindi pesano comunque. La riduzione è di 45,4 milioni per la parte «Industria» del ministero dello Sviluppo Economico, di 41,6 milioni per il ministero del Welfare, di 23 milioni per gli Affari Esteri, di 19,8 milioni per l’Ambiente, di 13,6 per le Politiche Agricole, di 47,8 per i più che sofferenti Beni Culturali e di 55,3 mln per la Salute. Sfugge ai tagli il ministero dell’Interno per il quale non sono previste riduzioni di spesa lineari.
"è saggia decisione....siamo già alla frtutta e poi con tutte le competenze che a breve prenderanno gli UTG ...dopo il riordino delle provincie...ci mancava pure la batosta dei tagli...."
Avanti Governo Monti .... togliete tutti i privilegi che hanno negli enti locali....basti solo pensare ai buoni pasti € 14 al dia.....e tutte le missioni strapagate....e noi miseri dipendenti del Ministero dell'Interno..prendiamo un indennità bassissima...la più bassa...Adesso manca l'adeguamento contrattuale uguale per tutti i ministeriali...e la DOVUTA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI ORMAI DA 60 MESI A TEMPO DETERMINATO VINCITORI DI CONCORSO...COAD. AMM.VO CONTAB. CHE UNA VOLTA VENIVANO IMMESSI NEL MONDO DEL LAVORO PER CHIAMATA DIRETTA...

La copertura finanziaria prevista per le misure della spending review è «pari a 3.780,250 milioni di euro per l’anno 2012, a 10.544 milioni di euro per l’anno 2013, a 11.157,150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014, che aumentano a 10.558,328 milioni di euro per l’anno 2013, a 11.207,150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014 ai fini della compensazione degli effetti in termini di fabbisogno ed indebitamento netto, si provvede mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate e delle minori spese recate dal presente provvedimento».
e poiiiiiiiiiii ha scritto:
Consiglio dei Ministri n. 38
Documenti correlati
Testo completo da stampare

6 Luglio 2012

La riunione del Consiglio dei Ministri sospesa alle ore 01.30 di venerdì 6 luglio, è ripresa oggi alle ore 10.00.

Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.


Il Consiglio ha approvato il decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie che da attuazione alla delega al Governo attribuita dalla legge per la stabilizzazione finanziaria n. 148 del 2011 approvata dal precedente Esecutivo.

Attuando in maniera rigorosa i criteri di carattere tecnico previsti dalla legge delega, lo schema di decreto legislativo – che ora passerà alle Commissioni parlamentari per un parere obbligatorio ma non vincolante – prevede:


- la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali e di 38 procure (per il Tribunale di Napoli Nord non è previsto l’ufficio di procura, la cui competenza è attribuita alla Procura di Napoli Sud);

- la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale;

- la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, la cui pianta organica non subirà alcun ridimensionamento.


A questa riorganizzazione si aggiunge quella degli uffici dei giudici di pace che ha già portato all’individuazione di 674 sedi che saranno soppresse e rispetto alle quali è atteso il parere delle commissioni competenti.

Alcuni criteri – non derogabili – di delega seguiti dal Governo hanno inciso pesantemente sulla possibilità di sopprimere e accorpare uffici di dimensioni inferiori agli standard individuati, come ad esempio l'obbligo di permanenza del tribunale ordinario nei circondari capoluogo di provincia. Il secondo limite è stato rappresentato dalla cosiddetta ‘regola del tre’ (non meno di tre tribunali e procure per ciascun distretto di Corte di Appello), che ha impedito la soppressione di uffici palesemente al di sotto degli standard fissati. Proprio la concomitanza di queste due regole ha ristretto notevolmente l'ambito di intervento sul totale dei 165 tribunali.


Oltre al recupero dell’efficienza, la riduzione degli uffici giudiziari comporterà anche risparmi di spesa, pari a circa 2.889.597 euro per il 2012, 17.337.581 per il 2013 e 31.358.999 per il 2014. I costi per questa operazione di razionalizzazione saranno di entità di gran lunga inferiore rispetto ai vantaggi e ai risparmi che si otterranno a regime e che connoteranno il sistema giudiziario per i prossimi decenni.

