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giurisprudenza finocchietta...

 
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stanislaw



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Messaggi: 1350

MessaggioInviato: Lun 18 Mag 2009 - 8:33 pm    Oggetto: giurisprudenza finocchietta... Rispondi citando

... come ebbero a definirla su strademulte.
So che dovrei passare gli aggiornamenti a Batman previa "quota", con lui che provvede a sistemarli nella sezione, ma sinceramente non ho tempo: io posto la giurisprudenza poi chi vuole si serva:
Spero che vi sia utile, l'ho aggiornata rispetto all'ultima volta e divisa per capitoli. Non tutta la giurisprudenza è pacifica.

IN ORDINE ALLA FORMA, ALLA REDAZIONE E ALLA NOTIFICA DEL VERBALE
1)non vi è alcuna necessità che il verbale sia compilato dal medesimo agente che ha rilevato l’infrazione (Cassazione civile, I Sezione, Sentenza n°. 12105 del 27.9.2001; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 10015 del 10.7.2002; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6065 del 21.3.2005);
2)non vi è alcuna necessità che il verbale notificato al trasgressore contenga una sottoscrizione autografa, invece necessaria per il verbale originario (Cassazione Civile, III Sezione, Sentenza n°. 11949 del 25.10.1999; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6065 del 21.3.2005; Cassazione Civile, I sezione sentenza n°. 21045 del 28.9.2006; Cassazione Civile, Seconda Sezione, Sentenza 22088 del 23.10.2007);
3)non è necessaria alcuna sottoscrizione qualora il verbale sia redatto con sistemi meccanizzati (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 10015 del 10.7.2002; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6065 del 21.3.2005, Cassazione Civile, I sezione sentenza n°. 21045 del 28.9.2006)
4)Non vi è alcuna necessità che al trasgressore venga notificato il processo verbale dell’infrazione o una copia dello stesso, essendo sufficiente una sintesi contenente i soli estremi necessari ad individuare l’imputazione e del processo verbale di riferimento (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 4095 del 22.3.2001; Cassazione Civile, I sezione sentenza n°. 21045 del 28.9.2006, Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza 21045 del 28.9.2006; ) in modo che – quale che sia la forma usata – il verbale notificato sia idoneo a garantire l’esercizio del diritto di difesa dell’interessato (Cassazione Civile, I sezione, sentenze 4459 del 2003 e 19979 del 6.10.2004; Cassazione Civile, II Sezione, Sentenza 22088 del 23.10.2007);
5)La mancata indicazione, nel processo verbale sommario, del numero civico all’altezza del quale si trovava l’autovettura, non configura violazione del diritto di difesa dell’incolpato, quando la località dove avviene l’infrazione è sufficientemente individuata attraverso l’indicazione della città e della via (Pretura Macerata, 30 marzo 1994).
6)Il sommario processo verbale di accertamento dell’infrazione dell’art. 4 del Codice Stradale (t.u. 15.6.1959 n°. 393) – divieto di sosta – non è necessario contenga l’indicazione del numero civico della strada in corrispondenza del quale il veicolo è stato rinvenuto in sosta vietata, giacché la mancanza di tale elemento non rende per sé nullo l’accertamento se sia dato comunque conoscere il luogo della violazione senza possibilità di equivoci con altri luoghi ed altre violazioni riferibili allo stesso trasgressore (Cassazione Civile, Sezione I, 18.2.1989 n°. 972; Cassazione Civile, Sezione II, Sentenza 5447 del 9.3.2007).
7)non ricorre la nullità dell’atto amministrativo per carenza del requisito soggettivo quando dallo stesso atto risulti la qualità dell’autore della sottoscrizione e pertanto sebbene questa risulti indecifrabile od incompleta, detta qualità debba ritenersi oggettivamente certa (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 522 del 20.1.1994);
8)In tema di atti amministrativi informatici, è da escludere la nullità della sottoscrizione stampata su atto meccanografico mediante indicazione della qualifica di “Direttore Generale ff” e l’apposizione di una sigla a stampa non leggibile, atteso che tali modalità sono equipollenti a quelle previste dalla legge, consentendo in caso di necessità, l’identificazione del soggetto indicato come autore dell’atto che è resa più agevole dalla precisazione della qualifica che non dalla indicazione del solo nominativo del provvedimento (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza del 15.10.2003);
9)La sottoscrizione autografa non si può configurare quale elemento ontologicamente essenziale per la stessa esistenza giuridica dell’atto amministrativo, quanto meno nell’ipotesi nella quale i dati estrinsecati nello stesso contesto documentativo dell’atto carente di sottoscrizione consentano di accertare aliunde la sicura attribuibilità dello stesso atto a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza 16417 del 21.11.2002; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6065 del 21.3.2005);
10)La omessa indicazione del tipo di veicolo non produce di per sé sola l’invalidità del verbale, potendo però incidere sull’efficacia probatoria dello stesso (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 1445 del 14.2.1994);
11)Il mero preavviso di contravvenzione (solitamente apposto sul parabrezza del veicolo del trasgressore) non può essere equiparato né al verbale di contestazione immediata né al verbale di accertamento notificato al trasgressore in quanto – a differenza di essi – atto non idoneo - se non impugnato – a costituire titolo esecutivo ai sensi dell’art. 203 del codice della strada (Cassazione Civile, I sezione, Sentenza n°. 5875 del 24.3.2004); peraltro nessuna norma impone il rilascio di un preavviso di violazione (Cassazione Civile, Seconda Sezione, Sentenza 5447 del 9.3.2007)
12)L’organo accertatore non deve compilare due distinti verbali – uno di accertamento ed uno di contestazione dell’illecito – ma ai sensi dell’art. 385 del Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada, compila un unico verbale (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6634 del 9.5.2002);
13)La mancata indicazione del termine previsto a pena di decadenza per proporre opposizione e dell’autorità competente a decidere sulla stessa integra una irregolarità che impedisce il verificarsi di preclusioni processuali a seguito del mancato rispetto da parte dell’interessato del termine di cui all’art. 22 della legge 689/81 senza, quindi, effetti sulla legittimità del provvedimento (Cassazione Civile, I sezione, sentenza n°. 9080 del 13.9.1997; III Sezione, Sentenza n°. 9443 del 18.7.2000; I Sezione, Sentenza n°, 5050 del 25.5.1999; Cassazione Civile, Sentenza n°. 4296 del 3.3.2004; Cassazione Civile, II Sezione, Sentenza n°. 1394 del 23.1.2007; Consiglio di Stato, III sezione, decisione del 2.12.2003, Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, I sezione, Sentenza n°. 968 del 7.2.2007, Tribunale di Frosinone, Sezione di Anagni, Sentenza n°. 2 del 24.1.2006).
14)È irrilevante che nel verbale di contestazione sia indicata erroneamente la data di nascita del conducente, in quanto le irregolarità formali relative all’identificazione della persona non inficiano di nullità l’atto se non quando rendono assolutamente incerta la persona cui l’atto è rivolto (Pretore Bologna, Sentenza n°. 976 del 16.12.1992);
15)la mancata od errata indicazione della somma da pagare in misura ridotta non è comunque motivo di invalidità del verbale: in questo senso si sono espresse la Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 11215 del 14.10.1992 (“L’omissione dell’indicazione della somma da pagare in misura ridotta è del tutto priva di rilevanza ai fini della validità della contestazione”), la Sentenza n°. 2058 del 19.2.1992 (“L’indicazione della somma da pagare in misura ridotta costituisce una mera facoltà e non un obbligo dell’organo accertatore”), la Sentenza n°. 7840 del 21.7.1999 (“l’accertatore non ha alcun obbligo di dare avviso dell’importo esatto per estinguere il proprio obbligo) nonché le sentenze n°. 10081 del 15.10.1997, e n°. 6555 dell’11.5.2001;
16)L’omessa indicazione del responsabile del procedimento non è motivo di illegittimità del provvedimento dovendosi in tal caso ritenere che il responsabile è il dirigente dell’unità organizzativa competente (Consiglio di Stato, V sezione, Sentenza n°. 1662 del 29.3.2004; Consiglio di Stato, VI sezione, Sentenza n°. 6654 del 5.12.2002);
17)La notifica del verbale di accertamento è validamente eseguita qualora il trasgressore abbia rifiutato di ricevere copia del verbale di contestazione o di firmarlo (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 2943 del 203.1998; Cassazione Penale IV Sezione, sentenza del 14.1.1966; Cassazione Penale IV sezione, Sentenza del 16.12.1964; Cassazione Penale, IV Sezione, sentenza del 16.10.1967);
18)La circostanza che il funzionario abbia omesso di stendere sull’originale e sulla copia dell’atto la relazione di notifica costituisce una mera irregolarità (Cassazione Civile, I Sezione, sentenza 5849 del 23.6.1987; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 2099 del 13.3.1996, n°. 14005 del 27.9.2002, n°. 12320 del 6.7.2004 e n°. 23024 del 26.10.2006; Cassazione Civile, V Sezione, Sentenze n°. 6923 del 14.5.2002 e n°. 12010 del 22.5.2006;);
19)“In tema di infrazioni al codice della strada, alla notifica del verbale di accertamento eseguita da un appartenente alla polizia municipale, ai sensi del terzo comma dell'art. 201 cod. str., non si applicano le prescrizioni previste dagli artt. 106 e 107 del d.P.R. n. 1229 del 1959 che prevedono limiti di competenza territoriale, riferibili ai soli ufficiali giudiziari e non estensibili agli altri pubblici ufficiali che, volta per volta, la legge autorizza ad eseguire notificazioni, perché la loro competenza è disciplinata dall'ordinamento che li riguarda o dalle norme che li abilitano alla notifica - Corte di Cassazione, Sentenza n. 23588 del 15/09/2008 (In applicazione del principio, la S.C. ha escluso la nullità della notifica effettuata a mezzo posta da un appartenente alla polizia municipale, solo perché eseguita mediante la spedizione del plico da un ufficio postale ubicato in un comune diverso da quello cui appartiene l'organo notificatore).
20)rientra nei compiti della polizia municipale l’accertamento delle infrazioni al codice della strada consumate nel territorio comunale, anche se fuori dal centro abitato (Cassazione Civile, I Sezione, sentenza n°. 3019 dell’1.3.2002; Cassazione Civile, I Sezione; Sentenza n°. 11183 del 22.8.2001, Cassazione Civile Sentenza del 9.3.2006; Cassazione Civile, Sentenza 5199 del 7.3.2007);


