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(SUPER OT) la storia siamo noi: l'angolo del dibattito

 
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gazzettiere



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MessaggioInviato: Mar 18 Nov 2008 - 8:48 pm    Oggetto: (SUPER OT) la storia siamo noi: l'angolo del dibattito Rispondi citando

creo questo angolino sulla storia, per evitare che si disperdano tra mille rivoli e tra mille topic i molti dibattiti che vedono tra gli altri carlo-nord-italia, stanislaw, arma e me medesimo (ma anche molti altri).

parto con una considerazione.

nel 14 sulla somme gli alleati anglofrancesi si ritirarono di colpo, nel modo caotico della rotta e della disfatta, per oltre 200 chilometri.

nel 17 con caporetto gli italiani si ritirarono di colpo per circa 190 chilometri.

ma la somme non è una vicenda ricordata come grande evento, nessuna vergogna viene attribuita agli anglofrancesi; caporetto sì, ed è citata a disdoro degli italiani.

perché?
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Arma



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MessaggioInviato: Gio 20 Nov 2008 - 8:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
nel 14 sulla somme gli alleati anglofrancesi si ritirarono di colpo, nel modo caotico della rotta e della disfatta, per oltre 200 chilometri.

Ma la battaglia della Somme non fu nel 1916 ?

E' a quella che ti riferisci ?
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ghisa2193



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MessaggioInviato: Ven 21 Nov 2008 - 12:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bellissima idea, Iacopo! Very Happy
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CARLO NORD ITALIA



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MessaggioInviato: Sab 06 Giu 2009 - 11:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei ringraziare i Mod per questa presa di posizione contro il ban di chiunque.
Una cosa è disturbare il forum con offese, un'altra è postare idee proprie (sbagliate o giuste che siano) per giunta condivise da centinaia di migliaia , forse milioni di persone.
*omissis FORSE ANCORA NON HAI BEN CAPITO CHE QUESTO GENERE DI COMMENTI PUOI ANCHE RISERVARLI IN VIA PRIVATA * bat

Per Arma: ti ringrazio per la precisazione e per aver risposto alla mia domanda ; secondo il mio modesto parere , il combattimento è giustificato solo quando si vuole difendere qualcosa o qualcuno.
Nel caso della acqui , visto l'armistizio e la perdita sicura delle posizioni e del territorio ,( teniamo presente che ancora non era stata dichiarata guerra alla germania e che quindi non erano posizioni alleate ) la cosa giusta era salvare le vite dei soldati .... e un comandante doveva tenerlo in considerazione .
Spregevole poi l'uso del sacrificio dell'acqui per fini diciamo politici.

per stanley:
egregio amico , perchè ti arrabbi? Non fare lo stanislaw di turno per favore.
Se esiste spazio per una revisione condivisa di quel periodo , che male c'è?
Non è giusto che affiori la verità?
Sono tutti fatti accertati, storici, ma nascosti alla massa degli italiani da un fortissimo PCI , checchè ne dica stanislaw che fa indendere il PCI come un perseguitato - è risibile questa cosa- alla stregua di un MSI, senza nessun potere influenzatore.
Il PCI è tanto forte e imbonitore che si riuscì a stendere un velo sui crimini dei partigiani ed esaltare quelli commessi dai nazisti.
Questo fu il messaggio e l'insegnamento giunto alle masse : L'RSI e i fascisti dei massacratori mentre i partigiani tutti bravi e buoni , tutti angeli.
Quando renzo de felice raccontò le vere motivazioni per la nascita dell'RSI venne cacciato dall'università - uno storico come de felice !
-R. De felice -Opera Mussolini e il fascismo- la guerra civile -Vol 8 - pagg 59-61-
I fatti raccontati da Pisanò negli anni 60 e poi richiamati da Pansa, sono PURTROPPO verità, che anche uno come te, nato e vissuto nel culto della resistenza, dovrebbe accettare con serenità, come io ho accettato con serenità che esistevano fior di delinquenti come carità e la banda Koch .
Il male come il bene , i delinquenti come i galantuomini c'erano tra i partigiani come tra l'RSI .
Dovreste essere i primi ad essere furiosi con chi vi ha nascosto i misfatti resistenziali .
perfino ancora negli anni 70 ( a distanza di 30 anni ) le foibe erano considerate " monumento ad interesse nazionale " invece di monumento nazionale come le fosse ardeatine .
Leone fu il primo presidente ad onorarlo solo per insistenze potenti e indignate dei giuliani che l'obbligarono a deporre un mazzo di fiori . Vedi petacco "l'esodo"
Fino ad allora le foibe non esistevano nel patrimonio italiano.
Ci volle ciampi nel 2001, affinchè un luogo come le foibe ( che vide migliaia di italiani trucidati dai titini con la collaborazione dei comunisti italiani giuliani ), si trasformasse in monumento nazionale.
Egregio Stanley cosa devo dire di più?
Potrei dire che ogni fatto è stato monopolizzato a fini politici dai vincitori !
"La verità storica , quando la si seppellisce , viene fuori , prima o poi , come un cane furioso"
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bjack



