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Rischio revoca Indennità turno Dipendenti Enti Locali ?

 
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MessaggioInviato: Gio 06 Mag 2010 - 11:55 am    Oggetto: Rischio revoca Indennità turno Dipendenti Enti Locali ? Rispondi citando

Alla luce della recente sentenza n. 8254 del 7 aprile scorso della Corte di Cassazione con cui si stabilisce che non hanno diritto all'indennità di turno i dipendenti del Comune o della Provincia che, pur avendo un orario articolato, lavorano in una struttura che non offre la continuità del servizio, ad esempio perché non è aperto la domenica e durante le festività...mi chiedo se tale indennità verra tolta automaticamente a tutti se non ci sono le condizioni stabilite dalla stessa Corte.
Grazie.
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giovanna vandini



Registrato: 02/03/09 15:22
Messaggi: 995
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MessaggioInviato: Gio 06 Mag 2010 - 12:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

per ora è solo una sentenza anche se autorevole della Corte di cassazione.
ricalca comunque quanto sia l'aran che l'anci ( sti due enti ogni tanto sono un'associazione a delinquere..) da anni sostengono.
dalle mie parti, nessuno si è mosso per modificare la traiettoria... certo che può essere che nei prossimi CCNL sia ben codificato e dopo non possiamo più far finta di nulla.

cominciano le crepa nella diga...
della serie: siamo circondati e ci fregano da tutte le parti
_________________
si sta come d'autunno sugli alberi le foglie
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ERGAS



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MessaggioInviato: Ven 14 Mag 2010 - 6:34 am    Oggetto: Rispondi citando

MA...:

http://www.entilocali.provincia.le.it/nuovo/node/6117


Domanda: Ai vigili urbani il cui orario di lavoro è organizzato in due turni (7,30-13,30 e 15,00 alle 21,00) spetta l’indennità di turnazione? Il turno serale può essere modificato prevedendo lo sforamento in orario notturno?
Risposta: L’istituto della turnazione è disciplinato dall’art. 22 del Contratto Collettivo di Lavoro del 14/09/2000.
Tale articolo stabilisce che “gli enti, in relazione alle proprie esigenze organizzative o di servizio funzionali, possono istituire turni giornalieri di lavoro. Il turno consiste in un’effettiva rotazione del personale in prestabilite articolazioni giornaliere. Le prestazioni lavorative svolte in turnazione, ai fini della corresponsione della relativa indennità, devono essere distribuite nell’arco del mese in modo tale da far risultare una distribuzione equilibrata e avvicendata dei turni effettuati in orario antimeridiano, pomeridiano e, se previsto, notturno, in relazione alla articolazione adottata nell’ente”. Lo stesso articolo statuisce, poi, una differente misura di maggiorazione della tariffa oraria, a seconda che il turno ricada in fascia diurna notturna, festiva, oppure notturna e festiva insieme.
L'indennità in questione rappresenta una voce retributiva prevista per particolari categorie di dipendenti, che eseguono la prestazione lavorativa mutando, periodicamente e con regolarità, l'orario di servizio, e pertanto con maggiore disagio rispetto ad altre categorie di lavoratori.
In senso conforme la costante giurisprudenza amministrativa per la quale “l' indennità in argomento è finalizzata a compensare il disagio del dipendente correlato alla mera possibilità che egli sia chiamato ad espletare il servizio in orari diversi da quelli previsti in via ordinaria per i pubblici dipendenti; pertanto, poiché il detto disagio è riferibile in maniera complessiva e generalizzata al mero fatto dell'assoggettamento del servizio al regime della turnazione, l'indennità spetta anche nel caso in cui il turno ricada nella fascia oraria di normale servizio (TAR Reggio Calabria,31.10.2002, n.1524; TAR Lecce n. 698 del 12/8/99; TAR Veneto, n 336 del 16/3/99; TAR Lecce n 140 del 21 febbraio 1997).
E’ opportuno chiarire che, ai fini dell'attribuzione del beneficio dell'indennità di turno, non è sufficiente la mera appartenenza al servizio, essendo, invece, necessaria l'effettiva partecipazione alla turnazione.
Pertanto, in caso di effettiva rotazione del personale in articolazioni giornaliere attuate in strutture che prevedano un orario di servizio di almeno 10 ore (co,3, art.7 CCNL) al personale turnista è corrisposta l’indennità di turnazione (comma 5, art.7 cit.), anche in asssenza di un'organizzazione dei servizi in turni continuativi. D’altronde, non si scorge una differenza sostanziale tra il disagio sopportato dal dipendente che espleta il servizio esterno nell’ambito di un turno ricompreso in una turnazione continuativa e il disagio di chi svolge lo stesso servizio, sulla base di un ordine di servizio preventivamente emesso ma non ricompreso in un turno continuativo (cfr Consiglio di Stato, sez. IV, 15/11/2004, n. 7445).
In merito alla variazione dell’orario è da ritenere che l’Amministrazione Comunale possa adeguare l’orario di servizio alle proprie esigenze organizzative, non essendo applicabile alla polizia municipale- a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs.vo 213/2004- la disciplina relativa alla “Attuazione della direttiva 93/104/CE e della direttiva 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro” (d.lgs.vo 8 aprile 2003, n.66 ).
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ERGAS