IN ORDINE AI CARTELLI STRADALI
21)La differenza di dimensioni del cartello installato rispetto a quelle normativamente prescritte ha rilevanza “solo quando tale differenza sia tale da rendere il cartello inidoneo ad assolvere la funzione assegnatoli” (Sentenza n°. 9438 del 21.9.1998 della Corte di Cassazione)
22)I cartelli stradali debbono essere osservati da tutti gli utenti della strada, senza possibilità da parte loro di censurarne la legittimità; ciò sia perché gli atti amministrativi debbono presumersi legittimi e sono dotati forza esecutiva, sia per evitare che l’altrui affidamento nella legalità della segnaletica stradale generi situazioni di pericolo (Cassazione Penale, IV sezione, sentenza n°. 10203 del 29 settembre 1987);
23)I segnali stradali debbono essere osservati anche se illegittimi (…) per evitare che l’altrui affidamento nella legittimità della segnalazione, generi situazioni di pericolo” (Cassazione Penale, V Sezione, Sentenza n°. 9584 del 20.10.1982; Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 10076 del 27.9.1986);
24)L’art. 77, comma sette del regolamento del codice della strada non prevede che l’omissione delle indicazioni formali sul retro del cartello esima l’utente dall’obbligo di rispettare la prescrizione espressa dal segnale. Quelle indicazioni hanno infatti lo scopo di consentire agli stessi organi della pubblica amministrazione di controllare la regolarità della fabbricazione e della collocazione del segnale e di rimuovere quelli apposti da soggetti che siano privi del relativo potere o che lo abbiano esercitato in violazione delle disposizioni che ne fissano le modalità di esercizio (Cassazione Civile, III Sezione, sentenza n°. 6474 del 18.5.2000; Cassazione Civile, I sezione, Sentenza n°. 7125 del 29.3.2006, nonché Cass. Civ., sezione II, 6 marzo 2008, n. 6127, secondo cui “L’eventuale mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di apposizione, non determinava la illegittimità del segnale, e non esime l’utente della strada, dall’obbligo di rispettarne la prescrizione, non trattandosi di una difformità rispetto alla previsione normativa tale da rendere il cartello inidoneo a svolgere la funzione propria del segnale stradale, che è quella di rendere nota all’utente della strada la norma di condotta da osservare”.)

