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NOME ATTRIBUITO NATO ESTERO

 
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MessaggioInviato: Mer 11 Gen 2006 - 8:14 am    Oggetto: NOME ATTRIBUITO NATO ESTERO Rispondi citando

SAPPIAMO CHE I NOMI DEGLI ITALIANI NATI ALL'ESTERO NON DEVONO ESSERE TRADOTTI ! QUALE NORMATIVA LO VIETA?
QUESTO COMUNE RICEVETTE A SUO TEMPO ( 1982 ) UN ATTO DI NASCITA TRADOTTO IN ITALIA( CON ASSEVERAZIONE) OVE SI TRODUSSERO I NOMI.
NOI PER FARLO CORREGGERE ABBIAMO RICHIESTO ( ART.100 DPR 396/2000) LA RETTIFICA AL TRIBUNALE ED A BREVE AVREMO L'UDIENZA. E' CORRETTA LA PROCEDURA O POTEVAMO PROCEDERE IN BASE ALL'ART.98 ?
GRAZIE.
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Mer 11 Gen 2006 - 2:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

La traduzuione dei nome (rectius: prenomi) e' rituale, forse anche prescritta ... implicitamente, prima della L. 31/10/1966, n. 935, cioe' vigente il divieto di imporre, a neonati cittadini, nomi stranieri.
Il nome, quando attribuito, non e'/dovrebbe essere soggetto a modificazioni (per cui la tradzione, allora, rispondeva solo all'esigenza di osservare tale divieto).
Nel caso di (lontana) traduzione (o di indebita traduzione (per un certo periodo e' persistita la prassi antecdente)), il 'rimedio' e' quello del ricorso all'istituto della rettificazione, non sussistendo le condizioni dell'art. 98, 1 RSC.
Vi sono altri argomenti, recenti, in proposito.
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Sereno SCOLARO
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ginomele



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MessaggioInviato: Dom 29 Gen 2006 - 9:45 am    Oggetto: Nome attribuito: presenza di segni d'interpunzione Rispondi citando

Mi é pervenuto un atto di adozione con allegato atto di nascita: gli atti riportano il prenome del bambino come X, Y. Il bambino é nato precedentemente all'entrata in vigore del NRSC.
Tenuto conto che la cosa ha già provocato "un disallineamento" con il codice fiscale (rilasciato con il prenome indicato XY) mi domando se "posso" o "devo" procedere alla trascrizione inserendo la virgola tra i due elementi del nome ovvero se "tale circostanza non produce effetto, essendo estranea all'ordinamento dello stato civile, e l'ufficiale dello stato civile formerà l'atto senza segni di interpunzione" (Circolare MIACEL 9/2001).
I miei interrogativi sono due: 1) l'atto non viene formato da me ma io procedo alla trascrizione, quindi mi è dato "intervenire"?; 2) é applicabile la circolare quando la nascita é avvenuta prima del NRSC, ma in vigenza dello stesso?
E se non posso "intervenire" direttamente sull'atto, é applicabile l'art. 36 (trattandosi, peraltro, di un nato all'estero?)
Io sarei per l'applicabilità della circolare non fosse altro che per eliminare tutti quei problemi che, sappiamo benissimo, hanno creato le virgole (per primo, come in questo caso, il disallineamento con il codice).
Ho solo da aggiungere, non ultimo, il fatto che il padre del bambino mi ha diffidato dal togliere la virgola.
Posso opporre la circolare o che altro?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Lun 30 Gen 2006 - 7:27 am    Oggetto: Rispondi citando

