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RESPONSABILITA' PER L'ILLEGITTIMO ANNULLAMENTO DELLE MULTE

 
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Autore Messaggio
EMI



Registrato: 24/10/02 15:15
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic 2002 - 4:47 pm    Oggetto: RESPONSABILITA' PER L'ILLEGITTIMO ANNULLAMENTO DELLE MULTE Rispondi citando

Ciao a tutti i partecipanti al Forum e soprattutto grazie alla vostra disponibilità.
Detto questo vi pongo un nuovo quesito.
FATTO
Multe archiviate illegittimamente, considerando:
*che le multe sono rappresentate dal semplice preavviso di contestazione, utilizzato nei casi di infrazione in assenza del trasgressore;
*che il sopra citato preavviso viene semplicemente depennato, senza essere inserito nel computer o registrato in alcuna altra maniera (ovviamente il preavviso è numerato e inserito una una bolletta la cui esistenza è certificata da un apposito registro cartaceo);
DOMANDA
Si, è commesso un reato?
Chi è il responsabile? Il comandante?
Il vigile intestatario del preavviso annullato illegittimamente, è responsabile? e se si tratta di un agente a tempo determinato?

Grazie per la collaborazione, e AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI. Question
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marcus



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MessaggioInviato: Gio 12 Dic 2002 - 9:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Al volo ti dico che esiste reato solo nel caso l'archiviazione sia fatta per favorire il trasgressore.
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batmanroma



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Messaggi: 19722
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio 12 Dic 2002 - 9:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Confermo. Se ti sei accorto che in quella via non esiste un divieto e hai commesso un errrore nel sanzionare un veicolo, puoi benissimo eliminare il preavviso anche con una relazione id servizio.
Ma dalla tua domanda temo che il problema non è così semplice. Vero? Confused
_________________
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EMI



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Messaggi: 8

MessaggioInviato: Ven 13 Dic 2002 - 12:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Innanzi tutto grazie per la risposta.
Si qui in effetti il problema è più grave.
Infatti il riferimento è ad un tot di multe che si ipotizzano essere state archiviate arbitrariamente, senza seguire le procedure previste dalla legge.
Quindi il problema era, in primis, capire se la trascrizione, sul fronte della bolletta, di diciture "archiviata" o "da archiviare", seguita da una mancata archiviazione, sia idonea a configurare una ipotesi di reato. Questo in relazione al fatto che si sta parlando di un preavviso la cui esistenza non è prevista e regolata dalla legge.
Il secondo problema è capire chi ne risponde. Il responsabile dell'ufficio o l'addetto all'archiviazione, ma nei comuni piccoli questa figura spesso manca.
Grazie ancora per la collaborazione.
Emi.
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vitto il critico



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MessaggioInviato: Ven 13 Dic 2002 - 12:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

il preavviso non è altro che un'annotazione che l'agente fa nell'accertare una violazione. ha inoltre la dupilce veste d'atto di cortesia per far risparmiare al trasgressore le spese di spedizione e notifica.
E' pur vero che con l'informatizazione di tutto ci siamo complicati la vita nel vler numerare ed informatizzare le " bollette".
se consultate il sito del mininterno, a riguardo c'e' un'interessante nota in merito ai preavvisi, dove viene lasciata una discreta possibilità di gestire i suddetti da parte dell'accertatore.

La mia idea è qs:

l'omissione d'atti d'ufficio puo' essere riconducibile all'illegittimo modo di archiviare un atto perfetto dell'amministrazione quale il verbale di contestazione;
il non intervenire in una situazione iche potrebbe configurare un reato;

ed esplicitamente - quindii attenzione - al non fare cio' che per ufficio si chiede di fare da parte del cittadino per iscritto ENTRO I 30 GG. dalla richiesta.

saluti
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marcus



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MessaggioInviato: Ven 13 Dic 2002 - 10:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

A mio parere potrebbe sussistere il 323 cp, abuso d'ufficio, se esiste la volantà di procurare vantaggio a favore di qualcuno, altrimente si tratta di una mera irregolarità amministrativa. Il problema non sta in quello che è scritto sulle bollette, ma se quello che è scritto sulle bollette è GIUSTO o se è stato scritto per favorire il trasgressore.
Es. Mi accorgo che non corrisponde la targa con il modello di veicolo annotati nel preavviso, quindi GIUSTAMENTE non procedo ulteriormente.
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Natale Carelli