IN ORDINE ALLA CONTESTAZIONE IMMEDIATA
1)l’art. 384 del C.d.S. ha inteso ricomprendere “tra i casi di impossibilità di contestazione immediata (…) tutti quelli in cui in concreto il servizio sia stato organizzato in modo che il fermo del veicolo in tempo utile e nei modi regolamentari non sia possibile ovvero scevro da pericolo” (sentenza n°. 2494 del 14.12.2000 della I sezione della Corte di Cassazione ribadita dalla Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6065 del 21.3.2005), come appunto nel caso di specie, apprendo evidente che fermare un veicolo procedente a forte velocità è operazione che comporta comunque pericoli, tanto per il trasgressore quanto per gli agenti e gli altri automobilisti; inoltre “l’indicazione nel verbale – verificatesi nel caso di specie - di una delle ragioni tra quelle previste dalla lettera “e” dell’articolo 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada che rendono ammissibile la contestazione differita dell’infrazione rende ipso facto legittimo il verbale medesimo e la conseguente irrogazione della sanzione” (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 11512 del 17.5.2007).
2)L’organizzazione del servizio di accertamento da parte della P.A. e la scelta se fermare o no i veicoli in sicurezza sono discrezionali e non possono essere oggetto di contestazione (sentenze n°.17361 del 25.6.2008, 19032 del 10/07/2008 11512 del 17.5.2007, 24355 del 15.11.2006, 16458 del 18.7.2006, 1752 del 27.1.2006, 9222 del 4.5.2005, 6065 del 21.3.2005 n°. 6851 del 7.4.2004, 4048 del 21.3.2002, 9441 del 12.7.2001, 9438 del 12.7.2001, 7103 del 25.5.2001 della I sezione della Corte di Cassazione) né è consentito un apprezzamento in ordine alla concreta organizzazione del servizio (Cassazione 17361 del 25.6.2008, 16713 del 7.11.2003, 16143 del 2.8.2005);
3)Anche se il tratto di strada non è ricompreso tra quelli individuati da un'ordinanza del Prefetto e la violazione non è contestata immediatamente, è valido il verbale di accertamento di un'infrazione rilevata mediante autovelox se l'apparecchiatura in uso consente la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti: lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 10156 del 30 aprile 2009).

IN ORDINE AGLI AUTOVELOX E AI TELELASER
4)L’efficacia probatoria dello strumento rilevatore della velocità dei veicoli (autovelox) perdura sino a quando risultino accertati nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, inconvenienti ostativi al regolare funzionamento dello strumento stesso (Cassazione Civile, sentenza n°. 9441 del 12.7.2001, 15324 del 5.7.2006, 17361 del 25.6.2008);
5)L’organo accertatore non deve compilare due distinti verbali – uno di accertamento ed uno di contestazione dell’illecito – ma ai sensi dell’art. 385 del Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada, compila un unico verbale (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 6634 del 9.5.2002);
6)La fonte principale di prova delle risultanze dello strumento elettronico è costituita dal negativo della fotografia, documento che individua con certezza il veicolo e ne consente il riferimento alle circostanze di fatto, tempo e logo indicate, con la conseguenza che la successiva fase di sviluppo e stampa del negativo stesso rappresenta un’attività meramente materiale e strumentale cui non deve necessariamente attendere né presenziare il pubblico ufficiale rilevatore dell’infrazione, ovvero uno degli altri soggetti indicati nell’art. 12 del codice della strada (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 16713 del 7.11.2003);
7)Nel caso di infrazioni al codice della strada per eccesso di velocità, accertate a mezzo di apparecchiature elettroniche, l'assistenza tecnica di un privato operatore, limitata all'installazione ed all'impostazione dell'apparecchiatura secondo le indicazioni del pubblico ufficiale, non interferisce sull'attività di accertamento poi direttamente svolta da quest'ultimo ed, anzi, offre agli utenti della strada nei confronti dei quali è effettuato il controllo una più sicura garanzia di precisione nel funzionamento degli strumenti di rilevazione ove tenuti sotto sorveglianza da parte di personale tecnico specializzato. Nessuna violazione, quindi, sussiste al principio che riserva ai pubblici ufficiali i servizi di polizia stradale in generale (art. 11 e 12 cod. str.) ed in particolare la gestione delle apparecchiature elettroniche per l'accertamento delle infrazioni (art. 345 comma quarto, reg. esec. cod. str.) – Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 22816 del 09/09/2008 (Rv. 604652)
L’apparecchiatura telelaser costituisce una legittima fonte di prova qualora corredata delle dichiarazioni degli agenti accertatori (Sentenza n°. 15466/2002 della Prima Sezione della Corte di Cassazione, Cassazione Civile, II Sezione, Sentenza 9 febbraio 2009, n. 3240) né vi è alcuna necessità che l’accertamento sia supportato da documentazione fotografica dell’accertamento dell’infrazione (Cassazione Civile, II Sezione, Sentenza 9 febbraio 2009, n. 3240; Sentenza 19 gennaio 2009, n. 1206, Sez. 2, Sentenza n. 1889 del 28/01/2008, Sentenza n°. 17658 del 26.5.2006, Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 5873 del 24.3.2004; Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 10895 del 23.3.2005; Cassazione Civile, II Sezione, Sentenza n°. 1835 del 16.12.2005; Cassazione Civile, Sentenza n°. 26629 del 28.10.2005); né (Sentenza n. 9950 del 26/04/2007) la scadenza del termine di omologazione previsto per il modello di apparecchiatura utilizzato dagli agenti accertatori non rende di per sè illegittimo l'accertamento eseguito con il predetto macchinario dopo la scadenza di tale termine, purchè la singola apparecchiatura abbia mantenuto la sua funzionalità, in quanto il termine di durata della omologazione serve solo ad individuare l'arco di tempo nel quale le apparecchiature possono continuare ad essere commercializzate dal costruttore e non incide sull'utilizzabilità, dopo la scadenza del termine, delle apparecchiature già esistenti da parte degli organi operativi che ne siano dotati.
9)La normativa non richiede che il verbale di contestazione riporti anche i dati dell’omologazione ministeriale; la Corte di Cassazione (sentenza n°. 5889 del 24.3.2004 e sentenza 15324 del 5.7.2006) ha inoltre precisato che non occorre l’omologazione del singolo esemplare di autovelox ma solo del singolo modello; inoltre il termine di validità dell’omologazione non impedisce l’utilizzo dell’apparecchiatura dopo la scadenza del termine stesso ma solo la sua commercializzazione (Cassazione sentenza 17361 del 25.6.2008 e n. 9950 del 26/04/2007).
10)In tema di controllo della velocità dei veicoli a mezzo di apparecchi meccanici da parte di agenti di polizia è legittimo l’uso attuale dell’autovelox il quale non essendo un impianto di telecomunicazione non è sottoposto, prima di essere adottato, all’autorizzazione del Ministero delle Poste (Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 1553 del 26.2.1981; Giudice di Pace di Santhià (VC), sentenza del 13.1.2001);

