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enti locali, educatori in D
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov 2006 - 11:39 am    Oggetto: enti locali, educatori in D Rispondi citando

Evil or Very Mad Sui forum "concorsi in linea", "pubblico impiego" e ora anche qui è aperto uno spazio di discussione sul rimosso tema dell'inquadramento dell'educatore professionale negli enti locali. Infatti, a differenza del comparto della "sanità" (pubblca, si intende), dove l'E.P. è esplicitamente collocato in categoria D, nel comparto "regioni autonomie locali" questa figura non è citata nello schema esemplificativo dei profili contenuto nelle declaratorie ufficiali del '99 - tutt'ora in vigore. L'aran contattato dal mio ente sostanzialmente rimanda agli enti stessi la responsabilità di individuare nelle proprie dotazioni organiche delle figure e, attraverso una interpretazione analogica, collocarle nella categoria adeguata. Stando al buon senso, essendo la situazione formativa degli E.P. molto simile a quella degli assistenti sociali (laurea breve o titolo equipollente per D.M. triennale e post-diploma) l'inquadramento corretto appare in fascia D. A fronte però di un certo numero di enti, che a mio avviso si comportano correttamente e riconoscono adeguatamente il ns. profilo sia da un punto di vista giuridico che economico, molti altri continuano a mantenere gli E.P. in categoria C (ed altri ancora, come il mio, inquadrano alcuni E.P. coordinatori in D mentre gli altri vengono mantenuti in C e sino ad ora non hanno nemmeno percepito l'indennità prevista dall'art.17 del CCnL).
Si spera dunque che il rinnovo del contratto (parte normativa) metta finalmente chiarezza identificando il profilo in modo inequivocabile inquadrando gli E.P. in categoria D e riconoscento loro, perlomeno, le pertinenze pregresse a far data dalla scadenza del precedente contratto. Contrariamente si manterrebbe una situazione di grave iniquità (tra comparti diversi del pubblico impiego: enti locali & sanità; all'interno dello stesso comparto: Regioni e autonomie locali; tra diverse figure professionali che hanno lo stesso livello formativo ma trattamenti contrattuali dissimili).
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MessaggioInviato: Sab 09 Dic 2006 - 1:36 pm    Oggetto: novità sui profili sociali? Rispondi citando

L'associazione nazionale degli educatori ha tenuto un incontro con il ministero della solidarietà sociale in cui si sarebbe discusso, da quello che ho capito, dei profili professionali sociali (e immagino anche del loro inquadramento contrattuale). La relazione di questo incontro è riportata sul sito www.anep.it ma protetta da password (per i soli soci). Qualcuno che ha accesso a queste informazioni potrebbe postarle su questo forum?
Grazie
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MessaggioInviato: Lun 18 Dic 2006 - 7:27 pm    Oggetto: lettera sull'unità Rispondi citando

Data: 18-12-06 20:16

Il quotidiano l'Unità di oggi ha pubblicato nella rubrica della posta una mia lettera sull'argomento dell'inquadramento dell'educatore professionale. La riporto, integralmente, di seguito:


"Quando si parla di pubblico impiego immancabilmente si citano i privilegi supposti e talvolta reali degli "statali". Sovente ci si dimentica però di ricordare che nelle P.A., oltre a dirigenti e manager spesso esageratamente superpagati e lottizzati, operano lavoratori con profili sociali che per poco più di mille euro al mese stanno quotidianamente al fianco di malati, tossicodipendenti, disabili, utenti psichiatrici, fasce deboli. Tra queste figure c'è l'educatore professionale, riconosciuto pienamente nel comparto della sanità (categoria D) ma non menzionato esplicitamente nel contratto "Regioni - Autonomie locali". Questa situazione consente a molti Enti Locali di interpretare furbescamente la normativa mantenendo gli Educatori nella categoria inferiore, dunque sottopagandoli e negando un adeguato riconoscimento del loro profilo professionale. Vorrei che nella imminente tornata di rinnovi contrattuali questo governo (che convintamente ho contribuito a eleggere) ponesse rimedio a questa evidente iniquità che per molti operatori, da anni, costituisce una odiosa discriminazione."

