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inquadramento educatore professionale
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Autore Messaggio
wwwww
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MessaggioInviato: Mer 13 Set 2006 - 5:50 pm    Oggetto: inquadramento educatore professionale Rispondi citando

come va inquadrata la figura dell'"educatore professionale" allìinterno del comparto regioni enti locali? Il livello formativo (laurea triennale o titolo equipollente) è analogo a quello dell'Assistente sociale (categoria d). Alcuni enti inquadrano gli E. P. in categoria D, mentre altri in categoria C, rifiutando la riclassificazione. Sono note sentenze al proposito? Evil or Very Mad
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Nymph77



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MessaggioInviato: Mer 13 Set 2006 - 7:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Francamente non saprei, tra l'altro io vengo dalla laurea quadriennale anti-riforma (e per di più VO) e l'equipollenza del mio titolo è la vecchia laurea in pedagogia...se qualcuno conoscesse la risposta sarei, comunque, curiosa di saperlo.
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sabrina72



Registrato: 06/09/06 10:02
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MessaggioInviato: Gio 14 Set 2006 - 8:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Dovrebbe essere che la laurea triennale è inserita nell'inquadramento C che diventa D se prendi la specializzazione ...
Non me l'avere a male se ti dico che non mi sembra giusto che un laureato con tre anni abbia lo stesso inquadramento di chi come me e Nymph si è fatto quattro anni a tutti gli effetti con la vecchia riforma (ex pedagogia per intenderci)
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wwww
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MessaggioInviato: Gio 14 Set 2006 - 10:10 am    Oggetto: inquadramento educatori e titoli diversi Rispondi citando

Da quello che so io già con lauree triennali e diplomi universitari le declaratorie del ccnl dovrebbero prevedere l'inquadramento in categoria D (pensiamo appunto agli assistenti sociali o agli infermieri), mentre il C è riservato ai diplomati. Personalmente credo che tutti gli educatori professionali (indipendentemente che abbiano la laurea triennale del nuovo ordinamento, il titolo regionale o la vecchia laurea quadriennale) dovrebbero essere inquadrati in categoria D: anche perchè è umiliante pensare che guadagnamo così poco (con il lavoro che facciamo) mentre con titoli anche inferiori ci sono dirigenti e posizioni organizzative che si fanno i quattrini. Tra l'altro vorrei ricordare alcune cose: 1) alla vecchia laurea quadriennale potevi accedere anche solo con il titolo quadriennale magistrale e non era necessaria la maturità di cinque anni (oggi non è più così); 2) nel comparto della sanità (dove tutti gli educatori sono inquadrati in categoria D) puoi accedere esclusivamente con il titolo triennale rilasciato dalle regioni o con la laurea di Educatore in classe sanitaria (con la laurea in scienze dell'educazione spesso non puoi nemmeno partecipare ai concorsi). Personalmente poi ho sia il titolo triennale regionale che la laurea in Scienze dell'educazione e sono a pochi passi dalla laurea specialistica (cinque anni) in consulenza e ricerca pedagogica. Ma il problema non sta qui quanto nel fatto che siamo una categoria che ha un'immagine volontaristica e spesso anzichè avanzare rivendicazioni forti si perde in piccoli distinguo. Mi chiedevo se si avesse notizia invece di sentenze, in giro per l'italia a riguardo di ciò di cui stiamo parlando. Tra l'altro è assurdo che la stessa figura, in un contratto che è nazionale, venga inquadrata a macchia di leopardo in categorie diverse a discrezione degli enti. Credo che una grossa responsabilità sia anche di Aran, Anci, Sindacati (che non hann0, forse volutamente, fatto mai chiarezza). Fatemi sapere. Un grazie ed un saluto a tutte/i,
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Nymph77



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MessaggioInviato: Gio 14 Set 2006 - 2:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Già il fatto che non abbiamo un albo professionale la dice lunga sull'importanza che viene data alla nostra professione.

Sabrina, grazie dell'info...spero che un domani potrò pormi seriamente il problema dell'inquadramento visto che per il momento non sussiste, essendo io un co.co.pro (che gusto!!!).
Ad ogni modo essere informati è pur sempre meglio che vivere nella più completa ignoranza.
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wwww
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MessaggioInviato: Gio 14 Set 2006 - 4:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'informazione che da Sabrina, considerando le norme vigenti, è del tutto errata e fantasiosa: pare essere più un auspicio che una considerazione della realtà. Prego tutti di fare riferimento alle declaratorie ufficiali, che non sono affatto così lineari e secondo una corretta interpretazione dovrebbero prevedere l'inquadramento in D, come ho già sostenuto, a partire dalla laurea triennale.
Spero in una mobilitazione della categoria e in un interessamento dei sindacati (finora latenti, lo dico con rammarico, essendo iscritto alla cgil). Prevedere diversi livelli e differenti retribuzioni per chi fa lo stesso mestiere (l'educatore) sarebbe a mio avviso del tutto ingiusto ed antisindacale. Sarebbe invece opportuno individuare figure, nell'ordinamento professionale, con competenze pedagogiche di secondo livello (laurea specialistica?) adibite a supervisione/formazione/coordinamento.
Portiamo avanti il discorso
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Nymph77