Per quanto riguarda l’edilizia giudiziaria, nei soli casi in cui la sede accorpante non sarà in grado di ospitare gli uffici ivi trasferiti, lo schema di decreto legislativo prevede che possano essere utilizzati, per un periodo fino a cinque anni, gli immobili adibiti a servizio dei tribunali e delle sezioni distaccate soppressi.



MISURE URGENTI PER LA CHIUSURA DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA NELLA REGIONE ABRUZZO


Vista la necessità di porre fine in tempi rapidi allo stato di emergenza dichiarato a seguito del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, il Consiglio dei Ministri ha approvato un emendamento nella legge di conversione del Decreto-legge che contiene misure per la crescita del Paese, all’esame della Camera dei Deputati.

Si tratta di un testo che recupera alcune delle misure già in discussione in Parlamento, formulate nel testo unificato pendente in VIII Commissione della Camera dei deputati e nel disegno di iniziativa popolare, e che dispone:


• la cessazione dello stato di emergenza e delle relative strutture commissariali;


• la gestione della ricostruzione e dello sviluppo dei territori interessati dal sisma mediante il ritorno al sistema delle competenze ordinarie, appositamente rafforzato, al fine di garantire la qualità delle opere e il bilanciamento tra interessi locali e interessi nazionali;


• l’introduzione di norme finalizzate a garantire la trasparenza e l’efficienza dei contratti e del lavoro, l’accelerazione delle procedure, nonché il rispetto dei tempi di esecuzione nella fase di ricostruzione e sviluppo dell’area.


La cessazione dello stato di emergenza e il recupero della gestione ordinaria determina un risparmio di spesa corrente quantificabile in 21 milioni di euro annui. Inoltre comporta certezze e qualità di lavoro per il personale che sarà impegnato nella ricostruzione. In tal modo si individua il percorso per il rilancio dei territori coinvolti nel sisma del 2009, garantendo la crescita, lo sviluppo e la competitività nei settori delle infrastrutture e dell'edilizia e offrendo un rinnovato impulso al sistema produttivo abruzzese.

Il Ministro per la cesione territoriale Fabrizio Barca, nel presentare la proposta, ha illustrato lo stato positivo dell’attività per la ricostruzione privata nelle aree diverse dai centri storici, frutto dell’operato del Commissario per la ricostruzione.


RECEPIMENTO NORMATIVA COMUNITARIA

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro dell’economia e finanze, di concerto con i Ministri competenti, ha poi esaminato in via preliminare lo schema di decreto legislativo che attua la direttiva 2010/73/UE, che modifica la normativa comunitaria relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica (cd. direttiva “prospetto”) e l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato (cd. direttiva “transparency”).


Il Consiglio ha inoltre approvato in via definitiva, su proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro del lavoro, il decreto legislativo che recepisce la normativa comunitaria in materia di sanzioni e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.


NORMATIVA ANTIMAFIA


Il Consiglio ha poi deliberato lo scioglimento ai sensi della normativa antimafia del Consiglio comunale di Mongiana (Vibo Valentia).


NOMINE


Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro della giustizia, ha nominato il professor Antonio GULLO e il Consigliere Sabato MALINCONINO a Sottosegretari di Stato alla Giustizia.


Il Consiglio, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha deliberato la nomina del professor Pietro RESCIGNO e del dottor Alberto DE ROBERTO componenti del Consiglio dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana”.


Su proposta del Ministro della giustizia, ha conferito alla dottoressa Caterina CHINNICI l’incarico di Capo del Dipartimento per la giustizia minorile.


Su proposta del Ministro della difesa, ha promosso a generale di Squadra aerea il generale di divisione aerea r.n.n. dell’Arma aeronautica in s.p. Mirco ZULIANI; ha promosso ad ammiraglio di squadra l’ammiraglio di divisione r.n. del Corso di stato maggiore della Marina militare in s.p. Filippo Maria FOFFI; ha promosso ad ammiraglio ispettore capo l’ammiraglio ispettore r.n. del Corpo del genio navale della Marina militare in s.p. Stefano TORTORA; infine, ha promosso a generale di corpo d’armata il generale di divisione r.n. delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’Esercito in s.p. Corrado DALZINI.


Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, ha nominato a Direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato il dottor Luigi MAGISTRO, estraneo ai ruoli della pubblica amministrazione; ha inoltre promosso a generale di Corpo d’armata il generale di divisione in s.p.e. della Guardia di finanza Domenico MINERVINI.


La riunione è terminata alle ore 12.30.

Per saperne di più
Conferenza stampa
Comunicato stampa
Spending review
Comunicato stampa bis
Conferenza stampa ministro Severino


sapete qlkosa??? ha scritto:
di Nino Amadore
PALERMO - C'è chi sostiene siano ventimila. Chi invece si ferma a un più moderato, se così si può dire, 18.947. E chi invece butta lì un numero che è una via di mezzo: 19.945. Sono i precari degli enti locali siciliani che, a normativa invariata, a partire dal primo gennaio del 2013 potrebbero rimanere senza lavoro. Ecco perché premono per una sistemazione o una proroga. L'ennesima.

Tenuti da anni buoni con la promessa che tanto prima o poi la sospirata assunzione sarebbe arrivata, oggi questi impiegati dei comuni si ritrovano all'ultimo giro di boa. Così ecco il tentativo del Parlamento siciliano di far passare la loro assunzione, ancora una volta senza concorso, come da buona abitudine. C'è voluto il commissario dello Stato Carmelo Aronica a fermare, con una impugnativa lunga quasi quaranta pagine, il provvedimento che non era rispettoso delle norme di finanza pubblica e soprattutto del merito: non teneva in considerazione che per essere assunti in una amministrazione pubblica sono necessari i concorsi. Ma soprattutto vi era stata, secondo il commissario dello Stato, una violazione dell'articolo 3 della Costituzione.

documentiI dipendenti degli enti territoriali

articoli correlatiIl vizio antico dei regali elettorali

Ora, quasi in extremis, il Parlamento regionale a ranghi molto ridotti (su 90 hanno partecipato alla discussione in 51 ovvero il minimo sindacale) prova a metterci una pezza. Ma è davvero poco considerato che, dal punto di vista di molti, la "legge voto" approvata ha più un sapore politico e di manifesto che di provvedimento reale. Per i precari infatti, se il Parlamento nazionale non approva la legge che arriva da Palazzo dei Normanni, non vi è più possibilità di proroga in applicazione di norme nazionali contenute nelle leggi 102/2009 e 122/2010. Due i dettami che condizionano il futuro dei precari siciliani: il termine perentorio per cui la stabilizzazione deve avvenire entro il 31 dicembre 2012 e il vincolo che fa divieto agli enti locali in cui l'incidenza delle spese per il personale sia pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere all'assunzione di personale a qualsiasi titolo.

La legge voto approvata dall'Assemblea siciliana (così come prevede lo Statuto speciale) cerca di risolvere in parte il problema proponendo al Parlamento nazionale una modifica alla normativa prevedendo, è stato spiegato in aula dal relatore Totò Lentini, «la proroga per il prossimo triennio, dal 2012 al 2014, della normativa nazionale e i particolare i comma 10, 11 e 12 dell'articolo 17 del decreto legislativo 78/2009 che ha stabilito i percorsi di stabilizzazione» e il superamento dei vincoli di finanza pubblica dettai al cosiddetto patto di stabilità. In questa condizione si trova, secondo quanto ha riferito in aula, il 70% dei comuni siciliani che ha sforato la spesa per il personale del 50 per cento: va ricordato che questi dipendenti in carico ai comuni vengono pagati per il 90% e in alcuni casi totalmente con le risorse provenienti dal Fondo unico del precariato della regione che ha una dote di 300 milioni circa l'anno.

Ma tutto questo solo fino al 2015, spiegano i sindacalisti. I quali chiedono che si faccia presto. Tant'è che Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per il 4 luglio una manifestazione a Palermo. Il messaggio è rivolto al Parlamento nazionale che si ritroverà a esaminare la legge siciliana: «Noi – spiega Enzo Abbinati, della segreteria regionale della Funzione pubblica della Cgil – riteniamo che l'approvazione della legge voto sia un primo e non sufficiente passaggio. La Regione si deve impegnare sino in fondo soprattutto sul fronte della spesa: storicizzare i flussi sostenuti finora e garantire ai comuni che in futuro sarà possibile pagare i dipendenti».

