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Archiviazione in Autotutela

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> La Polizia e il Cittadino
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Morgana



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MessaggioInviato: Gio 24 Ott 2002 - 2:43 pm    Oggetto: Archiviazione in Autotutela Rispondi citando

Ho un problema:l'archiviazione in autotutela!Nel caso dei verbali notificati al trasgressore/proprietario Cosa si può archiviare? Quali i limiti? Ci si deve limitare ai casi tipo art. 386 c.3 del regolamento?...e nel caso delle targhe di copertura? Rolling Eyes
Grazie......Morgana
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Otello Celletti



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MessaggioInviato: Gio 24 Ott 2002 - 3:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Alcuni commentatori giuridici, sostengono che l'autotutela nei verbali del c.d.s. può ammettersi a certe condizioni, altri, tra i quali il Ministero degli Interni ( circolare del 17.7.95 ) ritengono che essa sia da escludersi per le violazioni amministrative, atteso che la relativa procedura, mutuata dalla procedura penale, evidenzia una distinzione di ruolo tra chi applica la sanzione e chi è chiamato a decidere su di essa.
Credo quindi, che attenendoci, alle indicazioni del Ministero, dovremmo, una volta completato il verbale di contestazione in tutte le sue parti, rimettere ogni valutazione in merito al Prefetto.
L'unica ipotesi di autotutela prevista dallo stesso cds è quella stabilita dall'art. 386 reg. cds.
Ciao...............Otello Celletti
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U Cantunè



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Messaggi: 85
Residenza: Genova

MessaggioInviato: Ven 15 Nov 2002 - 10:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti invio il testo di una circolare in mio possesso.
*************************************************************
MINISTERO DELL'INTERNO
DIREZIONE GENERALE PER L’AMMINISTRAZIONE GENERALE E PER GLI AFFARI DEL PERSONALE
Ufficio Studi per l’Amministrazione Generale e per gli Affari Legislativi
e-mail: uffstudipers@mininterno.it

Prot. n. M/2413/11 Roma, 21 settembre 2001

OGGETTO: Esercizio dell’autotutela per le violazioni al Codice della strada.

Sono state chieste notizie in merito alla possibilità che i Comandi di Polizia Municipale esercitino il “potere-dovere di autotutela” per evitare le spese di lite in sede di difesa in giudizio a seguito della presentazione dell’opposizione all’A.G. avverso il verbale di accertamento della violazione.
Al riguardo, si fa presente che, con riferimento alla legittimazione
passiva del Prefetto l’Avvocatura Generale dello Stato (come risulta dal parere 27775 dell’11.3.2000, allegato alla circolare n. 42 diramata ai Prefetti in data 17.4.2000) ha ritenuto che “mentre in sede di ricorso amministrativo il Prefetto potrà emettere ordinanza-ingiunzione, ovvero ordinanza motivata di archiviazione (art. 204 cod. str.), in caso di ricorso giurisdizionale il Prefetto potrà resistere per gli stessi motivi che (in sede di ricorso amministrativo) sarebbero stati esternati nell’ordinanza-ingiunzione ovvero, ritenendo fondata l’opposizione, potrà rimettersi alla decisione del giudice non potendo procedere alla archiviazione, essendo questa prevista solo nel ricorso amministrativo”.

Evidentemente, e a maggior ragione, l’argomentazione in parola
dovrebbe sostenersi in relazione alla posizione processuale dei Comandi di Polizia Municipale.

IL DIRETTORE DELL’UFFICIO
(Maffei)
*************************************************************
Ciao.
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marcus



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Messaggi: 1798
Residenza: Nettuno

MessaggioInviato: Ven 15 Nov 2002 - 11:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nelle sanzioni l'autotutela non esiste ed il 386 non lo è. Nella procedura di autotutela è la stessa autorità che emette l'atto che procede alla revoca, nel 386 gli atti vengono inviati al Prefetto, che procede.
La legge 24.11.2000 n° 340 prevedeva nell'allegato A al punto 44, proprio il procedimento per l'archiviazione dei verbali errati, tra le procedure da delegificare e semplificare.
Speriamo ci risolvano il problema.
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CC



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MessaggioInviato: Gio 11 Feb 2010 - 6:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bel quesito...

Fino a qualche anno fa NON si ritenevano annullabili in autotutela i verbali, mentre si riteneva si potessero annullare in autotutela i preavvisi.
Da qualche anno alcuni illustri relatori, a convegni vari, sostengono invece che è possibile annullare in autotutela anche i verbali.

Propongo di postare qui il materiale trovato sull'annullamento in autotutela.