IN ORDINE ALLE NORME DI COMPORTAMENTO
11)Con riguardo ad infrazione amministrativa, un comportamento od una prassi di mera tolleranza da parte della P.A. non possono essere invocati come esimente, né sotto il profilo del difetto di coscienza e volontarietà dell’azione (art. 3, comma 1 l. 689/81), il quale ricorre solo in presenza di azioni non dominabili dalla sfera psichica dell’agente, né sotto il profilo dell’errore incolpevole (comma 2 del citato articolo 3), mancando i requisiti della scusabilità ed inevitabilità dell’errore medesimo (Cassazione, sezione Lavoro, Sentenza n°. 14168 del 2.10.2002; conformi Cassazione, n°. 657 del 25.1.1999 e n°. 10606 del 26.10.1998).
12)Il repentino arresto del veicolo che precede costituisce non un fatto straordinario ed eccezionale ma una circostanza ben prevedibile da parte del conducente del mezzo che segue, il quale pertanto deve adeguare la propria condotta di guida all’eventuale situazione di pericolo derivante dal verificarsi della predetta circostanza (Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 9612 del 14.9.1991).
13)Il conducente che si avvale della c.d. precedenza di fatto risponde delle conseguenze dannose eziologicamente collegabili alla sua condotta di guida per essere risultato errato il calcolo da lui ipotizzato della sua priorità temporale rispetto all’altro veicolo sopraggiungente (Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 11822 del 10.12.1992)
14)La precedenza di fatto non può essere invocata in caso di collisione, costituendo questa la prova dell’errore di valutazione delle circostanze di tempo e di luogo e quindi della colpa del conducente che abbia inteso fruire della precedenza medesima (Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 9615 del 14.9.1991).
15)Il comportamento scorretto del conducente favorito dalla precedenza non fa venire meno la responsabilità del conducente tenuto a dare la precedenza (Giudice di Pace di Torino, sentenza del1’1.6.1997, IV Sezione della Cassazione Penale, sentenza n°. 6247 del 26.4.1989 e n°. 10821 del 19.11.1985, Pretura civile di Taranto, sentenza del 28.8.1984);
16)La manovra di retromarcia, in quanto pone in essere una situazione di particolare pericolosità, esige una speciale solerzia ed attività da parte del conducente, il quale non è tenuto solo ad accertarsi che, da tergo, il campo stradale sia libero, ma anche che il veicolo possa essere spostato dalla posizione in cui si trova senza pericolo per alcuno (Cassazione Penale, IV sezione, Sentenza n°. 14434 de 6 novembre 1990);
17)La manovra di retromarcia deve essere eseguita con l’uso di massima attenzione e prudenza con obbligo da parte del conducente di dominare visivamente gli spazi retrostanti con qualsiasi mezzo, ivi compreso l’ausilio di altra persona la quale situata in posizione tale a poter ispezionare tutta la strada, segnali tempestivamente ogni situazione di pericolo. Ne consegue che ove, per particolarità del caso, ogni misura prudenziale dovesse risultare insufficiente oppure non adottabile, al conducente si impone l’obbligo di rinunciare alla manovra de qua, piuttosto che mettere a repentaglio la incolumità di terzi (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 3635 del 17.6.1985) e in ogni caso di dare la precedenza ai veicoli in marcia normale (Cassazione Civile, Sentenza 21059 del 28.9.2006);
18)la distanza di sicurezza dei veicoli deve essere commisurata oltre che (tra l’altro) alla velocità e alle condizioni del traffico anche ad ogni altra circostanza influente (Cassazione Penale IV Sez. Sentenza 13270 del 20.10.1990);
19)Le norme sulla disciplina della circolazione stradale devono trovare piena applicazione anche su strada o spiazzo privato frequentati da un numero indistinto e più o meno rilevante di persone, concretandosi in tal caso una situazione di fatto del tutto corrispondente all’uso pubblico che diventa preminente rispetto alla natura privata dello spiazzo (Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 7671 del 29.9.1983);
1)L’applicabilità delle norme sulla circolazione stradale sussiste sia che questa si svolga su area pubblica sia che si svolga su area privata (Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n°. 646 del 16.1.1979);
2)Con riguardo ai parcheggi custoditi in cui il tempo di sosta sia regolato da parchimetro (…) il comportamento dell’utente che non provveda a mettere in funzione detto dispositivo, è legittimamente sanzionato con pena pecuniaria amministrativa, non in quanto mancato versamento del corrispettivo della custodia, che integra un mero inadempimento del rapporto privatistico con chi svolge il relativo servizio, bensì per l’inosservanza delle indicate prescrizioni impartite dall’autorità per l’uso dell’area comunale a tutela degli interessi generali sulla sosta dei veicoli e sul relativo controllo (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°. 3635 del 17.6.1985
3)In tema di parcheggio custodito e a tempo limitato coesistono una situazione concernente il servizio di custodia (la cui prestazione trova il corrispettivo nella somma da pagasi secondo l’importo – orario predeterminato), ed una situazione concernente la disciplina della circolazione, attuata con la determinazione delle aree da destinarsi a parcheggio dei veicoli e dei tempi di permanenza (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza n°, 3848 del 18.6.1990 nonché Sez. 2, Sentenza n. 22036 del 02/09/2008 secondo cui “Il codice della strada definisce "sosta" la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente ex art. 157, comma 1, lett. c) - e "parcheggio" l'area o l'infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli (art. 3, comma 1, n. 34). Il parcheggio o la sosta dei veicoli che il sindaco può "vietare o limitare o subordinare al pagamento" - "ex" artt. 7, comma 1, lett. a) e 6 comma 4, lett. d) - si distinguono conseguentemente tra loro solo per l'elemento topografico della sosta dei veicoli (nel primo caso, avviene in un'area esterna alla carreggiata, specificamente a ciò adibita, e nel secondo, in aree poste all'interno della carreggiata) e non anche per la durata della loro protrazione nel tempo. Ne deriva che la sosta in parcheggio, al pari di quella all'esterno di essa, rientrano entrambe nella previsione dell'art. 157, comma 6 cod. str. E qualora esse siano state subordinate al pagamento di una somma di denaro, non si sottraggono all'operatività della sanzione pecuniaria di cui al comma 15 dell'art. 7 cod. strada. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato la sentenza del G.d.P. che aveva affermato che nessuna norma prevede l'irrogazione di una sanzione amministrativa per effetto del mancato pagamento del parcheggio).
4)Ai fini della definizione come marciapiede di una parte della strada, deve essere presa in considerazione l’effettiva utilizzazione del suolo quale componente del sistema viario destinata alla circolazione dei pedoni (Cassazione Civile, I Sezione, Sentenza 2340 del 2.2.2006) e la delimitazione di una parte delimitata della strada ai fini del passaggio pedonale (Cassazione Civile, I sezione, sentenza 17579 del 31.8.2005); nella fattispecie non vi sono dubbi che la frazione di strada in questione debba considerarsi, su tali basi, come marciapiede;
5)La collocazione di cartelli pubblicitari su autocarro in sosta per più giorni su area privata in vista di strada pubblica è riconducibile alla previsione del Decreto Legislativo 285 del 1992, articolo 23, comma 4 (Cassazione Civile, Sentenza 13842 del 13.6.2007);
6)l’esecuzione di un trasloco senza l’autorizzazione comunale prevista dall’art. 21 C.d.S. costituisce illecito amministrativo in quanto l’attività da svolgere determina l’occupazione di suolo pubblico e può mettere in pericolo la sicurezza collettiva (cfr. Cass. civ. n. 1468 del 23/01/2008): nel caso di specie, stando alle controdeduzioni del Comando le operazioni di trasloco operata dal ricorrente avevano bloccato la circolazione;
7)Nel caso di incidente stradale le violazioni delle norme del codice della Strada non possono essere contestate immediate in quanto l’individuazione delle responsabilità deriva dall’analisi dei rilievi e delle eventuali testimonianze e dalla ricostruzione su tali basi della dinamica dell’incidente, operazioni che per loro natura non possono essere immediate (in questo senso: Sentenza n°. 100 del 25.5.2005 del Giudice di Pace di Gemona del Friuli; Sentenza del 27.7.2006 del Giudice di Pace di Taranto)