...Speriamo che le orecchie giuste sentano...
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presidente anep



Registrato: 18/12/06 22:48
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Lun 18 Dic 2006 - 10:56 pm    Oggetto: Profli sociali: aggiornamenti da anep Rispondi citando

Sono venuta a conoscenza di questo forum e volentieri intervengo in questa discussione. Il problema in cui noi educatori profesionali ci troviamo è che il nostro profilo professionale è riconosciuto e normato solo dal Ministero della Salute, mentre siamo ancora in alto mare sul profilo sociale e in quello socio-sanitario.
Come ANEP - l'associazione nazionale educatori professionali di cui sono Presidente Nazionale - abbiamo a lungo lavorato e lottato affinchè i profili sociali che devono essere normati in base all'art.12 della legge 328, venissero regolamentati. I profili dovevano essere emanati entro 180 giorni dal novembre 2000, ma con il cambio di governo nel 2001 e la riforma del titolo V della Costituzione, per 5 anni la questione dei profili è slittata, rimpallata fra Stato e Regioni rispetto alle competenze, riempito di ricorsi la Corte Costituzionale, finchè ad aprile di quest'anno la Consulta ha emesso la sentenza n.153 che afferma che la competenza per la definizione di profii sociali è dello Stato. E' per questo motivo che abbiamo richiesto un incontro con il Ministero della Solidarietà Sociale, dal quale siamo stati ricevuti e che ci ha informato di aver cominciato le consultazioni con le categorie professionali per arrivare a definire alcune linee per la stesura di un regolamento sui profili sociali di cui l'art.12 della legge 328.
Questa è la situazione a livello normativo. A livello di inquadramento contrattuale, la non definizione di profili ha giocato a nostro sfavore per chi ha un contratto non della sanità pubblica. Anch'io lavoro in Comune del nord est e sono inquadrata in fascia C, mentre i colleghi di Ancona o di Verbania sono inquadrati in D. I miei colleghi educatori che lavorano nella ASL dello stesso Comune hanno un trattamento salariale migliore del mio, e via così. Sono anni che con i sindacati cerchiamo di farci ascoltare, ma fanno difficoltà a comprendere questa categoria professionale e ci sono sempre urgenze più forti rispetto alla nostra nel nostro Comune: il precariato (la maggior parte dei precari, fra l'altro, sono educatori...), i tagli alla spesa pubblica, le varie finanziarie, i tagli alle assunzioni e via cosi. Spesse volte ti senti addirittura in colpa di chiedere qualcosa di cui hai pienamente diritto!!! Del resto la risposta è sempre quella: non esistono appigli a livello nazionale per noi che lavoriamo nel sociale: il profilo è solo sanitario, e qukndi utte le conquiste che abbiamo avuto fino ad ora riguardano solo l'ambito sanitario e della formazione univesritaria collocata presso Medicina.
Nell'ultimo rinnovo contrattuale nazionale avevamo visto uno spiraglio: vi si afferma infatti che le parti si impegnavano a costituire un tavolo tecnico per equiparare quelle poche professioni sanitarie presenti negli enti locali al livelo del contratto sanità. Purtroppo questo tavolo non è mai partito - sempre emergenze più importanti - e le uniche "vittorie" si hanno nei contratti decentrati, dove se sindacati e educatori trovano un'intesa, riescono a trovare un modo per elevarci al livello che ormai tutti risonoscono essere il nostro: la fascia D.
Rispetto al sito dell'anep, l'accesso è consentito ai soli soci perchè mantenere quest'associazione che ha sedi in quasi tutte le regioni e a livello nazionale ed internazionale è molto oneroso e non abbiamo alcun tipo di finanziamento se non le quote di iscrizione dei soci. Gli organi dirigenti nazionali, regionali e la partecipazione agli eventi internazionali è basata sul volontariato e sulla passione che molti di noi mettono per promuovere e far crescere la nostra professione divisa frammentata e spesso dimenticata o schiacciata da altre più storiche e meglio garantite. Se avessimo un ordine o un sindacato avremmo più disponibilità, ma per ora l'associazione (accreditata presso Ministeri, organi pubblici locali, regionali e nazionali) si basa solo sull'iscrizione dei singoli educatori che si associano E' grazie a loro che riusciamo a muoverci, essere presenti e promotori di iniziative di cui poi benenficano in molti. A dicembre è partita la campagna tesseramento: chi vuole saperne di più trova tutte le informazioni sul nostro sito - molto frequentato ed apprezzato per la qualità e la tempestivià delle informazioni contenute - www.anep.it.
Sarei felice di avere vostri commenti e rimandi, e anche suggeriumenti su come possiamo incidere maggiormente a favore di tutti.
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MessaggioInviato: Mar 19 Dic 2006 - 1:15 pm    Oggetto: risposta all'Anep Rispondi citando

