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Autore Messaggio
170954



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 8:09 am    Oggetto: Rispondi citando

Proprio pochi giorni fà, mi è pervenuta delega da parta del P.M. di assumere sommarie informaioni da parte di alcune persone informate sui fatti, qualcuno di questi aveva gia rilasciato spontanee dichiarazioni quale persona informata dei fatti.
Nella delega, il P.M. mi ha espressamente indicato quali erano le circostanze sulle quali esso voleva avere contezza e perciò, necessariamente dovevo procedee secondo il rituale.....sigor XYXZW, in merito a XZWAY può riferire cosa ha visto?? - e via di seguito.
Ora, ....durante la raccolta di S.I. non è cosentita la presenza del difensore e le domande alla persona informata dovevano tendere a fatti specifici espressamente indicati dal P.M....perchè non dovrebbero essere utilizzabili tali atti, intando, servono al P.M. per avere tutto il materiale a disposizione e valutare la possibilità di esercitare l'azione penale e l'eventuale rinvio a giudizio e trsmettere gli atti al G.U.P.
Credo perciò che la classica forma...signor XWZYZ in merito a....può riferire se...... sia quella giusta.
E' chiaro che come nel mio caso di indagini delegate ci vuole un U.P.G.
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...la FORZA senza GIUSTIZIA...è VIOLENZA.



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deepa



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 8:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
accordo con l'ALER


Montalbano, i casi sono:

633 cp querela;
633 c.2 cp d'ufficio
639 bis cp

il resto sono chiacchere.

Non è che se c'è l'accordo con con la parte lesa, procedo a prescindere.

In assenza della querela dell'ALER o IACP, DEVO procedere perhè è aggravato.
Citazione:
qualcuno di questi aveva gia rilasciato spontanee dichiarazioni

Il PM, infatti, non ha ritenuto che dovevano essere asssunte le spontanee ma SI, non dall'indagato, ma dalla persona a conoscenze dei fatti!!!!!!!!!
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Montalbano



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 8:32 am    Oggetto: Rispondi citando

Vabbuo' deepa...... prendo atto che parliamo lingue diverse.
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Montalbano



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 8:42 am    Oggetto: Rispondi citando

170954 ha scritto:
.........

Ferme restando le direttive date dal PM, durante l'interrogatorio si invita l'indagato ad esporre liberamente i fatti e quanto ritiene utile alla sua difesa e poi poniamo direttamente le domande che riteniamo opportune.
Può essere utile formulare le domande seguendo un ordine che rispetti la cronologia dei fatti e/o con ordine inverso e/o con ordine casuale (inverso o casuale per l'indagato..... è lui che deve perdere il filo del discorso non noi. In questo modo è probabile che se non sia sia preparato bene possa confondere la successione dei fatti e comunque gli si può disturbare la sua costruzione, visto che se il PM ha delegato l'interrogatorio sarà perchè l'indagato ha chiesto di essere interrogato e si sarà tudiato ciò che vuole dire.
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Marco il Koala



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 1:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

infatti io parlavo di interrogatori delegati dal PM .........

che poi li abbiano utilizzati o se li siano portati a casa per farci giocare i bambini ..... questo proprio non lo so ...

un saluto a tutti

un koala di nome Marco
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deepa



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 3:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma Bill non era partito con un "esposto" per ex art.633 cp???

Per quanto riguarda l'interrogatorio si segue la "tecnica investigativa" che non consiste nell'imbrogliare i fatti, ma domande ben indirizzare a confutare l'attendibilità di quelle esposte dal soggetto.

Montalbano: non parliamo due lingue. Solo che l'elettricista sa qual'è il positivo ed il negativo. Per altri sono due fili che portano corrente ed accendono la lampadina comunque colleghi i fili. Poi, quando devi portare energia in un'altra stanza, ti accorgi che un cavo di essi è importante. Tutto qua.
Morale: tutti gli atti si possono fare quando rimangono sulla scrivania, (anche l'esposto al posto della querela) ma quando investi l'AG ti dice che manca la condizione di procedibilità e magari non te lo dice, perchè chiede l'archiviazione per mancanza della condizione della procedibilità, facendo decorrere i termini e lasciando quel povero cristo in balia di una causa civile per l'estromissione dalla sua abitazione e imprecando verso l'operatore che gli ha "consigliato" l'esposto. VABBUO?
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Montalbano



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 6:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti saluto e stammi bbuono paisà....... 'un tengo gana di azzuffatine.
Tengo chiffare.