IN ORDINE ALLE SANZIONI ELEVATE A SOGGETTI TITOLARI DI CONTRASSEGNO INVALIDI.

L’art. 11 del D.P.R. 24.7.1996 n. 503 consente l’accesso alle Z.T.L. ai titolari di contrassegno purché l’accesso nella stessa Z.T .L. sia consentito anche ad una sola categoria di veicoli di pubblica utilità e, pertanto, anche quando l’accesso sia per i soli residenti;
Lo stesso articolo consente ai titolari di contrassegno di sostare anche dove vi è divieto purché la sosta non comporti un grave intralcio al traffico, intralcio nella fattispecie non verificatosi.
Inoltre secondo una lettera applicativa del 1979 del Ministero dei Trasporti i titolari che espongono il contrassegno sostano gratuitamente anche negli stalli a pagamento e non sono tenuti ad indicare l’orario di inizio sosta.

TARATURA DEGLI AUTOVELOX E DEI TELELASER.

La Cassazione ha affermato nelle sentenze 16757 del 27.7.2007 e nella sentenza 14566 del 21.6.2007 ha dichiarato “che la normativa europea non riguarda le apparecchiature di accertamento delle infrazioni per le quali è prevista la sola omologazione e non anche la periodica taratura con l’obbligo di attestazione della funzionalità” e che “nessuna disposizione normativa impone la taratura periodica o prima dell’uso della apparecchiature di rilevazione automatica della velocità”. Sempre la Corte di Cassazione ha dichiarato nella sentenza 17361 del 25.6.2008 che “le apparecchiature elettroniche utilizzate per rilevare le violazione dei limiti di velocità stabiliti come previsto dall’articolo 142 C.d.S. non devono essere sottoposti ai controlli previsti dalla legge 273/91 istitutiva del sistema nazionale di taratura. Tale sistema di controlli infatti attiene alla materia metrologica, diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è di competenza di autorità amministrative diverse rispetto a quelle pertinenti nel caso di specie”
Sempre la Cassazione ha affermato che "Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall'art. 142 codice della strada, non devono sottoposte ai controlli previsti dalla legge n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura. Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia cd metrologica, diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse. rispetto a quelle pertinenti al caso di specie (Cass. Civ., sez. II, n. 10337 del 5 maggio 2009)

VERBALI ELEVATI AI SENSI DELL’ARTICOLO 126 BIS.
I.sentenza 13478 del 12.6.2007 della Seconda Sezione della Corte di Cassazione: “il proprietario del veicolo, infatti, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti della Pubblica Amministrazione non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, one dell’eventuale incapacità di identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in guisa di non essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l’identità del conducente. L’elevato numero di mezzi in proprietà o dei dipendenti che ne usano non fa venire meno né tale dovere né esime dalle responsabilità in caso di inadempimento”.
II.Allo stesso modo, la Cassazione nella Sentenza n. 10786 del 24 aprile 2008 ha quindi ribadito che Il proprietario del veicolo (nel caso di specie, un’autoscuola) deve ottemperare all’invito di fornire informazioni sui dati personali e sulla patente di guida della persona cui ha affidato la conduzione del veicolo resasi responsabile di violazioni del codice della strada, e nel caso non possa o non voglia comunicare tali dati ne risponde.