Registrato: 27/08/06 12:26
Messaggi: 28
Residenza: Ferrara

MessaggioInviato: Gio 14 Set 2006 - 8:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

wwww ha scritto:
Prevedere diversi livelli e differenti retribuzioni per chi fa lo stesso mestiere (l'educatore) sarebbe a mio avviso del tutto ingiusto ed antisindacale. Sarebbe invece opportuno individuare figure, nell'ordinamento professionale, con competenze pedagogiche di secondo livello (laurea specialistica?) adibite a supervisione/formazione/coordinamento.


Non posso che essere totalmente d'accordo con quanto hai scritto, wwww.
Il problema fondamentale, secondo me, a parte il disinteresse generale che aleggia attorno la nostra professione, sta nel fatto che nel giro di pochi anni il corso di studi in scienze dell'educazione ha subito talmente tante modifiche che la facoltà che ho frequentato io ormai non c'entra quasi più nulla con quella che frequenterebbe un'ipotetica matricola di quest'anno.
Insomma, io ho fatto esami veramente assurdi che venivano spacciati per esami di cultura generale...ma tu dimmi se due degli esami dell'ultimo anno possono essere "Storia della musica I e II" (ti rendi conto che praticamente conosco a memoria buona parte degli oratori di Handel, ma non ho la minima idea di cosa sia la musicoterapia?).
Scusa la digressione, ma l'ho fatta per spiegare quello che ho scritto sopra e cioè la tremenda confusione che c'è attorno alla figura dell'educatore, che sommata al menefreghismo dello stato di certo non ci aiuta.

Mi spiace ammetterlo (perchè comunque a rimetterci sono io), ma credo proprio che i ragazzi che si laureano adesso sono di certo molto più preparati di me...forse hanno solo meno esperienza lavorativa alle spalle, ma quella si matura col tempo.

Concordo anche col fatto di mantenere viva la discussione, perchè lasciarla cadere nel dimenticatoio di certo sarebbe meno producente che non ricevere risposte.
Se non altro, anche se non ci si fila nessuno, vorrà dire che abbiamo trovato un posto per sfogare le nostre frustrazioni.
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Nymph77



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MessaggioInviato: Gio 14 Set 2006 - 8:26 pm    Oggetto: Inquadramento profilo professionale Rispondi citando

Per la cronaca lo scorso anno il comune di Ferrara ha stilato una "GRADUATORIA PER ASSUNZIONE DI PERSONALE SUPPLENTE CON PROFILO PROFESSIONALE DI "INSEGNANTE COMUNALE" (che mi risulta essere ancora in vigore).
Vi ho partecipato e, anche se non sto a dire qual'è la mia posizione, l'inquadramento è CAT. C/C1.
Ma...scusate l'ignoranza...in soldoni cosa significa cat.C/C1?
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wwww
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MessaggioInviato: Ven 15 Set 2006 - 8:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Il contratto collettivo nazionale di lavoro prevede nelle declaratorie ufficiali la suddivisione delle figure professionali in diverse categorie a seconda del livello formativo e delle mansioni svolte. La Categoria C1 corrisponde ad un inquadramento idoneo per chi ha un semplice diploma di maturità e quindi percepisce un salario inferiore a chi è inquadrato in categoria D (e posside un titolo di studio superiore richiesto tra i requisiti del concorso o della selezione in questione). Si è sollevato, in questo forum, il problema degli educatori professionale che pure avendo un livello formativo più alto (in totale analogia cn gli assistenti sociali) sono spesso inquadrati in C (ma non ovunque) e pagati meno di quanto spetta loro.
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sabrina72



Registrato: 06/09/06 10:02
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MessaggioInviato: Ven 15 Set 2006 - 2:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

wwww ha scritto:
L'informazione che da Sabrina, considerando le norme vigenti, è del tutto errata e fantasiosa: pare essere più un auspicio che una considerazione della realtà. Prego tutti di fare riferimento alle declaratorie ufficiali, che non sono affatto così lineari e secondo una corretta interpretazione dovrebbero prevedere l'inquadramento in D, come ho già sostenuto, a partire dalla laurea triennale.



Infatti io ho scritto "dovrebbe" e non che lo sia ..

Poi dipende da quale settore perchèe spesso lascia tutto alla fantasia del datore di lavoro - Non sto qui a raccontarvi la mia di esperienza perchè staremo qui giorno ma hanno avuto il coraggio di assumere diplomati delle belle arti a fare gli educatori nello stesso livello di un educatore laureato ...