Cara presidente Anep
Ho ripostato il tuo interessante intervento anche nell'altro forum "concorsi in linea", nell'analogo spazio di discussione sull'inquadramento dell'Educatore Professionale (è molto più frequentato di questo, ci sono circa 60 interventi e 5000 visite). Un po' ovunque la situazione del ns. inquadramento è "skizofrenica": nel mio ente (consorzio intercomunale dei servizi sociali dell'Ossola) gli E.P. sono inquadrati in categoria D solo gli "Educatori coordinatori" mentre tutti gli altri restano in categoria C. Con la CGIL - Funzione Pubblica abbiamo tentato la via della "concilizione" presso la Direzione Provinciale del Lavoro ma il Direttore ha rifiutato il re/inquadramento in D. Nel concorso pubblico che ho vinto veniva richiesto "il titolo di Educatore professionale o la laurea equipollente in scienze dell'educazioe": quindi l'ente stesso, nella formulazione del bando identificava l'equipollenza dei titoli (e conseguentemente, usando il criterio analogico, in base alle declaratorie del CCNL "Regioni- Autonomie Locali" del '99, avrebbe dovuto collocarci in fascia D). Nella mia provincia vi è una situazione emblematica: 3 CISS con tre modi di inquadrare gli E.P. differenti: sono in D a Verbania (con indennità art.17); in C5 nel Cusio (con indennita art. 17); nell'Ossola solo alcuni in D (con posizioni di coordinamento e/o organizzative) mentre tutti gli altri sono inquadrati in categoria C (e solo da quest'anno inizieremo a ricevere l'indennità).
Credo che come categoria professionale, purtroppo, scontiamo un'immagine di tipo "volontaristico" e "missionario" che non corrisponde alla complessità disciplinare delle nostre competenze.
Dovremmo farci sentire di più: la mia lettera all'Unità costituisce un tentativo di "rompere il silenzio".
Sarei felice se l'ANEP, come associazione professionale, scrivesse allo stesso giornale un intervento (magari ricollegandosi alla mia missiva) chiedendo una risposta pubblica ai ministri competenti.
Nel frattempo un saluto ed un augurio di buon lavoro (ma anche di buone feste)

Fabio
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MessaggioInviato: Mar 19 Dic 2006 - 1:15 pm    Oggetto: risposta all'Anep Rispondi citando