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MessaggioInviato: Ven 14 Mag 2010 - 6:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Il parere del servizio Consulenza agli Enti Locali della Regione F.V.G. è scaricabile qui:



http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/opencms/AALL/Servizi/pareri/specifico.jsp?txtidpareri=17590

Qui si precisa:

"Pertanto, se da un lato il riconoscimento di tale indennità non è precluso nel caso in cui il servizio venga prestato su sei giorni lavorativi e non su sette..."

Il Comune formula i seguenti quesiti in ordine alla corresponsione dell'indennità prevista dall'articolo 54 del CCRL 1 agosto 2002 al personale di polizia municipale: a) se tale indennità debba essere corrisposta anche nel caso di articolazione del servizio in turni organizzata su sei giorni settimanali, con esclusione della domenica;

Tra i requisiti richiesti dalla norma per il riconoscimento di tale indennità non vi è dunque l'obbligo di organizzare il servizio con un'articolazione dei turni che copra tutti i giorni della settimana; pertanto, in relazione al quesito formulato sub a), pare corretto ritenere che l'indennità de qua possa essere riconosciuta anche nel caso di svolgimento del servizio articolato su 6 giorni della settimana, ferma restando la sussistenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla norma.[1]


L'ultima modifica di ERGAS il Ven 14 Mag 2010 - 7:08 am, modificato 1 volta
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ERGAS



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MessaggioInviato: Ven 14 Mag 2010 - 7:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Giovanna Vandini ha scritto:

"ricalca comunque quanto sia l'aran che l'anci "

Puoi postare tali pareri?
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MessaggioInviato: Ven 14 Mag 2010 - 9:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Norma contrattuale
Turnazioni
(Art. 22 CCNL del 14/9/2000)
1. Gli enti, in relazione alle proprie esigenze organizzative o di servizio funzionali, possono istituire turni giornalieri di lavoro. Il turno consiste in un’effettiva rotazione del personale in prestabilite articolazioni giornaliere.
2. Le prestazioni lavorative svolte in turnazione, ai fini della corresponsione della relativa indennità, devono essere distribuite nell’arco del mese in modo tale da far risultare una distribuzione equilibrata e avvicendata dei turni effettuati in orario antimeridiano, pomeridiano e, se previsto, notturno, in relazione alla articolazione adottata nell’ente.
3. I turni diurni, antimeridiani e pomeridiani, possono essere attuati in strutture operative che prevedano un orario di servizio giornaliero di almeno 10 ore.
4. I turni notturni non possono essere superiori a 10 nel mese, facendo comunque salve le eventuali esigenze eccezionali o quelle derivanti da calamità o eventi naturali. Per turno notturno si intende il periodo lavorativo ricompreso tra le 22 e le 6 del mattino.
5. Al personale turnista è corrisposta una indennità che compensa interamente il disagio derivante dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro i cui valori sono stabiliti come segue:
- turno diurno antimeridiano e pomeridiano (tra le 6 e le 22.00): maggiorazione oraria del 10% della retribuzione di cui all’art.52, comma 2, lett. c)
- turno notturno o festivo: maggiorazione oraria del 30% della retribuzione di cui all’art.52, comma 2, lett. c)
- turno festivo notturno: maggiorazione oraria del 50% della retribuzione di cui all’art.52, comma 2, lett. c).
6. L’indennità di cui al comma 5 è corrisposta solo per i periodi di effettiva prestazione di servizio in turno.
7. Agli oneri derivanti dal presente articolo si fa fronte, in ogni caso, con le risorse previste dall’art. 15 del CCNL dell’1.4.1999.