Quello che concordo con te è di sicuro la difficoltà a capire esattamente quale sia la figura di un educatore e questa colpa è da attribuirsi alla miriade di corsi professionali che sono stati spesso affiancati alle lauree.
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sabrina72



Registrato: 06/09/06 10:02
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MessaggioInviato: Sab 16 Set 2006 - 8:08 am    Oggetto: Re: Inquadramento profilo professionale Rispondi citando

Nymph77 ha scritto:
Per la cronaca lo scorso anno il comune di Ferrara ha stilato una "GRADUATORIA PER ASSUNZIONE DI PERSONALE SUPPLENTE CON PROFILO PROFESSIONALE DI "INSEGNANTE COMUNALE" (che mi risulta essere ancora in vigore).
Vi ho partecipato e, anche se non sto a dire qual'è la mia posizione, l'inquadramento è CAT. C/C1.
Ma...scusate l'ignoranza...in soldoni cosa significa cat.C/C1?


Guardavo il bando e mi ricordo che parlai con la responsabile che mi diceva che essendo previsto nel concorso, solo il diploma avrebbero inserito in questa categoria anche chi era laureato ..
Ahh SI la graduatoria dovrebbe essere valida 3 anni
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wwwww
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MessaggioInviato: Dom 17 Set 2006 - 9:49 am    Oggetto: Rispondi citando

si ha qualche notizia della famosa commissione paritetica che avrebbe dovuto proporre una definizione nuova dei profili nell'ordinamento del comparto dando una attribuzione precisa all'educatore professionale? e i sindacati che dicono? e l'Anep che fa, sempre i soliti convegnini e solo campagne per l'ordine professionale (mentre oggi si parla addirittura di abolirli gli ordini professionali perchè spesso sono carrozzoni inutili e costosi che non tutelano gli associati)? Le mie, beninteso, sono critiche in positivo perchè spero che questi soggetti finalmente si muovano....
E intanto siamo in molti E.P. ad essere sottopagati e inquadrati in una categoria inferiore a quella che ci spetta...
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sabrina72



Registrato: 06/09/06 10:02
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MessaggioInviato: Dom 17 Set 2006 - 3:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Secondo me è ora che mettano ordine alla figura dell'educatore specificando chi lo sia e chi non lo sia perchè esiste tanta confusione in merito. Vogliamo accettare l'educatore laureato e basta oppure vogliamo accettare l'educatore che non ha titola ma ha solamente fatto i campi estivi in parrocchia? Esattamente dove lo collochiamo l'educatore in un contesto sociale? E per concludere: vogliamo anche accettare che un educatore laureato in scienze dell'educazione può essere assunto in una struttura sanitaria al pari di un educatore con diploma universitario?

Ci sono tante domande che le associazioni di categoria dovrebbero prendere in considerazione e che se ne fregano altamente
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wwww
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MessaggioInviato: Dom 17 Set 2006 - 5:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

in risposta a sabrina72 vorrei dire che concordo con lei, la situazione è molto confusa ed a confonderla, a mio avviso, giocano diversi fattori: a) la frammentazione ed il numero dei percorsi di formazione; b) la scorrettezza di molti enti che non vogliono riconoscere l'equipollenza (peraltro sancita da un decreto ministeriale) dei titoli di educatore professionale ai D.U. ed alle lauree brevi. Questa "malafede" nasconde la volontà di continuare a pagare di meno gli E.P. inquadrandoli ad un livello inferiore o magari continuando a proporre loro contratti a termine ecc.
Generalmente per i concorsi negli enti locali come "educatore professionale" (alcuni correttamente banditi in "D", molti scorrettamente in "C") i titoli accettati sono o quello di E.P. (triennale post-diploma, rilasciato dalle Regioni) o le lauree quadriennali e triennali in scienze dell'educazione/pedagogia/scienze della formazione. Per i concorsi in sanità (sempre in "D") le lauree in scienze dell'educazione (e pedagogia) spesso non vengono accolte (a volte però sì).
Andrebbe fatto ordine, questo è sicuro. Negli enti locali, ad esempio le nuove declaratorie dovrebbero identificare il profilo dell'E.P., dandogli una dignitosa collocazione ed individuare anche una figura in campo educativo di secondo livello, dotata di formazione specialistica. Ciò servirebbe a fare emergere il lavoro educativo tra le professioni sociali, riconoscendogli un suo spazio.
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sabrina72



Registrato: 06/09/06 10:02
Messaggi: 46

MessaggioInviato: Lun 18 Set 2006 - 9:23 am    Oggetto: Rispondi citando

E' bello leggere che qualcuno la pensa come noi in questo discorso
Tu quindi sei un educatore, giusto? Lavori o lavoricchi come tutti? Cool

Sooono molto curiosaaa ioooo Very Happy
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