P.S. Già che sai che ci sono due fili, indipendentemente dal colore che hanno, ti comunico che da qualche anno ce n'è anche un terzo ...... mi pare di colore giallo..... se provi a spellare quelli della luce dell'anticamera vedrai anche tu che è cosìVery Happy Very Happy
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Bill



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MessaggioInviato: Mar 13 Nov 2007 - 7:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Montalbano ha scritto:
170954 ha scritto:
.........

Ferme restando le direttive date dal PM, durante l'interrogatorio si invita l'indagato ad esporre liberamente i fatti e quanto ritiene utile alla sua difesa e poi poniamo direttamente le domande che riteniamo opportune.
Può essere utile formulare le domande seguendo un ordine che rispetti la cronologia dei fatti e/o con ordine inverso e/o con ordine casuale (inverso o casuale per l'indagato..... è lui che deve perdere il filo del discorso non noi. In questo modo è probabile che se non sia sia preparato bene possa confondere la successione dei fatti e comunque gli si può disturbare la sua costruzione, visto che se il PM ha delegato l'interrogatorio sarà perchè l'indagato ha chiesto di essere interrogato e si sarà tudiato ciò che vuole dire.

________

D'accordo con te Montalbano, credo che in questo caso le indagini non si siano chiuse, pertanto l'indagato vorrà essere sentito ad interrogatorio di garanzia X 415 bis c.p.p. quindi quì sarà obbligatoria la presenza del difensore di sua fiducia vero?
saluti
Bill
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Bill



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MessaggioInviato: Mer 14 Nov 2007 - 8:59 am    Oggetto: Rispondi citando

X deepa: forse mi son spiegato maluccio:
Una ipotesi più semplice. se da una segnalazione, oppure da un acc. di residenza, si accerta che l'occupante l'alloggio non ha titolo, perchè conviene (sempre se l'autore vuole rilasciarle), la dichiarazione spontanea (350 c.7) e non le s.i.
Forse perchè la dich. spontanea contiene più elementi utili per il seguito!!
Ciao
Bill
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deepa



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MessaggioInviato: Mer 14 Nov 2007 - 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bill e Montalbano

Citazione:
Una ipotesi più semplice. se da una segnalazione, oppure da un acc. di residenza, si accerta che l'occupante l'alloggio non ha titolo,



E' inutile che proponete delle questioni che non sapete controllare. Allora o sapete di cosa parlate oppure leggete e stampate.

Stiamo parlando di un'occupazione abusiva, ma proposta da chi????
Il reato è a querela di parte a meno che non è aggravata (cioè in concorso con + di 5 persone 633 c.2 cp) oppure l'occupazione di stabili pubblici o ad uso pubblico. (639 bis)
Citazione:
Art. 633 Invasione di terreni o edifici
Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, e' punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d'ufficio, se il fatto e' commesso da piu' di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da piu' di dieci persone, anche senza armi.
Art. 639 bis Casi di esclusione dalla perseguibilita' a querela
Nei casi previsti negli articoli 631, 632, 633 e 636 si procede d'ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi, o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico

Vabbuò!!. Poi le sommarie, le spontanee e addirittura l'interrogatorio!!! ma di che cosa stiamo parlando.
Per opportuna notizia la Procura di Milano, se non c'è la querela ALER o del Comune (GEFI), addiruttura non da corso alla comunicazione a seguito di intervento della volante!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Montalbano: si vede che non faccio l'elettricista, ma tu hai notato subito che c'era qualcosa altro che non serviva. Ciao e non te la prendere. La vita è bella perchè è avariata!!!!!!!!
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Bill



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MessaggioInviato: Gio 15 Nov 2007 - 8:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

deepa ha scritto:
Bill e Montalbano

Citazione:
Una ipotesi più semplice. se da una segnalazione, oppure da un acc. di residenza, si accerta che l'occupante l'alloggio non ha titolo,



E' inutile che proponete delle questioni che non sapete controllare. Allora o sapete di cosa parlate oppure leggete e stampate.

