L’Emilia Romagna sveglia la P.A.: il turismo oggi si fa col cloud e i social network

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Da Facebook a Twitter, passando per Linkedin e tuffandosi nella nuvola. Dal cloud consapevole ai sistemi ‘saas’ già super-utilizzati dall’utente ma non ancora perfettamente conosciuti in tutte le loro possibilità. Il convegno “Applicazioni internet a servizio della promozione turistica: strumenti ed opportunità per la rete di informazione turistica regionale” del 17 gennaio, organizzato dalla Regione Emilia Romagna Servizio Commercio, Turismo e Qualità Area Turistica, ha messo in evidenza gli aspetti legati alla creazione di nuovi contenuti e alla condivisione degli stessi tramite i social media

L’era della condivisione: addio alla chiavette Usb?
“Quanti di voi hanno un profilo su Facebook? E su Twitter? Quanti usano Foursquare?”. Domande a bruciapelo per una platea molto interessata, quelle con le quali Claudio Forghieri, direttore scientifico di E-GOV e moderatore del convegno, coinvolge subito la ‘folla’ nel tentativo di capire come la rete stia effettivamente cambiando la consapevolezza di chi ogni giorno può utlizzarla, rendendo migliore la vita per se stesso, per l’amministrazione per la quale lavora e per i turisti che ogni anno popolano l’Emilia Romagna, storica meta per visitatori italiani e stranieri. Ottanta per cento, trenta e 15, rispettivamente, la penetrazione dei tre social network più ‘famosi’ del web. “Beh, tutto sommato pensavo meglio”, il commento di Forghieri, che poi parte a spron battuto soffermandosi sul mostro sacro di giornata, il cloud computing, da tantissimi già usato ma da pochi perfettamente compreso. “Dall’applicazione sulla singola macchina, ad esempio word ed excel per Office, si passa a un’applicazione che sta sulla rete, e quindi sulla nuvola. Gmail è un servizio di cloud computing: a noi serve solo il browser internet, mentre il resto è sui server di Google sparsi per il mondo“.

Poi, Facebook. Il re dei social media. “E’ un’applicazione software as a service, le cosidette SAAS – continua -. Conoscente anche DropboxE’ un piccolo programma grazie al quale tutti i file copiati e inseriti nel ‘box’ vengono immediatamente duplicati su un altro pc che ha il permesso di farlo. Voi usate ancora le chiavette? Ecco, con Dropbox non vi servono più…”. Si, dimenticavamo Google Docs, altra applicazione SAAS. Tutto molto bello, sempre presupponendo di disporre di una buona connessione Internet, altrimenti ‘ti saluto’. “Sono i documenti su cui lavoro e che possono vedere solo chi voglio io, non sono più solo i miei documenti“. Il tutto porta per forza di cose a innegabili pregi e difetti. I vantaggi? Nessuna installazione, nessun bisogno di acquisti e licenze con abbonamenti spesso gratuiti, nessun upgrade visto che gli aggiornamenti sono automatici, accesso e condivisione immediati, e username e password quali assicurazione contro qualsiasi crash del sistema o rottura del pc. Ok, ma non è tutto oro quello che luccica, giusto? “No, ci sono pure degli inghippi: siamo legati mani e piedi a Internet, e la sicurezza è quella che è. Mi spiego meglio: il server sta in remoto, non abbiamo controllo sulla privacy”.

Leggi articolo, video-interviste e programma completo del convegno su Egovnews.it

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