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Forme
estreme del disagio giovanile: anoressia, bulimia, suicidi, tossicodipendenze
RACCOLTA
DELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE E REGIONALE SUL TEMA
Nell'ambito
di tale Ricerca si è voluta aprire una finestra operativa
di osservazione anche sull'interessante e pertinente materia normativa,
sia nazionale che regionale.
Per osservare e comprendere i reali interventi apportati dalle Istituzioni
del nostro Paese e soprattutto per valutare l'effettivo interesse
rivolto a tali problematiche adolescenziali si sono raccolte le
leggi, nazionali e regionali, formulate, direttamente o indirettamente,
a favore dei giovani.
L'attento esame della legislazione può fornire informazioni
e dati rilevanti, anche se talvolta di non pronta usufruibilità.
Si possono trovare inoltre spunti di riflessione sulla condizione
attuale dell'operatività e dell'interesse mostrato su tali
argomenti dalle Istituzioni medesime ma soprattutto dell'effettivo
bisogno di interventi in certi settori d'intervento o in certe zone
territoriali nazionali piuttosto che in altri.
Certamente, la legislazione attuale è ancora incompleta e
molto lacunosa, non ha perciò carattere esaustivo in materia
e lascia invece irrisolte molte questioni relative al disagio della
condizione giovanile che a livelli estremi può portare ad
atti irreversibili, quale quello di togliersi la vita.
In particolare, il contenuto di queste leggi non sempre è
specificamente indirizzato ai giovani della fascia d'età
esaminata in questa Ricerca, stante il fatto che la maggior parte
della legislazione presenta un ampio raggio di applicazione, programmata
per tutte le fasce d'età e che non comporta quindi una particolareggiata
previsione delle diverse esigenze che ragionevolmente sussistono
tra i giovani e gli adulti.
Tuttavia, il materiale reperito riferito agli ultimi dieci-quindici
anni è certamente aumentato rispetto ai decenni precedenti,
ciò a dimostrazione di una maggiore sensibilità sociale
e conseguentemente una più proficua attenzione alle politiche
giovanili, ciò anche grazie alla spinta esterna proveniente
dalla normativa europea.
Pertanto, la scelta di inserire in questa Ricerca determinate leggi
è stata motivata dalla difficoltà di reperire materiale
specifico del mondo giovanile, che è stata sopperita comunque
dalla esistente normativa a carattere generale avente per oggetto
gli argomenti trattati da questa Ricerca.
Il materiale legislativo, successivamente catalogato e sintetizzato
in schede per facilità di consultazione, è stato attinto
da diverse fonti, essenzialmente da mezzi informatici come il cd-rom
della De Agostini Giuridica "Leggi regionali d'Italia"e
dall'utilizzazione di Internet, di cui vanno segnalati due siti
di banche dati per la ricerca della normativa regionale:
CONSIDERAZIONI
FINALI
Dall'analisi di tutta la normativa
raccolta sintetizzata e catalogata, si possono formulare alcune
considerazioni sia di carattere generale che particolare.
Innanzitutto, come detto nella premessa, nella maggior parte delle
previsioni normative, sia regionali che nazionali, le forme estreme
di disagio giovanile quali anoressia, bulimia, suicidi, tossicodipendenze
sono tendenzialmente disciplinate senza specifica previsione per
i giovani.
In particolare per le tossicodipendenze e l'alcoolismo è
stato possibile reperire parecchio materiale, anche se difficilmente
tale normativa è "tagliate su misura" per i giovani.
Totalmente inesistente, a livello regionale, è una normativa
specifica, non solo giovanile ma anche a più largo spettro
d'età, sia sulla bulimia che sull'anoressia e i suicidi,
mentre un accenno lo si trova nella legge nazionale di Approvazione
del Piano Sanitario nazionale per il triennio 1998-2000.
Quindi, anche se, principalmente, il disagio, la devianza, l'emarginazione
sociale e familiare vengono indicati da queste norme come fattori
potenziali per l'insorgenza di situazioni di tossicodipendenza o
di alcoolismo, raramente ciò viene collegato e concretizzato
in una normativa specifica per il mondo giovanile. Essa normativa
si riferisce, peraltro, ad interventi di tipo preventivo ed educativo
ma non anche assistenziale, riabilitativo e di cura.
In effetti gli obiettivi e le finalità indirizzate specificatamente
ai giovani, nell'ambito delle tossicodipendenze, dell'AIDS e dell'alcolismo,
prevedono delle concrete attività di informazione nelle scuole,
nelle famiglie ed in generale negli Istituti o Enti che si occupano
di minori.
C'è quindi una tendenza ad affrontare il problema alle radici,
prima ancora che questo possa sorgere.
Indubbiamente si tratta di un metodo che presenta una certa efficacia
ma che lascia scoperte le fasi menzionate, altrettanto delicate,
di recupero, riabilitazione, inserimento sociale dei minori devianti.
Sarebbe quindi opportuno che proprio in questi casi la normativa
nazionale e regionale intervenisse prevedendo così delle
strutture con relative attività di accoglienza specifiche
per i minori la cui personalità non essendo ancora formata,
è molto più vulnerabile e soggetta ai rischi che il
vivere in una comunità complessa comporta.
Nell'ultimo quinquennio si rileva, basandosi sui dati raccolti,
una maggiore generale sensibilizzazione normativa verso le problematiche
della condizione giovanile considerando che vengono favorite le
attività di associazione e collaborazione e si promuovono
le attività giovanili e l'inserimento sociale.
Nell'ambito di tali politiche è prevista l'istituzione di
numerosi centri di aggregazione giovanile o comunque a servizio
dei giovani, ed è in tale contesto che uno degli obbiettivi
fondamentali posto risulta essere quello di eliminare il disagio
sociale, i fenomeni di emarginazione, i fattori psicologici che
anche all'interno dell'ambiente familiare possono portare al disadattamento
negli adolescenti.
Purtroppo tali interessantissime previsioni non sono collegate a
livello normativo a quelle a favore dei tossicodipendenti o degli
alcoolisti, anche se è innegabile che tali fenomeni siano
strettamente correlati fra loro.
Quindi, a favore dei giovani, vengono istituiti Forum della gioventù,
Osservatori permanenti sulla condizione giovanile, Consulte giovanili,
Centri di documentazione e di informazione socio-economica per i
giovani e le famiglie, Servizio Informagiovani
Sostanziali differenze nel contenuto della normativa tra regione
e regione non se ne riscontrano, le linee-guida di intervento nel
settore socio-assistenziale rimangono praticamente invariate, rivolgendosi
anche alle famiglie, ai minori, e in generale, a tutti i soggetti
in condizioni svantaggiate che necessitano di particolare assistenza.
Infine differenze le troviamo fra le regioni nella pratica realizzazione
delle strutture d'intervento, vuoi per questioni di pretta politica
sociale, vuoi per difficoltà ambientali di impiego delle
risorse finanziarie.

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