Cara presidente Anep
Ho ripostato il tuo interessante intervento anche nell'altro forum "concorsi in linea", nell'analogo spazio di discussione sull'inquadramento dell'Educatore Professionale (è molto più frequentato di questo, ci sono circa 60 interventi e 5000 visite). Un po' ovunque la situazione del ns. inquadramento è "skizofrenica": nel mio ente (consorzio intercomunale dei servizi sociali dell'Ossola) gli E.P. sono inquadrati in categoria D solo gli "Educatori coordinatori" mentre tutti gli altri restano in categoria C. Con la CGIL - Funzione Pubblica abbiamo tentato la via della "concilizione" presso la Direzione Provinciale del Lavoro ma il Direttore ha rifiutato il re/inquadramento in D. Nel concorso pubblico che ho vinto veniva richiesto "il titolo di Educatore professionale o la laurea equipollente in scienze dell'educazioe": quindi l'ente stesso, nella formulazione del bando identificava l'equipollenza dei titoli (e conseguentemente, usando il criterio analogico, in base alle declaratorie del CCNL "Regioni- Autonomie Locali" del '99, avrebbe dovuto collocarci in fascia D). Nella mia provincia vi è una situazione emblematica: 3 CISS con tre modi di inquadrare gli E.P. differenti: sono in D a Verbania (con indennità art.17); in C5 nel Cusio (con indennita art. 17); nell'Ossola solo alcuni in D (con posizioni di coordinamento e/o organizzative) mentre tutti gli altri sono inquadrati in categoria C (e solo da quest'anno inizieremo a ricevere l'indennità).
Credo che come categoria professionale, purtroppo, scontiamo un'immagine di tipo "volontaristico" e "missionario" che non corrisponde alla complessità disciplinare delle nostre competenze.
Dovremmo farci sentire di più: la mia lettera all'Unità costituisce un tentativo di "rompere il silenzio".
Sarei felice se l'ANEP, come associazione professionale, scrivesse allo stesso giornale un intervento (magari ricollegandosi alla mia missiva) chiedendo una risposta pubblica ai ministri competenti.
Nel frattempo un saluto ed un augurio di buon lavoro (ma anche di buone feste)

Fabio
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emi1980
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MessaggioInviato: Mar 19 Dic 2006 - 9:08 pm    Oggetto: community degli educatori Rispondi citando

Embarassed

Ciao a tutti, colleghi educatori professionali extra scolastici, con piacere noto che da più parti attraverso siti e forum ci si sta tentando di attivarci per regolarizzarci, e perchè anche noi del sociale non sanitario possiamo avere una considerazione di professionsiti nel e del sociale.
Pertanto vi invito a visitare anche il mio sito, a postare opinioni, affinchè tutti assieme, possiamo dar voce a chi siamo realmente,senza pensare di aver speso tanti anni a studiare inutilmente.
il sito è www.minorionline.it

Per partecipare alle discussione del forum ed alla chat interattiva, dovete iscrivervi.Tutto è gratuito.
Inoltre ci si collabora sia a livello formativo che informativo, scrivendo articoli.
Vi aspetto.
Emanuela.
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MessaggioInviato: Gio 21 Dic 2006 - 10:50 am    Oggetto: Educatori, fatevi sentire, inviate mail ai quotidiani Rispondi citando

In questi giorni si stanno discutendo i rinnovi dei contratti pubblici e con questi anche della definizione dei profili professionali: nel Contratto Collettivo Nazionale degli Enti Locali (Regioni- autonolie Locali) la figura dell'Educatore Professionale non è nemmeno menzionata. Come ho scritto nella lettera che l'Unità mi ha pubblicato ciò consente a molti enti(a differenza di ciò che avviene in Sanità) di mantenere gli educatori nella categoria inferiore e sottopagarli.
Inoltre spesso si abusa di forme contrattuali "PRECARIE", mentre la professionalità dell'educatore, per espletarsi, necessita di "continuità", di tempi lunghi, di progettualità.

Vi chiedo 5 minuti di impegno individuale e vi propondo di farvi sentire, inviando mail ai principali quotidiani.
Solo a titolo esemplificativo propongo un testo, ma sarebbe bene che ne venissero inviati diversi e con testi diversi(ma convergenti nelle richieste).

BOZZA DI TESTO CHE VI PROPONGO DI INVIARE AI GIORNALI

"La figura dell'educatore professionale spesso opera in contesti critici e senza le adeguate tutele, mentre per espletarsi necessita di "continuità", progettualità, tempi lunghi. Proliferano i contratti a termine e le forme di impiego precario che ci riguardano. Inoltre, mentre nel comparto della Sanità pubblica il nostro profilo è pienamente riconosciuto (Cat. D), mentre, negli enti locali la situazione è tutt'ora indefinita poichè il CCNL Regioni - Autonomie Locali non menziona esplicitamente la figura dell'E.P.
Così migliaia di educatori che lavorano nei servizi sociali non hanno un adeguato riconoscimento economico e professionale e sono in balia di interpreatazioni personalistiche degli Enti che, molto spesso, interpretano furbescamente la normativa: mantenendo gli E.P. nella categoria inferiore.
Chiediamo ai Ministeri competenti di intervenire per correggere queste storture e offrire ad una figura professionale indispensabile per l'agire sociale un adeguato riconoscimento, sottraendola alla invisiblità".