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MessaggioInviato: Sab 14 Dic 2002 - 3:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusate, mi intrometto.
Perchè farsi mille domande e mille perchè!
se hai "qualche" sospetto o sospettone, faresti bene a bussare alla porta del Magistrato della tua città.
<Dottore, mi scusi, ho il sospetto che presso il mio Comando facciano cose che non dovrebbero ..........>
Ti posso garantire che hanno la pazienza di ascoltarti.
Poi sarà lui a consigliarti.
Questa è una strada.
La seconda è come quella che ho visto: una mattina l'Agente dopo aver fotocopiato i rapporti di servizio giornalieri, trascorso un tempo x si è presentato all'Ufficio verbali accompagnato da un amico Avvocato chiedendo ufficialmente l'iter che hanno subito gli avvisi n. .......
La terza è quella "che io consiglio" di conferire con il Comandante o Responsabile ricordandogli che i bigliettini sono sempre atti di P.G. in quanto vi sono impressi dei dati rilevanti: giorno, mese, anno, ora, luogo e motivazione con tanto di firma dell'Agente. Non sottovalutiamo il "preavviso".
Dopo questo incontro deciderai come comportarti. Se recarti direttamente in Procura o inoltrare una informativa o altro.
Poi perchè questo "archiviare ?" perchè vi sono errori? o il colore giallo e diventato colore cocuzza? o altri errori ?
Rilassiamoci e parliamone.
Con amicizia.
_________________
Natale Carelli - Pusiano (CO)
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barbagianni2002



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MessaggioInviato: Dom 15 Dic 2002 - 11:52 am    Oggetto: Rispondi citando

concordo con carelli
penso anch'io che il comportamento più saggio sia quello di conferire direttamente con il comandante o con il responsabile dell'ufficio verbali e dell'elaborazione dei preavvissi nei casi in cui è stato individuato.
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EMI



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MessaggioInviato: Dom 15 Dic 2002 - 9:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche io sono del parere che per risolvere questi inghippi, la soluzione migliore è parlarne, magari con il Comandande o con il responsabile dell'ufficio. Discuterne è sempre la cosa migliore.
Ritengo, in ogni caso che a prescindere dalla situazione concreta, è sempre bene capire e comprendere i meccanismi e i rischi che si incorrono.
La finalità del mio messaggio era proprio quella di comprendere ciò che gira attorno al problema dell'irregolarità dell'archiviazione.
Premesso questo, vorrei rispondere a Carelli che ringrazio sin da ora per essere intervenuto.
L'archiviazione può avere le giustificazioni più varie, le quali possono partire dalla necessità di corregge un errore.
Però se il preavviso è considerato un atto pubblico, perchè redatto da un pubblico ufficiale, la sua alterazione potrebbe integrare anche il reato di falso materiale in atto pubblico.
Se questo è vero allora ogni volta che si compila un preavviso dovremmo fare molta attenzione. Una volta scritto, errore o non errore, non si potrebbe più intervenire sullo stesso, se non seguendo aventuali procedure previste dalla legge; ma se la legge non prevede il preavviso, non potrà neanche regolare tutte quelle possibili situazioni che possono sorgere attorno ad esso. Non trovate? (E' una semplice riflessione che potrebbe essere fondata semplicemente sulla mia "ignoranza").
E poi c'è il problema delle responsabilità. Come vi esponevo nel mio primo messaggio.
Ciao a tutti.
Emi.
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barbagianni2002



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MessaggioInviato: Dom 15 Dic 2002 - 11:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

bisogna lavorare prestando molta attenzione a quello che si fa cercando di fare del nostro meglio.
il fatto di essere attaccati alla nostra attività quotidiana ci aiuta ad evitare errori.
buon lavoro.
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vitto il critico



