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tagli nel pubblico?

 
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972d





MessaggioInviato: Gio 16 Feb 2012 - 9:51 pm    Oggetto: tagli nel pubblico? Rispondi citando

Dopo i tagli alla Difesa, Monti sta valutando l'ipotesi di tagliare una parte dei dipendenti pubblici. L'insider di Affaritaliani.it
Giovedì, 16 febbraio 2012 - 17:00:00

La scure di Monti sui dipendenti pubblici? Nei ben informati ambienti della business community milanese si sussurra, e nemmeno tanto sommessamente, che la carta del taglio degli statali (già si è cominciato con gli annunci della Difesa), potrebbe essere la prossima, una sorta di sorpresa pasquale, che Monti metterà sul tavolo. Sistemando anche la questione dell'articolo 18 (entro marzo il capitolo lavoro va concluso e archiviato, ha dichiarato il governo) che, nel settore pubblico degli inamovibili , trova la sua effettiva roccaforte.

La testa degli statali (sulle cifre si va dai duecentomila ad un milione di addetti) in cambio della poltrona di Monti. Come dire, se il premier non cala quest'asso , placando così gli animi della agenzie di rating inclini al downgrading del nostro Paese e degli esperti Ue, l'Italia non si pone in una effettiva fascia di sicurezza. E a pagare sarebbe il capitano, Monti, che dovrebbe abbandonare la nave, anzi la poltrona…

Fantapolitica? Suggestioni dell'ambiente finanziario? Ci può stare tutto in una fase di incertezza e di governo tecnico, dove, accanto alle analisi della realtà effettuale, emergono carsicamente i desiderata di ciascuno.

Certo è che, anche per i tradizionalmente inamovibili dei ministeri, qualcosa è già cambiato. Da pochi mesi infatti la cassa integrazione e la mobilità non sono più un tabù ma la parola "taglio" sembrava essere estranea al vocabolario di ministeriali e dintorni.

A dire il vero, il direttore generale della Confindustria, Galli, si era lasciato andare a dire (gennaio 2012) "A un certo punto dovremmo porci anche questa prospettiva (del licenziamento dei dipendenti pubblici, ndr)". Ma si sa, nel dibattito sui temi di lavoro e previdenza, in viale dell'Astronomia sono da sempre più falchi che colombe. E con la riforma delle pensioni targata Fornero sono stati accontentati.

Ora l'invito degli industriali sui travet della pubblica amministrazione sembrerebbe essere sul punto di essere raccolto. Ripercorrendo, con analogia sinistra, la strada già battuta in due tempi dalla Grecia.

Emulazioni frequenti, quelle nella storia millenaria dei rapporti fra Atene e Roma. Dai tempi di Graecia capta…non sembra che sia passata proprio tanta acqua sotto i ponti.
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Ospite
972d





MessaggioInviato: Gio 16 Feb 2012 - 9:52 pm    Oggetto: . Rispondi citando

Massimo Garavaglia ad Affari: "E' ora di tagliare 200mila statali. Così si risparmiano 700 milioni"
Giovedì, 16 febbraio 2012 - 16:17:00
massimo garavaglia

Massimo Garavaglia, vicepresidente della commissione Bilancio al Senato e responsabile economico della Lega Nord, sceglie Affaritaliani.it per dire quello che tutti pensano ma che nessuno ha il coraggio di ammettere. "In Italia ci sono 4 milioni di dipendenti pubblici. In America siamo sulla stessa cifra ma gli abitanti sono sei volte tanto. In Uk gli statali sono meno di noi e hanno iniziato un processo di 'spending review' con l'obiettivo di ridurre il personale di 500mila unità. Da noi, applicando la media nazionale e non quella standard delle Regioni virtuose del Nord, ci sono margini per eliminare 200mila contratti. E il risparmio sarebbe di circa 700 milioni di euro all'anno". Poi la sorpresa: "Non è vero che tutti i dipendenti pubblici sono al Sud".

Quanti sono i dipendenti pubblici in Italia?
"Ufficialmente circa 3.450.000 ma questo dato non tiene conto dei carrozzoni che sono le aziende pubbliche. Se prendiamo quelle totalmente controllate dallo Stato arriviamo sui 4 milioni".

E all'estero?
"In America siamo sulla stessa cifra ma gli abitanti sono circa sei volte quelli italiani".