LISTA DI MAIL DI QUOTIDIANI A CUI POTETE SCRIVERE (potete aggiungerne altri, locali e nazionali)

lettere@unita.it (senza l'accento sulla "a", mi raccomando)
rubrica.lettere@repubblica.it
lettere@lastampa.it
redazione@ilriformista.it
redazione@ilmanifesto.it

Ai quotidiani "corriere della sera" e "liberazione" si può scrivere compilando un form sui loro ripettivi siti.

Un ultimo favore, chi risponderà a questo appello (inviando una mail a più quotidiani) lo scriva su questo forum (e magari alleghi in testo della mail)

Forza
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nictitta



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MessaggioInviato: Mar 16 Gen 2007 - 10:32 am    Oggetto: Rispondi citando

per cio che riguarda la contrattazione: in Italia i contratti sono divisi per settore e per legislazione specifica di settore, esiste una separazione di fatto che sicuramente non avvicina i parametri e i livelli tra CCNL anche simili.
in Sanità l'E.P. è presente su due CCNL diversi pubblica e privata
nel sociale vi sono 3 CCNL pubblici e circa 5 CCNL del terzo settore.

Il lavoro che si sta tentando di fare è:
a) ricondurre l'E.P. ad un unico profilo, compiti e funzioni identici;
b) stesso percorso di base e di preparazione differenziato poi per ambito e settore : 3+2 . Il 3 di base e la specialistica per settore.
c) arrivare a definire l'art. 12 della 328 con il Min del welfare al più presto possibile;
d) attraverso la possibilità di profili riconosciuti tentare di omogeneizzare livelli e trattamenti contrattuali.
e) passare per il riconosimento della figura in un ambito socio-sanitario che risolverebbe molte questioni, in primiss i contratti con la 229.

saluti Nicola
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MessaggioInviato: Sab 20 Gen 2007 - 6:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio Nicola per l'informazione. Non mi è dato di sapere a quale titolo (associazione? sindacato? ministero?) si occupa della questione ma mi piacerebbe saperlo. Quello che ci comunica è però, ormai da tempo, "arci-noto": restano aperte tutte le questioni e le iniquità irrisolte. Chiunque conosca la negoziazione sindacale sa benissimo che esistono contratti pubblici e privati con declaratorie diverse e differenti ordinamenti professionali. E' bene però non confondere "le acque": nel settore pubblico i principali comparti che impiegano gli educatori professionali sono la "sanità" e le "regioni - autonomie locali".
A) In Sanità (pubblica) gli E.P. sono inquadrati in categoria D e quindi hanno un adeguato riconoscimento economico - giuridico - professionale;
B) nel comparto "regioni - autonomie locali" il profilo dell'Educatore Professionale non è esplicitamente menzionato: nelle declaratorie che disciplinano l'ordinamento professionale. Per inquadrare un E.P. negli enti (comuni, consorzi, ecc.) che fanno riferimento a questo comparto bisognerebbe fare riferimento a un metodo "analogico" usando come parametro il livello di professionalizzazione. Ora l'E.P. è nelle stesse condizioni, dal punto di vista del livello formativo, degli Assistenti Sociali (titolo regionale triennale post diploma o diploma universitario o laurea triennale), però mentre gli A.S. sono in categoria D (e spesso D2 o D3 giuridico) gli E.P. vengono inquadrati a "discrezione" dagli enti. Alcuni enti, correttamente, inquadrano l'E.P. in fascia D mentre molti "furbescamente" ci inquadrano in categoria C (come semplici diplomati, non riconoscendo la nostra professionalità ed il nostro percorso formativo). Questi enti però nei concorsi come requisito chiedono specificatamente il titolo di educatore o la laurea in scienze dell'educazione dimenticandosi che il contratto (e anche le interpretazioni dell'aran) prescrivono - come requisito obbligatorio per l'accesso alla categoria C - il solo diploma di maturità.
E' il solito gioco delle tre carte.
Chi di dovere seguita a temporeggiare e a affidarsi a fantomatiche commissioni e intanto mentre nelle P.A. albergano spesso dirigenti eccessivamente superpagati e lottizzati ci sono operatori sociali laureati che per circa mille euro al mese stanno quotidianamente al fianco di malati, tossicodipendenti, disabili, utenti psichiatrici, fasce deboli.
Facciamo meno rumore dei tassisti e dei benzinai che scioperano, siamo buoni solo per le pacche sulle spalle e invece dovremmo iniziare ad incazzarci anche noi.
Non è più tempo che allunghino il brodo e ci dicano che stanno lavorando per noi.
Questo governo - che ho contribuito convintamente a eleggere - già nei prossimi rinnovi contrattuali dovrà dare risposte precise e i sindacati devono considerare maggiormente la nostra figura professionale e operare per sottrarla alla invisibilità
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sabrina72



