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Il Blog di Massimo Carta
L’orgoglio non ci permette di essere quel che siamo, non ci esprimiamo se non siamo allo stremo, sarebbe molto più bello raccontare agli amici i nostri segreti, forse se fossimo più disinvolti avremo ciò di cui abbiamo bisogno.
Se hai bisogno di aiuto... chiedilo! Non vergognarti!!!
Nessuno è mai tenuto a piangere o a soffrire in solitudine.
Eppure molti fra noi sarebbero disposti a patire in silenzio pur di non chiedere aiuto di cui peraltro hanno urgente necessità.
Tendiamo a ritenere che gli altri siano perfettamente consapevoli delle nostre pene, anche se noi non ne parliamo affatto.
E’ dalla forza emotiva, non dalla debolezza, che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto. Il timore del rifiuto, o del ridicolo, o di qualunque altro impulso ci spinga a nascondere le nostre sofferenze, dev’essere sconfitto a ogni costo. Diversamente, non otterremmo mai il supporto morale che ci occorre.
Naturalmente, nell’atto di sollecitare aiuto noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona. Implicitamente le facciamo capire che nutriamo fiducia in lei, che la reputiamo in grado di aiutarci in un momento di grande vulnerabilità.
Non le chiediamo soluzioni. Vogliamo solo che sia presente, che ci accordi un sostegno temporaneo in attesa di trovare la nostra via personale di superamento.
Un sano ”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.
Massimo Carta
Se hai bisogno di aiuto... chiedilo! Non vergognarti!!!
Nessuno è mai tenuto a piangere o a soffrire in solitudine.
Eppure molti fra noi sarebbero disposti a patire in silenzio pur di non chiedere aiuto di cui peraltro hanno urgente necessità.
Tendiamo a ritenere che gli altri siano perfettamente consapevoli delle nostre pene, anche se noi non ne parliamo affatto.
E’ dalla forza emotiva, non dalla debolezza, che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto. Il timore del rifiuto, o del ridicolo, o di qualunque altro impulso ci spinga a nascondere le nostre sofferenze, dev’essere sconfitto a ogni costo. Diversamente, non otterremmo mai il supporto morale che ci occorre.
Naturalmente, nell’atto di sollecitare aiuto noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona. Implicitamente le facciamo capire che nutriamo fiducia in lei, che la reputiamo in grado di aiutarci in un momento di grande vulnerabilità.
Non le chiediamo soluzioni. Vogliamo solo che sia presente, che ci accordi un sostegno temporaneo in attesa di trovare la nostra via personale di superamento.
Un sano ”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.
Massimo Carta
Massimo :: 1. Aprile 2010 @ 12:24 - Commenti (5) -
Memoria... si dobbiamo ricordare per migliorare ed aiutare tanti ed anche noi stessi.
Da una mail del mio amico Massimo Penitenti, sempre impegnato in campagne umanitarie, riporto il suo pensiero di uomo libero. ve lo propongo per intero anche per la semplicità del discorrere.
Massimo Carta
------------------------------------------------
Giorno della memoria.
Lo so, il giorno della memoria si è celebrato, il 27 gennaio.
Ma a cosa serve celebrare questo giorno?
A ricordare le malefatte di alcuni uomini, che per sete di potere hanno tolto l'umanità ad altri uomini. Prima li hanno privati d'ogni diritto in quanto appartenenti ad etnie, culture o opinioni diverse da quelle di chi comandava; poi li hanno catturati e chiusi in gabbie per meglio organizzarne lo sterminio; via il dente via il dolore.
Va bene, prendiamo un giorno dell'anno e lo utilizziamo per non dimenticare quel che è successo.
Ma perché non lo dobbiamo dimenticare?
Ebbè, è ovvio, visto che non ci piacerebbe subire ciò che zingari, ebrei, omosessuali (e chi più ne ha, più ne metta, c'è l'imbarazzo della scelta) hanno subito, dobbiamo fare in modo che tutto ciò non abbia più ad accadere.
Ma non è così.
Non voglio mettermi qua a descrivere tutti i posti ove, in questo preciso istante, ci sono uomini intenti a disumanizzarne altri, ne prendo uno a caso, il delta del Niger.
