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proposta di legge inizaitiva popolare e autentiche
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Autore Messaggio
Clare Collins
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MessaggioInviato: Dom 11 Dic 2005 - 2:32 am    Oggetto: proposta di legge inizaitiva popolare e autentiche Rispondi citando

Un azienda di grandi dimensioni, operante nel settore del commercio alimentare e non, intende presentare in Parlamento una proposta di legge iniziativa popolare per garantire un maggiore concorrenza nel mercato di alcuni prodotti.

Chiede al Comune di collaborare nella fase di raccolta, sottoscrizione ed autenticazione delle firme.

In particolare chiede che per alcuni giorni immediatamente precedenti al termine per la raccolta delle firme necessarie, personale del Comune sia disponibile a recarsi presso il centro commerciale dell'azienda stessa per procedere all'autentica delle firme. L'azienda è disponibile anche a rimborsare le eventuali spese sostenute per il personale utilizzato.

Il Comune in un primo momento risponde che tale attività potra essere effettuata direttamente in Comune nell'orario di apertura al pubblico.

L'azienda riferisce che in altre località ( di diversa regione) sono state fatte esperienze analoghe per iniziative popolari di legge con utilizzo del personale comunale fuori sede.

Il Comune ha comunque un obbligo di legge in tal senso?

Il personale potrebbe rifiutarsi visto che viene richiesto unimpegno anche in giornate in cui è previsto il riposo settimanale ed oltre il normale orario di lavoro?

Fatte salve ragioni di oppurtunità tale attività potrebbe essere demandata solo ai consiglieri ( che ne facciano la richiesta comunicazione) e assessori ?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Dom 11 Dic 2005 - 6:59 am    Oggetto: Rispondi citando

In primis, andrebbe precisato che una proposta di legge d'iniziativa popolare richiede, preventivamente, il deposito della dichiarazione relativa presso la Corte di Cassazione, dopo di che' e' avviato il procedimento di raccolta delle firme, su moduli vidimati (L. 352/1970).