Stiamo parlando di un'occupazione abusiva, ma proposta da chi????
Il reato è a querela di parte a meno che non è aggravata (cioè in concorso con + di 5 persone 633 c.2 cp) oppure l'occupazione di stabili pubblici o ad uso pubblico. (639 bis)
Citazione:
Art. 633 Invasione di terreni o edifici
Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, e' punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d'ufficio, se il fatto e' commesso da piu' di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da piu' di dieci persone, anche senza armi.
Art. 639 bis Casi di esclusione dalla perseguibilita' a querela
Nei casi previsti negli articoli 631, 632, 633 e 636 si procede d'ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi, o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico

Vabbuò!!. Poi le sommarie, le spontanee e addirittura l'interrogatorio!!! ma di che cosa stiamo parlando.
Per opportuna notizia la Procura di Milano, se non c'è la querela ALER o del Comune (GEFI), addiruttura non da corso alla comunicazione a seguito di intervento della volante!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Montalbano: si vede che non faccio l'elettricista, ma tu hai notato subito che c'era qualcosa altro che non serviva. Ciao e non te la prendere. La vita è bella perchè è avariata!!!!!!!!

____________

X deepa: scusa io so che una segnalazione X iscritto X presunta occupazione da chi non titoli, deve dar luogo ad accertamento X verificarne la veridicità, mica è obbligatoria che ci sia la querela!
Bill
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deepa



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MessaggioInviato: Ven 16 Nov 2007 - 9:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Bill
Citazione:
Le persone sottoposte ad indagini ad es occupanti abusivamente un alloggio accertato tramite esposto, X 633 cp, oltre all'elezione di domicilio, rilasciano dichiarazioni spontanee o sommarie informazioni spontanee (con qualche domanda e risposta)? Se sono s.i., ADr, sempre se intendono rispondere sono sbagliate queste ultime se sono senza difensore!!


Da questo sei partito.

Tuttavia se può servirti:
Citazione:
Sez. 5, sent. 12445 del 4 aprile 2005 (ud. 23/2/2005). Pres. Foscarini, Rel. Lattanzi, P.M. (conf.), ric. Di Stadio ed altro.

Alle dichiarazioni spontanee non si applica la disciplina di cui all'art. 63 cod. proc. pen., la quale concerne l'esame di persone non imputate e non sottoposte ad indagini, mentre le dichiarazioni spontanee provengono precisamente dalla persona nei confronti della quale vengono svolte indagini (art. 350, comma settimo, cod. proc. pen.) e sono utilizzabili se il relativo verbale è stato acquisito al fascicolo per il dibattimento con il consenso delle parti; nemmeno è applicabile alle dichiarazioni spontanee la disciplina di cui all'art. 64 cod. proc. pen. perchè concerne l'interrogatorio, che è atto diverso.

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Montalbano



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MessaggioInviato: Ven 16 Nov 2007 - 2:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

fate voi..... se vi può servire

Codice:

 Cassazione Penale
Persona nei cui confronti vengono svolte le indagini

2. L'assunzione della qualità di "persona nei cui confronti vengono svolte le indagini", ai fini dell'operatività della disciplina contenuta nell'art. 350 cod. proc. pen. e, segnatamente, di quella concernente le dichiarazioni spontanee, di cui al comma settimo del citato articolo, non postula la previa iscrizione della persona medesima nel registro di cui all'art. 335 cod. proc. pen. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che fossero utilizzabili, ai fini cautelari, come gravi indizi di colpevolezza, le spontanee dichiarazioni rese da soggetto nei cui confronti era stata disposta perquisizione domiciliare, non trovando applicazione, in tale ipotesi, la diversa disciplina di cui all'art. 63 cod. proc. pen.).
Sez. I, sent. n. 1650 del 07-05-1997 (ud. del 25-02-1997), Giuliani (rv 207427).
---------------------------------------------------------------
Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità

3. La dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 350, settimo comma, cod. proc. pen., nella parte in cui consente l'utilizzazione, ai fini delle contestazioni, delle dichiarazioni spontanee rese alla Polizia giudiziaria senza l'assistenza del difensore, limitatamente all'inizio "salvo quanto previsto dall'art. 503, comma terzo, cod. proc. pen.", incide esclusivamente sul regime dell'istruttoria dibattimentale e non anche sulla disciplina della valutazione degli indizi ai fini dell'adozione di una misura cautelare.
Sez. VI, sent. n. 1249 del 25-06-1992 (ud. del 14-04-1992), Santene (rv 190870).
---------------------------------------------------------------
Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità

4. Mentre il divieto di utilizzabilità processuale delle notizie e indicazioni assunte senza l'assistenza del difensore nel luogo o nell'immediatezza del fatto, sancito dal sesto comma dell'art. 350 cod. proc. pen., è riferibile all'intero corso del procedimento, le "dichiarazioni spontanee" ricevute dalla Polizia giudiziaria da parte della persona nei cui confronti vengano svolte le indagini, invece, non sono utilizzabili limitatamente agli effetti del giudizio ("salvo quanto previsto dall'art. 503, terzo comma, cod. proc. pen."). Pertanto le dichiarazioni fatte dalle persone sottoposte ad indagini, che hanno riferito circostanze utili alle indagini stesse, se non hanno alcuna rilevanza probatoria ai fini della decisione, possono essere utilizzate nell'ambito della fase delle indagini preliminari, da sole o unitamente agli altri elementi posti a fondamento della contestazione, ai fini della valutazione della gravità degli indizi di colpevolezza per l'emissione di provvedimenti restrittivi della libertà personale.
Sez. I, sent. n. 491 del 05-06-1992 (ud. del 03-02-1992), Martinucci (rv 191155).
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Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità

5. Il regime della non utilizzabilità in dibattimento delle dichiarazioni rese spontaneamente dall'indagato, senza l'assistenza del difensore, alla Polizia giudiziaria evidenzia la specifica finalità di tutela del diritto di difesa dell'indagato stesso e che potrebbe restare pregiudicato dal fatto che tali dichiarazioni vengono rese senza una previa conoscenza dell'addebito. Il principio di garanzia che è alla base di siffatta disciplina non può però trovare applicazione quando le spontanee dichiarazioni rese in assenza del difensore riguardino fatti che, pur penalmente rilevanti, non ineriscono all'addebito per cui è sorto il procedimento. In tale ipotesi, infatti, riconoscere la tutela dell'inutilizzabilità delle dichiarazioni spontaneamente rese equivarrebbe ad ipotizzare, sul piano oggettivo, uno spazio neutro di irrilevanza delle dichiarazioni rese dall'indagato e, sul piano soggettivo, una sorta d'incapacità penale dell'indagato stesso che non potrebbe mai essere chiamato a rispondere di fatti costituenti reato se ammessi mediante dichiarazioni spontanee rese in questa fase delle indagini preliminari. Al contrario, quanto al profilo oggettivo, il legislatore non ha inteso creare, con riferimento a tale fase iniziale del procedimento, uno spazio neutro, irrilevante sotto il profilo penale, poiché le dichiarazioni spontanee, pur non utilizzabili ai fini dell'incolpazione, possono formare oggetto di contestazione ex art. 503, terzo comma, cod. proc. pen. Quanto al profilo soggettivo, non può dubitarsi che le dichiarazioni rese dall'indagato sui fatti non inerenti all'oggetto dell'indagine sono fuori della tutela processuale, consistente nell'inutilizzabilità delle stesse nel giudizio, ed assumono, pertanto una rilevanza penale autonoma, tale da giustificare l'inizio dell'azione penale e che, per ragioni di concentrazione e di economia processuale può inserirsi e svilupparsi nel procedimento già in atto contro l'indagato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni spontanee rese in assenza del difensore da un indagato di detenzione e cessione a terzi di droga contenenti la falsa incolpazione in ordine a fatti costituenti reati diversi da quelli per i quali il procedimento aveva avuto inizio).
Sez. VI, sent. n. 1303 del 11-02-1993 (cc. del 08-10-1992), Lo Bello (rv 193758).
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Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità
(sentenza)
8. A norma dell'art. 350, comma settimo, cod. proc. pen., le dichiarazioni spontanee rese alla Polizia giudiziaria da persona indagata, senza assistenza del difensore, possono essere utilizzate nel dibattimento ai sensi dell'art. 503, comma terzo, cod. proc. pen.; le dichiarazioni medesime possono essere altresì utilizzate in fase di indagini preliminari come indizio di reato non ricorrendo né l'inutilizzabilità generale di cui all'art. 191 cod. proc. pen. né alcuna ipotesi d'inutilizzabilità specifica, e - ai fini della configurabilità delle condizioni richieste per il sequestro probatorio - possono costituire elementi concorrenti a fare ritenere ragionevolmente presumibile il reato ipotizzato, anche attraverso la valutazione di altri elementi logici………………