Un certo Kenule Benson Tsaro-Wiwa, meglio noto come Ken Saro-Wiwa, oltre ad essere uno scrittore, per hobby fonda il MOSOP (Movement fo the Survival of the Ogoni People), in quanto vedeva lesi i diritti di quegli insignificanti individui che sono gli Ogoni, da parte di compagnie petrolifere intente a estrarre greggio proprio tra le capanne di questa gente.
Estraggono petrolio senza che gli Ogoni traggano alcun beneficio e, tra l'altro, non è che questi petrolieri adottino sistemi uguali a quelli che userebbero nel ricco occidente per le loro pratiche.
Orsù! Disse un giorno 'sto tipo, non è che vi state allargando un po' troppo con la scusa di 'sto petrolio?
Gli Ogoni dicono: Cazzo! è vero! Scendiamo in piazza e protestiamo.
Protesta che ti protesta, un giorno ne scendono in piazza 300.000, incazzati ma con intenti pacifici, proprio come il loro leader gli aveva indicato.
Tre anni di lotte costringono la Shell a mollare l'osso (non è che non si estrae più petrolio, infatti Chevron, Exxon, Total e Agip, continuano tranquillamente ad operare in zona).
Tre mesi dopo il ritiro della compagnia dalla gialla conchiglia, Saro-Wiwa con otto suoi compagni, viene arrestato con l'accusa di aver ordinato l'uccisione di quattro Ogoni rappresentanti una parte avversa al MOSOP.
Ovviamente, viene istruito un processo, solo che gli avvocati difensori non è che fossero proprio presenti, quindi i nostri nove eroi vengono condannati in modo, diciamo, abbastanza rozzo. Però la condanna è senza appello, datosi che devono pagare con la vita e, per non correre troppi rischi di fuga, invece di incarcerarli, li appendono con una corda; solo che la medesima stringe un po' troppo il collo dei malcapitati che, faticando a respirare, muoiono.
La Shell viene denunciata di aver armato un esercito, quello nigeriano, che va abbastanza per le spicce quando deve tutelare i petrolieri. Non solo viene denunciata e subisce anche lei un processo ma lo perde pure, accetta di patteggiare e viene condannata a pagare ben 15,5 milioni di dollari come risarcimento per i soprusi subiti da parte della popolazione Ogoni. Non sto parlando di cento anni fa, il processo contro la Shell si è svolto nel 2009, quattordici anni dopo l'impiccagione di Saro-Wiwa, avvenuta, appunto, nel 1995, un anno dopo il suo arresto.Il meraviglioso libro che mi ha portato a scoprire questi fatti è "Sozaboy" di Baldini Castaldi Dalai editore, lo consiglio per capire di quale grande tesoro siamo stati privati con l'annullamento della vita del non violento Ken Saro-Wiwa.
Massimo Penitenti
Da una mail del mio amico Massimo Penitenti, sempre impegnato in campagne umanitarie, riporto il suo pensiero di uomo libero. ve lo propongo per intero anche per la semplicità del discorrere.
Massimo Carta
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Giorno della memoria.
Lo so, il giorno della memoria si è celebrato, il 27 gennaio.
Ma a cosa serve celebrare questo giorno?
A ricordare le malefatte di alcuni uomini, che per sete di potere hanno tolto l'umanità ad altri uomini. Prima li hanno privati d'ogni diritto in quanto appartenenti ad etnie, culture o opinioni diverse da quelle di chi comandava; poi li hanno catturati e chiusi in gabbie per meglio organizzarne lo sterminio; via il dente via il dolore.
Va bene, prendiamo un giorno dell'anno e lo utilizziamo per non dimenticare quel che è successo.
Ma perché non lo dobbiamo dimenticare?
Ebbè, è ovvio, visto che non ci piacerebbe subire ciò che zingari, ebrei, omosessuali (e chi più ne ha, più ne metta, c'è l'imbarazzo della scelta) hanno subito, dobbiamo fare in modo che tutto ciò non abbia più ad accadere.
Ma non è così.
Non voglio mettermi qua a descrivere tutti i posti ove, in questo preciso istante, ci sono uomini intenti a disumanizzarne altri, ne prendo uno a caso, il delta del Niger.
