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Personale a scavalco in convenzione

 
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MessaggioInviato: Dom 01 Lug 2012 - 12:48 pm    Oggetto: Personale a scavalco in convenzione Rispondi citando

Un comune di 2.500 abitanti chiama agenti esterni "a scavalco".

http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=72375&highlight=scavalco

Citazione:

Domanda: E’ possibile utilizzare personale a scavalco per le funzioni di comandante di Polizia Municipale in presenza di figure di cat. C, alcune delle quali, tuttavia, hanno oltre 35 anni di esperienza ed altre hanno un'alta professionalità?

Risposta: Il quesito oggetto di approfondimento merita un attento esame della disciplina normativa di riferimento. In particolare l'articolo l, comma 557, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, prevede che "i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, i consorzi tra enti locali gerenti servizi a rilevanza industriale, le comunità montane e le unioni di Comuni possono servirsi dell'attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall' amministrazione di provenienza".
Il citato art. 1, comma 557, della legge n. 311/2004 si atteggia come fonte di una normativa speciale, che introduce, nel suo ristretto ambito di applicazione, una deroga al principio espresso dall' art. 53, comma l, del d.lgs. n. 165/2001.
Tuttavia, l'estrema sommarietà della norma rende necessaria l' integrazione con altri dati positivi tratti dall' ordinamento e con il ricorso ai principi generali in tema di lavoro prestato alle dipendenze di amministrazioni pubbliche.
Il nostro ordinamento consente lo svolgimento di una seconda attività lavorativa, previa autorizzazione dell' amministrazione di appartenenza, ai lavoratori pubblici a tempo parziale con prestazioni lavorative di durata non superiore al cinquanta per cento di quelle del tempo pieno (art. 53, comma l, d.lgs. n. 165/2001; art. 1, comma 58 bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, aggiunto dall'art. 6 del d.l. n. 79/1997, come integrato dalla legge di conversione). Soltanto al personale degli enti locali, sempre a tempo parziale, è consentito di svolgere prestazioni lavorative anche in favore di altri enti (citato art. l, comma 58 bis).
Il deficit normativo che si registra in materia deve essere colmato applicando la disciplina dettata per tale fattispecie (art. 4 comma 7 e seguenti del C.C.N.L. per il comparto regioni ed autonomie locali del 14 settembre 2000), beninteso fatta eccezione per le norme che risultino incompatibili per il fatto che il rapporto di lavoro con l' ente di originaria appartenenza era e rimane a tempo pieno.
In primo luogo, e in ogni caso, resta ferma la regola, nella quale si riflette il principio costituzionale di buon andamento e di imparzialità dell' amministrazione, che l'utilizzazione presso altri enti locali è consentita per le sole prestazioni lavorative che non rechino pregiudizio al corretto svolgimento del rapporto di lavoro presso l’ ente di appartenenza e non interferiscano con i suoi compiti istituzionali.
Sotto questo profilo la disciplina di riferimento è quella dettata dal comma 8 del citato art. 4 del C.C.N.L. 14 settembre 2000, che demanda alle amministrazioni locali di valutare in concreto la compatibilità della seconda attività lavorativa con quella in atto e di stabilire le attività comunque non consentite perché interferenti con i compiti istituzionali.
A tal proposito si rinvia per una più completa ricostruzione della problematica in oggetto al parere del Consiglio di Stato n. 2141/2005, confermato dalla circolare del Ministero dell’Interno n. 2/2005 sulla specialità per i Comuni sotto i 5000 abitanti dell’art. 1 comma 557 della L. 311/2004, rispetto alla norma ordinaria.
Nel caso in esame, pur esistendo figure professionalmente valide all’interno del Comune, tuttavia è nella piena facoltà dell’Amministrazione procedere all’utilizzazione del personale esterno attraverso l’attivazione della più semplice delle forme associative – la convenzione- (attraverso il conferimento ad un comandante esterno dell’incarico in questione) favorendo in piena legittimità lo svolgimento della prestazione lavorativa ordinaria a scavalco in due enti, per cui il dipendente interessato conduce un unico rapporto di lavoro per le 36 o più (sino a 4Cool ore settimanali in parte nell’ente da cui dipende per il rapporto principale ed in parte nell’ente a scavalco.



Tale comune di 2.500 abitanti ha recentemente approvato una convenzione di polizia locale con un comune di 8.000 abitanti.

Considerato che solamente i comuni "piccoli" possono utilizzare personale "a scavalco"...

Citazione:

i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, i consorzi tra enti locali gerenti servizi a rilevanza industriale, le comunità montane e le unioni di Comuni possono servirsi dell'attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall' amministrazione di provenienza



potrà ancora utilizzarli, nonostante la convenzione?
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