Registrato: 06/09/06 10:02
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MessaggioInviato: Dom 04 Mar 2007 - 8:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

qualche novità?
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MessaggioInviato: Mer 13 Giu 2007 - 9:59 am    Oggetto: Rispondi citando

vi invito tutti a visionare il dibattito apertosi sui form di www.minorionline.it e sul sito www.sordelli.net: finalemte qualcosa si muove e sono in cantiere inziative per il riconoscimento della professionalità degli E.P.
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MessaggioInviato: Ven 22 Giu 2007 - 10:06 am    Oggetto: Rispondi citando

invio il testo definitivo dell'appello con le adesioni pervenute



Per contatti: www.minorionline.it Dott.ssa Emanuela Cimmino “Educatrice professionale “ “responsabile del portale minorionline.it mail emanuela_cimmino@alice.it


Quando si parla di pubblico impiego, immancabilmente si citano i privilegi supposti e talvolta reali degli "statali". Sovente ci si dimentica, però, di ricordare che nelle pubbliche amministrazioni, ed in alcuni casi, nelle amministrazioni private, oltre a dirigenti e manager spesso esageratamente super pagati e lottizzati, operano lavoratori con profili sociali che per mille euro e a volte meno al mese, stanno quotidianamente al fianco di malati, tossicodipendenti, disabili, utenti psichiatrici, anziani, minori, extra comunitari, prostitute, emarginati. Tra queste figure c'è l'Educatore Professionale, riconosciuto pienamente nel comparto della sanità (classe di Laurea 2SNT) e nell'ambito socio-educativo (classe di Laurea XVIII): questa prima distinzione dovrebbe far riflettere sul sistema Universitario italiano, in quanto entrambi i titoli non sempre vengono menzionati esplicitamente nel contratto "Regioni - Autonomie locali". Questa situazione consente a molti Enti di interpretare furbescamente la normativa mantenendo le due classi di Laurea degli Educatori nella categoria inferiore, dunque sottopagando gli Educatori stessi e negando un adeguato riconoscimento del loro profilo professionale. A volte -e non si capisce mai come -alcune amministrazioni pubbliche bandiscono concorsi per entrambe le classi, e a volte no, con l'inevitabile conseguenza di non permettere a molti di noi l'opportunità di sostenere concorsi; infine, spesso si abusa di forme contrattuali "PRECARIE", negando, così, la possibilità, per un Educatore, di espletare al pieno la propria professionalità che, invece, necessita di continuità, di tempi lunghi e di progettualità.



Come Educatori, vorremmo che nella imminente tornata di rinnovi contrattuali, questo governo ponesse rimedio a tale evidente iniquità che per molti di noi, da anni, costituisce una odiosa discriminazione dopo anni di sacrifici economici e dopo tutto il tempo trascorso sui libri con l'obiettivo di acquisire una professionalità spendibile in un contesto ed in una società che si sta dimostrando sempre più povera di valori e di modelli di riferimento.