Sulle modalita' di autenticazione da parte dei pubblici ufficiali (art. 14 L. 53/1990) abilitati all'autenticazione delle firme, occorre fare riferimento alla Circolare del Ministero dell'interno n. 2844 del 2/5/1989, di seguito (ma che si presume comunque nota):
--------------------------------------------------------------------------------
Oggetto: Autenticazione delle firme di sottoscrizioni di referendum popolare.
Al fine di porre in grado gli Uffici interessati di risolvere ricorrenti quesiti e dubbi concernenti la materia della autenticazione delle firme di sottoscrizione dei referendum popolari abrogativi, questo Ministero ritiene opportuno richiamare talune considerazioni che l'Ufficio centrale per il referendum, istituito presso la Suprema Corte di Cassazione, ha avuto modo di esprimere in occasione di procedimenti per la verifica della legittimità di richieste di referendum; inoltre, intende riproporre organicamente, in unica circolare, i suggerimenti dati sull'argomento in diverse occasioni.
Dalle deliberazioni dell'Ufficio centrale per il referendum in data 25 settembre e 6, 23 ottobre 1980 sono, dunque, da mettere in evidenza le seguenti massime.
La legge 25 maggio 1970, numero 352, mira a soddisfare la necessità di una regolamentazione attuativa nel concreto dello specifico precetto costituzionale dell'articolo 75 della Costituzione; pertanto deve ritenersi, per un verso, elaborata ed emanata in termini tendenzialmente esaustivi della disciplina all'uopo necessaria e, per altro verso, rivolta ad agevolare quanto più possibile l'esercizio da parte del cittadino elettore del diritto costituzionale così attribuitogli.
Pertanto, all'infuori degli espressi richiami a normative extratestuali, la disciplina dettata dalla legge numero 352, relativa alla procedura di raccolta delle adesioni alla richiesta di referendum, va intesa come autonoma e completa fonte regolatrice della medesima, fatti ovviamente salvi i principi generali del diritto, nonché le specifiche normative proprie degli istituti necessariamente implicati dalle procedure medesime.
Alla stregua di tali criteri la formazione dell'autentica fuori dell'ufficio di appartenenza dell'ufficiale certificante diverso dal notaio è perfettamente valida. Sono inoltre legittime le autenticazioni compiute non in conformità delle prescrizioni dettate dall'art. 20 della legge 4 gennaio 1968 n. 15.
La indicazione del nome, cognome, luogo e data di nascita del sottoscrittore e del Comune di iscrizione elettorale non costituisce opera del pubblico ufficiale autenticatore.
La autenticazione collettiva delle sottoscrizioni contenute in un unico foglio prevista al terzo comma dell'art. 8 della legge n. 352, è nulla sia quando il numero delle sottoscrizioni effettive è superiore sia quando esso è inferiore a quello indicato.
É invalida la autenticazione di sottoscrizioni eseguita dal segretario della Procura della Repubblica.
É valida la autenticazione eseguita da un funzionario dell'Ufficio proprio del segretario comunale mentre è invalida se eseguita da funzionario di altro ufficio, quandanche munito di delega del segretario comunale.
Sono legittimati ad autenticare sottoscrizioni apposte da cittadini elettori in territorio estero il Console d'Italia, il console onorario investito di analoghe funzioni del Console, il Cancelliere presso l'Ambasciata d'Italia, incaricato con delega del Capo della missione diplomatica a svolgere le funzioni di autenticazione.
L'Ufficio centrale per i referendum ha, inoltre, affermato che, a norma dell'articolo 75 della Costituzione, la qualità di elettore è l'unica condizione necessaria e sufficiente per richiedere un referendum. Pertanto anche cittadini elettori di una Regione a statuto speciale sono legittimati a sottoscrivere la proposta di referendum popolare intesa alla abrogazione di una legge dello Stato incidente su materia in ordine alla quale la Regione predetta abbia potestà legislativa esclusiva.
Le massime sopra riportate non esonerano gli organi responsabili della funzionalità complessiva dei pubblici uffici dall'emanare disposizioni intese a rendere compatibile l'opera dei pubblici ufficiali per l'autenticazione delle firme di cui trattasi con lo svolgimento degli altri compiti di istituto.
É pertanto da ritenere tuttora attuale il seguente telescritto n. 1790, emesso da Presidenza Consiglio Ministri data 10 aprile 1980: "Questa Presidenza allo scopo di consentire a tutti i cittadini l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito esprime l'avviso che qualora le circostanze dei luoghi desunte dal numero degli elettori lo consiglino, i primi Presidenti delle Corti di appello - sentiti per i connessi problemi di ordine pubblico i Prefetti - possano autorizzare i cancellieri ad autenticare le firme dei sottoscrittori dei referendum anche in luogo aperto".
Per quanto concerne i segretari comunali, questo Ministero ritiene che essi debbano svolgere le prestazioni di autenticazione delle firme dei sottoscrittori di referendum nella sede del proprio ufficio e nel rispetto dei normali orari di ufficio ed, ove occorre, degli orari di lavoro straordinario consentiti dalla legge. Ciò anche nella considerazione della unicità dell'Ufficio di segretario comunale in ogni Comune e della necessità che lo stesso non resti disponibile ai promotori di un solo referendum bensì, nella sede del suo ufficio, ad ogni gruppo di promotori.
Tali considerazioni si intendono superate quando alla autenticazione sia delegato un impiegato appartenente all'ufficio di segreteria che, fuori dell'orario di servizio e senza alcun onere per il Comune, sia disposto ad eseguire la prestazione fuori della sede comunale.
É pure consentito che i segretari comunali, destinino alle autenticazioni da eseguire nella sede del Comune, un apposito congruo orario, eventualmente concordato con gli altri ufficiali certificanti del luogo.
Le prestazioni relative alla detenzione ed alla custodia dei fogli per la raccolta delle firme non sono poste dalla legge a carico degli ufficiali certificanti; essi tuttavia possono volontariamente farsene carico.
Sembra appena il caso di riaffermare che, attesa la inequivoca formulazione del terzo comma dell'art. 8 della legge n. 352, tutti gli ufficiali certificanti possono autenticare esclusivamente le firme degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune compreso nella circoscrizione territoriale dei rispettivi uffici.
Si rammenta, infine, che il Consiglio di Stato, con parere n. 891/86 in data 23 maggio 1986, ha ritenuto che "nessun diritto di segreteria è dovuto dal cittadino elettore per l'autenticazione della firma apposta sulla richiesta di referendum".

Il comune non ha alcun obbligo di provvedere al di fuori della sede comunale, mentre questo obbligo sussiste indubitabilmente se l'autenticazione delle firme avviene nella casa comunale e negli orari d'ufficio, di apertura al pubblico.
Grosse perplessita' (anzi, proprio no) sul fatto che il 'pubblico ufficiale' sia remunerato (in qualsiasi forma) dai sogegtti promotori, contrastando cio' con le comuni norme sul rapporto di lavoro: cioe' se vi e' qualcuno che sia disponibile non lo puo' che esserlo se non a titolo volontaristico, e gratuito.
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Sereno SCOLARO
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Clare Collins
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MessaggioInviato: Dom 11 Dic 2005 - 4:29 pm    Oggetto: proposta iniziativa legge e autenticazioni Rispondi citando

Intanto ti ringrazio per l'ennesimo tempestivo contributo.
Riepilogando ( e commentando alcuni passaggi della circolare) :
1 - non c'è un obbligo ( come era ragionevolmente immaginabile e sostenuto dal Comune ) per il Comune di garantire una sorta di servizio "fuori sede per autenticazioni";

2 - l'interessante circolare ( quantunque affronti la materia dei referendum) che hai inserito nella risposta sembra però ammettere una possibilità di autentiche "fuori dal Comune" ("Tali considerazioni si intendono superate quando alla autenticazione sia delegato un impiegato appartenente all'ufficio di segreteria che, fuori dell'orario di servizio e senza alcun onere per il Comune, sia disposto ad eseguire la prestazione fuori della sede comunalele") " in ossequio al principio di " agevolare quanto più possibile l'esercizio parte del cittadino elettore del diritto costituzionale attribuitogli ".