Calcolo dei 150 giorni per la notifica del verbale.
I 150 giorni vadano calcolati riferendosi non al momento della ricezione dell’atto ma alla sua spedizione: in questo si esprimono la sentenza 477 del 2002 della Corte Costituzionale, secondo cui “gli effetti della notificazione a mezzo posta devono dunque essere ricollegati – per quanto riguarda il notificante – al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia la consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest’ultimo e dei suoi ausiliari (quale appunto l’agente postale) sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo” e che quindi il termine per la notifica dell’atto in questione va riferito alla consegna dell’atto medesimo all’agente postale e non al suo ricevimento da parte dell’interessato”, la Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 9357 del 11/06/2003 secondo cui “In tema di sanzioni amministrative e di notifica all'interessato degli estremi della violazione a norma dell'art. 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, a seguito della sopravvenuta declaratoria di illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 149 cod. proc. civ. e 4, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario (pronuncia la cui efficacia va affermata anche con riguardo ad atti compiuti in precedenza, ma la cui validità ed efficacia sia ancora oggetto di sindacato dopo la predetta sentenza), deve escludersi che eventuali vizi relativi alla fase di consegna del plico al destinatario da parte dell'agente postale possano incidere sull'efficacia della notificazione dell'atto di contestazione rispetto al notificante, tali vizi riguardando il compimento di atti sottratti "in toto" al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo”, la sentenza 10844 del 2003 della Corte di Cassazione che ha affermato che: “Va peraltro osservato che la Corte costituzionale, con la recente sentenza 26 novembre 2002, n. 477, con riferimento all'art. 4 della legge n. 890 del 1982, ha affermato il principio - valevole in ogni caso come regola ermeneutica - secondo il quale gli effetti della notificazione debbono essere ricollegati, per quanto riguarda il notificante, al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, essendo l'attività degli organi della notificazione sottratti alla sua sfera di disponibilità. Va parimenti osservato che già in precedenza le SS. UU. di questa Corte, con la sentenza 5 marzo 1996, n. 1729, a proposito della notifica a mezzo posta per compiuta giacenza, avevano scisso il momento dell'efficacia della notifica in relazione al notificante ed al notificando, ritenendo realizzato il primo con il deposito del piego presso l'ufficio postale. Ritiene questo collegio che il principio stabilito dalla su detta sentenza delle SS.UU. vada rettificato sulla base di quanto stabilito dalla citata sentenza della Corte costituzionale, affermandosi che anche nel caso previsto dall'art. 8 della legge n. 890 del 1982 gli effetti della notificazione - ove rituale in relazione al destinatario ed al luogo della notifica - per il notificante, si producono dal compimento delle formalità a lui imposte dalla legge. Ne deriva che ove, come in materia di notifica di verbali di accertamento di violazione del codice della strada, sia espressamente prevista la notifica a mezzo posta, secondo la relativa disciplina, l'Amministrazione notificante adempie ai suoi obblighi in proposito con il regolare avviamento della procedura di notifica a mezzo posta, così evitando ogni decadenza procedimentale”.
Il principio è stato quindi ribadito dalla 113 del 2004 secondo cui “…infine, sempre in pendenza del presente ricorso, la Corte costituzionale, con la recente sentenza n. 477 del 26 novembre 2002, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, per violazione degli artt. 3 e 24 Cost., "del combinato disposto dell'art. 149 del codice di procedura civile e dell'art. 4, comma terzo, della legge 20 novembre 1982 n. 890..., nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario" - che in tale ultima sentenza la Corte la Corte ha, tra l'altro, sottolineato che, "in ossequio ai richiamati principi costituzionali, gli effetti della notificazione a mezzo posta devono, dunque, essere ricollegati - per quanto riguarda il notificante - al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest'ultimo e dei suoi ausiliari (quale appunto l'agente postale) sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo"; e che "resta naturalmente fermo, per il destinatario, il principio del perfezionamento della notificazione solo alla data di ricezione dell'atto, attestata dall'avviso di ricevimento, con la conseguente decorrenza da quella stessa data di qualsiasi termine imposto al destinatario medesimo" (cfr. n. 3. 2. del Considerato in diritto);
(…) "combinando" gli effetti delle tre predette dichiarazioni di illegittimità costituzionale (dell'art. 8 commi 2 e 3 della legge n. 890 del 1982 e del combinato disposto degli artt. 149 cod. proc. civ. e 4 comma 3 della stessa legge n. 890 del 1982), ne consegue che, mentre gli effetti della notificazione, a mezzo del servizio postale, di un atto giudiziario o di un atto adottato dalle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1 del d. lgs. n. 29 del 1993 e successive modificazioni (cfr. art. 12 comma 1 della legge n. 890 del 1982, nel testo sostituito dall'art. 10 comma 5 della legge n. 265 del 1999) devono essere ricollegati, per il notificante, al momento della consegna dell'atto stesso all'ufficiale giudiziario o ad altro soggetto abilitato alla sua notificazione in base alla legge, per il destinatario, la notificazione si perfeziona decorsi dieci giorni dalla comunicazione al destinatario medesimo del compimento delle formalità previste dall'art. 8 comma 2 della legge n. 890 del 1982 - nel testo risultante a seguito della relativa dichiarazione di incostituzionalità - e del deposito del piego nell'ufficio postale; piego, che, a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 8 comma 3, deve restare comunque depositato nell'ufficio postale, a disposizione del destinatario stesso, sino die, a tutela della concreta possibilità di quest'ultimo di conoscere il contenuto dell'atto;
Ancora, la Sez. 5 della Cassazione nella Sentenza n. 1647 del 29/01/2004
ha affermato che “Dalla sentenza della Corte costituzionale n. 477 del 2002 - con la quale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 149 c.p.c. e dell'art. 4, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - , benché emessa in tema di notifica di atti giudiziari, deve trarsi il principio generale (in applicazione del criterio secondo il quale tra varie interpretazioni possibili va preferita quella che esclude dubbi di legittimità costituzionale per cui anche la notificazione degli avvisi di accertamento tributari si perfeziona per l’amministrazione al momento della spedizione dell’atto notificando e non della ricezione della stessa da parte del contribuente. Ne consegue, in tema di tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), che il termine per verificare la tempestività della notificazione dell'avviso di accertamento, spedito a mezzo posta ex art. 51, comma 3, del d.lgs. 16 novembre 1993, n. 507, coincide con la data di spedizione del plico e non con quella della sua ricezione da parte del contribuente”, principio senz’altro applicabile al caso di specie.
Sempre la Cassazione nella Sentenza n. 15298 del 10/06/2008 ha ribadito che “Il principio secondo cui gli effetti della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale si producono per il notificante al momento della consegna del piego all'ufficiale giudiziario (ovvero al personale del servizio postale) e per il destinatario al momento della ricezione, ha carattere generale e trova applicazione non solo con riferimento agli atti processuali, ma anche con riferimento agli atti d'imposizione tributaria. Ne consegue che è tempestiva la spedizione dell'avviso di rettifica effettuata prima dello spirare del termine di decadenza gravante sull'ufficio, a nulla rilevando che la consegna al destinatario sia avvenuta successivamente a tale scadenza”.
Quindi la Corte di Cassazione Civile sez. II nella sentenza del 18/12/2008 n. 29701
ha esplicitamente affermato che: “In materia di notifica di verbali di accertamento di violazioni del codice della strada, l'Amministrazione si avvalga del servizio postale, secondo la relativa disciplina, essa adempie ai suoi obblighi in proposito con il regolare avviamento della procedura di notifica a mezzo posta, con l'effetto che l'efficacia della notifica, nel caso in cui essa giunga a buon fine, decorrono dal momento della spedizione ( Cass. n. 113 del 2004; Cass. n. 10844 del 2003; Cass, n. 3008 del 2004). L'applicazione della regola in ordine alla scissione del momento di efficacia della notificazione per il notificante ed il destinatario dell'atto si estende anche alla notificazione del verbale di accertamento della violazione del codice della strada in ragione dell'espresso rinvio operato dall'art. 201 C.d.S., comma 3, alle modalità previste dal codice civile per la notificazione degli atti, rinvio il cui contenuto va esteso alla complessiva disciplina prevista dal codice di rito per la notificazione”.
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E conosceva le idee di Di Blasi in proposito. Ma ci sono tante belle idee che corrono per il mondo, solo che il verso delle cose è un altro, violento e disperato (Leonardo Sciascia, Il consiglio di Egitto, 1963)
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pacotom