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MessaggioInviato: Dom 22 Dic 2002 - 1:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

in merito all'argomento, potrete trovare sul sito del miniterno alla voce " circolari, quesiti" un'interessante nota del ministero ( del 24.02.2000 ).
Purtroppo ce l'ho in acrobat e non posso fare il copia - incolla.
Probabilmente ho compreso male il conenuto del 3d...
pare chiaro che , a mia insaputa, NESSUNO DEVE TOCCARE gli atti d'accertamento da me effettuati relativamente ad una violazione amministrativa , SIANO ESSI SOTTO FORMA DI PREAVVISO O SCRITTI SUL PEZZO DI CARTA DEL PIZZICAGNOLO; mA può capitare che l'accertatore possa errare nel mettere assieme gli elementi cestinando successivamente " il pezzo di carta ". QUALCUNO POTREBBE METTERE IN DISCUSSIONE CIO' CHE HO FATTO ? Perchè dovrei far ricadere sul cittadino un mio sbaglio, se ad esempio avessi sanzionato una mancata esposizione del disco orario, pu essendoci ?
Ch'io sappia alle procure arrivano quotidianamente denunce da parte di cittadini " su multe " levate perchè " ..lla macchina era del suo amico" o meneità varie ma NESSUN PROCEDIMENTO penale - in merito al preavviso mancante " ha avuto corso.
Un'ultima puntualizzazione, con qs. non è che intenda incentivare un pur qualche malcostume, volevo solo minimizzare i preavvisi anche perchè un mancato preavviso potrebbe anche equivalere al non vedere un auto in divieto e a quel punto.....L'OMISSIONE D'ATTI D'UFFICIO POTREBBE PENDERE SULLA NOSTRA TESTA TUTTO IL GIORNO....ANCHE FUORI SERVIZIO..DIREI.

SALUTONI
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marcus



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MessaggioInviato: Sab 28 Dic 2002 - 11:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Che ne pensate del contenuto di questa sentenza, peraltro recente, della Corte dei Conti? Capite bene che il GIP aveva già disposto l'archiviazione del procedimento penale.

Sentenza n.4-2002 del 26 gennaio 2002 - Sezione giurisdizionale per la regione autonoma valle d’aosta

Sentenza del 26 gennaio 2002 n. 4/2002

SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA

Presidente: S. Annunziata – Relatore: P. Cominelli

FATTO

In data 11 novembre 1999, il G.I.P. del Tribunale di Aosta Laughing disponeva, in conformità alla richiesta del P.M. Shocked , l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di Roberto N., comandante della Polizia Municipale di CX, per violazione dell’art. 323 c.p. (abuso d’ufficio), essendo carente la prova dell’elemento soggettivo. Gli atti venivano poi trasmessi alla Procura Regionale della Corte dei Conti per quanto di competenza.
La vicenda in esame riguarda un rilevante numero di accertamenti di violazioni al Codice della Strada che non hanno avuto seguito, determinando così un danno erariale per il mancato incasso delle somme corrispondenti alle relative sanzioni pecuniarie. Il periodo di riferimento è costituito dagli anni 1996, 1997 e 1998. Secondo gli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza, Drappello Accertamento Danni Erariali, le violazioni che erano state rilevate, redigendo il relativo "preavviso", in tale arco temporale dalla Polizia Municipale di CX, ammontano a n. 12.661; di queste, n. 2.899 non sono state effettivamente perseguite, per un mancato introito pari a lit. 207.570.500, calcolato in base agli elenchi annuali dei preavvisi di accertamento annullati, e nel caso di preavvisi non rinvenuti, in base al valore medio di tutti gli importi.

Si distinguono tre tipologie: 1) preavvisi di cui mancano entrambe le copie dal bollettario; 2) preavvisi non contestati a causa della mancata attivazione della relativa procedura; 3) preavvisi annullati con o senza annotazione dei motivi di annullamento.

In merito, erano state presentate denunce da parte dello stesso comandante, nonché da parte di due agenti (Barbara T. e Alessandra F.) relativamente a richieste di annullamento, da parte del comandante stesso, di preavvisi di accertamento.

La Procura Regionale di questa Corte notificava invito a dedurre al N. ed al sindaco di CX, Romano Emanuele B., per i fatti in questione; gli interessati presentavano deduzioni, e venivano sentiti personalmente.

Il Procuratore Regionale, con atto del 12 marzo 2001, li ha poi citati a comparire dinanzi a questa Sezione, contestando loro un danno erariale di lit. 207.570.500, oltre a rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giustizia.

