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variazione di destinazione d'uso di un terreno agricolo

 
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Autore Messaggio
leonardo's
53e0





MessaggioInviato: Ven 11 Set 2009 - 10:17 am    Oggetto: variazione di destinazione d'uso di un terreno agricolo Rispondi citando

buongiorno, gradirei conoscere le norme che regolano la variazione di destinazione d'uso di un terreno agricolo, ovvero sapere quali sono le reali e corrette possibilità da parte di un comune di 4000 abitanti per poter applicare questa variazione, grazie.
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marco marco
3e30





MessaggioInviato: Ven 11 Set 2009 - 10:57 am    Oggetto: Rispondi citando

a seconda della tipologia del piano regolatore e delle norme regionali in materia di pianficazione territoriale le procedure variano da regione a regione.
In sintesi si tratta di ricomprendere, con apposita variante allo strumento urbanistico, l'area in oggetto all'interno della perimetrazione dei centri eificati (le aree esterne extraurbane sono agricole) ed assegnarle una destinazione di zona a seconda delle scelte politiche, della vocazione urbanistica del comparto territoriale e, soprattutto, dei numeri a disposizione riferiti al dimensionamento del piano regolatore operante.

... E' un po' lunga ma a volte è possibile (indifferentemente dal numero degli abitanti).
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leonardo's
53e0





MessaggioInviato: Ven 11 Set 2009 - 12:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

nel ringraziarti per la risposta, mi par di capire che se un comune decide di cambiare destinazione d'uso di un terreno agricolo, attualmente esterno al perimetro del Nuovo Piano regolatore redatto 3-4 anni fa, in un modo o nell'altro ci può riuscire. Se così fosse, cambio domanda: un comune cittadino come può opporsi ad un cambio di destinazione d'uso di un terreno agricolo? Quali sono i principi e le leggi regionali e nazionali alle quali si può appoggiare? Potrebbe bastare aver paura che di li a poco si vede costruire una marea di abitazioni adiacenti alla sua, più o meno gradevoli, in aperta campagna? Grazie.
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marco marco
3e30





MessaggioInviato: Sab 12 Set 2009 - 6:07 am    Oggetto: Rispondi citando

leonardo's ha scritto:
nel ringraziarti per la risposta, mi par di capire che se un comune decide di cambiare destinazione d'uso di un terreno agricolo, attualmente esterno al perimetro del Nuovo Piano regolatore redatto 3-4 anni fa, in un modo o nell'altro ci può riuscire. Se così fosse, cambio domanda: un comune cittadino come può opporsi ad un cambio di destinazione d'uso di un terreno agricolo? Quali sono i principi e le leggi regionali e nazionali alle quali si può appoggiare? Potrebbe bastare aver paura che di li a poco si vede costruire una marea di abitazioni adiacenti alla sua, più o meno gradevoli, in aperta campagna? Grazie.


Il problema è senza dubbio legato alle scelte politiche più che a quelle tecniche; in caso di incompatibilità di tipo ambientale, con piani sovraccomunali o vincoli vari interverebbero sicuramente regione e provincia.
Ogni cittadino, comunque, nel periodo riservato alle osservazioni, conseguentemente alla deliberazione di adozione della variante o de nuovo piano, ha la facoltà di esprimere le proprie ecizioni alle quali il consiglio comunale ha l'obbligo di rispondere , riportando quanto conbtrodedotto nella delibera di approvazione definitiva.
L'atto può essere impugnato innanzi al TAR entro 60gg. o, nei successivi 120, essere oggetto di ricorso straordinario al capo dello stato.

Cordialòi saluti
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gianluigi62



Registrato: 13/02/09 07:48
Messaggi: 403
Residenza: CASTRIGNANO DEL CAPO

MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 - 6:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Dal punto di vista procedurale è ineccepibile quanto dice marco-marco, tuttavia a mio avviso è utile aggiungere che le osservazioni che il libero cittadino può effettuare in fase di adozione dello strumento urbanistico generale (PUG) devono avere una matrice strettamente di carattere pubblico; dico meglio, non è possibile che le osservazioni contengano solo ed esclusivamente considerazioni di carattere privato, in tal caso nelle controdeduzioni da parte del Consiglio Comunale sarà molto semplice ignorare l'osservazione del privato, etichettandola come non pertinente con l'interesse pubblico.
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