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http://www.piemmenews.it/ListaDocRicerca.asp?FormName=Ricerca&FormAction=search&s_documenti_testo=preavvisi
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CC



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Messaggi: 3067

MessaggioInviato: Gio 11 Feb 2010 - 6:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

MINISTERO DELL'INTERNO

DIREZIONE GENERALE PER L'AMMINISTRAZIONE GENERALE E PER GLI AFFARI DEL PERSONALE

Ufficio Studi per l'Amministrazione Generale e per gli Affari Legislativi





CIRCOLARE N. 66



Prot. n. M/2413

Roma, 17 luglio 1995

OGGETTO:Codice della strada. Applicazione dell'Istituto dell'autotutela per i verbali di contravvenzione.

1. Alcune Prefetture hanno chiesto di conoscere l'avviso di questa Direzione Generale in ordine alla possibilità che l'Ufficio o l'organo accertatore di una violazione delle norme di comportamento previste dal codice della strada disponga, in sede di autotutela, la modifica o l'annullamento dei verbali già notificati.

Sulla questione si fornisce il parere di questa Direzione Generale, sul quale concorda il Servizio Polizia Stradale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

2. Occorre, al riguardo, muovere dalla considerazione che il sistema procedimentale introdotto dalla c.d. depenalizzazione ha mutuato taluni criteri fondamentali del diritto processuale penale, tra i quali, per ciò che qui particolarmente interessa, il principio della distinzione di ruolo e di funzione dell'organo rilevatore della violazione dall'autorità giudicante. Esigenze di valenza garantistica impongono, infatti, che l'accertamento di chi è preposto alla vigilanza sul rispetto delle norme passi al vaglio di una autorità diversa, in posizione di terzietà, legittimata a sottoporre a riscontri e verifiche i contenuti della verbalizzazione e a garantire il rispetto delle procedure, specie di quelle a tutela del cittadino.

Al parallelismo "organi di polizia giudiziaria-giudice" è stato correlato il parallelismo "organi di accertamento-prefetto". Il regime di questo parallelismo si è attenuato con la legge n. 122/89 (1) e con il nuovo codice della strada, in forza delle cui disposizioni il vaglio del Prefetto ha perso di sistematicità, restando subordinato alla eventualità del ricorso. E però ciò non ha mutato la ragione ispiratrice del sistema che continua a risiedere nella identificazione di due ruoli funzionali differenziati.

Ora in un siffatto sistema l'archiviazione del verbale - cioè, la valutazione della insussistenza degli elementi di fatto e di diritto che integrano l'illecito, nonché del mancato rispetto di quelle regole procedimentali poste a garanzia del contravventore, che sono in grado di paralizzare il procedimento sanzionatorio - non potrebbe fare capo all'organo che procede all'accertamento, perché in tal modo egli diverrebbe in qualche modo arbitro della legittimità del proprio operato.

3. Ciò detto in termini generali, occorre esaminare il dato normativo.

L'articolo 203 del codice della strada, nel conferire al trasgressore la facoltà del ricorso, indica nel solo Prefetto il destinatario dello stesso, quale che sia il motivo della impugnativa. Parallelamente, il succennato art. 204 affida al Prefetto, e non ad altri, la potestà di archiviazione del verbale.

Già questi elementi testuali sono risolutivi del problema.

Il verbale di accertamento, infatti, è atto esclusivo dell'agente che lo ha redatto, riferibile alla sua responsabilità di soggetto che ha proceduto al riscontro di comportamenti e che in questa attività valutativa opera in posizione di autonomia persino rispetto alla struttura organizzativa di appartenenza, restando sottoposto soltanto ai poteri di verifica dell'autorità a ciò espressamente legittimata dalla legge, che agisce in una ottica neutra e imparziale. Per ciò, può dirsi che il verbale di accertamento, una volta perfezionato nei suoi elementi formali e procedimentali, esce dalla disponibilità tanto dell'agente che lo ha redatto, che dell'ufficio al quale egli appartiene, per rientrare in quella di un altro organo.

Le considerazioni che precedono trovano avallo anche nelle norme del regolamento di esecuzione del C.d.S. (D.P.R. n. 495/92).

Il comma 3 dell'art. 386 , infatti, dispone - per il caso della notifica eseguita a soggetto estraneo alla violazione per errore di trascrizione del numero di targa ovvero di lettura delle risultanze dei pubblici registri o per altre cause - che l'ufficio o comando precedente trasmetta gli atti al Prefetto per l'archiviazione, salvo che non sia ancora possibile la notifica all'effettivo proprietario. Analogamente il comma 1 dello stesso articolo legittima l'ufficio o comando accertatore a procedere ad una nuova notifica quando risulti che la persona inizialmente individuata come proprietaria del veicolo o titolare di uno dei diritti indicati nell'art. 196 non sia effettivamente tale.