Sono pervenute memorie scritte del 24 novembre 2001 da parte della difesa.

Il Pubblico Ministero nell’atto di citazione osserva che emerge dagli atti la responsabilità dei convenuti e osserva che il c.d. preavviso di accertamento, compilato al momento della constatazione della violazione, costituisce a tutti gli effetti un verbale. Tale atto non può pertanto essere annullato o archiviato, se non da parte del Prefetto nell’esercizio dei suoi poteri, e in presenza di adeguati presupposti. Fra i casi in esame, n. 1.555 sono stati annullati senza motivazione, altri 154 hanno motivazioni (auto guasta o simili) che non sono però documentate.

All’odierna udienza, l’avv. Alessandro Q., per la difesa, ha concluso in conformità alle memorie presentate, chiedendo l’assoluzione; ha sottolineato l’avvenuta archiviazione del procedimento penale, ha chiesto l’assunzione di ulteriori mezzi di prova, nel rispetto del contraddittorio, ha contestato il quantum, determinato in maniera generica, ed ha sottolineato la difficoltà di riscossione delle sanzioni, relativamente ai veicoli stranieri. Il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna, richiamandosi alle conclusioni formulate nell’atto di citazione, e sostenendo non essere necessari ulteriori atti istruttori, né essere stato violato il principio del contraddittorio.

Considerato in

DIRITTO

Preliminarmente va respinta la richiesta di ulteriori acquisizioni di prove, dovendosi ritenere il presente giudizio adeguatamente istruito.

Nel merito, appare in primo luogo necessario prendere in esame la tematica, ampiamente trattata dalle parti, del valore giuridico del c.d. preavviso di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada. Osserva questa Sezione che indiscutibilmente la redazione di tale atto costituisce il momento in cui viene effettivamente rilevata l’infrazione, nella sua natura di fatto obiettivamente verificatosi: tutto ciò che ne consegue (procedimento amministrativo, erogazione della sanzione, etc.) ha un significato ed una giustificazione, sul piano giuridico, appunto in forza di detto accertamento, mancando il quale nulla accadrebbe. Quale che sia dunque la natura, di verbale oppure no, che al citato documento si voglia attribuire (attribuzione che non è oggetto del presente giudizio), esso non può essere discre-zionalmente ignorato o distrutto dall’autorità procedente, venendo meno, in tal caso, i più elementari principi dello stato di diritto.

Sotto tale profilo, pertanto, sussiste il danno erariale così come configurato nell’atto di citazione; l’omesso perseguimento della concreta possibilità di acquisizione, da parte di un comune, delle entrate dovute a sanzioni per violazioni alle norme di circolazione, costituisce certamente una diminuzione patrimoniale, sotto forma di minori risorse economiche a disposizione, per le casse dell’ente in questione, ed è ovvio dovere (e non solo per motivi finanziari) dei funzionari addetti provvedere a tale adempimento. In tal senso, appare condivisibile la pronuncia di condanna, citata dal P.M., e relativa a caso analogo, della Sezione Giurisdizionale per la Regione Marche (n. 1336 del 29 aprile 1997).

In disparte il contenuto delle varie denunce citate in narrativa, dalle quali non sono scaturite conseguenze in sede penale, va poi preso in esame l’accertamento relativo ai quasi tremila casi non perseguiti nel triennio considerato.

Occorre esaminare e valutare le tipologie di pratiche non concluse, quali emergono dagli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza.

Per quanto riguarda i n. 164 preavvisi di cui mancano entrambe le copie dal bollettario, questa Sezione ritiene non sussistente la prova del danno erariale, non potendosi in tali casi dedurre alcunchè in merito ai fatti che erano stati accertati con tali atti.

Considerazione analoga va svolta in merito ai n. 1673 preavvisi annullati, con o senza annotazione dei motivi di annullamento; anche in relazione ad essi, infatti, mancano adeguati elementi di prova in base ai quali ricostruire la sottostante situazione di fatto, e quindi l’idoneità della stessa a determinare la possibilità di un’entrata per il comune.