Scusate, ma dove sta scritto che i turni debbano essere assicurati senza soluzioni di continuità, anche la domenica?
Sia Aran che Anci hanno sempre detto che era possibile organizzare turni (e pagarli) senza ricomprendere la domenica.


Pareri Aran
900-22C1. Con quali criteri si identificano o si escludono i turni?
L'art. 22, comma 2, del CCNL del 14.9.2000 è sorretto dai seguenti criteri di lettura:
- i turni si distinguono in antimeridiani, pomeridiani e notturni;
- non possono essere considerati turni le prestazioni lavorative distribuite nell'arco dell'intera giornata (mattina e pomeriggio) con marginali modificazioni nelle prestazioni di lavoro; in questo caso può trattarsi, al limite, di una particolare articolazione dell'orario di lavoro, magari gravosa e quindi retribuibile con altro compenso incentivante, secondo le previsioni della contrattazione decentrata integrativa;
- il numero dei turni di lavoro prestati in orario antimeridiano deve essere sostanzialmente equivalente a quello prestato in orario pomeridiano, assicurando l'avvicendamento; analoga equivalenza vale anche per i turni notturni, ove previsti;
- non è pertanto sufficiente una episodica o minoritaria prestazione lavorativa in un "turno" diverso dalla tipologia di lavoro ordinario;
- il periodo di riferimento per calcolare la condizione di equilibrio dei turni è riferito al mese.
Pertanto, precisiamo quanto segue:
1. l'articolazione del turno è funzionale alle esigenze del servizio e quindi la sua definizione dovrebbe essere di competenza del dirigente o responsabile del medesimo;
2. come detto sopra, il periodo di riferimento per calcolare la "ciclicità" dei turni è il mese;
3. l'indennità di turno deve essere corrisposta solo se vengono osservate le regole generali sopra riportate;
4. le prestazioni di lavoro straordinarie sono ammissibili secondo le regole dell'art. 38 del CCNL del 14.9.2000 e devono essere remunerate secondo i parametri ivi previsti;
5. l'articolazione dei turni deve essere distribuita in modo articolato e avvicendato, nei termini in cui si esprime l'art. 22, comma 2, del CCNL da ultimo citato.
900-22A1. Alcuni chiarimenti circa la disciplina delle turnazioni, della relativa indennità e delle condizioni del lavoratore turnista
1. L’indennità di turno viene corrisposta solo in relazione alle ore di lavoro ordinario prestato nell’ambito del turno e vale a compensare, integralmente, il disagio connesso alla particolare articolazione dell’orario; per il medesimo personale le prestazioni di lavoro straordinario sono compensate esclusivamente in base alla disciplina dell’art.38 del CCNL del 14.9.2000 e secondo le misure ivi espressamente previste, diverse da quelle previste per le prestazioni
effettuate in turno;
2. nel caso di effettuazione di prestazione lavorativa in turno in occasione di festività infrasettimanale, al lavoratore deve essere corrisposto solo l’indennità per turno festivo prevista dall’art.22, comma 5, secondo alinea; l’art.24 concerne la diversa fattispecie del lavoratore che eccezionalmente ed occasionalmente viene chiamato a prestare la propria attività nel giorno del riposo settimanale o in altro giorno festivo o comunque non lavorativo e quindi non può trovare applicazione anche nell’ipotesi del lavoro organizzato in turni;
3. nel caso in cui il lavoratore turnista effettui prestazioni lavorative anche nel giorno assegnato per il riposo settimanale (si tratta del cosiddetto settimo giorno e quindi al di là dell’orario d’obbligo delle 36 ore settimanali) ha diritto solo all’applicazione della disciplina dell’art.24, comma 1, del CCNL del 14.9.2000, in relazione al numero delle ore lavorative rese; invece nel caso in cui il lavoratore sia inserito in un turno che, nell’ambito delle 36 ore settimanali di lavoro dovute abbracci anche la domenica, con conseguente fruizione del riposo settimanale in altro giorno della settimana successiva, allo stesso, nel caso di lavoro domenicale, dovrà essere corrisposto solo il compenso per turno festivo di cui all’art.22, comma 5, secondo alinea del CCNL del 14.9.2000;
4. l’indennità di turno, come detto, vale a compensare il disagio derivante al lavoratore dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro connessa al turno; pertanto, il lavoratore, ogniqualvolta presti attività lavorativa in turno e siano presenti i requisiti stabiliti a tal fine dall’art.22 del CCNL del 14.9.2000 (distribuzione equilibrata ed avvicendata nel corso del mese dei turni antimeridiani, pomeridiani ed eventualmente notturni), ha sempre diritto a percepire la relativa indennità; conseguentemente, se lo stesso lavoratore, nell’ambito della sua prestazione lavorativa in turno partecipa anche a progetti obiettivo, ha sicuramente diritto a percepire anche i compensi ad essi relativi dato che si tratta, come generalmente avviene nella logica dei progetti di produttività, di una prestazione qualitativamente o quantitativamente diversa e aggiuntiva rispetto a quella normalmente richiesta nell’ambito dello svolgimento del rapporto di lavoro.