In Europa?
"In Inghilterra i dipendenti pubblici sono meno di noi. Non solo. Hanno anche iniziato un processo di 'spending review', nel 2011, che si concluderà nel 2014, con l'obiettivo di ridurre il personale di 500mila dipendenti".

La Lega farebbe la stessa cosa anche in Italia?
"Sicuramente oggi come oggi quella degli statali è la componente di spesa pubblica che può essere aggredita con maggiore equità".

Passiamo ai numeri. Quanti se ne potrebbero tagliare?
"Una stima di qualche tempo fa, applicando la media nazionale e non quella standard di Lombardia e Veneto che sono le Regioni più virtuose, mostrava margini di riduzione pari a 200mila unità".

Il risparmio per lo Stato sarebbe di...
"Il costo medio di un dipendente pubblico è di 35mila euro a persona all'anno. Per 200mila fa 700 milioni di euro all'anno".

La Lega dirà che sono tutti al Sud...
"Non necessariamente sono tutti al Sud. Ci sono anche molti comuni del Nord che negli anni buoni hanno assunto tutto l'oratorio... dico così per spiegare il concetto. Non è automatico il discorso Nord-Sud".

Quindi?
"Il governo Monti ha inspiegabilmente interrotto il processo di anticipazione dei costi standard e di accorpamento delle funzioni dei piccoli comuni. Tutto ciò ci poteva portare risparmi considerevoli".

Insomma, cosa chiedete a Monti per evitare di fare la fine della Grecia?
"Riduzione dei costi delle aziende pubbliche improduttive, ridurre il personale delle Regioni e tagliare i dipendenti dei ministeri centrali".

E il tetto ai manager pubblici?
"Ci abbiamo provato più e più volte, speriamo sia quella buona! Non è possibile che i magistrati, che sono chiamati a giudicare cause da milioni di euro, percepiscano meno di dirigenti statali".
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c33e





MessaggioInviato: Ven 17 Feb 2012 - 8:44 am    Oggetto: Rispondi citando

in America i dipendenti pubblici sono pochi perchè è tutto privatizzato!

Esempio: se fai un incidente/stai male e ti portano all'ospedale, ti curano solo se hai una polizza assicurativa o una carta di credito! altrimenti ti buttano in strada. Se vuoi un'educazione decente devi mandare tuo figlio alla scuola privata o al college (sono i + costosi del mondo!), altrimenti rischi l'analfabetismo.

Davvero vogliamo questo?
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Ospite
c33e





MessaggioInviato: Ven 17 Feb 2012 - 9:12 am    Oggetto: Rispondi citando

tanto per intenderci...


WIKIPEDIA ha scritto:


http://it.wikipedia.org/wiki/Sicko

Sicko è un film documentario del 2006 diretto da Michael Moore, presentato fuori concorso al 60º Festival di Cannes.[1]

Il film si concentra sui problemi della sanità statunitense, basata su un sistema che riserva le cure migliori alle classi più abbienti, e denuncia la sostanziale inesistenza di strutture sanitarie riservate agli indigenti, teoricamente previste in quasi tutti gli stati federali.



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ospitexxx
5d26





MessaggioInviato: Ven 17 Feb 2012 - 11:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Prima recuperiamo da qui




http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/02/16/visualizza_new.html_99584978.html


Poi mandiamo a casa qualche iper dirigente
poi vediamo se con quello che avanza è tutta colpa del dipendente che guadagna 1.200 al mese quando và bene
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Ospite
972d





MessaggioInviato: Dom 19 Feb 2012 - 5:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

"La linea (della Cgil) sull'articolo 18 è un disastro ". La sintesi dell'intervento di Giorgio Cremaschi.

Non ricordo in quale film viene raccontata la barzelletta di quello che, cascando dal 50° piano di un grattacielo, nella lunga discesa, ogni

tanto si ripeteva: "beh, in fondo non è successo ancora niente". Questa mi sembra la fotografia del confronto in corso sul mercato del lavoro. Un confronto è completamente segnato dalla volontà esplicita del governo di intervenire sull'articolo 18 e che si concluderà, se non facciamo nulla, esattamente così come il governo vuole.