Un capitolo, questo, da non sottovalutare considerati i problemi finanziari della Regione Sicilia, oltre i due miliardi di euro: da qui probabilmente anche la difficoltà di redige il piano pluriennale che viene chiesto e che darebbe garanzia di copertura alla proroga. Rassicurante l'assessore al Lavoro Giuseppe Spampinato in carica solo da qualche settimana e che ha ereditato questa patata bollente: «Dobbiamo riuscire a essere credibili nei confronti del Governo nazionale – afferma –: c'è un serio piano di stabilizzazione dei precari e da questo punto di vista un poco di strada l'abbiamo fatta. È cominciata una interlocuzione politica con il Governo nazionale che mi auguro si concretizzi la settimana prossima con un incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. Parallelamente, è stata avviata l'interlocuzione tecnica con il ministero del Lavoro e il percorso reale è cominciato con lo screening delle 18.947 persone che dovranno essere stabilizzate».





Anonymous ha scritto:
Anonymous ha scritto:
Nella spending, accanto alle città metropolitane dovrebbe arrivare in tutti i capoluoghi regionali la «super prefettura» che assorbirà le funzioni di gestione del personale, economato, sistemi informativi automatizzati e contratti di tutte le amministrazioni periferiche dello Stato che hanno sede nella stessa regione. Da questa singola misura ci si attende un risparmio del 10% della spesa, mentre dalla manovra complessiva sugli enti locali il risparmio sarà, in tre anni, di oltre 7 miliardi. Come pure nel decreto spending viene ribadito l’obbligo per i piccoli comuni di co-gestire una serie di servizi.

il SUI rimane al suo posto


E' l'unico ufficio SUI insieme a pochi altri............. dove il lavoro è in aumento e/o stabile ............dove si lavora!

Però allo stato attuale (da almeno 40 anni) chi lavora è penalizzato nei confronti di chi cazzeggia pesantemente a oltre 22.000 euro al mese di stipendio!
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d40e





MessaggioInviato: Lun 09 Lug 2012 - 10:58 am    Oggetto: Rispondi citando

NON HANNO IL CORAGGIO DI CHIAMARLA SANATORIA!!!!






09 luglio 2012
Lavoratori stranieri irregolari: nuovo regime sanzionatorio, emersione su richiesta del datore di lavoro e permessi di soggiorno a chi denuncerà casi di particolare sfruttamento.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/52/CE. Pesante inasprimento delle sanzioni a carico dei datori di lavoro, compresa la condanna alle spese di rimpatrio dei lavoratori. Imminente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri per gestire la fase transitoria tra vecchio e nuovo regime sanzionatorio.