Dal richiamato quadro normativo sembra potersi dedurre che in nessun caso il comando o l'ufficio procedente può disporre l'archiviazione dei verbali elevati dal dipendente personale nel caso in cui emerga la insussistenza della ipotesi di illecito amministrativo prefigurata o vengano constatati vizi del procedimento.

Soltanto nelle ipotesi di cui all'art. 386 richiamato, il Comando o ufficio procedente è legittimato a rinnovare la notifica del verbale relativo ad un illecito amministrativo, indirizzandola, sulla base di chiarificazione sopravvenuta, nei riguardi di una persona diversa da quella inizialmente identificata (in effetti, al verbale si dà corso, e quindi, non si dà luogo ad archiviazione).

4. I richiamati principi consentono di definire il regime al quale soggiacciano i verbali contenenti una errata valutazione del fatto contestato o vizi di forma o di procedura. Occorre distinguere l'ipotesi in cui il profilo di erroneità o di irregolarità non abbia ancora formato oggetto di ricorso al Prefetto, dal caso in cui il ricorso sia stato invece già presentato.

Nel primo caso, si è dell'avviso che l'Ufficio o il Comando procedente possano in sede di autotutela procedere ad una nuova notifica del verbale depurando la configurazione del fatto degli elementi di erroneità o sanando i vizi di forma o di procedura, sempre che tuttavia non sia ancora trascorso il termine previsto dall'art. 201 del C.d.S. . In caso contrario l'Ufficio o il Comando procedente dovrà chiedere al Prefetto l'archiviazione.

Qualora, viceversa, l'interessato abbia già presentato ricorso al Prefetto - o, secondo la nota sentenza della Corte Costituzionale, all'A.G. - non sembra che il verbale possa essere riconsiderato (e rinotificato) dall'organo procedente, stante che, con la presentazione del gravame, la questione della sussistenza della violazione e della applicabilità della sanzione non può che essere affrontata e risolta dall'autorità investita del ricorso.

5. Considerata la rilevanza della questione esaminata, le SS.LL. vorranno valutare l'opportunità di portare il surriferito orientamento a conoscenza di tutti gli organi, uffici o comandi che, nell'ambito delle rispettive province, espletano servizi di polizia stradale ai sensi dell'articolo 12 del C.d.S. .




IL DIRETTORE GENERALE

dr. Stelo

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RIFERIMENTO ALLA CIRCOLARE MIN.INT. PER ARCHIVIAZIONE
PRE-AVVISO


Circ. Ministero dell'interno, 24 febbraio 2000, n. M/2413/11 - Problematica relativa alla definizione dei preavvisi di violazione al Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) - Archiviazione e annullamento.

