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Obbligo di gestione associata: 5.000 o 10.000 abitanti???

 
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MessaggioInviato: Mer 05 Ott 2011 - 8:32 am    Oggetto: Obbligo di gestione associata: 5.000 o 10.000 abitanti??? Rispondi citando

Obbligo di gestione associata: 5.000 o 10.000 abitanti???

Leggendo questo documento recentissimo (20/09/2011):

http://www.anci.lombardia.it/notizie/Circolare-106-2011.asp

sembrerebbe 5.000 che scende a 3.000 per comuni appartenenti a comunità montane...:

(pagina 8 in basso)

Citazione:

Il comma 6 concerne i limiti demografici per le unioni dei comuni piccolissimi.
Esse sono istituite in modo che la complessiva popolazione residente nei rispettivi territori, determinata ai sensi dell'articolo 156, comma 2, del TUEL, sia di norma superiore a 5.000 abitanti, ovvero a 3.000 abitanti qualora i comuni che intendano comporre una medesima unione appartengano o siano appartenuti a comunità montane. E’ facoltà della regione individuare limiti diversi nel termine di due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.


Leggendo qui:

http://www.gianlucabertagna.it/2011/09/25/la-manovra-bis-commentata-per-gli-enti-locali/

pagina 56

Citazione:

24. All’articolo 14, comma 31, alinea, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, le parole: "5.000 abitanti o nel quadruplo del numero degli abitanti del comune demograficamente più piccolo tra quelli associati" sono sostituite dalle seguenti: "10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato dalla regione entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138"; al medesimo comma 31, la lettera c) è abrogata e la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) entro il 31 dicembre 2012 con riguardo a tutte le sei funzioni fondamentali loro spettanti ai sensi dell’articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009".


Citazione:

Art. 16, co. 24 = modificato il limite demografico da raggiungere nella gestione associata delle funzioni fondamentali (10.000 ab.). Le regioni potranno modificarlo entro due mesi. Anticipato di un anno l’obbligo di associare le funzioni (2 nel 2011 e le restanti 4 nel 2012).
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MessaggioInviato: Mer 05 Ott 2011 - 10:13 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:

D.L. 31 maggio 2010, n. 78 (1) (2).

Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica VERSIONE AGGIORNATA



art. 14


26. L'esercizio delle funzioni fondamentali dei Comuni è obbligatorio per l'ente titolare.


27. Ai fini dei commi da 25 a 31 e fino alla data di entrata in vigore della legge con cui sono individuate le funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, sono considerate funzioni fondamentali dei comuni le funzioni di cui all'articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42.


28. Le funzioni fondamentali dei comuni, previste dall'articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009, sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 5.000 abitanti, esclusi i comuni il cui territorio coincide integralmente con quello di una o di più isole ed il comune di Campione d’Italia. Tali funzioni sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni, appartenenti o già appartenuti a comunità montane, con popolazione stabilita dalla legge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti. (105)

29. I comuni non possono svolgere singolarmente le funzioni fondamentali svolte in forma associata. La medesima funzione non può essere svolta da più di una forma associativa.


30. La regione, nelle materie di cui all'articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, individua con propria legge, previa concertazione con i comuni interessati nell'ambito del Consiglio delle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale, delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42, secondo i principi di economicità, di efficienza e di riduzione delle spese, fermo restando quanto stabilito dal comma 28 del presente articolo. Nell'ambito della normativa regionale i comuni avviano l'esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata entro il termine indicato dalla stessa normativa. I comuni capoluogo di provincia e i comuni con un numero di abitanti superiore a 100.000 non sono obbligati all'esercizio delle funzioni in forma associata. (84)


31. Il limite demografico minimo che l'insieme dei comuni che sono tenuti ad esercitare le funzioni fondamentali in forma associata deve raggiungere è fissato in 10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato dalla regione entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138. I comuni assicurano comunque il completamento dell'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 26 a 30 del presente articolo: (100)

a) entro il 31 dicembre 2011 con riguardo ad almeno due delle funzioni fondamentali loro spettanti, da essi individuate tra quelle di cui all'articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42;
b) entro il 31 dicembre 2012 con riguardo a tutte le sei funzioni fondamentali loro spettanti ai sensi dell'articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009; (101)
[c) entro il 31 dicembre 2013 con riguardo a tutte le sei funzioni fondamentali loro spettanti ai sensi dell'articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009 (104). (99)] ABROGATA
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MessaggioInviato: Gio 06 Ott 2011 - 6:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sembrerebbe che:

1) Comuni obbligati ad associarsi = da 1.000 a 5.000 abitanti (escluso i Comuni appartenenti a Comunità montane); => La somma degli abitanti dei Comuni che hanno associato le funzioni fondamentali deve raggiungere 10.000

2) Comuni appartenenti a Comunità montane obbligati ad associarsi solamente se il numero di abitanti è inferiore a quello fissato da apposita legge regionale; tale numero comunque può essere al massimo di 3.000 abitanti


Per i Comuni NON appartenenti a Comunità montane, NON è necessario che la Regione si pronunci: => Se entro due mesi le Regioni non normeranno la materia, occorrerà osservare la prescrizione della legge...

