Articoli Economia

Tutto sulla IUC: cosa, quando e come si pagano le tasse
24/04/2014

Se pensate alle tasse, non potete non conoscere la nuova IUC 2014 e tutti i suoi segreti: si tratta di un’imposta a tre teste (IMU, TASI e TARI) uno soltanto dei quali – la TASI – caratterizzato da alcuni elementi di reale novità, sebbene di modesta sostanza.

La IUC si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

Tasi

La TASI e l’IMU si pagano entro il 16 giugno per l’acconto prima rata, il 16 dicembre per il saldo, con possibile pagamento unico a giugno a scelta del singolo contribuente.

La TASI nella realtà nulla è di nuovo e diverso rispetto alla sorella IMU: infatti utilizza la stessa tipologia di calcolo e si manifesta essenzialmente nel reintrodurre sotto altra denominazione la tassazione sulle abitazioni principali e per le altre fattispecie a esse assimilate dalla legge o assimilabili con delibera comunale, oggetto di parziale esenzione nel 2013.

L’aliquota  della TASI è pari all’1 per mille sino al 2,5 per mille, ma, con deliberazione consiliare adottata ai sensi dell’articolo 52 del d.lgs. n. 446/1997, il Comune può ridurre l’aliquota fino all’azzeramento attraverso l’introduzione di detrazioni. Il che, ovviamente, spaventa e preoccupa perché ad esempio a Milano è arrivato l’ennesimo aggravio fiscale:

Tari

Rivolta alla copertura del costo di raccolta dei rifiuti urbani e a essi assimilati (la vecchia TARES, in sostanza, che per il 2013 ha fatto seguito alle varie TARSU oppure TIA 1 o TIA 2), è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte (anche gli inquilini quindi), a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Tariffe TARI? Ogni Comune può utilizzare il metodo normalizzato indicato dal DPR n. 158 del 1999 secondo cui la tariffa deve essere commisurata sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte.

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Irpef, c’è il decreto: 80 euro in busta paga ufficiali. E passa il Jobs Act
24/04/2014

La fiducia è arrivata, il Jobs Act di Matteo Renzi passa alla Camera e il presidente del Consiglio continua ad “attaccare sui social” (Twitter il campo di battaglia preferito) sui pilastri del suo Governo: lavoro, tasse, pensioni, Irpef. Partiamo dal Decreto Lavoro, che ieri ha ottenuto il si da parte di Nuovo Centrodestra, Partito Democratico e Scelta Civica. Contrari Forza Italia, MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e vendoliani. Il totale fa 344 favorevoli e 184 contrari. Le modifiche portate in Commissione riguardano:

- il passaggio da otto a cinque rinnovi nell’arco dei tre anni per i contratti a tempo determinato;
- la precedenza per la fruizione del congedo di maternità nella graduatoria di assunzione;
- il ripristino del minimo di assunzioni per il 20% dei contratti di apprendistato attivati per le aziende oltre 30 dipendenti;
- il ritorno della formazione pubblica obbligatoria, a cui dovranno pensare le regioni. Se l’ente pubblico tarderà oltre il 45esimo giorno dal’attivazione dell’apprendistato, allora l’azienda non sarà obbligata a incrociare la formazione specifica con quella di carattere generale.

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Lavoro accessorio e prestazioni occasionali: novità sugli importi
23/04/2014

Dopo il decreto sul lavoro, mirino su lavoro accessorio e le prestazioni occasionali. Del resto, di questi tempi, c’è più di una persona che oltre all’occupazione principale ne svolge altre occasionali, beneficiando dei voucher appositi.

Facciamo chiarezza sull’argomento: le prestazioni di lavoro accessorio sono le attività lavorative di natura occasionale che danno complessivamente luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi non superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare (annualmente rivalutati).
Le prestazioni di lavoro accessorio possono ora essere rese in tutti i settori, da parte di qualsiasi committente, con qualsiasi lavoratore (salvo alcuni limiti nel settore agricolo), mentre per quanto concerne le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti (fermo restando il limite dei compensi fissato in linea generale a 5.000 euro annui), si prevede che le attività svolte a favore di ciascun committente non possono comunque superare i 2.000 euro annui.
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