Un certo Kenule Benson Tsaro-Wiwa, meglio noto come Ken Saro-Wiwa, oltre ad essere uno scrittore, per hobby fonda il MOSOP (Movement fo the Survival of the Ogoni People), in quanto vedeva lesi i diritti di quegli insignificanti individui che sono gli Ogoni, da parte di compagnie petrolifere intente a estrarre greggio proprio tra le capanne di questa gente.
Estraggono petrolio senza che gli Ogoni traggano alcun beneficio e, tra l'altro, non è che questi petrolieri adottino sistemi uguali a quelli che userebbero nel ricco occidente per le loro pratiche.
Orsù! Disse un giorno 'sto tipo, non è che vi state allargando un po' troppo con la scusa di 'sto petrolio?
Gli Ogoni dicono: Cazzo! è vero! Scendiamo in piazza e protestiamo.
Protesta che ti protesta, un giorno ne scendono in piazza 300.000, incazzati ma con intenti pacifici, proprio come il loro leader gli aveva indicato.
Tre anni di lotte costringono la Shell a mollare l'osso (non è che non si estrae più petrolio, infatti Chevron, Exxon, Total e Agip, continuano tranquillamente ad operare in zona).
Tre mesi dopo il ritiro della compagnia dalla gialla conchiglia, Saro-Wiwa con otto suoi compagni, viene arrestato con l'accusa di aver ordinato l'uccisione di quattro Ogoni rappresentanti una parte avversa al MOSOP.
Ovviamente, viene istruito un processo, solo che gli avvocati difensori non è che fossero proprio presenti, quindi i nostri nove eroi vengono condannati in modo, diciamo, abbastanza rozzo. Però la condanna è senza appello, datosi che devono pagare con la vita e, per non correre troppi rischi di fuga, invece di incarcerarli, li appendono con una corda; solo che la medesima stringe un po' troppo il collo dei malcapitati che, faticando a respirare, muoiono.
La Shell viene denunciata di aver armato un esercito, quello nigeriano, che va abbastanza per le spicce quando deve tutelare i petrolieri. Non solo viene denunciata e subisce anche lei un processo ma lo perde pure, accetta di patteggiare e viene condannata a pagare ben 15,5 milioni di dollari come risarcimento per i soprusi subiti da parte della popolazione Ogoni. Non sto parlando di cento anni fa, il processo contro la Shell si è svolto nel 2009, quattordici anni dopo l'impiccagione di Saro-Wiwa, avvenuta, appunto, nel 1995, un anno dopo il suo arresto.Il meraviglioso libro che mi ha portato a scoprire questi fatti è "Sozaboy" di Baldini Castaldi Dalai editore, lo consiglio per capire di quale grande tesoro siamo stati privati con l'annullamento della vita del non violento Ken Saro-Wiwa.
Massimo Penitenti
Massimo :: 12. Febbraio 2010 @ 12:27 - Commenti (5) -
Oggi tutto ciò che si è vissuto non lo si rischia più.
Teniamo tutto e non ci azzardiamo a vivere diversamente.
Non vogliamo provare a vivere nuove esperienze, considerando che nessuno può dire di aver raggiunto la felicità, pensiamo di trasmettere sicurezza ai nostri figli per ciò che abbiamo, e ci fermiamo qui.
Tutto cambierà naturalmente! Perché non iniziamo a rinunciare al superfluo?
E' necessario affrontare i rischi, perché il rischio più
grande nella vita è non rischiare nulla.
Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.
Può evitare le sofferenze e l'angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare. È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni. Ha rinunciato alla sua caratteristica più grande, la sua libertà individuale. Solo chi rischia è libero.
Tenere nascosti voi stessi, perdere voi stessi a causa di queste idee che sconfiggono l'io significa morire. Non permettete che questo avvenga. La vostra responsabilità più grande è diventare tutto ciò che siete, non soltanto per il vostro beneficio, ma anche per il mio.
Massimo Carta
Teniamo tutto e non ci azzardiamo a vivere diversamente.