Sez. III, sent. n. 166 del 25-02-1995 (ud. del 18-01-1995), Lauretta (rv 201566).
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Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità
(sentenza)
9. Il problema relativo all'utilizzabilità delle dichiarazioni rese dall'indagato ai Carabinieri nell'immediatezza del suo arresto senza l'assistenza del difensore può legittimamente porsi solo nella fase del giudizio e con riferimento alla loro valenza probatoria ai fini della decisione sul merito, ma resta impregiudicata la loro valutabilità nella fase cautelare sotto il profilo della loro sintomaticità ai fini della sussistenza delle esigenze cautelari poste a sostegno della misura coercitiva.
Sez. I, sent. n. 4725 del 13-10-1995 (ud. del 29-09-1995), Uzzi (rv 202613).
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Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità
(sentenza)
11. Il principio di garanzia di cui all'art. 350 cod. proc. pen., che prevede l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese spontaneamente dall'indagato alla Polizia giudiziaria senza l'assistenza del difensore non trova applicazione nel caso di chiamata in correità, giacché il diritto di difesa dei terzi non subisce alcuna menomazione per il fatto che le affermazioni a loro carico non siano state rese nel corso di un formale interrogatorio dell'accusatore, essendo le disposizioni relative al difensore poste nell'esclusivo interesse del dichiarante e non di altri. Le suddette dichiarazioni, pertanto, in mancanza di un esplicito divieto, possono essere utilizzate nella fase delle indagini preliminari per ulteriori investigazioni.
Sez. IV, sent. n. 5144 del 21-05-1996 (cc. del 24-04-1996), Quattrocchi (rv 205193).
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Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità
12. Le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato ai sensi dell'art. 350, settimo comma, cod. proc. pen., se assunte senza il difensore, non sono utilizzabili ai fini del giudizio (salvo quanto previsto dall'art. 503, terzo comma, cod. proc. pen.) e, quindi, non hanno rilevanza probatoria ai fini della decisione, ma possono essere utilizzate nella fase delle indagini preliminari; ne consegue che possono ritualmente essere poste a fondamento della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza ai fini dell'applicazione di una misura cautelare.
Sez. III, sent. n. 2230 del 02-07-1996 (ud. del 15-05-1996), Bombara (rv 205367).
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Cassazione Penale
Divieto di utilizzazione nel dibattimento: inapplicabilità nel giudizio abbreviato

22. In materia di giudizio abbreviato, poiché l'imputato, nel convenire con il pubblico ministero la trattazione del processo allo stato degli atti, rinuncia a difendersi provando, in cambio di un più favorevole trattamento sanzionatorio, non possono operare né il divieto previsto dall'art. 526 cod. proc. pen., né le prescrizioni di cui agli artt. 514, secondo comma, cod. proc. pen. (divieto di lettura dei verbali e degli altri atti di documentazione delle attività compiute dalla Polizia giudiziaria) e 350, settimo comma, cod. proc. pen. (divieto di utilizzazione - se non per le contestazioni - delle dichiarazioni spontanee rese alla Polizia giudiziaria dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini), precetti, tutti, che si riferiscono esclusivamente al dibattimento.
Sez. VI, sent. n. 9942 del 04-11-1993 (cc. del 21-09-1993), Hrichi Rachid (rv 196585).
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Cassazione Penale
Dichiarazioni spontanee, limiti di utilizzabilità
(sentenza)
17. Le dichiarazioni rese, divenute irripetibili per la soppressione del dichiarante, ben possono essere valutate - secondo la loro sostanziale natura di spontanee dichiarazioni di persona informata sui fatti e almeno virtualmente coindagata - a fini cautelari nella fase delle indagini preliminari, ove documentate o comunque quando del loro contenuto venga fatta relazione dall'ufficiale di P.G. che le ha raccolte, ovvero se questi renda testimonianza "de relato".
Sez. I, sent. n. 3020 del 27-07-1999 (ud. del 15-04-1999), Greco (rv 214030).


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MessaggioInviato: Ven 16 Nov 2007 - 4:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

HO CADUTO O SONO CADUTO

SEMPRE A TERRA HO ANDATO!!!!


EH???!!!
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