La prima indicazione che mi salta agli occhi, facendo torcere gli intestini, e’ il ‘feticcio’ della virgola: la virgola e’, ed e’ sempre stata, un segno d’interpunzione, mai un nome, segno d’interpunzione che poteva avere unicamente il significato di una separazione, quando alle persone fossero attribuiti piu’ nomi (… da i nomi di …), ipotesi sorta più dai moduli (mod. C e D o, se vuoi, Parte I serie A e Parte I serie B dei registri di nascita) che non dalle norme. Dopo l’entra in vigore del RSC, non si attribuiscono piu’ i nomi (plurale), ma un nome, un nome unico, anche quando sia composto da piu’ elementi (che sono elementi, attaccati o disgiunti che siano, ma non nomi, al plurale). In questo contesto, comunque, la valenza giuridica del nome attribuito e’ sempre stata (al di la’ delle prassi, spesso superficiali o poco meditate) in relazione al primo dei (plurale) nomi attribuiti, dato che gli ulteriori rimanevano legati all’ambiente degli affetti od altro (vorrei azzardare, ma rispetto ai nomi (plurali) successivi al primo potrebbe farsi riferimento all’art. 451, 3 CC).
Queste problematiche diventano difficilmente approcciabili quando la nascita avvenga o sia avvenuta all’estero e quindi registrata con modalita’, anche di moduli, differenti, dato che, all’estero, non si puo’ fare questo riferimento ‘materiale’ al singolare / plurale e dove, a rigore, si dovrebbe fare riferimento alla legislazione locale in materia di nome (rectius: prenome). Per questo, gia’ in altri argomenti, era stata espressa ‘prudenza’ rispetto all’applicabilita’ dell’art. 36 RSC per i nati all’estero (a prescindere dalla cittadinanza originaria).
Nella questione posta, segni d’interpunzione a parte, poco si dice per cogliere la situazione, ma sembrerebbe di capire che la persona interessata sia gia’ registrata in Italia con un nome, forse composto da piu’ elementi, anche se il riferimento al disallineamento lascia pensare che sia stato registrato ora in un modo ora in altro.
In sede di trascrizione, come sempre per riassunto, va indicato il nome quale attribuito all’estero.
Non vedo il senso della domanda se la circolare sulla questione della virgola sia applicabile nel caso, data la premessa (e, comunque, la circolare si limita a constatare come la virgola non sia mai stata ‘nome’, ne’ prima ne’ dopo il RSC).
Trascurerei, come amenita’, la questione della diffida, sia per il fatto che la virgola non e’, ne’ e’ mai stata ‘nome’, sia per il fatto che il contenuto del diritto al nome e’, nell’ordinamento italiano, sottratto alla disponibilita’ delle parti, salve le procedure, in se’ eccezionali, del titolo X RSC, attivabili unicamente ad iniziativa dei soggetti giuridicamente interessati.
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Sereno SCOLARO
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ginomele



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MessaggioInviato: Lun 30 Gen 2006 - 3:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non si può non condividere quanto da te affermato in linea di diritto, ma in pratica ....
Mettiamola così: quando si riceva dall'estero un atto di nascita (o di matrimonio) nel quale il prenome sia indicato come "MARIO, AUGUSTO" l'ufficiale dello stato civile DEVE trascrivere l'atto riportando MARIO, AUGUSTO ovvero, non avendo lo virgola alcuna rilevanza giuridica (né tantomeno, essere un "nome"), non deve tenere conto della virgola e trascrivere "MARIO AUGUSTO".?????
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Mar 31 Gen 2006 - 3:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si, senza virgole.
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MessaggioInviato: Gio 08 Nov 2007 - 11:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Abbiamo iscritto in angrafe una famiglia proveniente dall'AIRE di un altro comune. Codesto comune ha trascritto l'atto di nascita del figlio, nato nel 2001 quando era già in vigore il nuovo RSC come:
...PRENOMI:MARIO, CARLO. per poi inserirlo in AIRE come: MARIO mentre il passaporto italiano rilasciato dal Consolato di competenza riporta: MARIO CARLO e come tale noi l'abbiamo iscritto in anagrafe.
Chi ha toppato, noi o loro?
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d9c7





MessaggioInviato: Gio 08 Nov 2007 - 2:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ricevo da un COnsolato Estero per la trascrizione un atto di nascita dal Sudamerica con l'indicazione del prenome ANDREA attribuito ad una femmina. Possiamo trascrivere l'atto ? o quali strade alternative dobbiamo percorrere ?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Gio 08 Nov 2007 - 4:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sul prenome / prenomi (ma perche' non vi registrate ? Non si sa mai a chi riferirsi ...): quando la nascita avvenga all'estero e, conseguentemente (come avviene in moltissimi Paesi nel mondo, seppure non in tutti), l'atto sia formato all'estero non e' cosi' agevole applicare i 'criteri' di formazione degli atti di stato civile applicabili al caso delle nascite che avvengano in Italia.
Non mi porrei neppure la questione sul 'chi' abbia toppato, forse nessuno dei due e le registrazioni avvenute immediatamente in conseguenza della trascrizione dell'atto di nascita sono corrette (e rimane, come sempre, un mistero su come operino gli uffici consolari, non sempre in modo omogeneo).