Non vogliamo provare a vivere nuove esperienze, considerando che nessuno può dire di aver raggiunto la felicità, pensiamo di trasmettere sicurezza ai nostri figli per ciò che abbiamo, e ci fermiamo qui.
Tutto cambierà naturalmente! Perché non iniziamo a rinunciare al superfluo?
E' necessario affrontare i rischi, perché il rischio più
grande nella vita è non rischiare nulla.
Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.
Può evitare le sofferenze e l'angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare. È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni. Ha rinunciato alla sua caratteristica più grande, la sua libertà individuale. Solo chi rischia è libero.
Tenere nascosti voi stessi, perdere voi stessi a causa di queste idee che sconfiggono l'io significa morire. Non permettete che questo avvenga. La vostra responsabilità più grande è diventare tutto ciò che siete, non soltanto per il vostro beneficio, ma anche per il mio.
Massimo Carta
Massimo :: 16. Dicembre 2009 @ 11:39 - Commenti (19) -
Gli anni sessanta furono un periodo incredibile, tutti mettevano in discussione tutto. Che momento per imparare!
Gli anni settanta furono un periodo di quiete, un periodo in cui la gente cercava in se stessa.
Il momento per venire fuori è ora. Il momento per incominciare a costruire ponti che conducono agli “altri” è ora. La nostra salvezza sarà lavorare insieme per fini comuni, e non dividerci.
Una delle mie scoperte di questi ultimi anni è che non devo avere sempre ragione. E’ magnifico? Possiamo avere ragione tutti e due. Ci sono due ragioni! E poi ho scoperto che possono esserci duecento ragioni, e che in realtà non c’è una ragione ed un torto, ma una sterminata zona grigia con ogni sorta di gradazioni.
Scopriamo prima cosa abbiamo in comune. Non può cadere una foglia senza influire su ciascuno di noi. Non ci sono posti dove nasconderci. Tutti noi influiamo l’uno su l’altro.
E’meglio che cominciamo a costruire i nostri ponti, altrimenti i crepacci diventeranno così profondi che non riusciremo più a scavalcarli.
Piango, mi sento solo. Non so se servirà a qualcosa o no, ma voglio parlarne con voi.
In India quando vi accomiatate o incontrate qualcuno dite “Namaste”, significa “Io onoro in te il luogo dove risiede l’intero universo”. Sei tu quel luogo, io sono in quel luogo, siamo una cosa sola.
Leo Buscaglia
Namaste
Massimo Carta
Gli anni settanta furono un periodo di quiete, un periodo in cui la gente cercava in se stessa.
Il momento per venire fuori è ora. Il momento per incominciare a costruire ponti che conducono agli “altri” è ora. La nostra salvezza sarà lavorare insieme per fini comuni, e non dividerci.
Una delle mie scoperte di questi ultimi anni è che non devo avere sempre ragione. E’ magnifico? Possiamo avere ragione tutti e due. Ci sono due ragioni! E poi ho scoperto che possono esserci duecento ragioni, e che in realtà non c’è una ragione ed un torto, ma una sterminata zona grigia con ogni sorta di gradazioni.
Scopriamo prima cosa abbiamo in comune. Non può cadere una foglia senza influire su ciascuno di noi. Non ci sono posti dove nasconderci. Tutti noi influiamo l’uno su l’altro.
E’meglio che cominciamo a costruire i nostri ponti, altrimenti i crepacci diventeranno così profondi che non riusciremo più a scavalcarli.
Piango, mi sento solo. Non so se servirà a qualcosa o no, ma voglio parlarne con voi.
In India quando vi accomiatate o incontrate qualcuno dite “Namaste”, significa “Io onoro in te il luogo dove risiede l’intero universo”. Sei tu quel luogo, io sono in quel luogo, siamo una cosa sola.
Leo Buscaglia
Namaste
Massimo Carta
Massimo :: 21. Gennaio 2009 @ 16:51 - Commenti (50) -
Di solito la vera gioia si trova nelle relazioni affettive, nel sentirsi insieme, lontano “io” e “me”, dove c’è noi.