A diverse conclusioni si deve giungere invece, relativamente ai n. 1062 preavvisi non contestati a causa della mancata attivazione della relativa procedura. In tali casi infatti era stata accertata una situazione astrattamente idonea a determinare l’acquisizione di un’entrata conseguente all’ap-plicazione di una sanzione amministrativa, e sussisteva dunque il dovere, a carico della Polizia Municipale, di procedere in tal senso. L’omessa acquisizione patrimoniale, trattandosi di circa metà dei casi presi in considerazione dalla prospettazione accusatoria, va, in via equitativa, calcolata in lit. 100.000.000.

La valutazione del danno erariale da porre a carico dei responsabili va poi effettuata con prudente apprezzamento da parte del Giudice. Occorre infatti considerare che, come osservato dalla difesa, possono sussistere, talvolta, motivi di opportunità (in disparte il problema della correttezza amministrativa di tale comportamento), che rendano non consigliabile, proprio sotto il profilo finanziario, il perseguimento di alcune infrazioni.

In particolare, si citano i casi di infrazioni relative a veicoli con targa straniera, per i quali è indubbiamente più problematico portare a compimento la procedura di applicazione della sanzione, e conseguire la relativa entrata, stante la residenza oltre confine del responsabile, e che, nel caso in cui la procedura non vada a buon fine, comportano più elevate spese, inutilmente erogate. Ancora, vi è una convenienza di carattere "promozionale", per i comuni nei quali la popolazione trae sostentamento, in misura rilevante, dal turismo, a non infliggere sanzioni in maniera eccessivamente severa ai visitatori (italiani o stranieri che siano), al fine di non comprometterne l’afflusso nel comune stesso e il giro d’affari che ne consegue per gli operatori economici locali.

In forza di tali considerazioni, ritiene questa Sezione di contenere equitativamente la valutazione del danno nel 30% della cifra in precedenza indicata, quindi nella misura di lit. 30.000.000, comprensiva di rivalutazione monetaria.

Tale danno va posto a carico del solo convenuto N., in quanto la sua qualità di comandante della Polizia Municipale di CX lo rende responsabile dei fatti descritti, i quali non costituivano episodi isolati che potevano ragionevolmente sfuggire all’attenzione, ma si sono verificati con una frequenza che avrebbe richiesto maggiore vigilanza; ricorre pertanto l’elemento soggettivo della colpa grave.

La condanna alle spese di giustizia segue la soccombenza.

Va invece assolto il convenuto B., avendo egli, quale Sindaco, un dovere di vigilanza più generico sull’attività degli uffici comunali, e potendosi dunque, in relazione al caso di specie, ritenere non sussistente da parte sua la culpa in vigilando in misura grave. Nei suoi confronti, trova applicazione l’art. 3, comma 2-bis, del decreto-legge 23 ottobre 1996 n. 543, convertito con legge 20 dicembre 1996 n. 639, in materia di spese di giustizia.

P.Q.M.

la Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Autonoma Valle d’Aosta, definitivamente pronunciando

ASSOLVE

B. Romano Emanuele;

CONDANNA

N. Roberto al pagamento della somma di lit. 30.000.000, comprensiva di rivalutazione monetaria, e al pagamento degli interessi legali, decorrenti questi ultimi dalla data di deposito della presente sentenza, e al pagamento delle spese di giudizio, che fino al deposito della sentenza si liquidano in lit…………………………………..........…………………………….........….;

Così deciso in Aosta, nella camera di consiglio del 19 dicembre 2001.
Depositata in Segreteria il 26 gennaio 2002.

Secondo me risponde adeguatamente al quesito iniziale.
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eccomiqui



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MessaggioInviato: Mar 31 Dic 2002 - 12:58 am    Oggetto: Rispondi citando