È stato chiesto di conoscere l'avviso di quest'Ufficio in ordine alla competenza ad archiviare i c.d. preavvisi di violazione, atteso che la Corte dei Conti (Sez. giurisd. Marche 29 aprile 1997, n. 1336) ha ritenuto che il suddetto potere spetti soltanto al Prefetto.
In proposito, nel condividere il parere espresso dal Dipartimento della P.S. con la nota n. 300/A/45224/101/91 del 18 settembre 1999, pure trasmesso a codesto Ufficio, si osserva innanzitutto che nessuna delle disposizioni contenute nelle norme attualmente vigenti attribuisce rilevanza al c.d. preavviso di violazione il quale pertanto non produce effetti giuridici nei confronti del destinatario.
Invero, l'art. 204 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) attribuisce al Prefetto la potestà di archiviazione del solo verbale, e l'art. 386, comma 3, del Reg. codice della strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495), nel disporre che nel caso in cui il soggetto risulti estraneo alla violazione (per errore di trascrizione del numero di targa o per altra causa) il comando procedente trasmette gli atti al Prefetto per l'archiviazione, si riferisce al verbale notificato e non al preavviso.
Infatti, la disposizione in esame fa espresso riferimento al "caso di notifica esperita a soggetto estraneo", lasciando intendere che nella fattispecie deve essere stato preventivamente redatto il verbale, il quale solamente - qualora conforme al modello VI.1 allegato al Codice della strada - può essere notificato ai sensi dell'art. 201 del Codice della strada.
La predisposizione del preavviso in argomento invece si inserisce nell'ambito di un'attività (quella di accertamento delle violazioni) di esclusiva competenza degli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria (art. 13 L. 24 novembre 1981, n. 689.)
In tale ambito, l'organo accertatore può assumere informazioni e procedere a ispezioni, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici. Siffatta attività, unitamente a quelle connesse alla compilazione del preavviso, necessitano spesso di ulteriori indagini ed approfondimenti al termine dei quali i soggetti che accertano le violazioni possono aver acquisito tutti gli elementi utili per poter contestare o notificare l'atto di accertamento della violazione ovvero, mancando i presupposti di legge, decidere l'interruzione della stessa attività di accertamento, evitando di redigere il verbale una volta constatata la estraneità del soggetto interessato.
In altri termini, il verbale di accertamento non ancora perfezionato nei suoi elementi formali e procedimentali rimane nella disponibilità dell'ufficio al quale appartiene l'agente che lo ha redatto.
È il caso di precisare, comunque, che le fattispecie, ricorrendo le quali l'organo di polizia stradale può interrompere l'attività di accertamento (anche quando la stessa si è concretizzata nella compilazione del preavviso), possono essenzialmente essere ricondotte a quelle previste dal citato art. 386, comma 3, del Reg. codice della strada: "errore di trascrizione del numero di targa ovvero di lettura delle risultanze dei pubblici registri o per altra causa".
In tali casi, "eseguiti gli opportuni accertamenti", secondo l'art. 386 del Reg. codice della strada deve risultare evidente l'estraneità del soggetto alla violazione.
Espletate le suddette verifiche, quindi, l'ufficio o comando procedente, se è stato già redatto il verbale di accertamento, trasmette gli atti al Prefetto per l'archiviazione, ai sensi dell'art. 386 comma 3 del Reg. codice della strada; se invece è stato redatto il solo preavviso può interrompere l'attività di accertamento, senza inviare il medesimo preavviso all'Autorità amministrativa in quanto quest'ultima, in base alle disposizioni vigenti, è competente a ricevere, nei casi previsti, solamente il verbale.
A ben guardare, inoltre, lo stesso art. 386 comma 3 del Reg. codice della strada prevede anche l'ipotesi che l'organo accertatore non trasmetta gli atti al Prefetto nel caso in cui sia "possibile procedere alla eventuale notifica nei confronti dell'effettivo responsabile entro i termini previsti": nella fattispecie, pertanto, persino il verbale notificato al soggetto estraneo non viene archiviato dal Prefetto.
Nel caso in cui, viceversa, l'organo accertatore pervenga - successivamente alla compilazione del "preavviso" - ad una ricostruzione della condotta tale da far escludere la sussistenza dell'illecito, ovvero ritenga presente una causa di esclusione della responsabilità prevista dall'art. 4 legge 24 novembre 1981, n. 689, l'esclusione della illiceità del comportamento altrimenti vietato deve essere formalmente dichiarata dall'Autorità amministrativa competente a ricevere il rapporto alla quale, pertanto, deve essere inviato il verbale di accertamento notificato, non potendo l'organo di polizia archiviare direttamente il relativo "preavviso".
Sembra, infine, opportuno che - così come sostenuto dalla stessa Corte dei Conti nella citata sentenza n. 1336/97 - per rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità, nel caso in cui, alla luce delle considerazioni sopra esposte, è consentito all'organo accertatore di non dare ulteriore corso al "preavviso" sospendendo la redazione e la notifica del verbale, l'ufficio cui detto organo accertatore appartiene motivi adeguatamente le ragioni in base alle quali procedere nei sensi suindicati, formalizzando detta motivazione negli atti del relativo fascicolo, anche ai fini della identificazione del funzionario che vi ha provveduto.

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RIFERIMENTO ALLA CIRCOLARE MIN.INT. PER ARCHIVIAZIONE
PRE-AVVISO




Prot. n. M/2413/11 Roma, 17 gennaio 2003

OGGETTO: Archiviazione dei preavvisi di violazione alle norme del Codice
della Strada.