Consumare una buona cena da soli è piacevole, ma dividerla con cinque sei persone care è il massimo. Andare in campagna e guardare gli alberi da soli può ancora essere bellissimo, ma avere al braccio qualcuno che dice “Guarda quelli violacei”, mentre voi state guardando quelli blu, e così non vi lasciate sfuggire ne quelli violacei ne quelli blu, è fantastico!
Non lasciatevi sfuggire questo essere insieme, perché è vostro, perché è a vostra disposizione.
Eric Fromm, che ha scritto tante cose belle sullo stare insieme e sull’amore, ha detto: “il più grande bisogno dell’uomo è superare la separatezza. Lasciare la prigione della sua solitudine”.
Dice Gibran: “Cantate e danzate insieme e siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica”.
Massimo Carta
Consumare una buona cena da soli è piacevole, ma dividerla con cinque sei persone care è il massimo. Andare in campagna e guardare gli alberi da soli può ancora essere bellissimo, ma avere al braccio qualcuno che dice “Guarda quelli violacei”, mentre voi state guardando quelli blu, e così non vi lasciate sfuggire ne quelli violacei ne quelli blu, è fantastico!
Non lasciatevi sfuggire questo essere insieme, perché è vostro, perché è a vostra disposizione.
Eric Fromm, che ha scritto tante cose belle sullo stare insieme e sull’amore, ha detto: “il più grande bisogno dell’uomo è superare la separatezza. Lasciare la prigione della sua solitudine”.
Dice Gibran: “Cantate e danzate insieme e siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica”.
Massimo Carta
Massimo :: 12. Dicembre 2008 @ 15:56 - Commenti (21) -
Dovete continuare a crescere e a progredire, ogni giorno dovreste introdurre qualcosa di nuovo nella vostra vita.
La vostra responsabilità principale è nei confronti di voi stessi. Se non pensate così, non potete dare niente a nessuno, potete dare solo ciò che avete. Se diventate vivi, se attraversate il mondo facendo cose pazze, diventate affascinanti e restate affascinati.
E’ l’affinità che ci avvicina, ma è la novità che ci tiene insieme. Siate stimolanti, condividete idee nuove, crescete, progredite, evolvetevi, non siate mai prevedibili.
Tutto deve giungervi come una sorpresa. Se ci pensate, ogni depressione che vi colpisce è causata dal fatto che qualcuno non ha corrisposto alle vostre aspettative. Pensateci! Ogni volta che vi sentite giù, è perché qualcuno non ha telefonato o non si è ricordato del vostro compleanno.
Nelle vostre relazioni mostrate ciò che sentite. Se avete voglia di piangere, piangete! Credo che uno dei fattori più distruttivi sia la nostra incapacità di esprimere ciò che proviamo.
Massimo Carta
La vostra responsabilità principale è nei confronti di voi stessi. Se non pensate così, non potete dare niente a nessuno, potete dare solo ciò che avete. Se diventate vivi, se attraversate il mondo facendo cose pazze, diventate affascinanti e restate affascinati.
E’ l’affinità che ci avvicina, ma è la novità che ci tiene insieme. Siate stimolanti, condividete idee nuove, crescete, progredite, evolvetevi, non siate mai prevedibili.
Tutto deve giungervi come una sorpresa. Se ci pensate, ogni depressione che vi colpisce è causata dal fatto che qualcuno non ha corrisposto alle vostre aspettative. Pensateci! Ogni volta che vi sentite giù, è perché qualcuno non ha telefonato o non si è ricordato del vostro compleanno.
Nelle vostre relazioni mostrate ciò che sentite. Se avete voglia di piangere, piangete! Credo che uno dei fattori più distruttivi sia la nostra incapacità di esprimere ciò che proviamo.
Massimo Carta
Massimo :: 26. Novembre 2008 @ 10:03 - Commenti (7) -
Vorrei che avessimo qui una lavagna, per mostrarvi questo punto.
Credo sia una cosa bellissima da pensare. Qui c’è un “Io” e questo “Io” incontra un “Te” e stiamo insieme perché siamo attratti l’uno dall’altro e abbiamo certe cose in comune e partecipiamo. Questa partecipazione diventa il nostro “Noi” Insieme. Questo è il nostro legame. Guai darsi completamente a un altro. Restate voi stessi, come gli altri restano se stessi. Formate il ”Noi”. Quindi lavorate su quel “Noi” e quel “Noi” diventa sempre più grande, ma anche il “Tu” e l’”Io” diventano più grandi e crescono, e formano enormi cerchi concentrici che crescono incessantemente!