Andrea a femminuccia: la questione della trascrivibilita' non dovrebbe neppure essere in discussione. Al piu', dovremmo porci la domanda se, una volta effettuata la trascrizione, si debba provvedere ex art. 34, 4 RSC o meno.
Il ministero dell'interno aveva pubblicato ( http://www.servizidemografici.interno.it/sitoCNSD/ricercaNotizie.do?metodo=dettaglioNotizia&servizio=notizie&codiceFunzione=NT&ID_NOTIZIA=748 ) sul proprio sito web un articolo in proposito, ma poi vi e' stata la circolare n. 27 del 1/6/2007 (vedila) che costituisce l'ultimo 'indirizzo' in proposito (e nulla dico sulla condivisibilita' o meno di quest'ultima indicazione).
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Sereno SCOLARO
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MessaggioInviato: Gio 11 Dic 2008 - 4:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho ricevuto dalla Francia un atto di nascita di una bambina alla quale sono stati imposti i nomi di Andrea Charlotte. Devo comunicare al Procuratore per l'eventuale modifica o no? Il dubbio ce l'ho perché da qualche parte ho letto che non è necessario che il nome femminile preceda Andrea, ma lo può seguire (anche se personalmente non sono daccordo).
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Ven 12 Dic 2008 - 6:29 am    Oggetto: Rispondi citando

Lascia perdere.
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Nenna
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MessaggioInviato: Ven 25 Mag 2012 - 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Sereno.SCOLARO ha scritto:
La traduzuione dei nome (rectius: prenomi) e' rituale, forse anche prescritta ... implicitamente, prima della L. 31/10/1966, n. 935, cioe' vigente il divieto di imporre, a neonati cittadini, nomi stranieri.
Il nome, quando attribuito, non e'/dovrebbe essere soggetto a modificazioni (per cui la tradzione, allora, rispondeva solo all'esigenza di osservare tale divieto).
Nel caso di (lontana) traduzione (o di indebita traduzione (per un certo periodo e' persistita la prassi antecdente)), il 'rimedio' e' quello del ricorso all'istituto della rettificazione, non sussistendo le condizioni dell'art. 98, 1 RSC.
Vi sono altri argomenti, recenti, in proposito.


Scusate se riesumo un thread di indubbia vetustà...

Devo iscrivere per immigrazione da altro comune un cittadino italiano nato in Belgio. Sulla CI e sulla pratica è generalizzato con prenome francese, (ma il numero dell'atto di nascita indicato nell'Apr/4 ricevuto mi fa insospettire e) vado a vedere l'atto di nascita qui trascritto nel 1977 e noto che il prenome è stato tradotto:
- nella traduzione (fascicolo degli allegati) vengono tradotti sia il primo che il secondo elemento
- nell'atto qui trascritto viene tradotto solo il secondo elemento mentre il primo, che forse voleva essere mantenuto in francese, viene bellamente storpiato.
Ora, posto che avviserò l'interessato affinché chieda la rettificazione, come lo iscrivo in anagrafe?
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Sereno.SCOLARO



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MessaggioInviato: Ven 25 Mag 2012 - 11:48 am    Oggetto: Rispondi citando

Fermo restando l'art. 95 RSC, l'iscrizione APR avverra', al momento, sulla base deli dati presenti nel mod. APR/4, debitamente confermati dal comune di provenienza.
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Sereno SCOLARO
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MessaggioInviato: Ven 25 Mag 2012 - 5:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara NENNA signor SCOLARO, evidentemente un’altra volta si dimostra che il MIN, o i parlamentari, o la giustizia italiana, attuino "all'italiana" e non sotto l'universalità dei diritti, nulla da dire dopo dall’incapacità professionale d'alcuni USC e la stupidità di dare risposte sbavate.

Da anni veniamo combattendo quest’anarchia, in vece di capire e assimilare quanto diciamo, solo riceviamo insulti e presi in giro, ma non siamo noi a fare male il vostro lavoro, siete voi stesse che degradate la vostra persona e categoria.

Chiaramente, fronte a queste idiozie, emanati in Italia, e compiute in Italia, volendo fare dell'Italia il centro del mondo, ci siamo opposti, sempre, e a differenza con voi, noi, scriviamo a ogni responsabile, per dirgli di cambiare e mettere le norme sotto il diritto UNIVERSALE, e se non lo fa, sputarli in faccia la sua incapacità di compiere con la responsabilità d'essere un Funzionario Pubblico.

Voi potete prendere o lasciare, k.28 e altre asinate, usate per voi, e la difesa che fate, di esse, più un’interpretazione alla "mindifutto di tutto" che fa Scolaro, e suoi leccaculi, dà come risultato queste situazioni di merda, emanati per italiani MAI EMIGRATI, abitanti della caverna, nella quale, ancora, in pieno secolo XXI vi trovate stoccate.
_________________
La vita, con paura, non merita esistere, e nemmeno essere denominata vita. La verità è serva da chi la comprende, non serve a chi non la capisce.

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