Il Consiglio dei ministri di venerdì 6 luglio ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che recepisce, con un anno di ritardo, la direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
Il provvedimento arriva dopo l’approvazione preliminare nel mese di aprile da parte del CdM ed i successivi pareri delle Commissioni parlamentari.
Il decreto inasprisce l’attuale regime sanzionatorio nei confronti dei datori di lavoro che impiegano lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno e prevede, oltre all’innalzamento delle pene, anche una serie di sanzioni accessorie, che vanno dal divieto di assumere lavoratori stranieri al pagamento delle spese di rimpatrio del lavoratore, con un temperamento nei confronti di datori di lavoro persone fisiche quando l’impiego sia a fini privati.
Per i lavoratori stranieri che denuncino casi di “particolare sfruttamento” è previsto invece il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Sarà il questore, “su proposta o con il parere favorevole del procuratore della Repubblica”, a rilasciare il permesso allo straniero che abbia “presentato denuncia” e “cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro”. Il permesso potrà essere rinnovato per un anno o fino alla fine del processo mentre sarà revocato “in caso di condotta incompatibile con le finalità dello stesso, ovvero qualora vengano meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio”.
La principale novità di questo decreto sarà la regolarizzazione dei lavoratori auspicata dal ministro Riccardi che qualche mese fa espresse l’opinione che fosse necessario accompagnare l’applicazione delle nuove norme con una breve fase transitoria che preveda la possibilità di un “ravvedimento operoso” per il datore di lavoro, permettendo allo stesso di adeguarsi in tempi congrui alla nuova disciplina, previo pagamento di una somma, per evitare sanzioni più gravi.
Dello stesso avviso è stato anche il Parlamento, tanto che le stesse Commissioni parlamentari, ed in particolare le Commissioni riunite 1 e 2 del Senato, il 5 giugno hanno espresso all’unanimità (compresa la Lega Nord tramite il sen. Divina) parere favorevole al Governo condizionato alla previsione “di una fase transitoria, entro la quale i soggetti interessati possono volontariamente adeguarsi alle norme di legge ed evitare le sanzioni più gravi mediante l’emersione del rapporto di lavoro irregolare”.
Il Consiglio dei ministri di venerdì ha dunque accolto queste istanze e la misura, che diventerà operativa già dopo la pubblicazione del decreto nella GU, stabilirà, in conformità con il parere delle Commissioni parlamentari del Senato, che i datori di lavoro italiani, cittadini dell’Ue e stranieri titolari del permesso di lungo soggiorno CE, possano dichiarare entro un termine certo il rapporto di lavoro irregolare, con l’onere per il datore di lavoro dei pagamenti retributivi, contributivi e fiscali pari ad almeno tre mesi e con il pagamento di un contributo di 1.000 euro per ciascun lavoratore.
L’emersione comporterà: a) la sospensione dei procedimenti sanzionatori relativi all’ingresso e soggiorno irregolare dello straniero nel territorio nazionale ed ai procedimenti connessi, comprese le aggravate sanzioni penali in materia, purché non costituiscono fatto o reato più grave; b) il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro allo straniero occupato irregolarmente; c) rigorosi meccanismi di controllo per scongiurare abusi e per evitare l’applicazione del meccanismo dell’emersione a favore di stranieri condannati ovvero espulsi per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.
(R.M.)
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MessaggioInviato: Lun 09 Lug 2012 - 9:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Lavoro, accordo nella maggioranza:
via libera a modifiche riforma Fornero












































ROMA - Rinvio per l'entrata in vigore per l'Aspi, la nuova indennità di disoccupazione che arriverà solo nel 2014 e dopo un confronto preventivo con le parti sociali. Rinvio anche per l'aumento contributivo a carico delle partite Iva (2014). I criteri per verificare quali sono le "vere" partite Iva saranno spalmati su due anni consecutivi. Sono tre i punti dell'accordo raggiunto nella maggioranza per modificare, attraverso un emendamento in dieci punti al dl Sviluppo, la riforma Fornero sul mercato del Lavoro. Ma non è detto che il "veicolo" sia necessariamente il dl Sviluppo. Le norme potrebbero infatti confluire anche nella "Spending review". Decideranno a breve i capigruppo di maggioranza e il governo.

Le modifiche sono siglate Pd, Pdl, Udc, Fli, Pt. Tra i dieci punti ci sono anche le richieste dell'avviso comune siglato tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria e inviato nei giorni scorsi ai relatori del decreto Sviluppo (Raffaello Vignali del Pdl e Alberto Fluvi del Pd). Ma c'è ancora da attendere il vaglio dell'ammissibilità delle proposte, passaggio che a Montecitorio è notoriamente "stretto".

Pioggia di emendamenti. Arriva intanto una "pioggia" di emendamenti (circa 1.200) alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera che saranno impegnate tutta questa settimana nell'esame del decreto. Ancora nessun emendamento è stato presentato dai relatori che però hanno ancora tempo. Poi il testo arriverà all'aula, dove è assai probabile la richiesta di fiducia, dati i tempi brevi (nei primi giorni di agosto il Parlamento chiude per la pausa estiva). E lo stesso percorso, ma ancor più breve dovrebbe registrarsi in Senato per la conversione definitiva del decreto. Tra i temi da discutere spunta anche la ricostruzione post-terremoto dopo le dimissioni per protesta di 5 sindaci abruzzesi.