L’intimità è questo meraviglioso “Noi”. E se per caso quel particolare “Noi” si esaurisce…avete ancora un “Io” e cari ricordi che vi serviranno per ricominciare.
Massimo Carta
Credo sia una cosa bellissima da pensare. Qui c’è un “Io” e questo “Io” incontra un “Te” e stiamo insieme perché siamo attratti l’uno dall’altro e abbiamo certe cose in comune e partecipiamo. Questa partecipazione diventa il nostro “Noi” Insieme. Questo è il nostro legame. Guai darsi completamente a un altro. Restate voi stessi, come gli altri restano se stessi. Formate il ”Noi”. Quindi lavorate su quel “Noi” e quel “Noi” diventa sempre più grande, ma anche il “Tu” e l’”Io” diventano più grandi e crescono, e formano enormi cerchi concentrici che crescono incessantemente!
L’intimità è questo meraviglioso “Noi”. E se per caso quel particolare “Noi” si esaurisce…avete ancora un “Io” e cari ricordi che vi serviranno per ricominciare.
Massimo Carta
Massimo :: 15. Settembre 2008 @ 11:19 - Commenti (57) -
Io credo oggi che l’essenziale non sono i nostri corpi. Sono certamente importanti i nostri pensieri e la nostra programmazione. E’ importante dove vi trovate in questo momento. Dovunque siate, dovete amare il punto dove siete perché tutto comincia da li.
Dovete cominciare col dirvi: “Si, io mi amo dove sono, con tutte le mie assuefazioni e i miei limiti, ma ciò non significa che domani sarò ancora qui, significa soltanto che io mi piaccio dove sono ora”.
Non si può andare avanti se non si fa questa dichiarazione. Se potessi esprimere un desiderio, farei in modo che diceste e credeste: “Mi piaccio, dovunque io sia, ora, in questo momento. Devo andare in vacanza una settimana e seppure dovesse piovere e fare vento il posto dove sarò sarà il miglior posto dove starò perché ci sono io.”
Questo è un modo e forse il modo migliore per osservarsi.
Questo è quello che sappiamo.
E quello che non sappiamo?
Massimo Carta
Dovete cominciare col dirvi: “Si, io mi amo dove sono, con tutte le mie assuefazioni e i miei limiti, ma ciò non significa che domani sarò ancora qui, significa soltanto che io mi piaccio dove sono ora”.
Non si può andare avanti se non si fa questa dichiarazione. Se potessi esprimere un desiderio, farei in modo che diceste e credeste: “Mi piaccio, dovunque io sia, ora, in questo momento. Devo andare in vacanza una settimana e seppure dovesse piovere e fare vento il posto dove sarò sarà il miglior posto dove starò perché ci sono io.”
Questo è un modo e forse il modo migliore per osservarsi.
Questo è quello che sappiamo.
E quello che non sappiamo?
Massimo Carta
Massimo :: 12. Giugno 2008 @ 16:19 - Commenti (7) -
Le nostre vite sono oppresse da tanti pesi, spesso vivere ci sembra una faccenda complicata. I problemi del mondo sono così incredibilmente complessi e non ci sono soluzioni semplici. La complessità ci lascia sempre un senso di impotenza.
Eppure continuiamo ad andare avanti, aspirando quasi inconsapevolmente a qualcosa di più semplice, di più significativo.
Diventa importante il modo in cui vediamo le nostre vite e il vivere. Quando nel precedente articolo dicevo che bisogna avere il coraggio di provare mi riferivo al fatto che molto di ciò che non facciamo è solo perso.
Volgersi spesso indietro per soffrire non è mai reale. È solo perdere tempo pensando di avere sbagliato. Ma a cosa serve? Cambiare il passato non si può!! Neanche immaginare il futuro.