Viceversa per quelli appartenenti a Comunità montane, si resterà in stand by finché le Regioni si pronunceranno.


Infatti l'articolo 14 del D.L. 31 maggio 2010, n° 78 precisa:


28. Le funzioni fondamentali dei comuni, previste dall'articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009, sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 5.000 abitanti, esclusi i comuni il cui territorio coincide integralmente con quello di una o di più isole ed il comune di Campione d’Italia. Tali funzioni sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni, appartenenti o già appartenuti a comunità montane, con popolazione stabilita dalla legge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti.

(omissis)



31. Il limite demografico minimo che l'insieme dei comuni che sono tenuti ad esercitare le funzioni fondamentali in forma associata deve raggiungere è fissato in 10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato dalla regione entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138. I comuni assicurano comunque il completamento dell'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 26 a 30 del presente articolo


Condividete?
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MessaggioInviato: Sab 12 Nov 2011 - 8:51 am    Oggetto: Lombardia Rispondi citando

LOMBARDIA - Piccoli Comuni, la Regione disponibile a rivedere i limiti demografici per le gestioni associate

http://www.anci.lombardia.it/notizie/Piccoli-Comuni-la-Regione-disponibile-a-rivedere-i-limiti-demografici-per-le-gestioni-associate.asp
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MessaggioInviato: Sab 26 Nov 2011 - 10:39 am    Oggetto: Re Rispondi citando

Piccoli Comuni e articolo 16 L. 148/2011

http://www.publika.it/it/news/paginapersonale/piccoli-comuni-e-art.-16-l.-148-2011?id=245

Citazione:

CHIEDONO

al nuovo Governo ed al Parlamento che:
• anche in vista delle prossime scadenze previste già per la fine dell’anno in corso, sia abrogato o comunque “congelato” da subito il dettato dell’art. 16 e si proceda - con ogni possibile urgenza - ad una revisione dell’impianto normativo attuale nella Carta delle Autonomie;
• siano concertate modalità di contributo dei piccoli Comuni al processo di risanamento della finanza pubblica semplificate e diverse rispetto alla loro sottoposizione alle attuali regole del Patto di stabilità interno;

alle Regioni che:
• le competenze regionali in materia di gestioni associate vengano esercitate in modo fortemente concertato con le ANCI regionali, così da correggere, ove possibile, le disposizioni irragionevoli e dannose dell'attuale normativa statale e dare vita a processi e programmi di riordino istituzionale territoriale partecipati dal basso, ragionevoli e soprattutto realmente semplificatori, efficaci ed utili per i territori e le comunità;

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ERGAS



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MessaggioInviato: Mer 07 Dic 2011 - 12:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Regione Lombardia ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge che impone le gestioni associate...
Dunque mi aspettavo che, essendo NON favorevole a tale legge, dove può la contrasti...

Ad esempio per i Comuni appartenenti alle Comunità montane è la Regione a dover stabilire la popolazione sotto la quale la gestione associata è obbligatoria (lo Stato impone che sia inferiore a 3.000)...

Avevdo la regione "carta bianca" ed essendo NON favorevole alla legge, mi aspettavo stabilisse un limite di popolazione basso per i comuni montani, magari 1.000 abitanti...

Invece ha stabilito il limite MASSIMO consentitogli dalla legge...:

http://www.anci.lombardia.it/notizie/Limiti-demografici-e-gestioni-associate--accolte-le-richieste-di-ANCI-Lombardia.asp


Non è strano???

Citazione:

Con i due emendamenti verranno introdotti nuovi limiti demografici alla gestione associata, differenti da quelli nazionali e più adeguati alla realtà lombarda, caratterizzata dalla presenza di molti comuni e di un territorio molto variegato, soprattutto nelle fasce montane. Al posto del criterio dei 10.000 abitanti (5.000 per le unioni con comuni con meno di 1.000 abitanti), viene introdotto il limite di 5.000 abitanti (3.000 per le zone montane), o in alternativa il quadruplo del comune più piccolo. Riducendo il numero complessivo di abitanti viene fissato un tetto ragionevole per i Comuni che dovranno dare vita a gestioni associate nei prossimi mesi.

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SOFRONISCO



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MessaggioInviato: Mer 07 Dic 2011 - 12:33 pm    Oggetto: Re Rispondi citando

Ergas, non è come sostieni tu...:

http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213476529032&pagename=RGNWrapper


Semplicem,ente la Regione vuole che sia sufficiente l'unione di due Comuni la cui somma degli abitanti sia 5.000 (attualmente la normativa precisa che un Comune di 5.001 abitanti non debba associarsi, ma che l'associazione di due di 2.600 abitanti non sia sufficiente ma che in caso si associno devono raggiungere 10.000 abitanti.
La Regione vuole ridurre tale limite, ma non si è pronunciata sulla popolazione minima dei Comuni apparteneti a Comunità montane...