3 - Per quanto concerne i segretari comunali, il Ministero ritiene che essi debbano svolgere le prestazioni di autenticazione delle firme dei sottoscrittori di referendum nella sede del proprio ufficio e nel rispetto dei normali orari di ufficio ed, ove occorre, concordando con lo stesso segretario un "congruo" ampliamento dello stesso (nella considerazione della unicità dell'Ufficio di segretario comunale in ogni Comune e della necessità che lo stesso non resti disponibile ai promotori di un solo referendum o inizaitiva popolare come nel nostro caso);

4 - "É valida la autenticazione eseguita da un funzionario dell'Ufficio proprio del segretario comunale mentre è invalida se eseguita da funzionario di altro ufficio, quandanche munito di delega del segretario comunale". Sono passati molti anni e succeditesi diverse riforme normative molto significative dall'emanazione della circolare e oggi la struttura organizzativa di un Comune è molto articolata ( senza contare che il potere di autentica è ormai una prerogativa espressamente attribuita ai dirigenti/responsabili) e spesso coloro che hanno una delega sindacale all'autentica appartengono a servizi o settori ( strutture organizzative comunque denominate) che non fanno parte in senso stretto dell'ufficio del Segretario, quindi nella nostra ipotesi se ci fosse qualche "volontario" andrebbe incaricato con specifico provvedimento sindacale a svolgere quel tipo di autentiche ( come fanno del resto alcuni Comuni nei periodi elettorali); .

5 - "La autenticazione collettiva delle sottoscrizioni contenute in un unico foglio prevista al terzo comma dell'art. 8 della legge n. 352, è nulla sia quando il numero delle sottoscrizioni effettive è superiore sia quando esso è inferiore a quello indicato" . E sempre valida un atale interpretazione. Mi sembrava che se un modulo contine lo spazio per venti firme e sono raccolte, regolarmente 10 quest'ultime sono comunque valide;


6 -" Sembra appena il caso di riaffermare che, attesa la inequivoca formulazione del terzo comma dell'art. 8 della legge n. 352, tutti gli ufficiali certificanti possono autenticare esclusivamente le firme degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune compreso nella circoscrizione territoriale dei rispettivi uffici". Mi sembrava di aver letto giurisprudenza per cui proprio in occasione dei referendum si potevano raccogliere le firme anche di non residenti purché poi si acquisisse dal comune di residenza la necessaria certificazione di iscrizione alle liste elettorali. Sbaglio?

- 7 - disponibili a titolo volontaristico e "gratuito" potrebbero essere consiglieri ( previa apposita comunicazione al Sindaco) o assessori anche se queste figiure dovrebbero attentamente valutare l'oppurtinatà alla luce anche dal contenuto della proposta di legge di iniziativa popolare.
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Dom 11 Dic 2005 - 7:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Trascuro il punto 7, in quanto considera ragioni di opportunita' (sempre opinabile). (anche se forse e' proprio questa legittimazione ad essere opinabile, non sottovalutando la constatazione di come talora, i maligni dicono sempre, queste figure, non si sentono, nella fase di 'autenticatori', essere Pubblici Ufficiali, ma soggetti di parte ...).

La circolare citata, e riportata, non fornisce indicazioni, ma costituisce il 'riassunto' delel pronunce del Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, sulla materia, ovviamente delle pronunce antecedenti alla raccolta sintetizzata nella circolare. Essa mi e' sempre parsa importante per questa sua origine.
Credo di essere abbastanza tranquillo nell'estenderla anche alle proposte di legge d'iniziativa popolare, se non altro per il fatto che sono regolate dalla stessa L. 352/1970.
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Clare Collins
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MessaggioInviato: Lun 12 Dic 2005 - 12:23 am    Oggetto: proposta di legge di iniziativa popolare e autenticazioni Rispondi citando

Dei punti 4 e sopratutto 5 e 6 cosa ne pensi?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Lun 12 Dic 2005 - 8:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Condivido le tue considerazioni.
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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 - 11:34 am    Oggetto: Autentica di firme del consigliere Rispondi citando

Sono un consigliere comunale e voglio autenticare le firme per la raccolta di una proposta di legge.
In comune mi hanno detto che non si può: è possibile?
C'è qualche articolo che posso citare per fargli vedere che si sbagliano?
Cosa devo fare esattamente?
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viagrande