Quest’Ufficio ritiene che il c.d. preavviso di violazione possa essere
archiviato, ricorrendone i presupposti, dall’Ufficio di appartenenza dell’organo
di polizia stradale.
Infatti, in base alle disposizioni contenute nelle norme
attualmente vigenti, il citato preavviso non assume rilevanza giuridica e quindi,
non produce effetti nei confronti del destinatario.
Invero, l’art. 204 C.d.S. attribuisce al Prefetto la potestà di
archiviazione del solo verbale, e l’art. 386, comma 3, Reg. C.d.s., nel disporre
che nel caso in cui il soggetto risulti estraneo alla violazione (per errore di
trascrizione del numero di targa o per altra causa) il comando procedente
trasmette gli atti al Prefetto per l’archiviazione, si riferisce al verbale notificato e non al preavviso.
Peraltro, la disposizione in esame fa espresso riferimento al
“caso di notifica esperita a soggetto estraneo”, lasciando intendere che nella
fattispecie deve essere stato preventivamente redatto il verbale, il quale
solamente – qualora conforme al modello VI.1 allegato al C.d.S. – può essere
notificato ai sensi dell’art. 201 C.d.S.
2 La predisposizione del preavviso, invece, si inserisce nell’ambito
di un’attività (quella di accertamento delle violazioni) di esclusiva competenza
degli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui
violazione è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria
(art. 13 L. 24.11.1981, n. 689).
In tale ambito, l’organo accertatore può assumere informazioni e
procedere a ispezioni, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici. Tali attività, unitamente a quella connessa alla compilazione del preavviso, necessitano spesso di ulteriori indagini ed approfondimenti, al termine dei quali i soggetti
che accertano le violazioni possono aver acquisito tutti gli elementi utili per
poter contestare o notificare l’atto di accertamento della violazione ovvero,
mancando i presupposti di legge, decidere l’interruzione della stessa attività di accertamento, evitando di redigere il verbale, una volta constatata la
estraneità del soggetto interessato.
Il verbale di accertamento non ancora perfezionato nei suoi
elementi formali e procedimentali rimane, quindi, nella disponibilità dell’ufficio al quale appartiene l’agente che lo ha redatto.
E’ il caso di precisare, comunque, che le fattispecie, ricorrendo le
quali l’organo di polizia stradale può interrompere l’attività di accertamento
(anche quando la stessa si è concretizzata nella compilazione del preavviso),
possono essenzialmente essere ricondotte a quelle previste dal citato art.
386, comma 3, Reg. C.d.S.: “errore di trascrizione del numero di targa ovvero
di lettura delle risultanze dei pubblici registri o per altra causa”.
In tali casi, “eseguiti gli opportuni accertamenti”, secondo l’art.
386 Reg. C.d.S. deve risultare evidente l’estraneità del soggetto alla
violazione.
3 Espletate le suddette verifiche, l’ufficio o comando procedente,
se è stato già redatto il verbale di accertamento, trasmette gli atti al Prefetto per l’archiviazione, ai sensi dell’art. 386/3 Reg. C.d.S.; se invece è stato redatto il solo preavviso può interrompere l’attività di accertamento, senza inviare il medesimo preavviso all’Autorità amministrativa in quanto
quest’ultima, in base alle disposizioni vigenti, è competente a ricevere, nei
casi previsti, solamente il verbale.
A ben guardare, inoltre, lo stesso art. 386/3 Reg. C.d.S. prevede
anche l’ipotesi che l’organo accertatore non trasmetta gli atti al Prefetto nel
caso in cui “sia possibile procedere alla eventuale notifica nei confronti
dell’effettivo responsabile entro i termini previsti”: nella fattispecie, pertanto, persino il verbale notificato al soggetto estraneo non viene archiviato dal Prefetto.
Nel caso in cui, viceversa, l’organo accertatore pervenga –
successivamente alla compilazione del “preavviso” – ad una ricostruzione
della condotta tale da far escludere la sussistenza dell’illecito, ovvero ritenga presente una causa di esclusione della responsabilità prevista dall’art. 4 della legge 24.11.1981, n. 689, l’esclusione della illiceità del comportamento, altrimenti vietato, deve essere formalmente dichiarata dall’autorità amministrativa competente a ricevere il rapporto, alla quale, pertanto, è inviato il verbale di accertamento notificato, non potendo l’organo di polizia archiviare direttamente il relativo “preavviso”.
Sembra, infine, opportuno che – così come sostenuto dalla
giurisprudenza della Corte dei Conti (Sez giurisd. Marche, 29.4.1997, n. 1336)
– per rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità, nel caso in cui è
consentito all’organo accertatore di non dare ulteriore corso al “preavviso”,
sospendendo la redazione e la notifica del verbale, l’ufficio cui appartiene
l’organo accertatore, fornisca adeguata motivazione delle ragioni in base alle
quali procede nei sensi suindicati, formalizzando detta motivazione negli atti
del relativo fascicolo, anche ai fini della identificazione del funzionario che vi
ha provveduto.
IL DIRETTORE DELL’UFFICIO
(Ubaldi)