E se provassimo a commentare il fatto?
Allora lo scrivere "archiviare" su un avviso di contravvenzione non falsifica di per se l'atto perchè semplicemente tutto il resto che sopra c'è scritto si presume vero.
La corte dei conti individua tre tipologie:
1. Sparisco sic et simpliciter sia l'originale che la copia dell'avviso quindi non possiamo parlare di danno erariale perchè affinchè ci sia un danno questo deve essere accertabile ed accertato semmai il reato è la distruzione di un atto ufficiale (perdonate sempre la mia semplificazione), ma qui è competente non la magistratura contabile ma quella ordinaria: non se ne caverà mai un ragno dal buco, ammeno che chi ha commesso il fatto non confessi e quindi è un pazzo e lo lasciamo fuori comunque Wink ;
2. Gli avvisi comunque archiviati: la corte si limita a dire che non avendo proceduto la p.a. perchè l'atto è stato archiviato proprio in forza dell'archiviazione non c'è danno erariale anche qui la verifica della liceità dell'archiviazione spetta alla magistratura ordinaria che sembrerebbe aver ritenuto legittima l'elisione degli atti, dopo tutto posso sbagliare la compilazione di un avviso e quindi dire che ho sbagliato interrompendo il procedimento amministrativo, sarà successo a tutti, meno che a me che di "bone" non ne faccio da una vita Razz ;
3. Gli avvisi di contravvenzione lasciati "dormire": qui per la corte, pur facendo dei distinguo, sussiste il danno erariale infatti la "multa" c'era ma chi doveva attivare il procedimento amministrativo non lo ha fatto cagionando un danno allo Stato, danno che deve essere risarcito giustamente.
Sinora però abbiamo solo parlato del danno eventuale alla Stato diverso è l'aspetto penale, senza volersi perdere in tecnicismi un po' "pallosetti" a dire il vero, basta una considerazione tanto semplice quanto geniale e cioè:
1. Le contravvenzioni vanno accertate (avviso di contravvenzione)
2. Contestate a mezzo di verbale
3. Se uno non paga vanno attivate le procedure amministrative opportune (ingiunzione e compagnia bella)
Poste queste elementari regole va detto che se c'è uno sbaglio nell'accetamento così come si accerta la contravvenzione si può tranquillamente scrivere due righine dicendo che è stata rilevata male la targa che è sbagliato l'art. contestato e via dicendo: mai nessun giudice vi condannerà anche perchè l'errore di fatto è previsto dal nostro ordinamento. Non pensiamo poi che l'errore sia così sporadico, per chi fa un certo tipo di lavoro per tanto tempo che diventa quasi automatico una certa percentuale di errore sarebbe insensato non metterla in conto è un po' come dimenticarsi le chiavi di casa in fondo ( è successo a tutti tranne a quelli che vivono al colosseo che notoriamente non ha porte).
Nel caso in specie però sembrerebbe che ci sia "un'epidemia" di archiviazioni strane ebbene non starei a preoccuparmi più di tanto perchè la responsabilità penale è personale quindi non sono io che devo rispondere di un'archiviazione che non ho fatto, ma l'autore del reato, ammesso e non concesso che si configuri, e il comandante che lui si commete omissione d'atti d'ufficio perchè è un suo dovere vigilare sul buon andamento dell'ufficio, sul personale, agendo tempestivamente a rettificare eventuali situazioni difformi dalla previsione imperativa e perseguendo, ovviamente se del caso, contro gli autori materiali.
E con questo penso che dovrebbero farmi ministro della giustizia Cool .
P.S.
Spero che si sia capito anche che amo scherzare per sdrammatizzare un po'.
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marcus



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Residenza: Nettuno

MessaggioInviato: Mar 31 Dic 2002 - 12:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

... ma la parte più "bella" della sentenza sta nelle prime righe, dove la corte spiega il fatto, quelle appositamente evidenziate in neretto, il GIP ha archiviato su conforme proposta del PM Question
La spiegazione può essere solo una: il reato configurabile in questo caso è solo il 323 c.p. per cui serve il dolo specifico, quindi ne segue l'archiviazione perchè altrimenti bisognerebbe dimostrare la volontà di favorire il singolo trasgressore, uno per uno. Essendo una pratica diffusa Rolling Eyes manca questo elemento essenziale del dolo specifico.
Un caso analogo è successo nel mio Corpo una decina di anni fa, il comandante ed il vice facevano conciliare le sanzioni al minimo.
Assolti in d'appello per mancanza del dolo specifico, essendo una pratica "diffusa".
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eccomiqui



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MessaggioInviato: Mar 31 Dic 2002 - 1:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Very Happy
Però a forza di ripetervelo state inparando Razz .
Tutto corretto .... complimenti, non sarei riuscito a dirlo meglio.
Se vengo eletto ti faccio capo di gabinetto Wink .
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