Pochi giorni fa è stato San Valentino. Non è solo la festa degli innamorati, ma la data nella quale nel 1984 il governo Craxi decretò il taglio della scala mobile. Se oggi si parla con i lavoratori, il 90% di coloro che ricordano questo evento lo ricordano come quello che cancellò la scala mobile. In realtà la scala mobile fu solo colpita, subì una robusta manutenzione - come direbbe Bonanni - ma non fu cancellata. Ciò avvenne dopo. Ma nel ricordo di tutti i lavoratori italiani la scala mobile finì lì.

Lo stesso succederà sull'articolo 18, se non li fermiamo. L'intervento sarà mascherato, furbo, non totale, ma tra qualche anno sarà ricordato come quello che cancellò l'ultima tutela dei lavoratori contro l'arbitrio e l'abuso padronale. Di fronte a tutto questo noi ci siamo messi in un vicolo cieco. Accettare una trattativa dove prima si parla di precarietà e poi di articolo 18, significa accettare o subire l'attacco all'articolo 18. Da quel che ho capito sulla precarietà il governo farà dei ritocchi a questo o quell'istituto, che avrebbe tranquillamente potuto fare anche Sacconi. Modifiche che non cambieranno nulla della sostanza della precarietà, ma che però serviranno alle imprese per dire che anch'esse fanno dei sacrifici e quindi a rendere "equo" l'attacco all'articolo 18.

La Cgil ha sbagliato profondamente a rinunciare alla pregiudiziale sull'articolo 18, oggi questo è sul tavolo e il fatto che sia in fondo rende ancora più debole la posizione del nostro sindacato. Né varrà alla fine come giustificazione il fatto che su quel punto, magari, si dirà che non si è d'accordo. Sarebbe una foglia di fico, né servirebbero dopo manifestazioni. Ricordiamo il clamoroso fallimento dello sciopero del 12 dicembre, fatto da Cgil Cisl e Uil, senza convinzione e senza forza. Con il risultato che la peggiore riforma delle pensioni del continente è passata in Italia senza proteste sindacali, cosa di cui Monti si vanta in tutto il mondo. E' bene sapere che la messa in discussione dell'articolo 18 è la messa in discussione della confederalità della Cgil. Non aver fatto il possibile e l'impossibile per impedirlo, sarebbe una macchia indelebile sul gruppo dirigente dell'organizzazione e un elemento di crisi strategico di essa. Per questo facciamo un ultimo appello a questo gruppo dirigente. Uscite dalla condizione di prigionia politica in cui vi siete cacciati.

Fermate questa trattativa e pretendete che l'articolo 18 sia fuori dal tavolo, sostenendo questa posizione con la mobilitazione. Altrimenti nulla giustificherà il disastro successivo e, a quel punto, il confronto coinvolgerà non solo i gruppi dirigenti ma tutto il corpo dell'organizzazione.
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Ospite
972d





MessaggioInviato: Dom 19 Feb 2012 - 5:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

http://tupamaros.altervista.org/politica/art-18-serve-a-monti-per-licenziare-subito-200-000-statali-e-400-000-precari/
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972d





MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 9:31 am    Oggetto: Rispondi citando

Anonymous ha scritto:
http://tupamaros.altervista.org/politica/art-18-serve-a-monti-per-licenziare-subito-200-000-statali-e-400-000-precari/
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Ospite
c33e





MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 10:02 am    Oggetto: Rispondi citando

La Gelmini non ha avuto bisogno dell'art. 18 per lasciare a casa 140.000 (centoquarantamila!!!) precari della scuola!!!!
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972d





MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 12:28 pm    Oggetto: MONTI INCONTRA KENNY Rispondi citando

iL BUON MONTI HA INCONTRATO kENNY.....ORA SEMBRA VOLER PRENDERE A MODELLO L'IRLANDA...CHE NEGLI ULTIMI ANNI HA MESSO MANO AD UNA SERIE DI INTERVENTI STRUTTURALI MOLTO RIGIDI, TRA I QUALI IL LICENZIAMENTO DI 112.OOO DIPENDENTI PUBBLICI!
APPARE QUINDI CHIARO CHE CI ASPETTANO TEMPI CUPI...
SIAMO NOI PUBBLICI L'OBIETTIVO DEL NOSTRO "CARO" PRESIDENTE DEL CONSIGLIO!!!
CON LA MODIFICA DELL'ART 18 NON AVRANNO PIU' FRENI.....
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