900-22I3. I dipendenti assegnati ad un certo Settore effettuano lavoro in turno dal lunedì al sabato, ciascuno per complessive 35 ore, pari al debito orario settimanale. Di recente è stato anche istituito un “turno domenicale”, a rotazione, con orario 8-13 e 14.30-19,30. Come deve essere retribuito il “turno domenicale”? Si deve corrispondere l’indennità di turno, si deve applicare il trattamento previsto dall’art.24, comma 1 del CCNL del 14.9.2000 o si deve applicare quest’ultimo con una ulteriore maggiorazione?
Riteniamo utile precisare, innanzitutto, che per il servizio effettuato dai dipendenti, a rotazione, nella giornata domenicale, non è corretto parlare di “turno”.
Infatti, dal prospetto inviatoci risulta che i vostri dipendenti, con la giornata del sabato, hanno tutti assolto al proprio debito orario settimanale (35 ore), mentre, se si trattasse di vera e propria turnazione, la prestazione domenicale dovrebbe servire a completare il citato orario d’obbligo; nel nostro caso la domenica è necessariamente destinata, per tutti i dipendenti, al riposo settimanale e, conseguentemente, qualsiasi prestazione lavorativa effettuata in tale giornata assume carattere eccezionale e deve essere assoggettata alla particolare disciplina dell’art.24, comma 1 del CCNL del 14.9.2000 e successive modifiche; se si trattasse di vera turnazione, invece, si potrebbe prevedere, per i dipendenti in turno domenicale, la fruizione del riposo settimanale in un'altra giornata, secondo principi ormai consolidati sui quali vi suggeriamo di consultare gli altri quesiti di questo istituto.
Evidenziamo, inoltre, che l’art.22, comma 3 del CCNL del 14.9.2000 stabilisce che “i turni diurni, antimeridiani e pomeridiani, possono essere attuati in strutture operative che prevedano un orario di servizio giornaliero di almeno 10 ore.” Abbiamo già avuto modo di chiarire (v. risposte 900-22C9 e 900-22C7) che tale clausola può ritenersi soddisfatta solo in presenza di un orario di servizio continuativo di almeno 10 ore. Nel nostro caso, nella giornata della domenica è previsto un orario di servizio “spezzato” dalle 8 alle 13 e dalle 14.30 alle 19,30 e non un orario continuato.
Tali considerazioni portano senz’altro ad escludere che per il servizio prestato nella giornata domenicale sia possibile corrispondere ai vostri dipendenti l’indennità di turno.
Risulta pienamente applicabile, invece, l’art.24, comma 1 del CCNL del 14.9.2000 che si riferisce al caso del dipendente che eccezionalmente sia chiamato a rendere la sua prestazione nella giornata destinata al risposo settimanale.
Quanto al problema della necessità di prevedere una ulteriore maggiorazione, oltre a quella prevista dall’art.24, comma 1 del CCNL del 14.9.2000 e successive modifiche, per i lavoratori chiamati eccezionalmente a rendere una prestazione nella giornata di riposo settimanale, evidenziamo che la clausola contrattuale costituisce puntuale applicazione dei principi giurisprudenziali: infatti, la maggiorazione della retribuzione ivi prevista è superiore a quella prevista sia per la prestazione di attività lavorativa ordinaria in giorno festivo (art.24, comma 5) sia per le prestazioni di lavoro straordinario festivo (art.38, comma 5).