Possibili modifiche. «Siamo disposti a modifiche - spiega Fluvi - purché siano ragionevoli». Confindustria e sindacati chiedono che l'intervallo di tempo che deve intercorrere tra un contratto a termine e il successivo sia affidato alla contrattazione tra le parti ed eliminato per i lavori stagionali; più apprendisti in tutti i settori produttivi anche nelle aziende di lavoro in affitto. Si chiede poi la possibilità di cumulo tra la cassa integrazione e i voucher stagionali di ripristinare la cassa integrazione straordinaria per le aziende ammesse a procedure concorsuali se in prospettiva riprenderanno l'attività; non conteggio per i contratti a termine sino a 6 mesi sulla base del calcolo dell'organico per l'obbligo di assunzione degli invalidi. Infine si chiede di facilitare i trasferimenti d'azienda o di rami d'azienda in caso di fallimento. Infine sono previste maggiori tutele contributive per i collaboratori. Al di là delle modifiche alla riforma Fornero molti i punti sui quali le commissioni potranno intervenire: tra le norme del dl c'è infatti, ad esempio, il bonus per le assunzioni di alto profilo, oppure la revisione dei molti incentivi alle imprese, l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

CI SARA' QUALCOSA ANCHE PER NOI?
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x noi.....
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MessaggioInviato: Mer 11 Lug 2012 - 12:09 pm    Oggetto: un.... Rispondi citando

Anonymous ha scritto:
Lavoro, accordo nella maggioranza:
via libera a modifiche riforma Fornero












































ROMA - Rinvio per l'entrata in vigore per l'Aspi, la nuova indennità di disoccupazione che arriverà solo nel 2014 e dopo un confronto preventivo con le parti sociali. Rinvio anche per l'aumento contributivo a carico delle partite Iva (2014). I criteri per verificare quali sono le "vere" partite Iva saranno spalmati su due anni consecutivi. Sono tre i punti dell'accordo raggiunto nella maggioranza per modificare, attraverso un emendamento in dieci punti al dl Sviluppo, la riforma Fornero sul mercato del Lavoro. Ma non è detto che il "veicolo" sia necessariamente il dl Sviluppo. Le norme potrebbero infatti confluire anche nella "Spending review". Decideranno a breve i capigruppo di maggioranza e il governo.

Le modifiche sono siglate Pd, Pdl, Udc, Fli, Pt. Tra i dieci punti ci sono anche le richieste dell'avviso comune siglato tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria e inviato nei giorni scorsi ai relatori del decreto Sviluppo (Raffaello Vignali del Pdl e Alberto Fluvi del Pd). Ma c'è ancora da attendere il vaglio dell'ammissibilità delle proposte, passaggio che a Montecitorio è notoriamente "stretto".

Pioggia di emendamenti. Arriva intanto una "pioggia" di emendamenti (circa 1.200) alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera che saranno impegnate tutta questa settimana nell'esame del decreto. Ancora nessun emendamento è stato presentato dai relatori che però hanno ancora tempo. Poi il testo arriverà all'aula, dove è assai probabile la richiesta di fiducia, dati i tempi brevi (nei primi giorni di agosto il Parlamento chiude per la pausa estiva). E lo stesso percorso, ma ancor più breve dovrebbe registrarsi in Senato per la conversione definitiva del decreto. Tra i temi da discutere spunta anche la ricostruzione post-terremoto dopo le dimissioni per protesta di 5 sindaci abruzzesi.

Possibili modifiche. «Siamo disposti a modifiche - spiega Fluvi - purché siano ragionevoli». Confindustria e sindacati chiedono che l'intervallo di tempo che deve intercorrere tra un contratto a termine e il successivo sia affidato alla contrattazione tra le parti ed eliminato per i lavori stagionali; più apprendisti in tutti i settori produttivi anche nelle aziende di lavoro in affitto. Si chiede poi la possibilità di cumulo tra la cassa integrazione e i voucher stagionali di ripristinare la cassa integrazione straordinaria per le aziende ammesse a procedure concorsuali se in prospettiva riprenderanno l'attività; non conteggio per i contratti a termine sino a 6 mesi sulla base del calcolo dell'organico per l'obbligo di assunzione degli invalidi. Infine si chiede di facilitare i trasferimenti d'azienda o di rami d'azienda in caso di fallimento. Infine sono previste maggiori tutele contributive per i collaboratori. Al di là delle modifiche alla riforma Fornero molti i punti sui quali le commissioni potranno intervenire: tra le norme del dl c'è infatti, ad esempio, il bonus per le assunzioni di alto profilo, oppure la revisione dei molti incentivi alle imprese, l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

CI SARA' QUALCOSA ANCHE PER NOI?