Su alcuni Forum (www.minorionline.it, www.pedagogistionline.it) si è aperto un dibattito sul riconoscimento del nostro profilo e del nostro inquadramento contrattuale.



In questi giorni si stanno discutendo i rinnovi dei contratti pubblici e con questi anche della definizione dei profili professionali: tuttavia nel Contratto Collettivo Nazionale degli Enti Locali (Regioni - autonomie Locali - parte normativa/declaratorie), la figura dell'Educatore Professionale non viene nemmeno menzionata.

Come gruppo di Educatori Professionali, Vi chiediamo 5 minuti di impegno affinché migliaia di Educatori che lavorano nei servizi sociali possano avere il meritato ed adeguato riconoscimento economico e professionale.





L’iniziativa è promossa dalla : Community:



Minorionline.it www.minorionline.it



Aderiscono:



Fabio Ruta

Educare.it www.educare.it
Formica rossa formicarossa@gmail.com
Apei Campania/
pedagogistionline www.pedagogistionline.it

leparolenondette www.leparolenondette.org
Aquilone blu www.aquiloneblu.org
Orizzonte scuola.it www.orizzontescuola.net

mAmmeonline www.mammeonline.net

Giorgio sordelli www.sordelli.net

Associazione Contorno Viola di Verbania www.peer-education.it '

Consorzio Gesco www.gescosociale.it





Per contatti :



www.minorionline.it Dott.ssa Emanuela Cimmino “Educatrice professionale “ “responsabile del portale minorionline.it mail emanuela_cimmino@alice.it







Fabio Ruta Educatore Professionale





Aquilone blu /pedagogistionline Dott. Sergio De Martino e Presidente Mariangela Berretti





APEI Campania Gianvincenzo Nicodemo membro dell’Associazione Apei





Orizzonte scuola Laura Crescione redazione@orizzontescuola.it



Leparolenondette Gaddi Gianluca,





www.sordelli.net Giorgio Sordelli





Associazione Contorno Viola di Verbania www.peer-education.it Andrea Gnemmi'' (gnemmia@yahoo.it)





Formica rossa CO.LA.CO.S. (COmitato Lavoratori delle COoperative Sociali). formicarossa@gmail.com Gabriele.





www.educare.it dott.ssa Irene Stancanelli webmaster@educare.it



www.gescosociale.it Dott.ssa Teresa Attademo



www.peer-education.it Gnemmi Andrea
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Ospite
973f





MessaggioInviato: Lun 23 Lug 2007 - 1:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve,
volevo solo dire che i laureati in Scienze dell'Educazione e le equipollenti lauree specialistiche sono Pedagogisti e non Educatori professionali. Infatti il titolo conseguito è quello di Dottore in Scienze dell'Educazione con i vari indirizzi tra cui quello di educatore Professionale, esperto nei processi formativo o Insegnante di scuola secondaria superiore.
Ci sono tante associazioni che ci tutelano e che per l'iscrizione chiedono appunto le lauree sopracitate.
A presto.
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sara_i
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MessaggioInviato: Mar 07 Ago 2007 - 12:36 pm    Oggetto: A che associazioni ci si può rivolgere? Rispondi citando

[quote="Anonymous"]Salve,
volevo solo dire che i laureati in Scienze dell'Educazione e le equipollenti lauree specialistiche sono Pedagogisti e non Educatori professionali.
Ci sono tante associazioni che ci tutelano e che per l'iscrizione chiedono appunto le lauree sopracitate.
Mi interesserebbe trovare un'associazione di pedagogisti che consideri anche gli altri laureati in SDE quadriennali, educatori, Formatori o insegnanti che siano, e che non prendano in considerazione solo gli educatori p. extrascolastici o sanitari, visto che come dici tu sono lauree equipollenti e siamo tutti pedagogisti. Io è da molto che cerco di mettermi in contatto con l'Anep ma, penso che sia perchè sono esperto nei processi formativi, non mi hanno mai risposto... Se mi sai segnalare un'associazione seria che difenda anche i nostri diritti mi iscrivo subito!!!!
Altrimenti facciamola noi!!!!
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