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MessaggioInviato: Mer 27 Mag 2009 - 9:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Mi era sfuggito, ogni tanto mi faccio un giro di ricognizione. Complimenti, stan, bel lavoro e mi sembra strano che nessuno abbia mostrato interesse, sono tutte massime abbastanza significative e su argomenti che ricorrono frequentemente. Wink
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Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare...
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stanley kubrick



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MessaggioInviato: Mer 27 Mag 2009 - 4:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

pacotom ha scritto:
Mi era sfuggito, ogni tanto mi faccio un giro di ricognizione. Complimenti, stan, bel lavoro e mi sembra strano che nessuno abbia mostrato interesse, sono tutte massime abbastanza significative e su argomenti che ricorrono frequentemente. Wink


I "Fratelli Caponi" ed il loro assistente "sir Biss" hanno definito il tutto come (riporto testualmente):
"...questo rappresenta la metodologia di chi artatatamente e soprattutto mistificatoria di chi intenzionalmente, ed in maniera per nulla seria intende far ascoltare solo le sue ragioni."

Non chiedetemi cosa diavolo abbia(NO) voluto dire, d'altro canto, da quelle parti è così che "parlano"...
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"Diciamo che siamo arrivati ad un livello tale di criminalità e malaffare che oramai anche la mafia subisce le pesanti infiltrazioni della politica"
Montalbano (quello di comuni.it) - Ipse dixit


L'ultima modifica di stanley kubrick il Mer 27 Mag 2009 - 7:00 pm, modificato 1 volta
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mingus



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MessaggioInviato: Mer 27 Mag 2009 - 4:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

...come nessuno abbia dimostrato interesse!!in barba al diritto d'autore, Laughing l'ho copiato, incollato in word e data copia ai miei ragazzi!

dimanticavo Grazie Stan! Wink
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"la gente dovrebbe sapere che noi dei Clash siamo anti-fascisti, contro la violenza, siamo anti-razzisti e per la creatività. Noi siamo contro l'ignoranza". Joe Strummer
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Samurai



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MessaggioInviato: Mer 27 Mag 2009 - 6:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

IDEM!!!! è in chiavetta!!! Wink
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delusa



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MessaggioInviato: Gio 28 Mag 2009 - 8:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Qualche sentenza per errata indicazione del comma?
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stanislaw



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MessaggioInviato: Ven 29 Mag 2009 - 9:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per quanto riguarda l'errata indicazione del comma, la vedo dura. E' vero che è sufficiente che un verbale raggiunga il suo scopo per essere valido (sintetizzo) e che secondo alcuni la descrizione dell'infrazione è sufficiente, ma è anche vero che non vedo come un verbale possa raggiungere il suo scopo indicando una norma sbagliata o inesistente. Io non posso - e non devo - indovinare quello che forse la P.A. voleva dire in realtà. Il verbale con il comma sbagliato o inesistente è da annullare (e io li ho sempre annullati) e non mi pare che ci sia giurisprudenza che invece lo consenta.
Già che ci sono altre due sentenzine:
1) Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23999 del 19/11/2007 “In tema di sanzioni amministrative applicate per violazioni al codice della strada, il verbale di accertamento di un infrazione al codice della strada cui consegue la decurtazione dei punti sulla patente non è immediatamente impugnabile con riferimento al punto "de quo", in quanto esso non contiene un provvedimento irrogativo di sanzione amministrativa, ma solo un preavviso di quella specifica conseguenza della futura ed eventuale definitività del provvedimento. La decurtazione dei punti dalla patente, infatti, viene irrogata ai sensi dell'art. 126 bis codice della strada, come modificato dall' art. 44 del d.l. n. 262 del 2006 convertito con modifiche dalla legge n. 286 del 2006, dall'autorità centrale preposta all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, all'esito della segnalazione conseguente alla definizione della contestazione relativa all'infrazione che la comporta.

Cioè: indicare in modo sbagliato i punti o non indicarli o addirittura fare un riferimento ai punti da sottrarre al proprietario del veicolo non invalida il verbale.

2)Sez. 2, Sentenza n. 2243 del 30/01/2008
7In tema di sanzioni amministrative conseguenti al superamento dei limiti di velocità accertato mediante "autovelox", l'omissione della contestazione immediata è direttamente consentita dall'art. 4, comma 4, del d.l. n. 121 del 2002, (convertito nella legge n. 168 del 2002) sicchè, al fine di garantire il diritto di difesa dell'autore dell'infrazione, è sufficiente che nel verbale di contestazione vengano richiamati gli estremi del decreto prefettizio (di cui non è necessaria l'allegazione) autorizzativo della contestazione differita, potendo il destinatario del verbale ottenere ogni utile informazione con l'esercizio del diritto di accesso alla documentazione amministrativa garantito dall'art. 22 della legge n. 241 del 1990.

Quanto a Stanley, presumo che Silvio di Egidio contestasse la presunta parzialità della raccolta (peraltro mai detto che è completa o che tutte le sentenze appartengono a giurisprudenza consolidata); quello che vorrei far capire - a lui, come a vito, come a chiunque - è che la giurisprudenza non è nè buona, nè cattiva e va semplicemente conosciuta. Perché se non la conosci non puoi replicare e dimostrare - se ci riesci - che non si applica nel caso di specie. O convincere il giudice a non seguirla. Comportandosi negandola sic et simpliciter o ignorandola è come attaccare frontalmente una mitragliatrice con la cavalleria (ho rivisto l'ultimo samurai): una cosa poco intelligente da fare, sempre che chi sta dietro quella mitragliatrice la sappia usare...
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TheDevil



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MessaggioInviato: Sab 30 Mag 2009 - 4:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

stanislaw ha scritto:
Per quanto riguarda l'errata indicazione del comma, la vedo dura.
.....

Ti sarei oltremodo grato se mi volessi far conoscere la tua opinione su questo mio intervento.
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drewsen



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MessaggioInviato: Sab 30 Mag 2009 - 4:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

delusa ha scritto:
Qualche sentenza per errata indicazione del comma?
pensa che non è nemmeno necessario indicare l'articolo, figuriamoci il comma
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...speriamo che almeno sirchia non mi museruoli....

...povero sirchia, hanno museruolato lui....