E’ forse anche meno complicato……Guardiamoci ed apprezziamo il fatto di esistere, di sentire ed amare tutto ciò che abbiamo attorno. Le persone che vi stimano e vogliono il vostro amore ricambiandovi……sono realtà tangibili, noi siamo tutto questo abbiamo in noi il potenziale di tutto ciò che è creato e soprattutto il privilegio di ridere…….
Sono queste cose che accrescono la consapevolezza. Possiamo decidere di vivere!!!!!
Questo è ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo
Massimo Carta
Eppure continuiamo ad andare avanti, aspirando quasi inconsapevolmente a qualcosa di più semplice, di più significativo.
Diventa importante il modo in cui vediamo le nostre vite e il vivere. Quando nel precedente articolo dicevo che bisogna avere il coraggio di provare mi riferivo al fatto che molto di ciò che non facciamo è solo perso.
Volgersi spesso indietro per soffrire non è mai reale. È solo perdere tempo pensando di avere sbagliato. Ma a cosa serve? Cambiare il passato non si può!! Neanche immaginare il futuro.
E’ forse anche meno complicato……Guardiamoci ed apprezziamo il fatto di esistere, di sentire ed amare tutto ciò che abbiamo attorno. Le persone che vi stimano e vogliono il vostro amore ricambiandovi……sono realtà tangibili, noi siamo tutto questo abbiamo in noi il potenziale di tutto ciò che è creato e soprattutto il privilegio di ridere…….
Sono queste cose che accrescono la consapevolezza. Possiamo decidere di vivere!!!!!
Questo è ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo
Massimo Carta
Massimo :: 22. Aprile 2008 @ 12:21 - Commenti (68) -
Herbert Otto dice:” Il cambiamento e il progresso si hanno quando una persona ha rischiato se stessa e ha osato fare esperimenti con la propria vita”.
Fidandosi di se stessi, questo aggiungo.
Fare esperimenti con la vostra vita è esaltante, e da gioia, da felicità e meraviglia, oppure fa anche paura. Ma è importante se si vuole cambiare tutto il nostro modo di vedere e sognare, avere la possibilità di gustare in un altro modo. Essere pronti ad affrontare tutti gli ostacoli.
Per molti è meglio dire “sto bene così, ho un buon lavoro, ho il telefonino e la macchina”. Ma poi decidete che potreste cambiare, molte cose , che questi potrebbero non essere più i vostri valori….e così date uno scrollone al vostro compiacimento.
Provate a fare sempre qualche esperimento che non avreste mai provato!!!
Non si deve avere paura di affrontare novità ed esperienze diverse da quelle che abbiamo sempre fatto. In questo blog ho sentito tante persone e tanti umori diversi, ma non ho ancora sentito dire “Sono cambiato” avrei piacere nel sentire qualcuno che qualche volta dicesse :” Vorrei provare qualcosa di diverso!” Cambio vita!!!
Io ho cambiato tante volte ed ogni volta mi sono entusiasmato per la sorpresa…
Massimo Carta
Fidandosi di se stessi, questo aggiungo.
Fare esperimenti con la vostra vita è esaltante, e da gioia, da felicità e meraviglia, oppure fa anche paura. Ma è importante se si vuole cambiare tutto il nostro modo di vedere e sognare, avere la possibilità di gustare in un altro modo. Essere pronti ad affrontare tutti gli ostacoli.
Per molti è meglio dire “sto bene così, ho un buon lavoro, ho il telefonino e la macchina”. Ma poi decidete che potreste cambiare, molte cose , che questi potrebbero non essere più i vostri valori….e così date uno scrollone al vostro compiacimento.
Provate a fare sempre qualche esperimento che non avreste mai provato!!!
Non si deve avere paura di affrontare novità ed esperienze diverse da quelle che abbiamo sempre fatto. In questo blog ho sentito tante persone e tanti umori diversi, ma non ho ancora sentito dire “Sono cambiato” avrei piacere nel sentire qualcuno che qualche volta dicesse :” Vorrei provare qualcosa di diverso!” Cambio vita!!!
Io ho cambiato tante volte ed ogni volta mi sono entusiasmato per la sorpresa…
Massimo Carta
Massimo :: 6. Marzo 2008 @ 12:58 - Commenti (129) -
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