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MessaggioInviato: Gio 11 Giu 2009 - 7:39 pm    Oggetto: comunicazioni radio nel settembre 1943 Rispondi citando

Spulciando gli archivi storici delle condizioni di propagazione dei segnali radio, mi sono accorto che il 1943 era un anno pressochè privo di brillamenti solari: tutti i Radioamatori sanno benissimo cosa ciò voglia dire, ma è interessante considerarne le implicazioni belliche.
A quel tempo, le comunicazioni radio fra truppe e comandi, avvenivano con apparecchiature radio molto rudimentali, e sfruttavano le onde lunghe, medie, corte, oltre alla parte più bassa delle VHF (al di sotto dei 50 MHz); inoltre, non esistevano (o erano molto rudimentali) i ponti radio, quindi le comunicazioni avvenivano "in diretta" tra chi riceveva e chi trasmetteva.
Si usava la radiotelegrafia, il codice Z, ed ognuno dei belligeranti usava uno o più sistemi di codifica (famoso l'Enigma nazista).
Con una scarsa attività solare, la ionosfera era poco ionizzata, quindi i collegamenti ionosferici (utilizzati per le medie e lunghe distanze) erano incerti, e si svolgevano in una fetta limitata dello spettro radio allora a disposizione; più sicuri erano invece i collegamenti per "onda di mare" tra stazioni costiere che si affacciavano sul Mediterraneo, perchè avvenivano in onde lunghe e non dipendevano dalla ionosfera.
Questo potrebbe spiegare i messaggi frammentari/incompleti/disturbati ricevuti dai nostri Comandi sparsi qua e là per l'Europa e l'Africa; ad esempio, il messaggio di Marina di Brindisi alla Acqui non potè che arrivare correttamente (Cefalonia e Brindisi si "vedono" tra loro via mare, e si usavano in tal caso le onde lunghe), mentre è ben possibile che il messaggio da Atene a Cefalonia sia arrivato effettivamente incompleto (tra Atene e Cefalonia c'è mezza Grecia, con le sue montagne, ed era allora necessario usare le HF tentando uno "skip corto", reso proibitivo dalle avverse condizioni ionosferiche).
E questo potrebbe valere anche per altri Reparti, infognati nell'entroterra di mezza Europa ed Africa, che non furono nelle migliori condizioni per ricevere gli importantissimi dispacci relativi all'Armistizio.
Quando il diavolo ci mette lo zampino...
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stanislaw



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MessaggioInviato: Gio 11 Giu 2009 - 8:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gaz ha lucchettato e quindi mi sposto qua:

Uh… Stanley? Guarda che ti stai comportando con Arma ESATTAMENTE come Carlo Nord Italia si è comportato con me – compreso il termine segaiolo che evidentemente attrae – e come vitosili si è comportato con noi…

Ciò premesso:

Citazione:
Diciamo che vi erano premesse differenti, questo sì, ma in realtà l'obiettivo comune era comunque quello di annientare fisicamente esseri umani a vario titolo ritenuti "scomodi".
Poi è ovvio che la macchina tedesca funzionava "meglio" di quella Russa, ma questo è successo, tanto per intenderci, anche quando la volkswagen ha comprato la Skoda...


Io veramente dico un’altra cosa.
Il gulag è la parte finale di un sistema che vuole distruggere il pensiero critico. Non è necessariamente finalizzato alla distruzione fisica e la mortalità più bassa non è dovuta tanto all’inefficienza quanto ad una premessa “ontologica”: il gulag non è un campo di sterminio.
Il lager, intendendo come lager non il campo "normale" ma Auschwitz è invece finalizzato all’eliminazione fisica dell’impurità secondo un processo - e un progetto – burocratico / industriale. E ciò costituisce l'orrore assoluto del novecento.
I gulag sono i campi zaristi all'ennesima potenza, l'oriente è sempre stato percorso da tiranni che sterminavano i propri popoli, magari cercando di cancellare uomini e cose che ricordavano il passato, di prigioni dure è piena la storia.
Ma lo sterminio burocratico, quello no, è un'invenzione nuova che semmai il dopoguerra ha perfezionato (i famosi dirigenti di cui parlavo in un altro intervento).