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ANCI RISPONDE 03/01/2002 EMILIA ROMAGNA
QUESITO:
Dopo aver subito una sanzione per infrazione al Codice della Strada (C.d.S.) un cittadino presenta opposizione al Comando di Polizia Municipale chiedendo l'annullamento della sanzione, nell'ambito del principio di autotutela, prima di esperire ricorso secondo quanto stabilito dallo stesso C.d.S., in quanto, nell'ora indicata sul verbale d'infrazione si trovava in altro luogo rispetto a quanto indicato nel verbale stesso, citando due testimoni a prova di quanto affermato. Il Comando di Polizia Municipale, tramite il funzionario responsabile, respinge la richiesta di annullamento non per motivi di merito del ricorso ma in quanto "... solo il Prefetto o l'Autorità Giudiziaria hanno la facoltà di disporre l'archiviazione del verbale (...) e ciò perchè l'organo che ha redatto il verbale non può essere arbitro della legittimità del proprio operato...".
Il cittadino, preso atto della risposta del Comando di Polizia Municipale, ha inoltrato ricorso al Prefetto a norma dell'art. 203 del D, Lgs. 30 aprile 1992 (Codice della Strada).
Per quanto esposto si chiede:
1) Se una norma specifica definisce le modalità di ricorso contro una decisione dell'Amministrazione (nel caso di specie l'art. 203 del C.d.S) viene automaticamente escluso, per quei casi, il ricorso in opposizione?
2) Oppure il principio di autotutela ha valenza generale?
3) Nel caso specifico sopra esposto, se il Prefetto accetta il ricorso ed annulla la sanzione, viste le motivazioni non di merito ma di negazione della possibilità di annullamento nell'ambito del principio di autotutela, esiste una responsabilità patrimoniale del Funzionario responsabile in merito agli oneri sopportati dal cittadino e dalla stessa Pubblica Amministrazione?
4) Oppure, in generale, esiste una responsabilità patrimoniale (per danno all'Amministrazione e/o ai citatdini) del responsabile del procedimento quando, ignorando le segnalazioni ricevute, non annulla gli atti o non agisce nell'ambito del principio di autotutela?

RISPOSTA
In generale l'autotutela amministrativa rappresenta la possibilità, non arbitraria ma secondo diritto, che è concessa alla pubblica amministrazione di riesaminare i propri atti sotto il profilo della legittimità e del merito al fine prevenire possibili conflitti con altri soggetti. Per l'applicazione concreta dell'autotutela amministrativa in materia di verbali inerenti il C.d.S. è opportuno fare riferimento alla circolare del Ministero dell'interno - Direzione generale per l'amministrazione generale e per gli affari del personale n. 66 - prot. n. M/2413 del 17.7.1995, la quale evidenzia come, nel sistema introdotto dalla depenalizzazione, l'archiviazione del verbale non può far capo all'organo che ha proceduto all'accertamento, perché in tal modo l'organo stesso diverrebbe arbitro della legittimità del proprio operato.
La stessa circolare sancisce che il verbale è un atto esclusivo dell'agente che lo ha redatto, il quale opera in posizione di autonomia, ma "una volta perfezionato nei suoi elementi formali e procedimentali, esce dalla disponibilità tanto dell'agente che lo ha redatto, che dell'ufficio al quale egli appartiene, per rientrare in quella di un altro organo", e continua affermando che "in nessun caso il Comando o l'ufficio procedente può disporre l'archiviazione dei verbali elevati dal dipendente personale nel caso in cui emerga la insussistenza della ipotesi di illecito amministrativo prefigurata o vengano constatati vizi del procedimento"; soltanto nelle ipotesi di cui all'art. 386/3 del regolamento di esecuzione del C.d.S. (notifica eseguita a soggetto estraneo alla violazione per errore di trascrizione del numero di targa ovvero delle risultanze dei pubblici registri o per altra causa), "il Comando o ufficio procedente è legittimato a rinnovare la notifica del verbale relativo ad un illecito amministrativo, indirizzandola, sulla base di chiarificazione sopravvenuta, nei riguardi di una persona diversa da quella inizialmente identificata (in effetti, al verbale si dà corso, e quindi, non si dà luogo ad archiviazione)".
In funzione di quanto precede, si ritiene di poter affermare che in tema di accertamento di violazione al C.d.S., all'organo accertatore è consentita l'archiviazione dei soli atti che non siano ancora fuoriusciti dalla propria sfera, come, ad esempio, il preavviso di accertamento compilato per errore, mentre nel caso di un verbale completo, e dunque ad un atto oramai fuoriuscito dalla sfera dell'organo accertatore, l'intervento decisorio di competenza del prefetto (o del giudice di pace), a nostro parere, è dovuto.
L'annullamento del verbale deve perciò avvenire esclusivamente ad opera dell'autorità amministrativa competente a ricevere gli scritti difensivi.
Per quanto precede, in relazione al caso prospettato nel quesito posto, si ritiene corretta l'interpretazione della norma ed il comportamento del funzionario appartenente alla polizia municipale e, di conseguenza, qualunque sia la ragione sulla quale si fonda il convincimento del prefetto, in base alla quale procede all'archiviazione del verbale, non possano ravvisarsi responsabilità patrimoniali in capo al funzionario stesso.