Citazione:

Lodo Colozzi-Maccari salva le unioni di Comuni

1 dicembre 2011

(Ln - Milano) Due emendamenti alla programmazione economico-finanziaria regionale per garantire la sopravvivenza delle Unione dei piccoli Comuni "minacciata" dalla recente normativa nazionale, che obbliga i Comuni a gestire servizi e funzioni fondamentali in modo associato con un minimo di 10.000 abitanti. Cosa piuttosto difficile in una Regione come la Lombardia, dove sono presenti 1088 piccoli Comuni (cioè con meno di 5000 abitanti), spesso molto lontani fra loro, e quindi interessati dalla norma che entrerebbe in vigore a partire dal 1 gennaio 2012. Questa la strada individuata dagli assessori regionali Romano Colozzi (Bilancio, Finanze e Rapporti Istituzionali) e Carlo Maccari (Semplificazione e Digitalizzazione) che si snoda fondamentalmente lungo tre assi.



NUOVI CRITERI DEMOGRAFICI - Vengono ridefiniti i criteri demografici per la Gestione Associata obbligatoria, prevedendo una popolazione complessiva di 5.000 abitanti rispetto ai 10.000 della normativa nazionale. Riducendo il numero complessivo di abitanti vengono così tutelate le Unioni che in questi anni in Lombardia hanno dimostrato di funzionare, erogando in forma associata servizi di alta qualità: dalla polizia locale ai servizi socio-assistenziali, dalle biblioteche agli impianti sportivi, fino alle anagrafi e agli uffici tributi.



TUTELA DELLE UNIONI ESISTENTI - Si riconosce apertamente che Unioni e Comunità Montane già attive in Lombardia possano aggiungere servizi da erogare in forma associata e accettare l'adesione di nuovi Comuni: in questo modo vengono tutelate le Gestioni Associate esistenti, supportate da Regione Lombardia con oltre 41 milioni di euro di finanziamenti dal 2006 a oggi. "Il nostro intervento si è reso necessario - ha sottolineato Colozzi - per evitare un effetto paradossale, che sarebbe stato generato dalla norma nazionale. Questa infatti si poneva, giustamente, l'obiettivo di favorire l'aggregazione delle realtà comunali più piccole nella gestione dei servizi. In Lombardia, però, che in questo settore ha maturato un'esperienza molto avanzata, avrebbe messo in crisi addirittura gran parte delle Unioni da anni funzionanti". "La Giunta regionale - ha aggiunto Maccari - non sta lasciando nulla al caso, per poter supportare le piccole realtà territoriali e si impegna ad avviare un confronto con il sistema delle autonomie locali per arrivare alla fine del 2012 ad approvare gli Ambiti Territoriali Strategici, che diventeranno il punto di riferimento per le Gestioni Associate obbligatorie".



PROPOSTE DA 796 COMUNI - "Il confronto con i territori - ha concluso Maccari - è continuo. In questi giorni sto tenendo incontri con i sindaci nelle diverse province e, inoltre, attraverso un'inedita formula di questionario online, abbiamo ricevuto in una settimana proposte e idee da 796 Comuni, più dell'80 per cento di quelli interpellati, perché interessati dalla normativa sulle Gestioni Associate". "Esprimiamo soddisfazione per il fatto che la Regione Lombardia, dopo aver deciso di tutelare le autonomie locali ricorrendo contro l'articolo 16 della manovra d'agosto, abbia ridotto i livelli demografici minimi rendendoli maggiormente applicabili alle diverse realtà del nostro territorio - ha commentato la presidente del Dipartimento Piccoli Comuni di ANCI Lombardia Ivana Cavazzini - e abbia fatto anche la scelta ulteriore di tutelare il patrimonio associativo esistente. Questo ha certamente portato a risultati molto apprezzabili e di questo rendiamo merito agli Assessorati regionali coinvolti. Siamo più che disponibili a collaborare nei prossimi mesi con la Regione per la definizione degli ambiti e delle forme associative che si andranno a formare".
(Lombardia Notizie)
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MessaggioInviato: Dom 08 Gen 2012 - 9:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Proroghe a metà per i piccoli comuni.


Proroga di 180 giorni per la gestione associata delle funzioni fondamentali prevista dal DL 78/10 ma resta inalterato l'articolo 16:

http://www.anci.lombardia.it/notizie/Proroghe-a-meta-per-i-piccoli-comuni.asp
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MessaggioInviato: Dom 08 Gen 2012 - 10:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dieci domande e dieci risposte sulle gestioni associate



http://www.gianlucabertagna.it/2011/12/05/gestioni-associate-dieci-domande-e-dieci-risposte/
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