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 - 12:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Art.14 legge 21/03/1990, n.14.
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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 - 12:24 pm    Oggetto: proposte di legge Rispondi citando

Mi dicono che quell'articolo vale solo per la presentazione delle candidature, e non per le proposte di leegge!!!!!!
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viagrande



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 - 12:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' una interpretazione, che non mi sento di condividere (per quello che può valere).
Comunque, si potrebbe fare la comunicazione di disponibilità al sindaco e procedere alla autenticazioni, anche perchè non è il comune (mi pare) che deve entrare nel merito della competenza del soggetto autenticatore.
Sarebbero graditi ulteriori pareri...
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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 - 2:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'art. 14 L. 21/3/1990, n. 53 indica l'ambito della propria applicazione ... tra cui le procedure di autenticazione previste dalla L. 25/5/1970, n. 352.
Forse non guasterebbe che si ri-leggessero (o, si leggessero per la prima volta) le norme nel loro testo, specie da parte di chi pretenda di darvi interpretazioni che non necessitano (qualche volta, le norme non hanno bisogno di interpretazione, quanto di lettura).
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MessaggioInviato: Sab 14 Gen 2006 - 11:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tra poco i cittadini italiani all'estero voteranno per la prima volta per le politiche e i Consolati si troveranno per la prima volta ad affrontare l'autenticazione delle firme da allegare alla presentazione delle candidature. Si dovranno anche consegnare i certificati elettorali.
Potete dirmi come avviene la prassi? Al momento di richiesta dell'autentifica della firma i modelli sono gia' compilati con i nomi dei candidati da parte di chi li presenta? I moduli per l'autentifica delle firme dovremmo averli noi Consolati? Dovra' procedere il Consolato alla compilazione della parte riguardante i nomi dei candidati? Al momento dell'autentica della firma si consegna anche il certificato elettorale? o detta richiesta viene fatta prima, viene fatta dopo? Considerato che leggendo la legge ci sono 24 ore di tempo per la consegna del certificato elettorale dopo la richiesta....stavo cercando di capire come avverranno le richiesta per organizzare in qualche modo il lavoro. Chiedo consiglio ai Comuni che di queste cose....hanno tanta esperienza. Leggo e rileggo la legge e le circolari....ma ho le idee confuse. Forse la domanda e' stata anch'essa confusa.....ma sono accettate spiegazioni e consigli!
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Dom 15 Gen 2006 - 7:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Le dichiarazioni di presentazione di liste e/o di relativi fogli separati (per la raccolta delle firme) devono riportare il contrassegno, la denominazione della lista ed i nominativi dei candidati.
Spetta ai soggetti che promuovono la raccolta delle firme provvedersi dei moduli, dato che il Pubblico Ufficiale 'autenticante' (art. 14 L. 21/3/1990, n. 53) deve solo identificare il sottoscrittore, indicandone le modalita', e procedere all'autenticazione una volta che la firma sia stata apposta in sua presenza.
Come noto, le liste per la circoscrizione Estero devono comprendere candidati residenti nella ripartizione territoriale (art. 8 L. 459/2001), con l'avvertenza che questa valutazione non spetta a chi sia richiesto dell'autenticazione delle firma, quanto all'Ufficio centrale che procedee all'esame ed ammissione delle liste.
Spetta sempre agli interessati/promotori richiedere, ai comuni (e solo ad essi) nelle cui liste elettorali i candidati ed i sottoscrittori sono iscritti, il rilascio del certificato d'iscrizione nelle liste elettorali. I certificati di iscrizione nelle liste elettorali, degli uni e degli altri, vanno presentati in sede di deposito della dichiarazione di presentazione di lista all'Ufficio centrale (= Corte d'appello di Roma).
Si veda anche il 'nuovo' art. 18.bis dPR 361/1957, applicabile anche alla circoscrizione Estero (artt. 1 e 2 L. 21/12/2005, n. 270).
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MessaggioInviato: Dom 15 Gen 2006 - 3:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Chiarissimo! Grazie infinite.
Invece per la Legge sulla Par Conditio...non penso che si possa fare sulla stampa estera nessun tipo di pressione, ognuno fara' la sua pubblicita' come crede,....non puo' rientrare sotto le leggi italiane, e' cosi'? ...a meno che le testate ricevano sovvenzioni dal Governo italiano. Dentro il Consolato non si puo' fare nessun tipo di pubblicita'. Dico bene? C'e' qualcosa di importante che mi sfugge sull'argomento? Grazie
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Lun 16 Gen 2006 - 7:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Prova a vedere l'art. 17 L. 27/12/2001, n. 459 (magari, con l'occasione, si potrebbe ri-leggere l'intera legge).
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