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Ministero dell'Interno
DIREZIONE GENERALE PER L’AMMINISTRAZIONE GENERALE
E PER GLI AFFARI DEL PERSONALE
Ufficio Studi per l’Amministrazione Generale e per gli
Affari Legislativi
Prot. n. M/2413-11 Roma, 10 marzo 1999
OGGETTO: Annullamento di verbali in sede di autotutela.
Si fa riferimento al quesito concernente l’oggetto, con il quale si chiede di conoscere
l’avviso della scrivente in ordine alla possibilità di procedere, in sede di autotutela,
all’annullamento di un verbale di accertamento di violazione a norma del codice della strada - già
divenuto titolo esecutivo ai sensi dell’art. 203, comma 3, c.d.s. -, qualora, successivamente alla
predisposizione del ruolo per la riscossione della somma dovuta a titolo di sanzione pecuniaria,
emerga un errore sugli elementi identificativi dell’autore dell’illecito.
Il quesito si riferisce ad un errore evidenziato a seguito di notificazione della cartella
di pagamento, ma effettuato nella fase di rilevazione della contravvenzione. In particolare, la
specifica ipotesi che viene prospettata concerne la situazione nella quale al precedente proprietario
di un veicolo - risultante al momento della consumazione dell’illecito già venduto con atto
tempestivamente trascritto al P.R.A. - viene addebitata l’infrazione, a causa di un mero errore
iniziale nell’accertamento.
Al riguardo, si ritiene di formulare le seguenti considerazioni.
Preliminarmente occorre evidenziare che, nell’ambito delle varie fasi del
procedimento sanzionatorio disciplinato dal codice della strada, la legge ha attribuito - in ragione
del rispetto di fondamentali esigenze garantistiche di controllo della legittimità degli atti - a distinti
soggetti differenziate prerogative.
A mero titolo esemplificativo si ricorda che: gli organi accertatori provvedono alla
contestazione, verbalizzazione e notificazione delle infrazioni; il prefetto esamina il ricorso ex art.
203 C.d.s., emette l’ordinanza-ingiunzione di pagamento, dispone l’archiviazione, predispone i ruoli
per i titolo esecutivi; il pretore giudica l’eventuale opposizione ex art. 205 C.d.s.
Da ciò discende che ciascun atto del procedimento, una volta perfezionato in tutti i
suoi elementi costitutivi, esce dalla disponibilità del soggetto che lo ha redatto e può solo essere
sindacato da un altro soggetto, previamente individuato dalla legge.
In relazione alle considerazioni sopra svolte, pertanto, il verbale di accertamento di
una infrazione al codice della strada, nel momento in cui si è perfezionato nei suoi elementi formali
e procedimentali e, ai sensi dell’art. 203, comma 3, C.d.s., costituisce titolo esecutivo, esce dalla
disponibilità tanto dell’agente che lo ha redatto, che dell’ufficio al quale appartiene, per rientrare
nella disponibilità di un altro organo (Prefetto). Conseguentemente, la rilevazione di un errore sulla
persona responsabile della infrazione, riscontrata - sia d’ufficio che a seguito di istanza da parte
dell’interessato - nella fase procedimentale in cui sia già avvenuta, da parte del Prefetto (ex art. 206,
comma 2, C.d.s.), la iscrizione a ruolo, non consente all’organo accertatore di poter più intervenire,
in sede di autotutela, sul processo verbale già redatto e notificato, ai fini della modifica o
dell’annullamento dell’atto.
E, infatti, l’art. 386, comma 3, del regolamento di esecuzione del C.d.s. (D.P.R. n.
495/1992), dispone che in caso di notifica eseguita a soggetto estraneo alla violazione (per errore di
trascrizione del numero di targa ovvero di lettura delle risultanze dei pubblici registri o per altre
cause), l’ufficio o comando procedente deve trasmettere gli atti al Prefetto per l’archiviazione, salvo
che non siano ancora scaduti i termini per notificare il verbale all’effettivo proprietario.
A tale riguardo, si evidenzia la circostanza che un tempestivo reclamo dell’errore da
parte del presunto responsabile - venutone comunque a conoscenza a seguito della notificazione
della violazione - bloccherebbe il procedimento nei suoi confronti, impedendo così la fase della
iscrizione a ruolo, e, contemporaneamente consentirebbe - qualora i termini non fossero ancora
scaduti - all’organo accertatore di poter effettuare la notificazione del verbale all’effettivo
trasgressore.
Per quanto concerne, poi, le concrete possibilità di intervento, ai fini della
eliminazione dell’errore sulla persona responsabile della infrazione, si ricorda la disposizione
contenuta nell’ultimo comma del citato art, 386 Reg. in base alla quale l’organo accertatore “può
rilevare l’errore ai sensi del comma 3 fino alla formazione del ruolo”.
Non si ritiene, quindi, configurabile, dopo l’avvenuta iscrizione a ruolo,
l’applicazione dell’istituto dell’autotutela nei verbali redatti ai sensi dell’art. 200 C.d.S.
Comunque, la ipotizzata situazione di erronea iscrizione a ruolo - nella quale è
indubbio che in favore del presunto trasgressore vi siano ragioni di giustizia sostanziale - potrebbe
trovare una soluzione attraverso una interpretazione analogica dell’art. 390 del Regolamento di
esecuzione del C.d.S.
Tale norma, come è noto,. dispone che “in caso di erronea iscrizione a ruolo,
l’autorità amministrativa che ha emesso il ruolo ai sensi dell’art. 206, comma 2, del codice, chiede
all’esattore la cancellazione” e, conseguentemente, di non procedere più contro la persona a cui per
errore è stata notificata la cartella di pagamento.
E’ vero che la disposizione ricordata si riferisce ad errori materiali che siano stati
effettuati in occasione della compilazione del ruolo, tuttavia, ad avviso della scrivente, non si
ravvedono motivi ostativi affinchè in sede di autotutela, possa ricevere istanze finalizzate al
discarico dal ruolo o, d’ufficio, procedervi - in applicazione per via analogica dell’art. 39° Reg. - in
tutti i casi in cui sia accertato un errore sugli elementi identificativi dell’autore dell’illecito. E tale
potere, può essere esercitato nella ipotesi in cui il Prefetto venga a conoscenza che il veicolo, in data
antecedente a quella dell’accertamento dell’infrazione, era stato oggetto di trasferimento di
proprietà. Tale conoscenza deve naturalmente essere documentata da atto di compravendita redatto
dal notaio o da scrittura privata con data autenticata dal notaio o da visura al P.R.A.
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MessaggioInviato: Ven 12 Feb 2010 - 7:00 am    Oggetto: Rispondi citando