Citazione:
Di certo c'è solo che venne barbaramente trucidata SOLO per essere la donna di Mussolini, il che, francamente mi offende, mi schifa e mi disturba


Non per contraddire. Ma finché non spunterà fuori la classica carta firmata con il sangue che descrive gli eventi non si può essere sicuri che le cose non siano andate diversamente, ossia che VERAMENTE si sia messa in mezzo oppure che abbia deciso di morire con l’uomo che – inspiegabilmente – amava (anche perché, dopo, che poteva fare e cosa sarebbe stata?), al che i partigiani hanno detto “contenta te”.
Io continuo a pensare che non l’hanno fatta fuori perché era la donna di mussolini (Oltre tutto la moglie e i figli di Mussolini non furono toccati e anzi ricevettero, italianamente, regolare pensione) ma perché aveva visto o sentito o capito qualcosa che non doveva vedere, sentire o capire.

Citazione:
La legge non "impedisce" una rappresentanza, ma semplicemente ne detta le regole, e queste regole dicono che sotto al 4% sei fuori.
Se vogliono essere rappresentati in parlamento, si mettano d'accordo, trovino una via in comune e si alleino per unificare il loro 10%.
Se non ci riescono è un problema loro, non della democrazia.


Che per citare kundera che evidentemente amiamo entrambi vendola e co. siano stati i cortesi alleati dei propri becchini è indubbio; ciò non toglie che una legge fatta apposta per toglierseli di torno (la famosa ratio della normativa) è una legge infame ("chi ci può dare fastidio ha il 3%? E io faccio la soglia al 5, tiè).

Citazione:
Lager , gulag ... ecc. ecc. per me il delitto perfetto , il piu' grande crimine della storia , il piu' diabolico è la bomba atomica di hiroshima, 200000 morti in un solo istante , altri ancora successivamente, gli autori di tale crimine mai processati da nessun tribunale, tipico delle cose diaboliche, restano impunite.


Oddio, magari Dresda è stato anche peggio. E se per Hiroshima e Nagasaki uno straccio di motivazione si poteva ancora trovare per quanto forzata e fasulla per Dresda no. Cfr. comunque Apocalisse su Dresda di Irving (introvabile) e Mattatoio n°. 5 di Vonnegut (ristampato),

Comunque, cambiando discorso ‘sto tizio qua ne sa più di Arma e di me messi insieme: andate su www.warfare.it e vedrete.
Fidatevi: questo Nicola Zotti c’ha ‘na capoccia così. E i suoi test di cultura e abilità militare sono molto intriganti.
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E conosceva le idee di Di Blasi in proposito. Ma ci sono tante belle idee che corrono per il mondo, solo che il verso delle cose è un altro, violento e disperato (Leonardo Sciascia, Il consiglio di Egitto, 1963)
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bjack



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MessaggioInviato: Ven 12 Giu 2009 - 2:26 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Oddio, magari Dresda è stato anche peggio. E se per Hiroshima e Nagasaki uno straccio di motivazione si poteva ancora trovare per quanto forzata e fasulla per Dresda no.


Io penso che la motivazione fu la stessa, in tutti e tre i casi: terrorismo psicologico, deterrenza.
A Dresda, la Gran Bretagna dimostrò che si poteva annientare una città intera a suon di bombe incendiarie; fu insomma una dimostrazione di forza, che costò 200000 vittime (quasi tutti civili), e che mostrò il vero volto della guerra, anche se combattuta con armi "convenzionali".
Temo che ci siamo molto evoluti rispetto ad allora: le bombe su Hiroshima e Nagasaki, che causarono tutti quei morti, erano a fissione ed avevano una potenza pari ad alcuni kilotoni (come dire, alcune migliaia di tonnellate di TNT fatte esplodere tutte insieme); oggi, invece, una grossa bomba all'idrogeno ha una potenza di circa 100 megatoni (100 milioni di tonnellate di TNT), cioè 10000 volte superiore a quelle di Hiroshima e Nagasaki, e non avrebbe problemi a spazzare via Roma, Londra o Parigi.
Inoltre, le bombe A di allora dovevano essere sganciate da grossi bombardieri, mentre le bombe H di adesso armano le testate di missili balistici che, lanciati da un punto distante migliaia di km (anche da un sottomarino), raggiungono l'obiettivo in pochi minuti, cancellandolo dalle cartine geografiche.
In effetti, le basi missilistiche a terra sono state in gran parte soppiantate dai grossi sottomarini strategici, che fungono da rampe missilistiche sommerse ed assolutamente invisibili, ed incrociano continuamente in tutti i mari del mondo, Mediterraneo compreso: tra grosse potenze nucleari (USA, URSS, GB, FR, Cina), la guerra con eserciti convenzionali non ha più motivo di esistere, perchè è una guerra tra poveri, o che viene combattuta da qualcuna di queste superpotenze contro i poveri (per motivi meramente economici), mentre le altre stanno a guardare (magari passando sottobanco a questi "poveri" delle armi convenzionali, ma mai nucleari, per rompere le uova nel paniere alla superpotenza attaccante).
Gli eserciti regolari delle superpotenze sono ormai destinati a combattere contro poveracci, e mai tra loro: non avrebbe alcun senso, vista la disponibilità di armi nucleari tattiche (cioè di potenza relativamente limitata) che verrebbero prontamente impiegate, dando il via all'escalation.
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ghisa2193