OVETTO KINDER.... Rolling Eyes
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d40e





MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 7:23 am    Oggetto: Rispondi citando

...a volte l'ovetto Kinder riserva piacevoli sorprese....aspettare solo un po'...per credere!!!!!!
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MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 10:49 am    Oggetto: Rispondi citando

Nuova regolarizzazione, oltre 200mila stranieri in cerca di un permesso di soggiorno


Colf, badanti, manovali e cuochi finalmente potranno uscire dalla condizione di clandestinità - Ormai siamo quasi al punto di star-up. Dopo che è stato presentato dal Governo lo schema del nuovo decreto-legge sul rilascio di un permesso di soggiorno per chi denuncia il suo sfruttatore, non possiamo nascondere che è in atto una mini-sanatoria per tutti i clandestini.

La direttiva europea 2009/52/CE, è stata da poco recepita dall’Italia, e con essa anche alcune importanti caratteristiche che andranno a modificare sensibilmente anche la legislazione italiana sull’immigrazione.

Primo fra tutti, il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che denunciano il proprio datore di lavoro. Sarebbe il caso di migliaia di immigrati che sono costretti a vivere e a lavorare tantissime ore al giorno con una paga da miseria. Per loro si apre uno spiraglio per la regolarizzazione della posizione lavorativa e giuridica.

Secondo le prime stime, infatti, saranno almeno 200mila le persone che usufruiranno di questa “mini-sanatoria”, che porterà nelle casse dello Stato svariati milioni di euro. A pagare, questa volta, saranno gli stessi datori di lavoro, perché per sanare la propria posizione, dovranno versare non solo gli stipendi arretrati, ma anche i prospetti contributivi e un contributo forfettario che si aggira intorno a 1.000 euro per ogni clandestino alle proprie dipendenze.

Gli stranieri, invece, potranno avere un permesso di soggiorno per motivi umanitari della durata di sei mesi. Nel caso in cui dovessero trovare lavoro, non dovranno attendere nessun nuovo decreto flussi, ma basterà andare direttamente allo Sportello unico dell’immigrazione competente per territorio.
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MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 11:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Si si ... sicuramente a pagare è il datore di lavoro ...
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MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 12:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

questa legge serve per interrompere una volta per sempre la schiavitù in cui versano i lavoratori clandestini....io invece di 1000 euro di sanzione...per il datore di lavoro darei 1000 frustate.
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MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 2:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anonymous ha scritto:
questa legge serve per interrompere una volta per sempre la schiavitù in cui versano i lavoratori clandestini....io invece di 1000 euro di sanzione...per il datore di lavoro darei 1000 frustate.
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MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 2:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

si....sono clandestini!!!! e questa non è una motivazione valida per SCHIAVIZZARLI! E' giusto mettere un freno alle frontiere...ma se cio' non è sufficiente....non si possono rendere in SCHIAVITU' da parte di datori di lavoro senza scrupoli.
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d40e





MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 3:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per schiavizzarli no... per rimpatriarli si ... Ti và bene che l'italia ha bisogno di soldi.
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d40e





MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 4:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anonymous ha scritto:
Per schiavizzarli no... per rimpatriarli si ... Ti và bene che l'italia ha bisogno di soldi.

...a me andrebbe bene che nessuno prenda a lavorare i clandestini....cosi'...potremmo risolvere la clandestinità. Se nessuno li paga per fare gli schiavi...andranno altrove. (ecco i presupposti della normativa europea recepita).
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d9cb





MessaggioInviato: Gio 12 Lug 2012 - 6:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

se debbono fare anche il corso per il permesso a punti voglio vedere come fanno a mandarci via!!!!

http://www.immigrazione.biz/4059.html
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d40e





MessaggioInviato: Ven 13 Lug 2012 - 6:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Il corso lo faranno se mai dopo, perchè con il permesso umanitari 6 mesi non credo debbano farlo... magari sbaglio
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d40e





MessaggioInviato: Ven 13 Lug 2012 - 12:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anonymous ha scritto:
Il corso lo faranno se mai dopo, perchè con il permesso umanitari 6 mesi non credo debbano farlo... magari sbaglio


..non sbagli affatto....l'accordo integrazione si stipula solo per permessi da un anno in su.
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