Risposta Ancitel 12/04/2010
Nell’ambito della pluralità degli orari di lavoro flessibili assume particolare rilievo l’istituto della turnazione utilizzata dagli enti per poter garantire la più ampia flessibilità dei servizi aperti al pubblico. L'articolo 22 del CCNL del 14.9.2000 consente agli enti locali di istituire turni giornalieri di lavoro in relazione alle proprie esigenze organizzative e di servizio. Il turno è caratterizzato dalla rotazione ciclica degli addetti che operano in strutture operative che prevedano un orario di servizio giornaliero continuativo di almeno 10 ore. Infatti, lo scopo delle turnazioni è quello di assicurare la continuità del servizio in una determinata fascia oraria. Pertanto, il compenso per l'indennità di turno, previsto dal comma 5 del predetto articolo 22, può essere corrisposto a condizione che la prestazione lavorativa svolta in turnazione sia distribuita nell'arco del mese, come espressamente stabilito dal comma 2 del medesimo articolo 22 in modo da realizzare una equilibrata ed avvicendata distribuzione dei turni antimeridiani, pomeridiani e se previsti notturni. Occorre che ogni dipendente debba, quantomeno tendenzialmente, avere una presenza analoga nei vari turni articolati nell’ambito del mese. Occorre inoltre sottolineare che l’orario del turno deve necessariamente essere continuato e non può essere spezzato per interruzioni. La logica delle condizioni poste dal contratto per l’attribuzione dell’indennità di turno porta altresì a ritenere che la turnazione possa essere organizzata su sei giorni la settimana da lunedì a sabato anche se tale indicazione non è contenuta espressamente nel testo contrattuale.

Risposta Ancitel 05/03/2010
Secondo le informazioni fornite con il quesito, l'orario di lavoro settimanale del personale della polizia municipale risulta correttamente organizzato in regime di turno su sei giornate lavorative, dal lunedì al sabato; la domenica risulta, altrettanto correttamente, giornata di riposo settimanale.
In questa situazione le eventuali prestazioni lavorative richieste espressamente dal "comandante" responsabile del servizio, devono essere considerate come riconducibili alla specifica disciplina dell'art. 24, comma 1, del CCNL del 2000; questa disposizione contrattuale ammette la legittimità di dette prestazioni e prevede una specifica tutela a favore del personale interessato che si articola sui seguenti due punti:
a) per ogni ora di lavoro effettivamente prestato, al dipendente deve essere corrisposto un compenso economico pari al 50% del valore orario;
b) al medesimo dipendente spetta, altresì, un riposo compensativo di durata pari alle ore di lavoro prestate che deve essere fruito entro 15 giorni o al massimo entro il bimestre successivo.
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