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MessaggioInviato: Ven 12 Giu 2009 - 9:39 am    Oggetto: Rispondi citando

stanislaw ha scritto:
Citazione:
Di certo c'è solo che venne barbaramente trucidata SOLO per essere la donna di Mussolini, il che, francamente mi offende, mi schifa e mi disturba


Non per contraddire. Ma finché non spunterà fuori la classica carta firmata con il sangue che descrive gli eventi non si può essere sicuri che le cose non siano andate diversamente, ossia che VERAMENTE si sia messa in mezzo oppure che abbia deciso di morire con l’uomo che – inspiegabilmente – amava (anche perché, dopo, che poteva fare e cosa sarebbe stata?), al che i partigiani hanno detto “contenta te”.
Io continuo a pensare che non l’hanno fatta fuori perché era la donna di mussolini (Oltre tutto la moglie e i figli di Mussolini non furono toccati e anzi ricevettero, italianamente, regolare pensione) ma perché aveva visto o sentito o capito qualcosa che non doveva vedere, sentire o capire.


Concordo pienamente. Sulla morte di Mussolini, tra l'altro, di versioni ne esistono tante. Quello che é sicuro é che l'autopsia fu piuttosto approssimata (viste le condizioni dei cadaveri, esposti in p. za Loreto). Se non ricordo male ne esistono tre versioni diverse. Poi c'é il giallo degli abiti che non sono stati analizzati.
Quello che si sa é che sul destino di Mussolini non tutti erano d'accordo. I partigiani fecero il lavoro sporco, ma di sicuro anche qualche altro fu soddisfatto di come andarono le cose. Tra l'altro tutti questi passaggi sommari che eliminarono Mussolini ed altri gerarchi di punta tolsero agli Alleati il fastidiosissimo onere di organizzare una Norimberga italiana: dopo quello che era successo in Grecia vi era la necessità di appoggiarsi alla vecchia nomenklatura fascista per mandare avanti le cose in previsione di schierare l'Italia nel Patto Atlantico ed evitare di avere comunisti nei posti chiave. Poi c'era Churchill che a quanto sembra aveva diversi motivi di imbarazzo: la morte di Mussolini il prima possibile, prima di eventuali processi pubblici, sicuramente glieli avrebbe tolti.
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CARLO NORD ITALIA



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MessaggioInviato: Sab 13 Giu 2009 - 7:29 am    Oggetto: Rispondi citando

Sulla morte del Duce vi consiglio di leggere : "Gli ultimi 5 secondi di Mussolini" di G. Pisanò

la teoria che ne esce è molto credibile perchè supportata da testimonianze in loco e tracce riscontrate sui vestiti delle vittime che indicano un percorso alquanto diverso da quello raccontato ufficialmente da valter Audisio .
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stanislaw



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MessaggioInviato: Mar 27 Lug 2010 - 10:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Segnalo: www.warfare.it
Qui lo dico e qui non lo nego ma 'sto zotti è forte.
Nonché www.cronologia.it
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Clovis



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MessaggioInviato: Mer 25 Ago 2010 - 8:27 am    Oggetto: Rispondi citando

stanislaw ha scritto:
Segnalo: www.warfare.it
Qui lo dico e qui non lo nego ma 'sto zotti è forte.


Salut!

Non lo conoscevo e dopo aver visto il sito ho chiesto ad amici molto appassionati di storia: pare che Nicola Zotti è il maggiore esperto di arte militare che cammini con le sue gambe oggi in Italia, e oltre che su Warfare.it scrive sulla rivista Civiltà.
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