...non preoccupatevi, mi automuseruolerò a 3333...

...mi sa che ho sbranato la museruola...
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Kunta Kinte®



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MessaggioInviato: Sab 30 Mag 2009 - 5:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

drewsen ha scritto:
delusa ha scritto:
Qualche sentenza per errata indicazione del comma?
pensa che non è nemmeno necessario indicare l'articolo, figuriamoci il comma


Allora ricordavo bene........ho letto (anni fa) una sentenza della cassazione che in sostanza diceva che "pur indicando l'articolo errato il verbale si ritiene esatto qualora venga DETTAGLIATAMENTE spiegata la violazione commessa"

Ora bisognerebbe rintracciare la sentenza.
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TheDevil



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MessaggioInviato: Sab 30 Mag 2009 - 6:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Kunta Kinte® ha scritto:
Ora bisognerebbe rintracciare la sentenza.

Potrebbe essere la sentenza n. 6621 del 18 luglio 1997.

Stralcio:
4. Con il secondo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione sotto altro profilo dell'art. 18 della legge n. 689 del 1981, nonche' dell'art. 14 della stessa legge.
L'ordinanza-ingiunzione erroneamente sarebbe stata ritenuta illegittima perche' in motivazione erano stati indicati come elementi di fatto della trasgressione motivi non appartenenti al terzo comma, ma al primo comma dell'art. 141 c.d.s.
L'obbligo della contestazione della violazione, prescritto dall'art. 14 della legge 24 novembre 1981 n. 689, a tutela del diritto di difesa del trasgressore, deve ritenersi osservato pure in presenza, nel relativo verbale, di errori (od omissioni), circa la individuazione della norma di legge, applicabile, poi emendati con il provvedimento irrogativo della sanzione pecuniaria (emesso per fatti inclusi in quelli contestati), ove non risulti che gli errori medesimi abbiano in concreto implicato un pregiudizio del suddetto diritto dell'intimato, in relazione alle facolta' accordategli dagli artt. 16 e 18 della citata legge (pagamento in misura ridotta, richiesta di essere ascoltato e produzione di documenti prima della ordinanza-ingiunzione).
In tal senso si era espressa la Corte di Cassazione.
4.1. Anche questo motivo è fondato.
Il Pretore ha rilevato una insanabile contraddittorieta' della contestazione dell'infrazione operata dai verbalizzanti perche' questi avevano contestato al XXXXX la violazione dell'art. 141, comma 3, c.d.s., che sanziona specifici comportamenti di eccesso di velocita' in presenza di circostanze tipizzate (eccesso di velocita' nelle curve, in prossimita' di intersezioni, di scuole ecc.), mentre nella parte espositiva avevano specificato motivi non appartenenti al comma terzo, ma al comma primo dell'art. 141, diretto a sanzionare, con una norma generica, qualsivoglia generico comportamento latu sensu imprudente del conducente.
Ora, a prescindere dal fatto che l'errore nell'indicazione della norma di legge applicabile puo', a certe condizioni, non incidere sulla validita' della contestazione (Cass. 23 gennaio 1990, n. 352), va osservato che nella specie non era configurabile la contraddizione rilevata dal Pretore.
Invero, dalla narrativa della sentenza impugnata si ricava che i Carabinieri avevano accertato l'infrazione perche' il XXXXX "percorreva un tratto di strada in curva a velocita' non commisurata alle condizioni della strada e tale da costituire pericolo per la circolazione".
Poiche' il terzo comma dell'art. 141 citato prescrive che il conducente deve regolare la velocita', tra l'altro, nelle curve, ricorreva una delle circostanze tipizzate menzionate dal Pretore, sicche' correttamente la contestazione era stata formulata con riferimento al terzo comma dell'art. 141.
Deve, pertanto, escludersi l'irregolarita' della contestazione rilevata dal Pretore.
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stanislaw



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MessaggioInviato: Sab 30 Mag 2009 - 8:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Attenzione: è la Cassazione stessa a ricordare come solo a certe condizioni l'errata indicazione della norma non rileva; ipotesi che sono assimilabili all'errore materiale non rilevante quando sia immediatamente ricnoscibile e comunque non impedisca di comprendere la violazione attribuita e soprattutto di esercitare il proprio diritto di difesa.
Ma se mi arriva un verbale, non contestato immediatamente, con un comma inesistente o in cui mi si contesta un comportamento con un comma - o peggio un articolo - che non fa riferimento a quel comportamento (ad esempio, in materia di velocità) io come faccio a sapere qual è il comportamento che mi viene contestato? Quello indicato dall'articolo o quello descritto? Vado a tentativo? E se il redattore del verbale avesse sbagliato ad indicare non il comma ma il comportamento (cosa possibile soprattutto con verbali meccanizzati)? Come posso esercitare le mie difese se non so con sicurezza assoluta da cosa mi devo difendere. L'indicazione errata del comma o dell'articolo, mi permetto di ritenere, salvo casi residuali, rende invalido il verbale.
Per Devil: sinceramente non ho capito la domanda. Vuoi sapere come la penso su quante sanzioni vanno contestate o su come si deve applicare il 180?
_________________
E conosceva le idee di Di Blasi in proposito. Ma ci sono tante belle idee che corrono per il mondo, solo che il verso delle cose è un altro, violento e disperato (Leonardo Sciascia, Il consiglio di Egitto, 1963)
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vitto il critico



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MessaggioInviato: Dom 31 Mag 2009 - 11:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
.....L’art. 11 del D.P.R. 24.7.1996 n. 503.........
Lo stesso articolo consente ai titolari di contrassegno di sostare anche dove vi è divieto purché la sosta non comporti un grave intralcio al traffico, intralcio nella fattispecie non verificatosi......


In curva e nelle intersezioni anche ?
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drewsen



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MessaggioInviato: Lun 01 Giu 2009 - 12:57 am    Oggetto: Rispondi citando

stanislaw ha scritto:
Come posso esercitare le mie difese se non so con sicurezza assoluta da cosa mi devo difendere. L'indicazione errata del comma o dell'articolo, mi permetto di ritenere, salvo casi residuali, rende invalido il verbale.
Appunto, lo dici tu stesso, e lo ha scritto pure la cassazione. Come per qualunque altro errore, la nullità del verbale non è automatica, ma c'è solo se IN CONCRETO pregiudica il diritto di difesa. Nulla di nuovo.
_________________
...speriamo che almeno sirchia non mi museruoli....

...povero sirchia, hanno museruolato lui....

...non preoccupatevi, mi automuseruolerò a 3333...

...mi sa che ho sbranato la museruola...
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