difficilmente le targhe di copertura risultano dalla visura.

verificato quest'estate per un veicolo di scorta ad un magistrato

la solita figura del ..condor Embarassed
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ippocampo2009



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MessaggioInviato: Ven 12 Feb 2010 - 10:48 am    Oggetto: Rispondi citando

condor ha scritto:
difficilmente le targhe di copertura risultano dalla visura.

verificato quest'estate per un veicolo di scorta ad un magistrato

la solita figura del ..condor Embarassed


Salvo errori, in caso di interrogazione alla banca dati su targhe di copertura dovrebbe uscire la dicitura "targa in carico alla Motorizzazione" e per ulteriori notizie occorre contattare quell'ufficio
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stanley kubrick



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MessaggioInviato: Ven 12 Feb 2010 - 3:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

ippocampo2009 ha scritto:
Salvo errori, in caso di interrogazione alla banca dati su targhe di copertura dovrebbe uscire la dicitura "targa in carico alla Motorizzazione" e per ulteriori notizie occorre contattare quell'ufficio


Se è per questo esce anche di MOOOLTO ALTRO... ma è meglio non riportare i dettagli. Wink
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MessaggioInviato: Sab 13 Feb 2010 - 11:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Embarassed non ho visto personalmente la visura, ma rocirdo ancora ciò che mi è stato detto.. Confused Confused
hanno archiviato il brogliaccio dato che non emetto preavvisi
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MessaggioInviato: Sab 13 Feb 2010 - 1:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ottima risposta del Comandante di Mandello!
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SOFRONISCO



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MessaggioInviato: Mar 16 Mar 2010 - 2:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

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